FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete… anche alcune gocce di vitamine in un lager…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/02/2012

Qualche giorno fa, mentre facevo zapping sui tanti nuovi canali che ci offre adesso il digitale terrestre, mi sono imbattuto in uno di quei film strappalacrime in bianco e nero degli anni quaranta. Ammetto che non saprei citare né il titolo né gli attori, ma mi ha colpito una scena in cui una ragazza madre (interpretata, credo da Ivonne Sanson, questa la so perché era l’attrice preferita di mia nonna Antonia, classe 1916), che viveva presso un istituto di suore, piangeva e pregava per il figlioletto gravemente malato.

“Dobbiamo chiedere un miracolo”, mi pare dicesse la madre. E la suora: “Mia cara, i miracoli non si chiedono, si aspettano”. Devo ammettere che poi ho girato senza finire il film, decisamente un po’ datato, ma Dio è forte perché parla anche mentre fai zapping, e con questa frase, colta per caso, girovagando tra i canali tv, mi ha detto esattamente cos’è la fede.

La mattina dopo, sfogliavo il bel libro del compianto padre Andrea Gasparino: Tutto quello che otterrete con fede nella preghiera lo otterrete, ed. Elledici. Ancora mi frullava in testa la frase sulla fede del film “Mia cara, i miracoli non si chiedono, si aspettano” quando a pagina 117 una testimonianza di una donna a me sconosciuta, Corrie ten Boom, mi sembrava la realizzazione pratica di questa frase ascoltata per caso da un vecchio film. Mi ha talmente colpito che la voglio condividere qui; il resto del libro – come tutti i libri di padre Andrea Gasparino – vi invito a leggerlo comprandolo in libreria.

<<Corrie pregava sempre per la salute di Betsie: la sorella era tanto malandata che solo per miracolo di Dio riusciva a stare in piedi.Corrie ebbe l’ispirazione di salvare da tutti i controlli dei lager, oltre la sua famosa Bibbia, anche un botticino prezioso: un botticino di vitamine col tappo contagocce.

Ogni volta che nel lager davano una fetta di pane nero, Corrie agitava il botticino e metteva su quella fetta alcune gocce di vitamine per sostenere la salute di Betsie. Il botticino, portato al campo di concentramento fin dall’inizio della prigionia, rispondeva sempre allo scrollo di Corrie. Ma a Ravensbruck erano tante le donne che avevano bisogno di quelle gocce, e tutti i giorni il botticino dava la sua risposta. Corrie riservava le vitamine preziose solo per le prigioniere più sfinite, ma spesso doveva versarle su quindici, venti, venticinque razioni di pane.

Ce ne sarà ancora? Si chiedeva sempre. Fino a quando durerà? Tutte chiedevano, ma ogni giorno la fatidica goccia riappariva: il botticino era di vetro scuro, non si poteva vedere dentro, era tanto leggero, ma ad ogni scrollo rispondeva.

“C’era una donna nella Bibbia – diceva Betsie – che aveva una giara di olio che non si svuotò mai”

La cosa sembrava proprio impossibile a Corrie che era tanto razionalista. Anzi la botticina divenne leggendaria alla baracca 28: quando Corrie l’agitava c’era tutta una corona di spettatrici che volevano controllare se la famosa goccia sarebbe ancora uscita.

Una notte Corrie azzardò questa uscita con Betsie: “Forse si tratta solo di una molecola di liquido che passa attraverso il foro piccolissimo del contagocce e al contatto dell’aria si dilata e diventa goccia”. Ma Betsie rispose ridendo: “Non cercare di dare troppe spiegazioni. Accetta con semplicità che Dio è un padre che ci ama”.

Una sera fece irruzione davanti alla baracca 28 un’infermiera amica, con una refurtiva di grande interesse che aveva sottratto al magazzino dell’ospedale: era un barattolo intero di vitamine!

L’entusiasmo delle prigioniere fu grande. Allora Corrie disse: “Bene, prima di tutto finiamo le nostre vitamine” e prese di sotto la paglia il botticino per scrollarlo. Agitò forte. Ma quella sera la famosa goccia non apparve. Il botticino aveva finito il suo piccolo prodigio: non c’era più bisogno di lui, si era fermato.

Il racconto di Corrie può far sorridere. Cerchiamo di non sorridere davanti alle parole di Cristo: “I capelli del vostro capo sono tutti contati”>> (Andrea Gasparino, Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete, Elledici, Torino 2001)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: