FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Giulia Gabrieli… Un gancio in mezzo al cielo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/03/2012

Giulia Gabrieli è un’adolescente di oggi, normale, moderna, allegra, piena di vita, con gli interessi dei ragazzi di oggi e un talento naturale per la scrittura che le riesce bene tanto da scrivere racconti che vincono premi letterari. Giulia ha due genitori uniti, un fratello di nove anni, è brava a scuola, ha un’amica del cuore, che sente come una sorella a cui vuole un mondo di bene, dei cugini che adora, tanti amici. È una ragazza OK, intelligente, popolare, sveglia, credente.

Ad un certo  punto qualcosa s’inceppa. Un gonfiore alla mano destra si rivela essere un tumore, un brutto tumore, ma lo affronta con coraggio e ottimismo. Come Chiara Luce Badano, che è il suo modello, dopo un iniziale momento di sconforto, animata di una forza sovrumana, più grande di quella che può avere una ragazza della sua età, si arma di coraggio, di gioia e affronta con coraggio il calvario delle chemioterapie: “Se trovi la forza per pensare: eh va beh, vado in ospedale, faccio una chemio e poi torno a casa, è tutta un’altra cosa. Certo anch’io quando sto male mi chiedo: perché è successo proprio a me? Poi però, quando sto meglio dico: “Ma si, dai, è passato, ci rido sopra!”

Giulia scrive e utilizza la sua malattia per far arrivare ad altri sofferenti un messaggio di speranza quando scrive: “Ora spero che con questo libro molte persone possano capire il vero senso della vita, semplicemente leggendolo, senza passare per forza la dura esperienza della malattia”. Lungi dal rimuovere la sofferenza, Giulia cerca di darle un senso che all’inizio trova nell’amore per gli altri, sempre sostenuto dalla fede.

Una fede autentica, che la malattia non fiacca ma rafforza. Scriverà, dopo la recidiva: “Io ringrazio il Signore di avermi donato, attraverso la malattia che è ritornata, una seconda chance per capire quanto mi vuole bene” Giulia sa di avere un brutto tumore, è lucida e allo stesso tempo aperta a qualunque intervento di Dio: “Dobbiamo pregarlo affinché lui ci dia la forza di andare avanti, di sopportare le cure, di accettarle! Quest’anno io spero di guarire, ma anche se ciò non dovesse accadere so che lui mi è sempre vicino e mi dà la forza di andare avanti. Inoltre, con la mia sofferenza, sto salvando tantissime altre persone e di questo sono felice!”

Giulia vede la malattia come un’opportunità, e come potrebbe se non illuminata dallo Spirito Santo? “Ho capito tante cose della mia fede che difficilmente avrei capito senza l’esperienza della malattia. O forse ci sarei arrivata, ma molto più in là…”

Giulia legge la storia di Chiara Luce Badano, un’altra santa dei giorni nostri, e ne resta folgorata, è contagiosa la santità, è sempre stato così, e Giulia scrive, dopo aver letto la sua storia: “Per me è una sorella, è come una stella cometa, la stella cometa che mi porta dritta da Gesù, e ogni giorno mi impegno a vivere come lei l’attimo presente, mi godo fino in fondo questo momento perché Dio me lo sta donando ed è adesso.”

La nostra vita è adesso, non è domani, noi ci dobbiamo impegnare adesso per costruire un mondo migliore domani. Se noi viviamo bene adesso, domani sarà un giorno migliore.”

Arriva il viaggio a Medjugorje, sperimenta che Maria è viva e per rendere l’idea dice: “Io, per provare a spiegare cosa avviene, mi sono inventata questa immagine: la Madonna a Medjugorje, è come se continuasse a soffiare in un palloncino. Soffia amore, soffia amore, soffia amore. E questo palloncino diventa talmente grande che scoppia, perché non riesce più a contenere tutto l’amore della Madonna. Così l’amore va dappertutto e va a colmare ogni piccola mancanza del nostro cuore”

Giulia non guarisce e pensate che si disperi? No! La malattia avanza e lei scrive: “Il problema è che noi sentiamo il Signore così lontano, perché abbiamo in mente solo il ‘Padre nostro che sei nei cieli’. Invece non è così. Dobbiamo pensarlo proprio come un papà, da abbracciare, da stritolare”.

Ai ragazzi della sua età, ai pischelli come lei, Giulia dice: “Dopo la Cresima, ricevuti tanti regali, spariscono. Pensano di essere autonomi, di non avere più bisogno di Dio. No. No. STATE FACENDO UNA CACCIA AL TESORO SENZA IL TESORO …Ma come? Lui ci mette un tappeto rosso sotto i piedi e ci guida, ci tratta come delle star, e noi poi lo snobbiamo?” Non lo dice un prete o il bigotto di turno ma una ragazzina di tredici anni che sta per morire, piena dell’amore di Dio.

Giulia è consapevole della morte e scrive:

Perché ora so che la mia storia può finire in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali”

Vi invito a comprare il libro di Giulia Gabrieli: “Un gancio in mezzo al cielo”, Edizioni Paoline. Il ricavato dei diritti d’autore sarà destinato all’ AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro , e in parte a sostenere progetti di solidarietà a favore di giovani e bambini malati.

Per ulteriori informazioni visitate il sito www.congiulia.it. Per chi volesse inviare messaggi ai familiari e amici di Giulia può scrivere a congiulia03@gmail.com

2 Risposte to “Giulia Gabrieli… Un gancio in mezzo al cielo”

  1. Che meraviglia, che esempio per tutti!! Che lezione importante capire quanto sofferenza e felicità siano fortemente intrecciate! Affacciarsi su queste vite ci avvicina alla realtà di Dio ed alimenta la nostra fede!!

  2. […] Marzo raccontavo nel blog la storia di Giulia Gabrieli morta a 14 anni a causa di un tumore tra i più aggressivi, che non le ha tolto mai il […]

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