FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Alexis Carrel, quando la ragione si arrende alla fede

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/08/2012

Carrel era un ateo dichiarato che ricevette il premio Nobel nel 1912 per il suo lavoro sull’anastomosi vascolare. Ma Carrel nascondeva un segreto; era stato testimone di un miracolo a Lourdes che avvenne il 28 Maggio 1902 quando incontrò Marie Bailly, una giovane donna morente, affetta da tubercolosi, in pellegrinaggio a Lourdes.

Stava così male che a Marzo 1902 i medici si erano rifiutati di operarla. Il 25 Maggio 1902 era stata inserita di nascosto in un treno pieno di malati per Lourdes; di nascosto perché era vietato introdurre nel treno dei morenti.

Alle due del mattino del giorno seguente era chiaro che stesse morendo. Chiamarono Carrel. Le diede della morfina e rimase con lei, diagnosticandole un caso fatale di tubercolosi con peritonite.

Il 27 Maggio lei insistette per essere portata alla grotta, sebbene i dottori temessero che sarebbe morta durante il trasporto. All’arrivo le fu versata un po’ di acqua benedetta sul suo addome malato.

Con sorpresa, Carrel osservò che quell’addome enormemente dilatato cominciò ad appiattirsi. La sera stessa, era seduta sul suo letto che cenava. Il mattino seguente era in piedi e già vestita quando Carrel la vide. Era completamente guarita.

Carrel le chiese cosa avrebbe fatto della sua vita. Lei le rispose che avrebbe voluto entrare nelle Sorelle della Carità, spendendo la sua vita nella cura dei malati. E così fece.

Lo scienziato che era in Carrel rifiutò per anni di accettare la possibilità che fosse avvenuto un miracolo. Era un teorico dell’eugenetica, non credente. Nel 1935 Carrel pubblicò un best-seller intitolato L’uomo, questo sconosciuto, dove postulava l’idea che l’umanità sarebbe migliorata grazie all’augenetica.

Per molti anni Carrel cercò di ascrivere la guarigione di Marie nei casi di forze psichiche, ed altre traballanti spiegazioni. Ma Carrel non poteva dimenticare quello che aveva visto e tornò a Lourdes. Vi tornò e ritornò a causa della sua incapacità di spiegare del tutto ciò che aveva visto.

Nel suo terzo viaggio a Lourdes, nel 1910, Carrel vide un bimbo di 18 mesi, riacquistare la vista. Verso la fine della sua vita, Carrel finalmente accettò quello che aveva visto e ricevette i sacramenti della Chiesa morendo riconciliato con Dio.

Guarda caso proprio da quel momento la scienza smise di considerarlo un genio.

(Fonte: National catholic register  http://www.ncregister.com/blog/matthew-archbold/6-of-the-most-unexpected-converts)

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