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I santi, amici di ieri per colmare le solitudini di oggi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/09/2012

Mi è sempre piaciuto leggere e mi sono sempre piaciute le biografie. Mi sembrava di vivere mille vite e, se i personaggi erano interessanti, era ‘come se’ avessi conosciuto un nuovo amico e mi sembrava di entrare, in un certo senso, nella sua vita.

Era solo un ‘come se’, ne ero consapevole. Poi però, con l’esperienza di Dio, ho cominciato a leggere le storie di quelle persone che, l’esperienza di Dio, l’avevano fatta in maniera più completa. Scoprivo le vite dei santi e più le leggevo, più sperimentavo che man mano che li leggevo, non era più ‘come se’ avessi trovato un nuovo amico ma avevo la sensazione reale di leggere la vita di quel santo, insieme a lui.

La prima volta è stata con Santa Teresina del Bambino Gesù. Leggevo la “Storia di un anima” e quel senso di soliudine che le biografie normali non riempivano mai, mentre leggevo quella storia, invece, svaniva. Era come se lei, con una presenza silenziosa che i sensi esterni non percepivano, stesse lì, dietro di me, a leggere insieme a me.

Poi ho sperimentato Padre Pio. L’epistolario – la raccolta delle lettere che inviava alle sue figlie spirituali – è stata quasi (non me ne voglia il mio direttore spirituale) una direzione spirituale.

E così via, biografia dopo biografia o meglio, agiografia dopo agiografia, nel tempo, ho scoperto Madre Teresa, santa Teresa d’Avila, santa Veronica Giuliani, il beato Piergiorgio Frassati, Natuzza Evolo e tanti, tanti altri…

Con alcuni santi in particolare la sensazione era più forte. Pensate pure che abbia una fervida fantasia ma era come se mi proponessero un’amicizia con loro. Sarà la famosa comunione dei santi di cui ci parla la Chiesa? Forse. In ogni caso non sarò mai così grato a Dio di averci fatto doni così grandi che ci rendono fattibile, percorribile, la via verso di Lui,  verso la santità, con l’esempio ma anche con la loro presenza.

Domani finiranno le mie ferie e, con esse, la lettura di un’agiografia che ho cominciato pigramente sotto l’ombrellone ma che, un racconto dopo l’altro mi ha appassionato a una figura che mi era totalmente sconosciuta, quella di san Giovanni Bosco.

image

Non lo so spiegare ma, come la lettura delle vite di certi santi mi guariva lentamente da un atavico senso di solitudine che non riempivano nemmeno le migliori compagnie, la lettura di don Bosco (o forse don Bosco che mi guardava amorevolmente mentre lo scoprivo leggendo), mi ha finalmente consolato dal senso di solitudine che mi accompagna da quando ho perso mio padre lo scorso 14 Gennaio. Non mi ha liberato dal dolore, quello sta sempre là – c’è il dolore dove c’è l’amore. Mi ha liberato da quel vuoto quasi disperato che può capire solo chi c’è passato.

Anche questa non me la so spiegare. La lascio qua, come un’esperienza. Del resto don Bosco non è stato padre di tanti orfani qui in questa vita? Perché non potrebbe continuare a farlo dal cielo?

È per questo che da quando tornerò a Roma, comincerò a postare le storie più belle di questo santo col dono della paternità, di cui non c’è mai stato tanto bisogno come in questo periodo storico.

2 Risposte to “I santi, amici di ieri per colmare le solitudini di oggi”

  1. lanuvolettarosa78blog said

    Anche io vivo la stessa esperienza; tantissimi anni fa, quando vivevo in bilico tra l’ateismo e la fede, ho fatto amicizia con Padre Pio; è da quel giorno che non mi lascia mai! Poi negli anni, ho stretto amicizia con San Paolo e Sant’Agostino. E da quest’anno si è aggiunta anche santa Teresina: infatti stò leggendo anch’io storia di un’anima. Ogni tanto si affacciano nella mia vita: don Bosco, santa Caterina da Siena e santa Ildegarda. Conto di fare amicizia anche con loro. E’ bellissimo avere così tanti amici che ci ispirano e ci guidano dall’alto! 🙂

  2. […] Penso allora ai santi, gente normale che ha avuto il coraggio di dedicare la vita a Dio, e mi chiedo se non siano loro ad aver scoperto l’Evento degli eventi, un qualcosa (Qualcuno?) per cui vale davvero la pena lottare, penare, gioire, investire. […]

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