FERMENTI CATTOLICI VIVI

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C’è pane e pane

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/09/2012

<<Don Bosco era spesso favorito da avvisi e ammonizioni celesti in occasione degli esercizi spirituali della comunità, o di novene in onore di Maria Santissima. Don Domenico Bongiovanni, don Michele Rua, mons. Giovanni Cagliero ci raccontarono quanto ora esponiamo.

Una sera don Bosco disse in pubblico che aveva visti in sogno tutti noi distribuiti in quattro crocchi distinti e che stavamo mangiando. I giovani di ogni crocchio avevano in mano un pane differente. Questi una pagnotta fresca, fina, gustosissima; quelli un pane bianco ordinario; gli uni pane nero di crusca, e finalmente gli ultimi pane coperto di muffa e guasto. I primi erano gli innocenti, i secondi i buoni, i terzi quelli che si trovavano attualmente in disgrazia di Dio ma non abituati al peccato, il quarto crocchio coloro che fissi al male non facevano alcuno sforzo per mutar vita.

Don Bosco, data spiegazione della causa e degli effetti di tali alimenti, affermò di ricordare benissimo quale pane ciascuno di noi mangiasse, e che se fossimo andati a interrogarlo egli ce l’avrebbe detto. Molti andarono, e don Bosco in privato, ad uno ad uno svelava come lo avesse visto nel sogno, e con tali osservazioni e particolarità sullo stato della loro coscienza, che tutti poterono persuadersi non essere il suo un gioco di fantasia e molto meno un’azzardata congettura.

I segreti più nascosti, i peccati taciuti in confessione, le intenzioni non rette in certe opere, le conseguenze di una condotta poco riguardosa, e anche le virtù, lo stato di grazia, la vocazione, ogni cosa, insomma, spettante le singole anime, scoperta, descritta o profetata.

Si vedevano i giovani fuori di sé dallo stupore, dopo che erano stati a colloquio con don Bosco e dicevano come la Samaritana: “Mi ha detto tutto quello che ho fatto”. Queste parole, poi le abbiamo udite ripetere migliaia di volte per anni e anni.>>

[Michele Molineris, Don Bosco e il soprannaturale, Elledici, Torino 2010, pag. 23]

Difficile da credere? Lo era anche per me, fino a quando, nel lontano 1999 non partecipai a un ritiro spirituale a San Giovanni Rotondo dove conobbi Mons. Pierino Galeone, fondatore dei Servi della Sofferenza. Sapevo che, come padre Pio (di cui oggi si celebra la memoria), aveva il dono di leggere nelle coscienza e, per sfuggirvi mi ero confessato prima da un altro sacerdote.

Tutti i partecipanti al ritiro si confessarono da lui. Mancavo io e quando mi chiamò, credendomi l’ultimo della fila, gli risposi gentilmente che non mi dovevo confessare perché lo avevo fatto pochi giorni prima. “Vieni lo stesso”, mi disse invitandomi a entrare nell’ufficetto della parrocchia di San Giorgio Jonico (saremmo andati a San Giovanni Rotondo l’indomani). “Io veramente…” – “Zitto, parlo io.” – mi disse e continuò facendomi un elenco di miei peccati, azioni, scelte e comportamenti molti dei quali nessuno era a conoscenza. Ricordo come se fosse ieri quel foglietto in cui mi scrisse: A)… … … B)… … … C)… … … aggiungendo – Questi sono i tuoi ostacoli alla santità…

Quel giorno sono rinato e quel giorno la mia relazione con Dio ha cominciato a vivere nella verità e nella lealtà. Come la Samaritana posso dire “Mi ha detto tutto quello che ho fatto” e, lungi dal sentire messi in piazza i miei peccati, mi sono sentito, per la prima volta nella mia vita, conosciuto da Dio, anche e soprattutto in quei momenti in cui ero più lontano da lui.

6 Risposte to “C’è pane e pane”

  1. vado a medjugorie il 28 spero di trovare il mio pierino galeone(una volia all’anno a medjugorie cerco di confessarmi con tutto il cuore)

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