FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Avvento tempo di attesa. Troppo per l’uomo di oggi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/12/2012

È inutile negarlo, viviamo nell’epoca del tutto-e-subito. Compriamo cibi pronti in un imageminuto; non mettiamo più neanche l’acqua a bollire sul gas visto che nel microonde bolle in 30 secondi; raggiungiamo chiunque nel mondo con un velocissimo click. Sappiamo ciò che accade senza aspettare il TG delle venti grazie ai social networks che informano in tempo reale.

Accediamo a tutto subito e per questo, abbiamo perso la capacità preziosa, che rende l’uomo forte, a mio avviso, la capacità di attendere. Vivo anch’io in questa società del cotto-e-mangiato e come tutti, questa tendenza colpisce anche me portandomi a dover imparare di nuovo l’arte dell’attesa.

Eppure ricordo con tenerezza e un pizzico di nostalgia i nove, lenti mesi in cui mia moglie ed io gustavamo la crescita di nostra figlia contemplando il bel pancione che lentamente lievitava.

Non è forse questo che ci propone la imageChiesa invitandoci a vivere l’Avvento? Rallentare i nostri ritmi frenetici, fermarci un po’, sfrondare le nostre vite dal peso delle cose superflue dietro a cui corriamo ma che alla fine – lo sappiamo tutti che lo ammettiamo o no – dopo un po’ devono essere sostituite con qualcos’altro perché non ci danno quella vita che chiediamo loro e che tutti desideriamo.

Madre Teresa di Calcutta affermava: “Tutto quello che non mi serve, mi pesa”. Vero, ma abbiamo creduto al grande imbroglio del consumismo che tenta ancora di darci a bere la menzogna che soldi e benessere possano soddisfare tutto, e ci troviamo di corsa, pieni di cose, insoddisfatti come prima.

Rallentare e tornare all’essenziale, togliere dalla nostra vita cose superflue per dare tempo a Dio. Troppo per l’uomo e la donna di oggi sempre in corsa per far rialzare lo spread e riprendere i consumi? I bambini ti fanno rallentare e tornare all’essenziale. Sarà forse per questo che l’occidente ha così paura del bambinello che viene imagelasciato fuori dalle scuole, dalle case, dai cuori?

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Ricordate il grido incoraggiante di Giovanni Paolo II? Certamente si riferiva anche al grande assente del 25 Dicembre. È vero, per accoglierlo dobbiamo rallentare, fermarci. Corriamo il rischio e non lasciamo il grande assente del 25 Dicembre fuori dalle nostre case e dai nostri cuori.

2 Risposte a “Avvento tempo di attesa. Troppo per l’uomo di oggi?”

  1. minimetal said

    è vero. in città specialmente c’è una “fretta furiosa” di cui anch’io mi sono ammalata; lo noto quando faccio ritorno al mio paesino d’origine… laggiù dove tutto è lento, immacolato, è possibile assaporare tutte le sfumature con la dovuta e dimenticata calma.

  2. […] Ma… Non è che per accogliere il “defenestrato” del 25 Dicembre dobbiamo rallentare, fermarci? […]

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