FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Suor Cristina. “Ho un dono, ve lo dono”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/03/2014

Il 19 marzo ha esordito a The Voice, un’inaspettata Suor Cristina Scuccia, cantando in maniera impeccabile e coinvolgente, “No one” di Alicia Keys di fronte agli sguardi allibiti dei giudici che non credevano ai loro occhi vedendo che quella “voce-che-spacca” apparteneva a una suora, una suora vera

Sembrava che i giudici non aspettassero che l’arrivo di questa suora minuta dal talento prorompente e dalla voce virtuosa. Suor Cristina a fine esibizione, con candido coraggio, alla Raffa nazionale che le chiedeva: “Ma come ti è venuto in mente di venire a The Voice?”, ha risposto: “HO UN DONO, VE LO DONO”.

In rete si parla di suor Cristina che invade i social network, che impazza su Youtube, su Facebook e su Twitter. Chi plaude al coraggio della religiosa siciliana, chi critica tale azzardo affermando che un reality non sia luogo adatto a una suora.

Ma è suor Cristina stessa a fugare ogni dubbio quando dice, “Il Papa ci invita a uscire, a evangelizzare, Dio non toglie niente, anzi ci dona ancora di più, e io sono qui per questo”.

Suor Cristina Scuccia è la vincitrice della scorsa edizione del Good News Festival, il festival della canzone cristiana organizzato dalla Diocesi di Roma.

Suor Cristina è molto più di un gran talento musicale; conosciamo la vocazione di questa venticinquenne coraggiosa che è passata con convinzione dalla ‘band’ al convento e che lo scorso anno, lontana dai clamori di The Voice, raccontava la sua bella vocazione. 


Noi di Fermenti Cattolici Vivi, consapevoli del fatto che Dio dia i talenti per usarli e non per nasconderli, facciamo il tifo per suor Cristina, con un’avvertenza e una richiesta che giriamo ai lettori. Nella speranza che non venga inghiottita dalle esigenze di audience del reality e che non venga strumentalizzata, svalutata o ridotta a macchietta, preghiamo per lei invitando i lettori a fare altrettanto affinché lo Spirito Santo la usi come strumento di Dio e la mantenga tale.

“Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna” recita la Sacra Scrittura in 2 Tim 4,2

Sosteniamo allora suor Cristina con la preghiera affinché resti la testimone coraggiosa che usa il suo dono per trasmettere la gioia di seguire Cristo, nel terreno insidioso di un reality che può essere un rischio ma anche un insospettabile strumento per raggiungere tanti ragazzi assetati di Dio.

Dai Suor Cristina!

Dona il tutto il tuo talento ma resta te stessa e mostra a tutti quanto è bello essere cristiani!

(Chi mi conosce sa che sono piuttosto refrattario a Facebook ma per Suor Cristina farò un’eccezione: ecco la pagina Facebook creata per lei dall’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma https://www.facebook.com/#!/suorcri)

7 Risposte to “Suor Cristina. “Ho un dono, ve lo dono””

  1. ritabettaglio said

    Una bella voce, non c’è dubbio, ma anch’io resto un po’ scettica. Ne abbiamo visto e ne vediamo di continuo persone che perdono la strada, soprattutto nel mondo dello spettacolo. Perchè in questo mondo impazzito tutti vogliono fare qualcosa di diverso dal proprio stato? Il suo istituto avrà un carisma: perchè non si dedica a quello? Se voleva cantare e consacrarsi a Dio lo poteva fare in molti modi. Preghiamo per lei, perchè la vedo in un momento critico: oltre tutto è molto giovane…

    • Sono d’accordo con te sul fatto che in quell’ambiente corra il rischio di perdersi, ma non lo corriamo tutti? Non lo corro anch’io quando accetto l’invito a cena di quel collega lontano dalla fede che mi provoca a dargli quelle risposte che non avrà mai perché la Chiesa non la frequenta?

      Non sono daccordo sul fare qualcosa di diverso dal proprio stato. È proprio il suo stato, quello di consacrata che lei ha portato sul palco dicendo – sono Suor Cristina – e non – sono Cristina, andandoci con tanto di abito e croce sul petto. Andandoci così è con le consorelle che la incitavano ha portato il carisma del suo istituto.

      Il rischio di farsi strumentalizzare c’è, ma anche la grande opportunità di arrivare a quelle persone che non conoscono l’amore di Dio. Mi piace pensare che dietro abbia la sua comunità, il suo direttore spirituale…

      Ha vinto un festival di musica cristiana, evidentemente ha ben chiaro che la musica non è che un mezzo per evangelizzare. L’ho fatto anch’io per anni, cantando nelle piazze romane della missione Gesù al Centro della Diocesi di Roma. Il rischio di sentirsi fighi e di mettersi noi al centro c’è, ma non sai quanta gente, dopo i concerti, si avvicinava parlando, chiedendo, anche provocando, ma dialogando, forse per la prima volta con gente che aveva avuto la grazia di conoscere l’amore di Dio, e questa è un’opportunità che in questi tempi folli, bisogna cogliere.

      I rischi che vedi tu li vedo anch’io, ma voglio pensare che prevarrà la Grazia e la volontà di suor Cristina di essere uno strumento nelle mani di Dio.

      Per questo, invito (come del resto fai tu) a pregare per lei.

      Grazie per il commento e buona domenica!

      Alessandro

      • ritabettaglio said

        Sì, preghiamo perchè sia davvero uno strumento del Signore e faccia scoprire a tante ragazze la vocazione alla vita consacrata.

  2. Allora: https://www.youtube.com/watch?v=it8ZKgwoY0w

    Il suo ultimo video. Con un balletto di ballerini travestiti da monaci che poi si svestono dell’abito e si mettono a ballare con vestiti tutti colorati.

    Che razza di messaggio e’? Le suore non dovrebbero morire per il mondo? A me non era piaciuta questa scelta ma questo segno di questo balletto con i monaci che si tolgono l’abito e ballano vestiti come tutti gli altri la dice lunga..La vita cristiana non e’ semplicemente credere in Gesu’, e’ anche una responsabilita’ di come ci si comporta e io non credo proprio che questa suora cosi mostri come si comportano le suore.

    Sono stata in un convento di clausura per discernere una conversione, quindi parlo per esperienza. Noi dobbiamo diventare piu’ santi come quelle suore, anche se siamo nel mondo. non sono le suore che devono diventare come noi.

    • Sì. Boccio anch’io la scelta dei ballerini vestiti da frati che si tolgono l’abito. Il rischio di buttare tutto in macchietta c’è, e prego per Suor Cristina, ma non mi sento, almeno per il momento, di criticarne la scelta. Speriamo che lei, le consorelle e il suo direttore spirituale vigilino. .. e la consiglino per il meglio.
      Un saluto. Alessandro

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