FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

“La sperduta”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/05/2014

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Campanile della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore – “La Sperduta”

A Roma, tanti anni fa, la Basilica di Santa Maria Maggiore era ancora circondata dalla campagna e il suono delle sue campane, specialmente alla sera, arrivava molto lontano e invitava alla preghiera tutti gli abitanti delle casette sparse nei dintorni.

Da una di quelle casette uscì, un giorno, una bambina, Maria, [la versione del poeta Giggi Zanazzo parla di una signora (nota mia)] per andare a far visita ad alcuni parenti che abitavano in aperta campagna.

Maria credeva di conoscere bene la strada; invece, sopraggiunta la notte, non seppe più orientarsi e si smarrì tra sentieri e stradicciole, senza più riuscire a trovare la via di casa.

Dopo aver girato e rigirato senza concludere nulla, anzi, confondendosi sempre di più, si mise a sedere su una pietra e scoppiò in un pianto dirotto. Ma nessuno passava di notte per quelle strade e nessuno poteva aiutarla.

Si ricordò della Madonna e cominciò a recitare l’Ave Maria. Arrivata alle parole “prega per noi, adesso…”, sentì il suono di una campana. Il suono si prolungava, si ripeteva, come una voce insistente nella notte.

La bambina seguì quella voce e di sentiero in sentiero si ritrovò alla Basilica di Santa Maria Maggiore e poté tornare a casa.

Da quella volta, la campana che tutte le sere, all’una di notte, suona per qualche minuto, è detta “la sperduta” e ricorda la bambina che si era perduta nella campagna romana e tanti che si perdono oggi nella città.

gps(Fonte: Ti racconto Maria. Di Bruno Ferrero, Elledici pag. 14)

Oggi quante voci, quante strade, quante proposte attraenti, suggestive, invitanti, riceviamo – convinti di conoscere bene la strada in cui districarci tra di esse – per poi renderci conto, all’improvviso, di averla smarrita? Di aver smarrito il senso di tutto?

Io ogni tanto mi ci sento.

Che fare?

Seguire “la sperduta” che suona nella notte…

Fare silenzio, aprire il cuore alle “campane” che la Chiesa suona per noi col coraggio della verità. Io da quando lo faccio ritrovo la strada, me stesso e il senso delle cose che solo in Dio si può trovare…

Provare per credere…

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