FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Carla di Roma una Maddalena dei nostri giorni

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/12/2014

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Siamo a Roma [intorno al 1983]. Carla – una ragazza di strada – aspetta un cliente e intanto ascolta la radio e si sintonizza per caso su «Radio don Bosco» (che oggi si chiama «Meridiano 12»). Ode una voce di donna che le ricorda la mamma, «sia per l’inflessione sia per le cose che dice».

Come affascinata ascolta l’intera trasmissione e scrive alla conduttrice, raccontando la sua storia e la disperazione di poter ottenere il «perdono divino» a motivo dei due aborti.

Ignazia Baragone, amica della conduttrice e catechista preso la parrocchia San Giovanni Bosco sulla Tuscolana, invita i suoi bambini a scrivere a Carla: le dicono che Gesù perdona tutti i peccati, che cerca la pecorella smarrita, che quando la trova la coccola e fa festa con lei.

Questo è il seguito della storia, nel racconto della catechista Ignazia: «Le letterine, circa 22, sono state lette alla radio. La giovane le ha ascoltate e ha espresso il desiderio di venirne in possesso e così è stato fatto. Si commosse talmente che andò in chiesa dove pianse di un pianto liberatorio, parlò con un sacerdote e si confessò.

Così finalmente ebbe il coraggio di lasciare la strada. Scrisse una lettera a don Savino Losappio, il nostro parroco, dove raccontava la sua conversione. Il parroco nell’omelia del Giovedì Santo lesse la lettera facendo piangere molte persone».

Maddalena02Non sappiamo che cosa ne sia oggi di questa Maddalena dei nostri giorni. «La ragazza se ne andò da Roma e si rifugiò in un paese lontano senza dare il suo recapito per paura del protettore», mi dice Ignazia: «La conosceva soltanto una persona del nostro ambiente. Tramite lei siamo venuti a sapere che aveva trovato lavoro e si era sposata con una brava persona». Il salesiano Don Savino conferma la storia, ma dice che non ha più con sè la lettera che fu letta in chiesa.

Oltre alla preghiera riportata sopra, a documentare la storia di Carla ci restano quattro sue lettere, del marzo e del maggio del 1983, dirette alla catechista Ignazia. In una Carla ringrazia i bambini di quella classe di catechismo, che scrivendo le hanno dato «il coraggio di entrare in una chiesa».

Riporto i nomi dei protagonisti innocenti di questa parabola evangelica come li elenca Carla, dimenticandone uno e subito recuperandolo: «Andrea, Giovanni, Paolo, Carla, Davide, Carmen, Giovanni, Alba, Valentina, Marco, Anna, Titiana, Carla, Giulio e Carmine. Mi sono dimenticata di scrivere il nome di Massimiliano, però è insieme agli altri nel cuore e nella mente. Ciao, Carla».

(Dal blog di Luigi Accattoli)

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