FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Cristianofobia. Quando è la popolazione a subire l’influenza dei terroristi…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/04/2015

cristianofobia_05_Shama Bibi and Sajjad Maseeh

Shama Bibi e Sajjad Maseeh

Una storia di persecuzione:

I Cristiani pakistani non solo sono minacciati dai terroristi, ma anche da una parte della popolazione che ne subisce l’influenza.

Dopo averli torturati per due giorni, il 2 novembre 2014 una folla di 500-600 persone ha spinto in una fornace due giovani sposi cristiani e li ha bruciati vivi. La violenza si è scatenata quando alcune persone dagli altoparlanti di una moschea hanno diffuso la falsa notizia che la coppia aveva dissacrato il Corano bruciandone alcune pagine.

Shama, la moglie, era incinta. La coppia lascia orfani quattro bambini.

Nel settembre del 2013, a Peshawar, due attentatori suicidi all’uscita dalla messa della domenica avevano ucciso più di 80 persone ferendone 120.

Domenica 15 marzo scorso, due attentati suicidi hanno colpito due chiese in un sobborgo di Lahore. L’intenzione di arrecare il massimo danno è evidente perché le chiese, vicine una all’altra, e i loro dintorni, erano gremiti di fedeli convenuti per partecipare alla messa.

Il bilancio, di 17 morti e 70 feriti, sarebbe stato ben più grave se uno dei vigilanti all’ingresso delle chiese, resosi conto del pericolo, non avesse fermato uno degli attentatori abbracciandolo e impedendogli così di entrare mentre si faceva esplodere: un atto di eroismo che gli è costato la vita.

Il 5 marzo un giovane cristiano di Lahore è stato torturato per una notte intera dalla polizia ed è deceduto per le violenze subite.

Il suo cadavere è stato poi gettato davanti alla porta dei suoi genitori la mattina successiva.

Era stato arrestato nell’ambito di una inchiesta per un furto di cui sua madre era stata accusata e di cui lei continua a proclamarsi innocente.

(Tratto da “Via Crucis per i cristiani perseguitati” del 3 aprile 2015 del vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Aldo Cerrato)

Uno dei tenti inviti di Papa Francesco (Udienza generale del 25 settembre 2013)

«Quando penso o sento dire che tanti cristiani sono perseguitati e anche danno la vita per la loro fede, tocca il mio cuore questo o non viene a me? Sono aperto a quel fratello o a quella sorella della famiglia, che sta dando la vita per Gesù Cristo? Quanti di voi pregano per i cristiani che sono perseguitati? Quanti? Ognuno si risponda nel cuore: “Io prego per quel fratello, per quella sorella, che è in difficoltà, per confessare e difendere la sua fede?”. È importante guardare fuori dal proprio recinto, sentirsi Chiesa, unica famiglia di Dio!»

Ci uniamo a lui?

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