FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

“Oggi, io sono pienamente convinto di essere stato per trent’anni nell’errore”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/02/2016

Zola_02Pochi sanno della conversione alla fede cristiana dello scrittore Émile Zola, padre del naturalismo.

Già alcuni suoi romanzi, scritti quando ancora irrideva la fede, rivelano una nascosta nostalgia di una fede perduta.

“Diffida della tua devozione alla vergine”. Diceva così, con voce misteriosamente ammonitrice, frère Archangias a Serge Mouret nel romanzo “La faute de l’abbé Pauret”, scritto da Émile Zola nel 1875.

Di questo scrittore francese (1840-1902) tutti sanno quanto sia stato lontano dalla fede e dalla vita cristiana. Pochi sanno, però, del suo ritorno a Dio e alla Chiesa Cattolica, nel 1896.

Già avanti negli anni, lo scrittore si era frtturato un piede. La ferita continuava ad aggravarsi, si pensava già all’amputazione dell’arto.

Ma ecco che, alla vigilia del Natale 1896, egli si vede in sogno entrare in una chiesa. Sul muro una signora regge in braccio un bambino. Nel sogno intona un canto di chiesa.

L’indomani, quando la moglie gli richiama il canto, egli le chiede di andare in chiesa e accendere una candela dinanzo all’altare della Madre di Dio.

La signora Zola va, ed egli subito avverte insoliti stiramenti al piede malato. Tenta di alzarsi: con grande meraviglia non sente più dolore al piede. Era guarito.

Zola_01Émile Zola non solo mise per iscritto l’avvenuta guarigione, ma insieme si convertì a quella fede che aveva tanto denigrata.

Il 18 aprile 1898 pubblicò un documento, una sorta di confessione pubblica, in cui fra l’altro scrive:

“Oggi, io sono pienamente convinto di essere stato per trent’anni nell’errore.

Conosco bene su quale base poggia tutto il sistema della frammassoneria, di cui ho diffuso la dottrina, inducendo alche altri a diffonderla […]. Di tutto mi pento con sincerità.

Illuminato da Dio, mi rendo conto di tutto il male che ho commesso.

Pertanto, io respingo la frammassoneria e me ne dissocio, confessando i miei errori dinanzi alla Chiesa.

Chiedo perdono a Dio di tutto il male che ho fatto con il mio esempio […]e invoco il perdono dal nostro Sommo Pastore, Sua Santità il Papa Leone XIII”.

[Fonte: La Voce, n. 6 – novembre-dicembre 2015]

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