FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Ho fatto questo salto e ho trovato il mio tesoro…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/09/2016

Sister Serena, è sufficiente chiamarla così. L’abito bianco bordato di azzurro delle Missionarie della Carità lo indossa da quasi 40 anni.

Milanese, ha vissuto nelle case delle suore di Madre Teresa in Italia e in Spagna, in Russia e in Mongolia, a Calcutta, in Venezuela.

Ha conosciuto e vissuto con Madre Teresa, ne è testimone, con semplicità e chiarezza.

E’ lei l’ospite di Soul su TV2000 domenica 4 settembre, il giorno della canonizzazione della “santa dei poveri”.


Credo fermamente che siamo chiamati dal grembo materno; tutti quanti abbiamo una vocazione che nasce dal grembo materno. E’ nostro compito riconoscerla e questo non è sempre facile, io ci ho messo parecchio tempo, anche se Signore ci dà delle indicazioni. E’ un po’ come una caccia al tesoro che agli angoli delle strade trovi un’indicazione.

La prima indicazione è stata quella del desiderio di servizio ai poveri. Non era sufficiente dare il superfluo ma dovevo dare il mio tempo.

Fui missionaria ma la relazione tra missionario e povero era sempre dall’alto al basso. Il missionario era colui che aveva potere, denaro e capacità di aiutare e il povero era quello che accettava e non mi piaceva eccessivamente.

Poi ho capito improvvisamente che c’era per me un’altra chiamata, entrare nella congregazione. Difficile per me spiegare come, ma era chiara la chiamata, non c’erano dubbi, il fatto che il mio rifiuto fosse forte dimostrava che la chiamata c’era.

Ho fatto questo salto nel vuoto e ho trovato il mio tesoro…

Non siamo tanto fuori dal mondo, siamo contemplative nel cuore del mondo, viviamo in mezzo ai problemi del mondo, non ci esoneriamo, direi che in qualche modo li prendiamo su di noi ma il modo in cui li risolviamo è diverso.

Così risolviamo la povertà: preghiera, sacrificio e condivisione.

La prima volta che l’ho incontrata [Madre Teresa] ero a Londra per imparare l’inglese, lingua della congregazione. Non sapevo l’inglese, la Madre fece domande semplici e poi ha comiciato a parlare delo nostro spirito, a un certo punto l’ho fermata perché capivo tutto e non ci credevo. E lei… Si perché la Madre parla con la semplicità del Vangelo.

La Madre non solo parlava con le parole di Gesù ma agiva con le azioni di Gesù.

L’ultima volta che l’ho vista mi ha fatto sentire la figlia prediletta. Tutti avevano questa sensazione, ci sentivamo particolarmente amati.

Madre Teresa è stata una Madre, ed è qualcuno che vive ancora vicino a me.

Il carisma di Madre Teresa: noi non siamo assistenti sociali; il fine della nostra congregazione è quello di saziare la sete di Gesù per amore e per le anime.

Amando i poveri tra i poveri saziamo la sete di Gesù. Questo è il mezzo…

Nella misura in cui sono consapevole della mia povertà, Gesù mi può usare. Se tutto il mondo si rendesse conto di ciò, sarebbe un Paradiso.

Molti poveri potrebbero testimoniare di averla vista materialmente presente in mezzo a loro…

Noi non vogliamo risolvere nessun problema; la povertà non la risolveremo mai, Gesù ha detto i poveri li avrete sempre con voi.

La sofferenza non è un tormento, non è un dramma, bisogna trovare il significato di questo dolore. Se troviamo il significato ci sentiamo privilegiati. Bisogna credere nel Paradiso e noi siamo qui per questo.

La verità è una ma non imponiamo la nostra fede a nessuno. La Madre diceva: io insegno ad amare, e questo vogliamo fare noi.

La santità dei santi è come la parte che galleggia degli iceberg, quello che appare in superficie è molto limitato.

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