FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Dov’era Dio mentre affondava il Titanic? Era a bordo…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/03/2017

Padre Thomas Byles ha avuto due possibilità di mettersi in salvo ma ha preferito restare a bordo ascoltando le confessioni e dando rifugio spirituale ai passeggeri della terza classe.

Era il 15 aprile del 1912, mentre l'”inaffondabile” Titanic colava a picco, padre Thomas Byles rinunciava a ben due opportunità di imbarcarsi nella scialuppa di salvataggio.

Preferì rimanere a bordo, così come riferito dai passeggeri superstiti, per ascoltare le confessioni e offrire rifugio spirituale a chi non aveva alcuna chance di scampare al naufragio.

Morirono circa millecinquecento persone nella tragedia del transatlantico che non aveva abbastanza scialuppe di salvataggio per tutti i passeggeri.

Il sacertode, britannico di quarantadue anni, era stato ordinato a Roma dieci anni prima e viaggiava per celebrare il matrimonio di suo fratello a New York.

Le testimonianze dei passeggeri relativamente all’atteggiamento sacerdotale a bordo della nave, sono state riunite nel sito http://www.fatherbyles.com.

Tra queste Agnes McCoy, passeggera di terza classe, sopravvissuta al naufragio, testimonia che il padre restò a bordo per confessare, pregare coi passeggeri, dando loro la sua benedizione negli ultimi minuti.

Un’altra passeggera di terza classe, Helen Mocklare, racconta:

Fummo letteralmente catapultati fuori dai nostri posti; vedemmo padre Byles davanti a noi correndo per i corridoi con la mano alzata. Lo conoscevamo perché era venuto a trovarci alcune volte a bordo e perché aveva celebrato la messa per noi proprio in quella mattina.

‘Mantenete la calma’, chiedeva, continuando per la terza classe dove passò il tempo assolvendo e benedicendo. Alcuni andavano nel panico ed era in quel momento che il sacerdote imponeva loro le mani e tornava la calma.

Tutti i passeggeri erano estremamente sorpresi vedendo l’assoluto autocontrollo che il padre riusciva a mantenere.”

La testimone Helen afferma che un marinaio “avvisò il sacerdote del pericolo supplicandolo di imbarcarsi su una scialuppa”, ma il padre rifiutò per ben due volte. “Padre Byles si poteva salvare, ma non avrebbe lasciato la nave se ci fosse rimasto anche un solo passeggero. E le suppliche del marinaio non vennero ascoltate.

Quando entrai nell’ultima scialuppa disponibile, mentre ci allontanavamo piano piano dalla nave, potevamo ancora udire distintamente la voce del sacerdote e le risposte alle sue preghiere“.

Causa di beatificazione.

Più di un secolo dopo, il connazionale padre Graham Smith, parroco della stessa parrocchia di padre Byles, è il responsabile dell’apertura della causa per la sua beatificazione. Egli dichiara che l’eroico prete fu “un uomo straordinario che diede la vita per gli altri. Aspettiamo e preghiamo affinché sia riconosciuto come santo.”

(…) “Speriamo che da tutto il mondo la gente chieda l’intercessione di padre Thomas Byles per le loro difficoltà e, se si verificherà un miracolo, la beatificazione e la canonizzazione potrà andare avanti”, afferma e invita padre Smith.

(Tradotto dall’originale portoghese: http://pt.aleteia.org/2017/03/27/havia-um-santo-a-bordo-do-titanic/)

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