FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

“Molti dei nostri perché non avranno risposta, ma se ci arrendiamo (come Francisco), andrà tutto bene”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/04/2017

In occasione della ricorrenza del beato Francesco Marto di Fatima, riporto un brano di un’intervista di EWTN a Angela de Fatima Coelho, postulatrice per la causa di canonizzazione di Jacinta e Francisco, in cui parla della santità del veggente bambino e di alcune lezioni che possiamo imparare da lui.

Quanto sono fedele alle grazie ricevute da Dio, sebbene per le mani di Maria?

Contrariamente all’opinione diffusa, il semplice fatto di vedere la Madonna non rende santi. Ci sono esempi di veggenti che non lo sono diventati. “Ciò che ha reso i bambini santi è stata la loro fedeltà, la loro reazione, il modo in cui hanno risposto alle grazie ricevute. Ognuno di noi riceve delle grazie, ma come rispondiamo ad esse? La chiave è nel loro abbandono a quanto hanno visto e udito.”

Sono felice delle grazie che Dio mi ha concesso o mi paragono costantemente agli altri?

Le vite sante dei veggenti Grancisco e Jacinta di Fatima hanno molto da insegnarci, dice Sister Angela, postulatrice della causa di caninozzazione di entrambi.

“Francisco non ha mai sentito la Madonna”, dise Sister Angela. “La vedeva ma non riusciva a sentirla. Questo non lo ha mai disturbato. In questo mondo siamo costantemente chiamati a essere ‘i migliori’, se non lo siamo pensiamo subito: ‘Non sono degno, sono immondizia.’ Francisco era così umile da accettare questo ruolo apparentemente minore nella storia di Fatima.

Lui era amato da Dio, per cui non gli importava se non riusciva ad ascoltare, e non si sentì mai umiliato. Non si sentì mai da meno delle sue cugine Lucia e Jacinta. Non chiese mai a Dio: ‘Perché loro e non io?’. Uno dei nostri maggiori errori è quello di paragonarci agli altri. Questo è orgoglio. Secondo me, tra i tre, quello che ha capito maggiormente Dio, che ha avuto una conoscenza più profonda del mistero di Dio, è stato Francisco Marto.”

La suora sottolinea un altro problema con la “Gotta Be #1 mentality” (mentalità del “devo-essere-primo”, n.d.t.): “Che ne è dei milioni di persone che non sono il numero uno? Sono condannate all’infelicità? Dio ci chiama ad essere felici. La buona notizia è il vangelo della gioia. Questo è il grande messaggio della Pasqua!”

Quando mi capitano cose che non mi piacciono, chiedo delle spiegazioni a Dio?

La madre di Francisco disse a Sister Angela che, all’inizio, Francisco non vedeva la Madonna. Quando Lucia se ne rese conto, chiese alla Vergine perché Francisco non la vedesse. “Nostra Signora non ci disse il perché – riporta la suora – ma disse a Lucia, ‘Digli di pregare il Rosario e mi vedrà.’ Francisco obbedì con semplicità. Dopo la sesta o settima Avemaria, cominciò a vedere la Madonna. Molti dei nostri perché non avranno risposta, ma se ci arrendiamo (come Francisco), andrà tutto bene.”

Sister Angela nota come questa storia ci deica molto sull’immensa importanza che la Madonna lega al Rosario.

Faccio del mio meglio per consolare il Cuore di Dio anche se non capisco cosa significhi?

La suora afferma che Francisco rimase inorridito quando realizzò quanto i nostri peccati intristiscano il Cuore di Dio. La cosa che definì di più la spiritualità di questo ragazzino fu la sua insistenza sul fatto che dovremmo fare tutti del nostro meglio per consolare il Cuore di Dio.

Il padre di Francisco raccontò che sentiva spesso il figlio piangere nel cuore della notte e avrebbe voluto consolarlo. Il bambino che vide la Madonna a otto anni e morì a dieci avrebbe risposto: “Pensavo al perché Dio fosse così triste. Se solo lo potessi rendere felice.” A volte restava sveglio tutta la notte. Semplicemente pregava.

Ritengo che solo la gente con un lavoro importante abbia la capacità di cambiare il mondo?

Sister Angela racconta anche che, nell’ottobre 1996, l’allora Cardinal Ratzinger rilasciò un’intervista a una radio portoghese a cui disse: “Uno degli errori più comuni, anche tra i cattolici, quello di pensare che solo grandi eventi politici o economici possano avere un effetto sulla storia del mondo. Qui a Fatima si parla di preghiera, conversione e penitenza. Pare che siano un nonnulla, ma quelle sono le cose veramente efficaci che possono cambiare la storia del mondo.”

(Tradotto dall’inglese da: https://insideewtn.wordpress.com/2014/05/29/lessons-from-fatima-what-we-can-learn-from-francisco-marto/)

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