FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

«Decisi di rimanere fuori [dalla chiesa] in santa pace… In quell’istante successe un fatto incredibile»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/05/2017

Sono cattolica dalla nascita, andavo a Messa ma più per abitudine e mi annoiavo. Mio marito era di origine indù, tuttavia avevamo deciso di comune accordo che i nostri tre figli venissero educati alla religione cattolica, con Messa domenicale obbligatoria, scuole cattoliche ecc.

Pensavo di esaurisse lì il mio dovere di mdre. Non avendo io stessa un forte senso religioso e non capendo nulla di preghiera, non avevo mai parlato di Dio con i miei figli, né mai avevamo pregato insieme. Avevo una fede solo esteriore che non partiva dal cuore! In realtà ero aperta un po’ a tutto ciò che potesse ostacolare la fede, sia per ignoranza che per pigrizia spirituale.

Un giorno, un cristiano protestante mi aveva detto che nell’ostia non c’era Gesù e che credere alla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia fosse ridicolo, al punto che finii per dubitare. Durante la Messa pensavo a tutto tranne che a Dio e speravo finisse al più presto.

Una mia cara amica mi aveva invitato più volte a Medjugorje e alla fine, nel maggio 1997, riuscì a convincermi, mio malgrado. Organizzò il viaggio con un gruppo di sei persone, ma per me era piuttosto un’occasione per stare con loro, per scambiare quattro chiacchiere e per godere un po’ di sole e di natura… Meraviglioso! Neanche per un secondo pensai che si potesse andare a Medjugorje per pregare.

I primi giorni del pellegrinaggio furono molto belli: il cibo mi piaceva molto, l’aria pura, i raggi caldi del sole sulla mia pelle… Erano proprio le vacanze ideali! Il terzo giorno, la nostra guida irlandese ci portò fuori del villaggio con una vecchia camionetta sgangherata, per assistere alla Messa di un certo padre Jozo, che si trovava a Široki Brijeg, luogo in cui, durante la seconda guerra mondiale, furono martirizzati trenta francescani. Tutti erano agitati come se dovessimo incontrare il Papa in persona, io invece ero completamente disinteressata all’evento.

Al nostro arrivo la chiesa era già piena, nonostante fosse molto grande. Le panche erano tutte occupate ed era impossibile passare nei corridoi intasati dai pellegrini. Approfittando di questa situazione per me provvidenziale, decisi di rimanere fuori in santa pace alla larga dal caos e di godermi quel tiepido sole!

In quell’istante successe un fatto incredibile: un uomo, uno sconosciuto, mi prese la mano con gentilezza e mi condusse sul sorridoio principale, attraversando la folla senza alcuna difficoltà, come se il passaggio si aprisse davanti a lui. L’uomo mi fece sedere sui gradini dell’altare, di fronte al sacerdote che stava per celebrare la Messa.

Poi improvvisamente l’uomo che mi aveva accompagnato sparì e io mi ritrovai seduta nel posto migliore. Pensai di sognare, tutto era surreale ma allo stesso tempo sembrava perfettamente normale.

Non ricordo molto dell’inizio della Messa, ma al momento della consacrazione, quando il sacerdote sollevò l’ostia, vidi questa ingigantirsi e al centro apparve Gesù nostro Signore vivo. Aveva gli occhi rivolti verso l’alto. Cominciai a piangere ininterrottamente per tutta la durata del pellegrinaggio. Da allora la mia vita cambiò continuamente.

Tornata a casa, cominciai ad andare a Messa ogni giorno e l’Eucaristia divenne la fonte della mia gioia e tutta la mia forza. Non ebbi più alcuna visione, ma Gesù rimane oggi il mio unico cibo.

Mio marito ascoltò quanto mi era accaduto con molto rispetto, ma purtroppo, nonostante il mio profondo cambiamento, tutto ciò non sembrò scalfirlo.

D’altra parte io non avevo mai cercato di convincerlo ad abbracciare la mia fede, tanto più che mi lasciava libera di praticarla. Non era ancora giunto il suo momento e io aspettavo con serenità, pregando per lui e supplicando Dio di toccare anche il suo cuore.

Alcuni anni dopo, una mattina come tante altre, stavo andando a Messa e mi disse: “Vengo con te!”. Da quel momento prese l’abitudine di venire con me in chiesa senza darmi spiegazioni. Anch’io non gli dicevo nulla, sapendo che la scintilla non sarebbe potuta scoccare che dall’alto. Per farla breve, il Signore aveva lavorato nel segreto del suo cuore in modo misterioso.

Oggi mio marito ha ricevuto il Battesimo e condividiamo la stessa fede in Gesù. Lui solo ha potuto realizzare tutto questo al momento opportuno!

Come vorrei ricominciare la mia vita da capo e vivere con Gesù gli anni della mia giovinezza! Come rimpiango il tempo perduto! Non passa giorno in cui io non renda grazie a Dio di essersi rivelato a me e a mio marito. Oggi prego incessantemente per tutti i cattolici che sono tiepidi nella loro fede, come lo ero io allora!

Che la Madonna possa toccare molte, molte anime e condurle a Gesù vivo!

(Tratto da: “La pace avrà l’ultima parola” di suor Emmanuel Maillard, Sugarco Edizioni, pag. 53-55)

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