FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Il tavolo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/01/2018

Condivido con gioia un racconto che hai risvegliato in me il desiderio di pregare per i nostri sacerdoti e per le sfide che il loro ministero comporta.

Dal libro di Suor Emmanuel Maillard – “La pace avrà l’ultima parola” – condivido con gioia la storia di padre Robert invitandovi a pregare sempre per i nostir pastori.

Padre Robert non fa eccezione alla regola. Come ogni sacerdote, anche lui conosce l’asprezza del combattimento spirituale, e sa per esperienza che il nemico del genere umano sarebbe contento di distruggere il sacerdozio, oggi più che mai.

Il sacerdote è molto prezioso nel piano di Dio, per questo la Madonna ci invita non soltanto a pregare per i nostri pastori ma anche a vegliare su di loro. Le pecore devono vegliare sui loro pastori?Non è forse il segno che il mondo vada al contrario?

Padre Robert ci ha permesso di esplorare un po’ di ciò che un sacerdote può vivere e soffrire nell’esercizio del suo sacerdozio, e quali precipizi deve a volte sfiorare. Questo anziano sacerdote americano in confessione compie meraviglie nel cuore dei pellegrini a Medjugorje. Ma col suo permesso, diamo un’occhiata al suo passato e facciamioglielo raccontare…

«Quando fui ordinato sacerdote, feci al Signore una promessa, in accordo col mio padre spirituale: al fine di proteggermi, mi impegnai a mettere sempre tra me e i fedeli, che venivano a trovarmi, un tavolo. A volte fu difficile mantenere tale promessa ma con la grazia di Dio ci sono sempre riuscito e ciò mi ha salvato!

Un giorno una donna mi venne a trovare, perché aveva bisogno di parlare con un sacerdote della sua situazione familiare molto complessa. Non appena ci incontrammo, provai per lei una forte attrazione. Ci incontravamo spesso a causa della gravità del suo problema, sperava di trovare in me, a suo dire, quel conforto che nessuno le dava.

Improvvisamente mi innamorai di lei: provavo tutti i sintomi tipici di un uomo invaghito di una donna, e cominciai a pensarla sempre. Tutto il mio essere era invaso della sua presenza e non riuscivo a controllare il cuore: ogni volta che veniva a trovarmi, sentivo il desiderio di stringerla tra le braccia e svelarle i miei sentimenti.

Ma tra noi c’era il tavolo, che durante quegli incontri detestavo e avrei tanto voluto togliere, tuttavia esso era lì e non si muoveva!

Questa tortura durò tre anni, fino a quando un giorno, durante un nostro ennesimo incontro, tutto d’un tratto mi resi conto di non provare più nulla per lei; l’attrazione scomparve con la stessa velocità con cui si era manifestata. Non mi riconoscevo più e non riuscivo più a vedere ciò che in precedenza mi avesse attirato in quella donna. Che sollievo!

Continuai dunque, ad aiutare questa parrocchiana con la grande libertà interiore che un fratello prova verso una sorella in Cristo. Capii allora che il sentimento provato verso quella donna era stata una trappola tesa dal nemico per distruggere il mio sacerdozio.

Ma la grazia previdente di Gesù, durante l’ordinazione sacerdotale, mi aveva suggerito di farGli la promessa del tavolo e in quel momento non potevo lontanamente immaginare che questo oggetto avrebbe salvato la mia vocazione o, piuttosto, che Gesù stesso, attraverso la mia fedeltà a mantenere la promessa, mi avrebbe salvato dal disastro!»

In seguito padre Robert esercitò un carisma particolare verso le persone tormentate: ricevette, cioè, il dono di «vedere» ciò che non andava nelle loro vite e di sradicare il male attraverso la sua preghiera.

Quanti cuori avrà aiutato, quante vite avrà salvato pregando e testimoniando sulla misericordia di Dio? Quale perdita avrebbe potuto causare la sua caduta per tantissime anime sofferenti! Oggi padre Robert è un sacerdote felice, che si prepara a raggiungere il Signore, ricolmo di gioia per avere umilmente servito la Chiesa ed essere rimasto sacerdote anche nelle tempeste, grazie a quel benedetto tavolo!

Se padre Robert nel giorno della sua ordinazione previde il modo con cui proteggersi nel futuro, anche noi possiamo piazzare dei «tavoli», per custodire e proteggere i nostri sacerdoti ed evitare situazioni che potrebbero farli cadere. Non è forse questo un modo per vegliare su di loro come ci chiede insistentemente la Madonna?

Alcune persone sono specializzate nel far cadere i sacerdoti, a volte servendosi di mezzi occulti. Non possiamo fare altro che pregare e digiunare, per questi sciagurati. La Parola di Dio, infatti, ci dice: «Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti”» (Sal 104,15). «Non toccate i miei consacrati, non maltrattate i miei profeti!» (1Cor 16,22)

(Fonte: Suor Emmanuel Maillardi, “La pace avrà l’ultima parola”, Sugarco Edizioni, Milano 2014, pag. 179-181)

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