FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Catechesi’ Category

«Cospargi di olio il mio capo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/05/2019

Sai cosa significa il versetto del Salmo 23: “cospargi di olio il mio capo”?

Mi sono sempre chiesto cosa significasse quel versetto del Salmo 23. Pensavo che fosse un linguaggio figurato e che significasse che Dio manteneva sano il salmista, ma non sapevo una cosa.

Cospargi di olio il mio capo.

Spesso le pecore rimangono con le teste intrappolate nei rovi e muoiono cercando di liberarsene.

Ci sono mosche terribili che amano tormentare le pecore deponendo le loro uova nelle narici che spesso si trasformano in larve che spingono le pecore a colpire la testa contro le rocce, a volte fino alla morte.

Anche gli occhi e le orecchie vengono tormentati da quegli insetti. Il pastore quindi unge tutta la testa della pecora con olio. In questo modo la pecora può avere sollievo e pace. Quest’olio forma una barriera di protezione contro il male che tenta di distruggerle.

  • Hai momenti di tormento mentale?
  • Pensieri preoccupanti ti invadono la mente un’altra volta
  • Sbatti la testa al muro tentando di fermarli?
  • Hai mai chiesto a Dio di ungerti la testa con olio?

Ne ha una fornitura infinita.

Il suo olio protegge e ti rende capace di cambiare il cuore, la mente e gli occhi, fissandoli in Lui, oggi, sempre.

C’è pace adesso nella “valle oscura”.

Che il nostro Padre buono unga la tua testa con olio oggi affinché la tua coppa trabocchi di benedizioni! Dio è buono e fedele.

(Dall’account Facebook di Padre Sergio: www.padresergio.org)

Salmo 23.
Il buon pastore

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

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«Dio ha creato una storia stupenda e noi ne siamo parte.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/02/2019

Un’esortazione ispirata di Madre Rosaria fondatrice dei Figli del Divino Amore.

«Ecco il miracolo a cui dovete ambire…»

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«Mi sono trovata nella chiesa a seguire i 10 comandamenti di don Fabio Rosini e pensavo di avere accanto 1999 cretini…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/07/2018

Giorgia Petrini, racconta la sua vita, il lavoro, il successo, l’autodeterminazione, prima e dopo la conversione.


«Ero molto convinta che la ricerca dell’autonomia economico finanziaria, dell’indipendenza, della lontananza dalla famiglia d’origine, fossero tutti elementi che in qualche modo determinassero l’individuo.

Questa vita lavorativa che mi portava fuori di casa dalle 15 alle 18 ore al giorno, vitata al lavoro, alla carriera…, mi sono trovata nella convinzione che la vita fosse quello.

All’apice del successo, in quell’esatto momento, è arrivata la batosta, rispetto alla quale non ho saputo cosa fare…

E mi sono trovata nella chiesa di San Marco Evangelista a seguire i dieci comandamenti di don Fabio Rosini e pensavo di avere accanto 1999 cretini…

Ho cominciato a seguire queste catechesi come uno che andava al cinema la domenica sera. Andavo, seguivo ma aspettavo sempre il momento buono per dire che nessuno ci aveva capito nulla.

Per me quella è stata la via che ha risolto, o per lo meno che risolve ogni giorno della mia esistenza.

Avere quella serenità che ti consente di vivere ogni giorno della vita secondo quello che ti succede, non con intento fatalista ma come un Dono di Dio.»

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«Passare dal “mi piace” al “mi fa bene” al “fa bene agli altri.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/07/2018

Don Maurizio Mirilli ci spiega la virtù della temperanza.

 

«La virtù che ci permette di moderare le passioni. Le passioni sono cose positive, (…) ma quando non sono più libero, quando divento schiavo…

Devo passare dal “mi piace” al “mi fa bene”.

Il confine di una passione è proprio il criterio del bene. Questa cosa la sto facendo solo perché mi piace o anche perché mi fa bene e fa del bene anche agli altri?»

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«Siate vigilanti! Siate critici!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/01/2018

«Cari giovani, mi sembra di scorgere in questa parola di Dio sull’umiltà un messaggio importante e quanto mai attuale per voi, che volete seguire Cristo e far parte della sua Chiesa.

Il messaggio è questo: non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà.

Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere.

Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari!

Siate vigilanti!

Siate critici!

Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione.

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Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie “alternative” indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune.

Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo.»

(Visita pastorale di Benedetto XVI all’Agorà dei giovani italiani, Piana di Montorso Domenica, 2 settembre 2007)

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«Padre Mike è sbagliato farsi i tatuaggi? Ottima domanda…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/09/2017

Le risposte del sacerdote, tutt’altro che scontate e banali per cui vale la pena perdere qualche minuto.

 

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“Signore, ti voglio bene come so voler bene”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/06/2017

Da quando ho aperto questo blog non faccio altro che condividere quanto di edificante incontro nella Chiesa Cattolica. In essa, ciò che mi edifica a Cristo, lo condivido, e questo è l’unico criterio che seguo per decidere cosa pubblicare e come.

Ieri mi sono felicemente imbattuto in un commento illuminato e illuminante di Benedetto XVI al passo del Vangelo in cui Gesù chiede a Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”

Non riesco a smettere di leggerlo (il Vangelo e il commento) e di sentire quella domanda posta a me e alla mia fragile umanità. Lo condivido così come l’ho incontrato sperando che scaldi e sciolga altri cuori così come sta facendo col mio.

[15] Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”.

[16] Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”.

[17] Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle.

[18] In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”.

[19] Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”. (Gv 21,15-19)

Dal sito della Santa Sede:

In un mattino di primavera questa missione gli sarà affidata da Gesù risorto. L’incontro avverrà sulle sponde del lago di Tiberiade. E’ l’evangelista Giovanni a riferirci il dialogo che in quella circostanza ha luogo tra Gesù e Pietro.

Vi si rileva un gioco di verbi molto significativo. In greco il verbo “filéo” esprime l’amore di amicizia, tenero ma non totalizzante, mentre il verbo “agapáo” significa l’amore senza riserve, totale ed incondizionato.

Gesù domanda a Pietro la prima volta: «Simone… mi ami tu (agapâs-me)” con questo amore totale e incondizionato (cfr Gv 21,15)? Prima dell’esperienza del tradimento l’Apostolo avrebbe certamente detto: “Ti amo (agapô-se) incondizionatamente”. Ora che ha conosciuto l’amara tristezza dell’infedeltà, il dramma della propria debolezza, dice con umiltà: “Signore, ti voglio bene (filô-se)”, cioè “ti amo del mio povero amore umano”.

Il Cristo insiste: “Simone, mi ami tu con questo amore totale che io voglio?”. E Pietro ripete la risposta del suo umile amore umano: “Kyrie, filô-se”, “Signore, ti voglio bene come so voler bene”.

Alla terza volta Gesù dice a Simone soltanto: “Fileîs-me?”, “mi vuoi bene?”. Simone comprende che a Gesù basta il suo povero amore, l’unico di cui è capace, e tuttavia è rattristato che il Signore gli abbia dovuto dire così. Gli risponde perciò: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene (filô-se)”.

Verrebbe da dire che Gesù si è adeguato a Pietro, piuttosto che Pietro a Gesù! E’ proprio questo adeguamento divino a dare speranza al discepolo, che ha conosciuto la sofferenza dell’infedeltà. Da qui nasce la fiducia che lo rende capace della sequela fino alla fine: «Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”» (Gv 21,19).

Da quel giorno Pietro ha “seguito” il Maestro con la precisa consapevolezza della propria fragilità; ma questa consapevolezza non l’ha scoraggiato. Egli sapeva infatti di poter contare sulla presenza accanto a sé del Risorto.

Dagli ingenui entusiasmi dell’adesione iniziale, passando attraverso l’esperienza dolorosa del rinnegamento ed il pianto della conversione, Pietro è giunto ad affidarsi a quel Gesù che si è adattato alla sua povera capacità d’amore. E mostra così anche a noi la via, nonostante tutta la nostra debolezza. Sappiamo che Gesù si adegua a questa nostra debolezza. Noi lo seguiamo, con la nostra povera capacità di amore e sappiamo che Gesù è buono e ci accetta.

E’ stato per Pietro un lungo cammino che lo ha reso un testimone affidabile, “pietra” della Chiesa, perché costantemente aperto all’azione dello Spirito di Gesù. Pietro stesso si qualificherà come “testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi” (1 Pt 5,1).

Quando scriverà queste parole sarà ormai anziano, avviato verso la conclusione della sua vita che sigillerà con il martirio. Sarà in grado, allora, di descrivere la gioia vera e di indicare dove essa può essere attinta: la sorgente è Cristo creduto e amato con la nostra debole ma sincera fede, nonostante la nostra fragilità. Perciò scriverà ai cristiani della sua comunità, e lo dice anche a noi: “Voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime” (1 Pt 1,8-9).

(Benedetto XVI)

[Fonte del commento del Papa Emerito: Sito della Santa Sede]

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“A cosa ti serve non mangiare carne se divori tuo fratello?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/11/2016

Quaresima_02

“Il Valore del digiuno consiste non solo nell’evitare certi cibi, ma anche nel rinunciare a tutti gli atteggiamenti, i pensieri e i desideri peccaminosi.

Chi limita il digiuno semplicemente al cibo sta minimizzando il grande valore che possiede il digiuno. Se digiuni, le tue azioni devono provarlo!

Se vedi un fratello in stato di necessità, abbi compassione di lui. Se vedi un fratello che ottiene un riconoscimento non provare invidia.

Perché il digiuno sia vero non può esserlo solo a parole, ma si deve digiunare con gli occhi, con le orecchie, con i piedi, con le mani e con tutto il corpo, con tutto ciò che è interiore ed esteriore.

Digiuni con le tue mani mantenendole pure nel servizio disinteressato agli altri.

Digiuni con i tuoi piedi non essendo tanto lento nell’amore e nel servizio.
Digiuni con i tuoi occhi non vedendo cose impure, o non concentrandoti sugli altri per criticarli.

Digiuna da tutto ciò che mette in pericolo la tua anima e la tua santità.

Uy_04Sarebbe inutile privare il corpo del cibo ma nutrire il cuore di spazzatura, di impurità, di egoismo, di comodità.

Digiuni dal cibo ma ti permetti di ascoltare cose vane e mondane. Devi digiunare anche con le orecchie. Devi digiunare dall’ascoltare alcune cose che si dicono dei tuoi fratelli, menzogne sugli altri, soprattutto pettegolezzi, voci, o parole fredde o dannose.

Oltre a digiunare con la bocca, devi digiunare dal dire qualsiasi cosa che possa fare male all’altro, perché a cosa ti serve non mangiare carne se divori tuo fratello?”

(San Giovanni Crisostomo)

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“Fate bene tutta la vostra parte (non la metà)”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/11/2016

digiuno_e_preghiera_03

Lynda, la mia amica scozzese, ci racconta un avvenimento straordinario avvenuto ella sua famiglia, riguardante suo fratello Patrick, schiavo dell’alcol e del gioco.

“Mio fratello era il più giovane della famiglia. Era un gran bravo ragazzo: obbediente, calmo, e sapeva divertirsi. A 18 anni è partito per l’università per studiare medicina. E’ diventato membro di tutte le bande di giovani e dei club che vi si trovavano e ha frequentato tutto quel mondo! Faceva veramente la bella vita!

Beveva eccessivamente e si era anche buttato nel gioco. Dopo aver ottenuto la laurea in medicina, ha cominciato a lavorare in ospedale ma si lamentava della sua carriera.

La mia famiglia ed io stessa eravamo preoccupati del tempo che dava al gioco. Abbiamo cercato di parlargli, in particolare io che sono la sua unica sorella e anche la sua madrina.

digiuno_e_preghiera_01Passavo molto tempo con lui, andavo a trovarlo nel suo appartamento per aiutarlo a far ordine nelle sue finanze, a gestire i suoi soldi e in parole povere a rimetterlo sul “giusto cammino”.

Ma invano!

Molto preoccupati per lui, mia madre e io abbiamo deciso di andare a Medjugorje nell’ottobre del 2012. Mentre ci dirigevamo verso la tomba di padre Slavko, mia madre mi disse: “Guarda là, è suor Emmanuel! Vado a chiederle di pregare per Patrick”.

E così fece. Suor Emmanuel rispose a mia madre: “Per vincere una tale guerra, cosa chiede la Madonna?”

E mia madre rispose: “La preghiera e il digiuno”. Suor Emmanuel le disse allora: “Fate bene tutta la vostra parte (non la metà), pregate e digiunate per vostro figlio e Dio farà la sua parte. Con la preghiera e con il digiuno potete ottenere tutto, dice la Madonna”.

Quando mia madre mi ha ripetuto queste parole la mia reazione è stata: “Grazie a Dio, non è a me che la suora ha detto questo!”.

digiuno_e_preghiera_04Comunque quando siamo tornate a casa, oltre alla preghiera per mio fratello, abbiamo cominciato a digiunare a pane e acqua per lui, i mercoledì e i venerdì.

Poi abbiamo veramente assistito a un miracolo. Infatti, dopo due anni, mio fratello è totalmente libero dai suoi legami! Ha fatto molti progresso nella sua carriera come medico e partecipa a un progetto che potrà farlo progredire ancora di più nella sua carriera.

Ora non beve che raramente delle bevande alcoliche, un bicchiere ogni tanto. Fa una vita molto sana, pratica la sua fede e ha una meravigliosa fidanzata.

E’ dopo aver cominciato a pregare e digiunare, che abbiamo visto operarsi il miracolo. Prima, quando cercavamo di parlargli, era come sbattere la testa contro a un muro.

Il digiuno ha avuto il potere di rompere qualcosa in lui che né la mia famiglia, né io avevamo potuto realizzare con la parola e con la preghiera. Ci voleva anche il digiuno.

digiuno_e_preghiera_02Pur essendo cresciuto in una famiglia piena di amore e di fede, a mio fratello ci voleva qualcosa di più per salvarlo ed era la potenza della preghiera accompagnata dal digiuno”.

La testimonianza di Lynda parla al cuore di molta gente, poiché il tasso delle dipendenze aumenta terribilmente oggigiorno. Alcol, droghe di tutti i tipi, pratiche sessuali deviate, gioco ecc., stanno distruggendo tante famiglie!

Se qualcuno non è proprio convinto della forza del digiuno legato alla preghiera, come ne parla Gesù nel Vangelo, o come ne parla Maria nei suoi messaggi, faccia una prova! Non ha niente da perdere, al contrario tutto da guadagnare!

(Fonte: “Potenza sconosciuta del digiuno”, di Suor Emmanuel Maillard, Edizioni Amen, Palermo 2016, pagg. 86 e 87)

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“Sono appassionato di Cristo…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/07/2015

Padre Maurizio Botta a Beati Voi: “Beati gli afflitti”

“Io sono innamorato di Cristo, io sono appassionato di Cristo… Io quando sento le parole di Cristo… mi spacco… io voglio capire, sono ossessionato dalla sua volontà, cioè io voglio capire che cosa voleva dire quando lui diceva certe cose…”

 

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