FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Festività Cattoliche’ Category

«La “crisalide rotta” del suo sudario proclama che Cristo è il vincitore persino sulla morte!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/03/2018

E’ davvero sorprendente quello che possono fare le ragazze per amore.

Mia moglie Jean ed io, siamo stati dirimpettai per dieci anni prima di sposarci. Il mio interesse da liceale per la biologia mi aveva portato a farmi una bella collezione di bruchi vivi. La loro casa era una scatola di scarpe coperta con una rete metallica; quando ero fuori in vacanza, Jean le nutriva accuratamente con le foglie del loro salice. Ma in realtà le detestava.

Un bel giorno i bruchi smisero di strisciare e masticare, attaccarono saldamente la coda a un rametto e restarono fermi, inguainati nel loro bozzolo scintillante. Per settimane parevano morti, immobili nel loro minuscolo pacchetto che nel frattempo era diventato grigio. Rimossi la grata e attesi.

Un bel giorno, uno a uno, questi astuccetti grigi cominciarono a contorcersi e a ruotare con forza per rompersi all’improvviso lasciando emergere meravigliose farfalle. Ogni farfalla restava immobile per ore muovendo gentilmente le ali, pompando al loro interno i fluidi necessari per estenderle completamente. A un certo punto le farfalle si sollevarono con grazia nella brezza estiva, lasciando dietro di esse una crisalide rotta a mostrare loro precedente prigionia.

Le crisalidi e le farfalle mi fecero pensare alla tomba vuota del nostro Signore risorto. Quando Pietro e Giovanni appresero la notizia che il corpo del Signore non era più nella tomba, corsero a perdifiato, Pietro entrò nella tomba e «vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.» (Giovanni 20,6-7).

Il sudario che fasciava accuratamente tutto il corpo, adesso giaceva abbandonato, testimone muto del fatto che il corpo che prima avvolgeva, adesso fosse tornato in vita.

La schiavitù della morte è rotta. Cristo è risorto! Possiamo affrontare il domani con la certezza che Gesù è davvero vivo per aiutarci, per guidarci, per darci speranza per il futuro.

E poiché è vivo, i nostri problemi non sono insolubili.

La crisalide rotta del suo sudario proclama che Cristo è il vincitore persino sulla morte!

Essendo vivo nulla è impossibile!

(Tradotto dall’originale http://www.joyfulheart.com/easter/chryslis.htm)

Buona Pasqua!

Annunci

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

5 motivi per cui gli uomini dovrebbero amare san Giuseppe

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/03/2018

San Giuseppe passa spesso inosservato per il suo atteggiamento silenzioso e per la sua vita nascosta, ma ha molto da insegnarci su come crescere in santità.

Ecco cinque motivi per riscoprire san Giuseppe.

1. E’ il santo patrono dei lavoratori.

Il lavoro degli uomini occupa gran parte delle nostre vite. Spesso cerchiamo di lottare per un lavoro che renda gloria a Dio, ebbene, san Giuseppe ci può insegnare a lavorare bene se glielo chiediamo. Un dei modi per farlo è cominciare la nostra giornata di lavoro pregando.

Puoi invocare san Giuseppe anche quando hai difficoltà a trovare un lavoro. Ha ricevuto l’incarico di provvedere al Figlio di Dio, per questo può capire davvero la pressione che gli uomini devono subire e affrontare per provvedere alle proprie famiglie. Nella mia vita ho sperimentato personalmente il potere dell’intercessione di san Giuseppe per trovare un lavoro.

2. La sua intercessione è potente.

Un seminarista un giorno mi spiegò, relativamente alla potente intercessione del santo, che ogni volta che aveva bisogno di qualche cosa, chiedeva l’aiuto di san Giuseppe e i suoi bisogni venivano accolti. In questi ultimi anni ho sperimentato nella mia vita che san Giuseppe ha risposto a molte delle mie preghiere, come trovare un lavoro e fondare una famiglia. (…)

Pare che Dio abbia dato a molti santi la grazia di soccorrerci nelle nostre molte necessità, ma la mia esperienza è stata che questo santo soccorre a tutte le necessità, e che il Signore ci vuole insegnare che, com’è stato sotto la sua protezione sulla terra (per essere stato il suo custode, per essere stato chiamato suo padre) così in Paradiso, Egli continua a operare ciò che il santo gli chiede.

3. E’ un modello di paternità per noi uomini.

Dio Padre ha scelto san Giuseppe tra tutti gli uomini per essere il padre putativo di Gesù. Questo ci dice molto sulla sua persona; gli è stata affidata la guida, il compito di provvedere e proteggere il Figli di Dio e la più grande tra le creature di Dio, la Madonna. Giuseppe ha servito fedelmente la Santa Famiglia proteggendola dal pericolo affinché potesse compiere la missione di Dio.

San Giuseppe ha insegnato a Gesù, nella sua umanità, a essere un uomo. Senza dubbio gli avrà insegnato a essere un ebreo fedele, così come il mestiere di carpentiere. Egli è un modello per noi padri, per essere dei leaders spirituali nelle nostre famiglie. Come san Giuseppe siamo chiamati a mostrare l’amore di Dio Padre alla nostra moglie e ai nostri figli.

4. E’ stato un uomo obbediente.

Ogni volta in cui Dio gli ha chiesto di fare qualcosa, Giuseppe non ha esitato a dire il suo sì. Quando doveva prendere Maria come sua sposa, andando a Betlemme per il censimento, o scappando in Egitto con la sua famiglia, Giuseppe ha sempre seguito prontamente la volontà di Dio. In un’epoca in cui ci viene detto di fare sempre a modo nostro, San Giuseppe ci ricorda che la vera grandezza si trova nel seguire la volontà di Dio, non la nostra.

5. E’ stato un uomo di silenzio.

Non si è mai sentita una parola da San Giuseppe perché è stato un uomo di silenzio. Grazie a questo silenzio, era capace di ascoltare la voce di Dio e di discernere la sua volontà per la Sacra Famiglia. Nell’epoca del rumore e delle troppe parole, Giuseppe ci ricorda che se vogliamo ascoltare la voce di Dio, dobbiamo far tacere i nostri cuori ed entrare nel silenzio.

Rivolgetevi a San Giuseppe!

Queste sono solo alcuni dei tanti motivi per cui ogni uomo cattolico dovrebbe sviluppare una sana devozione verso san Giuseppe.

La festività di San Giuseppe è il tempo giusto per apprendere qualcosa su questo grande santo e chiedere la sua intercessione per vivere una vita santa.

«Alcuni santi hanno ricevuto il privilegio di assisterci con efficacia in alcuni bisogni particolari, ma non in altri; non il santo patrono Giuseppeche ha il potere di assisterci in tutte le circostanze, in ogni necessità, in ogni impresa.» (San Tommaso d’Aquino)

(Tradotto dall’originale inglese: https://www.catholicgentleman.net/2015/02/5-reasons-every-man-love-st-joseph/)

Posted in Famiglia, Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Diventi padre ma nessuno ti dà le istruzioni per l’uso…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/03/2018

Eccone 7! Sette istruzioni per l’uso per padri coraggiosi.

«Diventi padre ma nessuno ti dà le istruzioni per l’uso…», quante volte abbiamo sentito una frese del genere, e quante volte siamo stati noi stessi a pronunciarla di fronte alle sfide della vita.

Sbagliato!

Le istruzioni ci sono (ce le dà il Padre per eccellenza), basta seguirle, o per lo meno cercare di farlo con amore e buona volontà; magari non vedrai andare tutto per il verso giusto ma comincerai a vedere le cose che si muovono nell’ordine dell’amore, e pian piano comincerai anche a vederle andare per il verso giusto.

1 – Metti Dio al primo posto e tutte le altre cose si riordineranno.

«Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore» (Deuteronomio 6,5-6)

Non abbiamo forze? Attingiamone alla Fonte. Non sappiamo che pesci prendere con sfide che non capiamo? Chiediamo a Dio e a Dio solo la forza e la sapienza per affrontarle.

2 – Passa il tempo con la tua famiglia.

«Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Deuteronomio 6,6-7).

E’ il tempo meglio speso. Passalo senza guardare l’orologio, lascia che i tuoi figli interrompano i tuoi hobby, il tuo programma preferito, dà loro il messaggio che ti piace stare con loro.

3 – Dai la tua vita.

«E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei» (Efesini 5,25).

Date la vostra vita, morite per vostra moglie e per i vostri figli. Si può morire ogni giorno senza particolari atti eroici, morire piano piano, a fettine, semplicemente mettendosi all’ultimo posto. Può sembrare autolesionismo ma è dimenticandosi di sé che si vive e fa vivere veramente felici. Come affermava Catherine de Hueck-Doherty, “Se metto Dio al primo posto e il fratello al secondo, io sono il felice terzo.”

4 – Correggi i tuoi figli senza complessi ma…

«E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell’educazione e nella disciplina del Signore» (Efesini 6,4).

Non aver paura di correggere i figli, soprattutto in questi tempi in cui la nostra società sembra essere preda della paura di farlo. Chiedi a Dio la sapienza e il discernimento per correggerli sempre per e con amore, ma non tacere quando vedi o senti che stanno sbagliando.

5 – Dai l’esempio con le opere buone.

«Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Ebrei 10, 24)

Fai opere buone e coinvolgi i tuoi figli nel farlo; una raccolta per i terremotati, una spesa per i poveri della parrocchia, un panino a un clochard. Vinci la pigrizia e ti sorprenderai nel vedere che saranno felici di seguirti.

6 – Sii fedele ai sacramenti e…

«…senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina.» (Ebrei 10,25).

Dai l’esempio pregando, celebrando i sacramenti con fede, invitando i tuoi figli a fare altrettanto, soprattutto nei momenti in cui le sfide della vita sembrano essere più grandi di noi. I figli non fanno tanto quello che diciamo loro quanto quello che facciamo con fede e convinzione.

7 – Impara a comunicare.

«Lo sapete, fratelli miei carissimi: sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira» (Giacomo 1,19).

Presta attenzione a quello che dicono i figli, evitando reazioni esagerate; dimostrati interessato senza essere soffocante. Se si saranno davvero ascoltati si sentiranno liberi di condividere la loro vita con te.

Posted in Attualità, Famiglia, Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Non sopporto (…) l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/12/2017

Gli «auguri scomodi», di don Tonino Bello.

«Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.

Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie , fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi, che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza

(Mons. Tonino Bello, Arcivescovo di Molfetta)

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e d’amore per chi a Lui ricorre con fiducia»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2017

La Divina Misericordia contemplata da San Giovanni Paolo II

«L’amore di Cristo risana le ferite del cuore umano e comunica alla persona mediante la grazia la vita stessa di Dio.

“Gesù confido in Te!”, è semplice ma profondo questo’atto di fiducia e di abbandono all’amore di Dio.

Nelle difficoltà dell’esistenza come nei momenti di gioia e di entusiasmo affidarsi al Signore infonde pace nell’animo, induce a riconoscere il primato dell’iniziativa divina e apre lo spirito all’umiltà e aklla vberità.

“Gesù confido in Te!”, migliaia di devoti in ogni parte della terra ripetono questa semplice ed espressiva invocazione;

nel cuore di Cristo trova pace chi è angustiato dai crucci dell’esistenza,

ottiene sollievo chi è afflitto dalla sofferenza e dalla malattia,

sperimenta la gioia chi si sente stretto dall’incertezza e dall’angoscia

perché il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e di amore per chi a Lui ricorre con fiducia.

Si tratta di un proficuo cammino di fede che siamo invitati a percorrere sostenuti da Maria Madre della Divina Misericordia,

alla sua scuola apprenderete la sublime arte di fidarsi di Dio,

seguendo Maria come fece santa Faustina Kowalska, suor Faustina, potrete compiere la volontà di Dio pronti a servire generosamente la causa del Vangelo;

potrete percorrere la strada che conduce alla santità, vocazione di ogni cristiano.

Questo vi auguro e per questo prego mentre vi benedico di cuore.»

 Dal sito del Vaticano http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_doc_20020629_decree-ii_it.html modalità per l’indulgenza plenaria in questo giorno di grazia. 

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“La mia conversione alla Divina Misericordia”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/04/2017

P. Roger J. Landry

Edificante racconto di P. Roger J. Landry, sacerdote della Diocesi di Fall River (Massachussets) che lavora nell’Osservatorio Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite.

Quando entrai nel seminario St. Mary nel Maryland incontrai molti seminaristi devoti alla Divina Misericordia; mi invitavano spesso a recitare la Coroncina ma io gentilmente declinavo; pensavo di non aver bisogno di altre devozioni e che preferivo usare i grani del mio Rosario per questa preghiera mariana.

Rimasi della stessa idea anche quando andai a Roma ma prima di tornare, passai alla chiesa di Santo Spirito in Sassia, dietro la Basilica di San Pietro, centro della devozione alla Divina Misericordia. Un giorno mi ci fermai per la confessione e vidi la chiesa stracolma di giovani che pregavano la Coroncina della Divina Misericordia. Pensai che nonostante fossi un buon prete non avevo mai sentito la necessità di conoscere quella devozione semmai qualcuno mi avesse chiesto se fosse buona per la salute spirituale.

Immagine di Gesù misericordioso come riferita da Santa Faustina, sita nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia

Mi procurari allora una copia del Diario di suor Faustina Kowalska, 730 pagine scritte da una suora polacca negli anni ’30 con le rivelazioni del Signore alla sua “segretaria”. Iniziai a leggerlo ma mi sembrava che ripetesse sempre la stessa cosa con dei piccoli cambiamenti ogni volta, e non sapevo cosa fare con tutte quelle informazioni spirituali raccontate senza un metodo. Ne lessi metà ma non lo terminai. Sebbene alcuni punti fossero meravigliosi e non ci fosse nulla contrario alla fede, decisi di sospendere il giudizio fino a quando non avessi trovato tempo e voglia di finirlo.

Il 30 aprile del 2000, il giorno della canonizzazione di suor Faustina da parte di Giovanni Paolo II, celebravo Messa in una basilica di San Pietro chiusa e semivuota. Alla fine mi portai nella cappella del Santissimo Sacramento per fare il ringraziamento. Quando il Papa celebrava in piazza san Pietro, io normalmente rimanevo in quella cappella pregando il breviario in attesa di andare a distribuire la Comunione quando i cerimonieri me lo avrebbero chiesto.

Quel giorno, mentre finivo il mio ringraziamento, mi ritrovai a pensare all’improvviso che la canonizzazione di suor Faustina, avrebbe potuto essere la mia ultima occasione di partecipare a una Messa papale da quella prospettiva prima di tornare al mio paese. Passai allora per la porta santa e mi recai in piazza alle 7,30. Gli operai che sistemavano le sedie pensarono erroneamente che fossi qualcuno importante visto che mi vedevano uscire dalla Basilica chiusa, così riuscii a trovare un posto proprio di fronte all’altare. Mi chiedevo cosa avrei fatto nelle tre ore che mancavano all’inizio della Messa di canonizzazione, ma scoprii presto che non me ne sarei dovuto preoccupare.

Avevo appena terminato le lodi mattutine che un signore mi chiese in italiano se lo potevo confessare. “Certo!”, gli dissi, lui s’inginocchiò nella dura pietra del pavimento della piazza e poco prima dell’assoluzione, una ragazza si era messa in fila. Mi chiese se la potevo confessare in spagnolo, le rispose che l’avrei fatto volentieri.

Nelle tre ore successive, fino all’antifona di apertura della Messa, non feci altro che confessare; italiani, spagnoli, brasiliani, francesi, polacchi e tedeschi che parlavano inglese, così come alcuni britannici e statunitensi, tutti umilmente inginocchiati ad aprire il loro cuore. Ero completamente sbalordito dalla bellezza e dalla profondità delle testimonianze dei frutti che la devozione alla Divina Misericordia aveva portato in questa gente proveniente da tutto il mondo con differenti culture e lingue e vidi questi frutti dal profondo come solo un prete può vedere. La Messa iniziò e io non finivo di ringraziare il Signore per avermi portato fuori in quel posto e avermi usato come strumento per condividere la sua Divina Misericordia con così tanta gente.

Durante l’omelia di Giovanni Paolo II, rimasi sorpreso ed emozionato quando disse: “E’ importante che accettiamo l’intero messaggio (dell’amore misericordioso di Dio) che ci arriva dalla Parola di Dio in questa seconda domenica di Pasqua, che da adesso in poi attraverso la Chiesa sarà chiamata “domenica della Divina Misericordia”. Con questa decisione, è mia intenzione portare questo messaggio nel nuovo millennio.” Da quel momento in poi mi sentii chiamato – come tutti i preti – ad essere un annunciatore particolare di quel messaggio. Mi resi conto che l’esperienza di quella mattinata era stata un dono di Dio affinché io vedessi la grandezza dei miracoli interiori che quella devozione poteva portare nei cuori della gente.

Tornato in seminario, quella sera non riuscivo nemmeno a raccontare ai miei compagni l’esperienza fatta. Chiesi a un mio compagno molto devoto alla Divina Misericordia, come avessi potuto approfondirla tramite il “Diario”. Sorrise e mi confessò di aver avuto lo stesso problema col “Diario”, poi tirò fuori dallo scaffale un libro di George Kosicki intitolato “Tell My Priests” (Dillo ai miei preti), un agile libretto che organizzava gli argomenti del diario specificatamente per i sacerdoti affinché imparassero la devozione e la trasmettessero al popolo chiaramente e con passione.

Fr. Kosicki dimostrava chiaramente e in maniera convincente, che tutto, nella devozione della Divina Misericordia, non fosse altro che un’applicazione di quanto detto e fatto da Gesù nei Vangeli. Riusciva inoltre a sottolineare il messaggio di suor Faustina di dire ciò ai preti, soprattutto che se un prete predica la Divina Misericordia anche il più grande peccatore sarebbe tornato a Dio.

Nel tempo sono cresciuto nell’amore e nell’apprezzamento di questa devozione; la cosa che amo di più è che pregando la Coroncina, unitamente ai due sacramenti, il Signore ci prepara a ricevere migliaia di volte nella nostra vita, la Messa e il Sacramento della Sua Misericordia. (…).

Ora guardo alla devozione come mezzi che Dio ha stabilito per aiutarci ad adorare e apprezzare Lui nel sacramento della Confessione.

La Divina Misericordia è una devozione che ha cambiato la mia vita di apostolo e mi ha portato a esperimentare sempre più in pienezza il Cuore della Redenzione e la gioia della vita con Cristo Risorto.

Io vi incoraggio – in prossimità della festa della Divina Misericordia di domenica, di venire a conoscere Dio più intimamente anche attraverso questa devozione bella e sempre attuale.

Tradotto da: http://www.catholicity.com/commentary/landry/00739.html

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Nella mia vita Gesù, il risorto è…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/04/2017


«La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «Terzo Giorno». (Don Tonino Bello)

Ho chiesto ad alcuni amici e amiche che si impegnano ogni giorno a vivere la vita dal giusto versante del “terzo giorno”, di completare la frase: Nella mia vita Gesù, il risorto è…

Tra i mille messaggi di auguri che mandiamo e riceviamo in questo periodo, ho ricevuto queste perle preziose, vere, personali, che vorrei condividere con voi.

Nella mia vita Gesù, il risorto è…

«La sicurezza che tutto ha un senso, anche nei momenti bui, anche quando mi vedo troppo piccola per essere parte di questo Mistero grande» (Manuela)

«Consolazione è speranza, certezza del Paradiso.» (Lea)

«Il Risorto è Colui che dà un senso a questa vita, che ci fa capire che cos’è l’amore e come l’amore sia l’unica cosa per la quale valga veramente la pena vivere.» (Daniela)

«Per me è Dio che non si limita a guardare le nostre sofferenze dalla sua infinita lontananza ma Dio che le ha affrontare fino alla fine per liberarcene.» (Alessandro)

«Colui che dà senso alla mia vita aldilà dei miei fallimenti, che mi fa gioire pienamente anche nelle afflizioni poiché vincendo la morte sconfigge tutti i miei problemi.» (Cristina)

«E’ Dio che mi apre le porte alla vita eterna, Gesù è Dio Amore che ha spezzato le mie catene e non mi ha abbandonata nel buio della morte. E’ la luce!.» (Silvia)

Nella mia vita Gesù, il risorto è…

E nella tua?

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Mia nonna alla Candelora…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/02/2017

candelora_01

Il 2 febbraio, a Messa, vengono benedette le candele.

Sono passati 40 giorni dal Natale, e questi ceri ci ricordano che Gesù è la luce del mondo venuto a illuminare i nostri passi e a rivelare il volto sereno di Dio.

La mia nonna accendeva sempre la candela della Candelora quando veniva il temporale o c’era qualche cruccio, qualche difficoltà in famiglia.

Non era un rito magico – quasi che quella cera benedetta dovesse scacciare il male – era semplicemente un segno di fede, un segno della compagnia di Dio, che non ci toglie in uno schioccar di dita le difficoltà, ma che ci accompagna nell’attraversarle. Facendoci sentire al sicuro.

candelora_02Se vuoi, trova del tempo per andare a Messa e porta a casa la piccola candela benedetta.

Farà un po’ di luce nel buio delle giornate più difficili.

Provare per credere.

(Dal Profilo Facebook di Don Marco Gasparini, col suo gentile permesso)

E il ricordo va alla mia dolcissima nonna Fernanda che faceva esattamente la stessa cosa.

Perché non riscoprire anche noi, in questi tempi rapidi, superficiali, usa-e-getta, il gusto dei segni che toccano il cuore e ci accompagnano nell’attraversare le difficoltà?

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Una promessa di Dio realizzata nella storia

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/12/2016

img_3614-1Una promessa di Dio realizzata nella storia

  • “Uomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate.

  • Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.

  • Quindi, dopo essersi preso cura di loro per circa quarant’anni nel deserto, distrusse sette popoli nel paese di Cànaan e concesse loro in eredità quelle terre, (…).

  • Allora essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù di Beniamino, per quaranta anni.

  • gvE, dopo averlo rimosso dal regno, suscitò per loro come
    re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri.

  • Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù.

  • Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele.

  • Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.” (Atti 13,16-17;22-25)

 

  • E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,14)

BUON NATALE 2016!

<<Gesù venne sulla terra perché era “ghiacciata”, non dalle temperature ma dalla freddezza del cuore degli uomini.

Anche stanotte verrà ancora, perché c’è ancora tanto “gelo” nel cuore degli uomini.

Preghiamo oggi per fare un incontro personale con Lui, apriamo i nostri cuori, chiediamoGli di sciogliere il cuore di tanti uomini “gelati” dall’indifferenza, dalla mancanza d’amore, dalla rigidità. Vieni, sciogli i nostri cuori ghiacciati.>> (Furio Panizzi, assistente sociale).

BUON NATALE 2016!

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | 3 Comments »

“…E la gente (importante) a volte viene trasformata in lucine di Natale a intermittenza”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/12/2016

natale_01

Basterebbe fermarsi un attimo per comprendere quante lacune spesso tra noi e chi amiamo. È sempre tutto di corsa… è sempre una corsa, studio, lavoro, casa, commissioni.

I ritmi decisamente frenetici, il tempo che manca, attenzioni che spesso “doniamo” a gente sconosciuta perché tanto, chi ci ama c’è sempre e può aspettare.

Tutte queste corse, a volte tutta questa “poca attenzione” ha contribuito ad un lento e impercettibile abbandono dei rapporti umani fra le persone, e chi ci rimette sono spesso le persone a noi care. Esiste un bisogno naturale di ricevere attenzioni, attraverso uno sguardo complice, un abbraccio, un bacio o una semplice carezza o una telefonata.

La vita è una, e replay non ne ha…, e a volte è troppo tardi. Ma siamo sicuri che ne valga davvero la pena?

natale_02Tutto questo è giusto? Io sinceramente dico NO!! Siamo “intrappolati” dentro uno schermo. Uno schermo che brucia gli occhi e atrofizza il cuore… Ci stiamo mettendo in croce da soli. Assediati da tutto quello che non è Amore. Brutta storia.

Per questo Natale, dedichiamo PRESENZE reali e non virtuali, dedichiamo più tempo alle persone che amiamo, dedichiamo più tempo a noi stessi. Ovviamente non solo a Natale.

Evitiamo messaggi copia incolla, dove si selezionano sulla rubrica telefonica i nomi e invece di metterci il cuore, clicchiamo solo invia tutti. siete distanti?

TELEFONATE se avete voglia di vera condivisione.

Definiamo “Amico” chi non abbiamo mai visto in faccia, dispensiamo “tvb” senza emozione. Ormai, possiamo capire l’importanza di chi abbiamo davanti, dalla durata della batteria del cellulare. Se stai bene, resta quasi intatta, altrimenti…

Evitiamo il TAG di MASSA virtuale per sentirci tranquilli e sereni (che poi, ammettiamolo, è veramente fastidioso).

natale_03Chiudiamo gli occhi e pensiamo al tempo. Già … IL TEMPO! Dobbiamo in tutti i modi cercare di trasformare il nostro tempo da “limite” in vera risorsa. Dedicare del tempo a loro significa anche dedicare del tempo a noi stessi.

Fëdor Dostoevskij ha dato una definizione dell’essere umano tanto triste quanto vera : “Un essere che si abitua a tutto. Ecco, credo, la migliore definizione dell’uomo”

Ci “accomodiamo” con chi amiamo ci “accomodiamo” con la fede; il processo è molto simile, tutto diviene banale e scontato. Ma la prima vera missione è questa, quella “ordinaria”.

No, tutto deve essere sempre vissuto con vero entusiasmo. Amore e fede, linfa vitale per la nostra anima!

“Percorriamo soltanto una volta la strada della vita e tutto quello che possiamo fare di bello e di vero non può essere rimandato perché da queste parti non passeremo mai più.

natale_04Abbiamo una vita sola. Nessuno ci offre una seconda occasione. Se ci si lascia sfuggire qualcosa tra le dita, è perduta per sempre. E poi si passa il resto della vita a cercare di ritrovarla…infelici! E la gente (importante) a volte viene trasformata in lucine di natale ad intermittenza. Vogliamo bene, ma le consideriamo solo quando “noi” ne abbiamo voglia, errando! E con il rischio di FULMINARLE E PERDERLE!

Dove c’è Amore, Dio si rallegra, Dio soffia sui cuori che si amano, realmente e non virtualmente.

Fermiamoci e facciamo con CORAGGIO una vera escursione nella nostra anima (eh no, lì non si possono fare fotografie da mostrare in rete e non esistono i mi piace) e forse capiremo davvero le cose “essenziali” che stiamo smarrendo.

Buon Natale!

(Fonte: http://www.cavalieridellaluce.net/sud/2015/12/22/uno-schermo-che-brucia-gli-occhi-e-atrofizza-il-cuore/)

Posted in Festività Cattoliche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »