FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

Archive for the ‘Festività Cattoliche’ Category

«Il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e d’amore per chi a Lui ricorre con fiducia»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2017

La Divina Misericordia contemplata da San Giovanni Paolo II

«L’amore di Cristo risana le ferite del cuore umano e comunica alla persona mediante la grazia la vita stessa di Dio.

“Gesù confido in Te!”, è semplice ma profondo questo’atto di fiducia e di abbandono all’amore di Dio.

Nelle difficoltà dell’esistenza come nei momenti di gioia e di entusiasmo affidarsi al Signore infonde pace nell’animo, induce a riconoscere il primato dell’iniziativa divina e apre lo spirito all’umiltà e aklla vberità.

“Gesù confido in Te!”, migliaia di devoti in ogni parte della terra ripetono questa semplice ed espressiva invocazione;

nel cuore di Cristo trova pace chi è angustiato dai crucci dell’esistenza,

ottiene sollievo chi è afflitto dalla sofferenza e dalla malattia,

sperimenta la gioia chi si sente stretto dall’incertezza e dall’angoscia

perché il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e di amore per chi a Lui ricorre con fiducia.

Si tratta di un proficuo cammino di fede che siamo invitati a percorrere sostenuti da Maria Madre della Divina Misericordia,

alla sua scuola apprenderete la sublime arte di fidarsi di Dio,

seguendo Maria come fece santa Faustina Kowalska, suor Faustina, potrete compiere la volontà di Dio pronti a servire generosamente la causa del Vangelo;

potrete percorrere la strada che conduce alla santità, vocazione di ogni cristiano.

Questo vi auguro e per questo prego mentre vi benedico di cuore.»

 Dal sito del Vaticano http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_doc_20020629_decree-ii_it.html modalità per l’indulgenza plenaria in questo giorno di grazia. 

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“La mia conversione alla Divina Misericordia”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/04/2017

P. Roger J. Landry

Edificante racconto di P. Roger J. Landry, sacerdote della Diocesi di Fall River (Massachussets) che lavora nell’Osservatorio Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite.

Quando entrai nel seminario St. Mary nel Maryland incontrai molti seminaristi devoti alla Divina Misericordia; mi invitavano spesso a recitare la Coroncina ma io gentilmente declinavo; pensavo di non aver bisogno di altre devozioni e che preferivo usare i grani del mio Rosario per questa preghiera mariana.

Rimasi della stessa idea anche quando andai a Roma ma prima di tornare, passai alla chiesa di Santo Spirito in Sassia, dietro la Basilica di San Pietro, centro della devozione alla Divina Misericordia. Un giorno mi ci fermai per la confessione e vidi la chiesa stracolma di giovani che pregavano la Coroncina della Divina Misericordia. Pensai che nonostante fossi un buon prete non avevo mai sentito la necessità di conoscere quella devozione semmai qualcuno mi avesse chiesto se fosse buona per la salute spirituale.

Immagine di Gesù misericordioso come riferita da Santa Faustina, sita nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia

Mi procurari allora una copia del Diario di suor Faustina Kowalska, 730 pagine scritte da una suora polacca negli anni ’30 con le rivelazioni del Signore alla sua “segretaria”. Iniziai a leggerlo ma mi sembrava che ripetesse sempre la stessa cosa con dei piccoli cambiamenti ogni volta, e non sapevo cosa fare con tutte quelle informazioni spirituali raccontate senza un metodo. Ne lessi metà ma non lo terminai. Sebbene alcuni punti fossero meravigliosi e non ci fosse nulla contrario alla fede, decisi di sospendere il giudizio fino a quando non avessi trovato tempo e voglia di finirlo.

Il 30 aprile del 2000, il giorno della canonizzazione di suor Faustina da parte di Giovanni Paolo II, celebravo Messa in una basilica di San Pietro chiusa e semivuota. Alla fine mi portai nella cappella del Santissimo Sacramento per fare il ringraziamento. Quando il Papa celebrava in piazza san Pietro, io normalmente rimanevo in quella cappella pregando il breviario in attesa di andare a distribuire la Comunione quando i cerimonieri me lo avrebbero chiesto.

Quel giorno, mentre finivo il mio ringraziamento, mi ritrovai a pensare all’improvviso che la canonizzazione di suor Faustina, avrebbe potuto essere la mia ultima occasione di partecipare a una Messa papale da quella prospettiva prima di tornare al mio paese. Passai allora per la porta santa e mi recai in piazza alle 7,30. Gli operai che sistemavano le sedie pensarono erroneamente che fossi qualcuno importante visto che mi vedevano uscire dalla Basilica chiusa, così riuscii a trovare un posto proprio di fronte all’altare. Mi chiedevo cosa avrei fatto nelle tre ore che mancavano all’inizio della Messa di canonizzazione, ma scoprii presto che non me ne sarei dovuto preoccupare.

Avevo appena terminato le lodi mattutine che un signore mi chiese in italiano se lo potevo confessare. “Certo!”, gli dissi, lui s’inginocchiò nella dura pietra del pavimento della piazza e poco prima dell’assoluzione, una ragazza si era messa in fila. Mi chiese se la potevo confessare in spagnolo, le rispose che l’avrei fatto volentieri.

Nelle tre ore successive, fino all’antifona di apertura della Messa, non feci altro che confessare; italiani, spagnoli, brasiliani, francesi, polacchi e tedeschi che parlavano inglese, così come alcuni britannici e statunitensi, tutti umilmente inginocchiati ad aprire il loro cuore. Ero completamente sbalordito dalla bellezza e dalla profondità delle testimonianze dei frutti che la devozione alla Divina Misericordia aveva portato in questa gente proveniente da tutto il mondo con differenti culture e lingue e vidi questi frutti dal profondo come solo un prete può vedere. La Messa iniziò e io non finivo di ringraziare il Signore per avermi portato fuori in quel posto e avermi usato come strumento per condividere la sua Divina Misericordia con così tanta gente.

Durante l’omelia di Giovanni Paolo II, rimasi sorpreso ed emozionato quando disse: “E’ importante che accettiamo l’intero messaggio (dell’amore misericordioso di Dio) che ci arriva dalla Parola di Dio in questa seconda domenica di Pasqua, che da adesso in poi attraverso la Chiesa sarà chiamata “domenica della Divina Misericordia”. Con questa decisione, è mia intenzione portare questo messaggio nel nuovo millennio.” Da quel momento in poi mi sentii chiamato – come tutti i preti – ad essere un annunciatore particolare di quel messaggio. Mi resi conto che l’esperienza di quella mattinata era stata un dono di Dio affinché io vedessi la grandezza dei miracoli interiori che quella devozione poteva portare nei cuori della gente.

Tornato in seminario, quella sera non riuscivo nemmeno a raccontare ai miei compagni l’esperienza fatta. Chiesi a un mio compagno molto devoto alla Divina Misericordia, come avessi potuto approfondirla tramite il “Diario”. Sorrise e mi confessò di aver avuto lo stesso problema col “Diario”, poi tirò fuori dallo scaffale un libro di George Kosicki intitolato “Tell My Priests” (Dillo ai miei preti), un agile libretto che organizzava gli argomenti del diario specificatamente per i sacerdoti affinché imparassero la devozione e la trasmettessero al popolo chiaramente e con passione.

Fr. Kosicki dimostrava chiaramente e in maniera convincente, che tutto, nella devozione della Divina Misericordia, non fosse altro che un’applicazione di quanto detto e fatto da Gesù nei Vangeli. Riusciva inoltre a sottolineare il messaggio di suor Faustina di dire ciò ai preti, soprattutto che se un prete predica la Divina Misericordia anche il più grande peccatore sarebbe tornato a Dio.

Nel tempo sono cresciuto nell’amore e nell’apprezzamento di questa devozione; la cosa che amo di più è che pregando la Coroncina, unitamente ai due sacramenti, il Signore ci prepara a ricevere migliaia di volte nella nostra vita, la Messa e il Sacramento della Sua Misericordia. (…).

Ora guardo alla devozione come mezzi che Dio ha stabilito per aiutarci ad adorare e apprezzare Lui nel sacramento della Confessione.

La Divina Misericordia è una devozione che ha cambiato la mia vita di apostolo e mi ha portato a esperimentare sempre più in pienezza il Cuore della Redenzione e la gioia della vita con Cristo Risorto.

Io vi incoraggio – in prossimità della festa della Divina Misericordia di domenica, di venire a conoscere Dio più intimamente anche attraverso questa devozione bella e sempre attuale.

Tradotto da: http://www.catholicity.com/commentary/landry/00739.html

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Nella mia vita Gesù, il risorto è…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/04/2017


«La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «Terzo Giorno». (Don Tonino Bello)

Ho chiesto ad alcuni amici e amiche che si impegnano ogni giorno a vivere la vita dal giusto versante del “terzo giorno”, di completare la frase: Nella mia vita Gesù, il risorto è…

Tra i mille messaggi di auguri che mandiamo e riceviamo in questo periodo, ho ricevuto queste perle preziose, vere, personali, che vorrei condividere con voi.

Nella mia vita Gesù, il risorto è…

«La sicurezza che tutto ha un senso, anche nei momenti bui, anche quando mi vedo troppo piccola per essere parte di questo Mistero grande» (Manuela)

«Consolazione è speranza, certezza del Paradiso.» (Lea)

«Il Risorto è Colui che dà un senso a questa vita, che ci fa capire che cos’è l’amore e come l’amore sia l’unica cosa per la quale valga veramente la pena vivere.» (Daniela)

«Per me è Dio che non si limita a guardare le nostre sofferenze dalla sua infinita lontananza ma Dio che le ha affrontare fino alla fine per liberarcene.» (Alessandro)

«Colui che dà senso alla mia vita aldilà dei miei fallimenti, che mi fa gioire pienamente anche nelle afflizioni poiché vincendo la morte sconfigge tutti i miei problemi.» (Cristina)

«E’ Dio che mi apre le porte alla vita eterna, Gesù è Dio Amore che ha spezzato le mie catene e non mi ha abbandonata nel buio della morte. E’ la luce!.» (Silvia)

Nella mia vita Gesù, il risorto è…

E nella tua?

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Mia nonna alla Candelora…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/02/2017

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Il 2 febbraio, a Messa, vengono benedette le candele.

Sono passati 40 giorni dal Natale, e questi ceri ci ricordano che Gesù è la luce del mondo venuto a illuminare i nostri passi e a rivelare il volto sereno di Dio.

La mia nonna accendeva sempre la candela della Candelora quando veniva il temporale o c’era qualche cruccio, qualche difficoltà in famiglia.

Non era un rito magico – quasi che quella cera benedetta dovesse scacciare il male – era semplicemente un segno di fede, un segno della compagnia di Dio, che non ci toglie in uno schioccar di dita le difficoltà, ma che ci accompagna nell’attraversarle. Facendoci sentire al sicuro.

candelora_02Se vuoi, trova del tempo per andare a Messa e porta a casa la piccola candela benedetta.

Farà un po’ di luce nel buio delle giornate più difficili.

Provare per credere.

(Dal Profilo Facebook di Don Marco Gasparini, col suo gentile permesso)

E il ricordo va alla mia dolcissima nonna Fernanda che faceva esattamente la stessa cosa.

Perché non riscoprire anche noi, in questi tempi rapidi, superficiali, usa-e-getta, il gusto dei segni che toccano il cuore e ci accompagnano nell’attraversare le difficoltà?

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Una promessa di Dio realizzata nella storia

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/12/2016

img_3614-1Una promessa di Dio realizzata nella storia

  • “Uomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate.

  • Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.

  • Quindi, dopo essersi preso cura di loro per circa quarant’anni nel deserto, distrusse sette popoli nel paese di Cànaan e concesse loro in eredità quelle terre, (…).

  • Allora essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù di Beniamino, per quaranta anni.

  • gvE, dopo averlo rimosso dal regno, suscitò per loro come
    re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri.

  • Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù.

  • Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele.

  • Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.” (Atti 13,16-17;22-25)

 

  • E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,14)

BUON NATALE 2016!

<<Gesù venne sulla terra perché era “ghiacciata”, non dalle temperature ma dalla freddezza del cuore degli uomini.

Anche stanotte verrà ancora, perché c’è ancora tanto “gelo” nel cuore degli uomini.

Preghiamo oggi per fare un incontro personale con Lui, apriamo i nostri cuori, chiediamoGli di sciogliere il cuore di tanti uomini “gelati” dall’indifferenza, dalla mancanza d’amore, dalla rigidità. Vieni, sciogli i nostri cuori ghiacciati.>> (Furio Panizzi, assistente sociale).

BUON NATALE 2016!

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“…E la gente (importante) a volte viene trasformata in lucine di Natale a intermittenza”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/12/2016

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Basterebbe fermarsi un attimo per comprendere quante lacune spesso tra noi e chi amiamo. È sempre tutto di corsa… è sempre una corsa, studio, lavoro, casa, commissioni.

I ritmi decisamente frenetici, il tempo che manca, attenzioni che spesso “doniamo” a gente sconosciuta perché tanto, chi ci ama c’è sempre e può aspettare.

Tutte queste corse, a volte tutta questa “poca attenzione” ha contribuito ad un lento e impercettibile abbandono dei rapporti umani fra le persone, e chi ci rimette sono spesso le persone a noi care. Esiste un bisogno naturale di ricevere attenzioni, attraverso uno sguardo complice, un abbraccio, un bacio o una semplice carezza o una telefonata.

La vita è una, e replay non ne ha…, e a volte è troppo tardi. Ma siamo sicuri che ne valga davvero la pena?

natale_02Tutto questo è giusto? Io sinceramente dico NO!! Siamo “intrappolati” dentro uno schermo. Uno schermo che brucia gli occhi e atrofizza il cuore… Ci stiamo mettendo in croce da soli. Assediati da tutto quello che non è Amore. Brutta storia.

Per questo Natale, dedichiamo PRESENZE reali e non virtuali, dedichiamo più tempo alle persone che amiamo, dedichiamo più tempo a noi stessi. Ovviamente non solo a Natale.

Evitiamo messaggi copia incolla, dove si selezionano sulla rubrica telefonica i nomi e invece di metterci il cuore, clicchiamo solo invia tutti. siete distanti?

TELEFONATE se avete voglia di vera condivisione.

Definiamo “Amico” chi non abbiamo mai visto in faccia, dispensiamo “tvb” senza emozione. Ormai, possiamo capire l’importanza di chi abbiamo davanti, dalla durata della batteria del cellulare. Se stai bene, resta quasi intatta, altrimenti…

Evitiamo il TAG di MASSA virtuale per sentirci tranquilli e sereni (che poi, ammettiamolo, è veramente fastidioso).

natale_03Chiudiamo gli occhi e pensiamo al tempo. Già … IL TEMPO! Dobbiamo in tutti i modi cercare di trasformare il nostro tempo da “limite” in vera risorsa. Dedicare del tempo a loro significa anche dedicare del tempo a noi stessi.

Fëdor Dostoevskij ha dato una definizione dell’essere umano tanto triste quanto vera : “Un essere che si abitua a tutto. Ecco, credo, la migliore definizione dell’uomo”

Ci “accomodiamo” con chi amiamo ci “accomodiamo” con la fede; il processo è molto simile, tutto diviene banale e scontato. Ma la prima vera missione è questa, quella “ordinaria”.

No, tutto deve essere sempre vissuto con vero entusiasmo. Amore e fede, linfa vitale per la nostra anima!

“Percorriamo soltanto una volta la strada della vita e tutto quello che possiamo fare di bello e di vero non può essere rimandato perché da queste parti non passeremo mai più.

natale_04Abbiamo una vita sola. Nessuno ci offre una seconda occasione. Se ci si lascia sfuggire qualcosa tra le dita, è perduta per sempre. E poi si passa il resto della vita a cercare di ritrovarla…infelici! E la gente (importante) a volte viene trasformata in lucine di natale ad intermittenza. Vogliamo bene, ma le consideriamo solo quando “noi” ne abbiamo voglia, errando! E con il rischio di FULMINARLE E PERDERLE!

Dove c’è Amore, Dio si rallegra, Dio soffia sui cuori che si amano, realmente e non virtualmente.

Fermiamoci e facciamo con CORAGGIO una vera escursione nella nostra anima (eh no, lì non si possono fare fotografie da mostrare in rete e non esistono i mi piace) e forse capiremo davvero le cose “essenziali” che stiamo smarrendo.

Buon Natale!

(Fonte: http://www.cavalieridellaluce.net/sud/2015/12/22/uno-schermo-che-brucia-gli-occhi-e-atrofizza-il-cuore/)

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“Se guardano Gesù nella Passione… – Quanto sangue! Non vorrei che mio figlio rimanesse scioccato… – Però che disegna il diavolo questo va bene…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/10/2016

Un insegnamento forte, illuminato, deliziosamente politically incorrect di padre Giorgio Maria Farè O.C.D., su Halloween.

Verità, nella carità, con coraggio.

Da ascoltare fino in fondo e diffondere!

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Buona Pasqua!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/03/2016

Snoopy

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Offline

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2016

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Per questa Quaresima ho deciso di stare offline ogni venerdì. Niente internet, né social network; il pacchetto dati del cellulare verrà staccato e il PC di casa resterà spento tutti i venerdì, fino a Pasqua.

Il primo giorno di Quaresima quest’anno, per me, coincide anche con l’inizio di una ventina di giorni di riposo forzato a causa di un intervento ortopedico a un piede che, mi consentirà di camminare meglio, anche spiritualmente visto che avrò più tempo per pregare.

Ho cominciato finalmente a leggere il primo della bella catasta di libri con cui ho pensato di passare la convalescenza.

E leggendo ho capito due cose.

Che in questo venerdì offline ho letto di più, approfondendo meglio, vivendo le letture con più intensità.

Mi sono anche reso conto del fatto che io, lettore vorace ai limiti del bulimico, da quando è arrivato questo internet-sempre-subito-e-ovunque mi stanco prima, come se l’essere sempre online mi avesse reso affamato di informazioni brevi, usa e getta, atrofizzando la capacità di andare in profondità.

Oscar_02A me la rete piace, è uno strumento che dà delle libertà che prima erano impensabili, ma quando questo strumento, alla lunga ci abitua ad assaggiare tutto ma assaporare niente, a pensare rapidamente ma a riflettere sempre meno, non è più lui al nostri servizio, ma siamo noi al suo.

La posso dire tutta? Tornare offline – sebbene per un giorno – è stata una figata😜. Ops sorry (questa è per il mio direttore spirituale) una grazia👼! Ok (sempre per il mio direttore spirituale) oltre che leggere ne approfitterò per pregare di più, starò offline per stare più online con Dio 😉.

P. S. Stare offline ha giovato anche all’umore e ho avuto il piacere di fare delle telefonate che non avrei mai fatto avendo Uazzappe a disposizione.

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Buon Natale!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/12/2015

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