FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Laicismo e Relativismo’ Category

Per me è no!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/10/2017

I programmi televisivi di cucina cominciano a regalare gustose ricette alla zucca per l’incombente Halloween, i negozi di ‘cineserie’ sono pieni di maschere che in alcuni casi vorrebbero essere terrificanti senza riuscirci e in altri superano le loro stesse intenzioni come le lapidi in polistirolo con su scritto R.I.P., riposa in pace.

Non più di una settimana fa, ero alla cassa di un noto negozio danese di bellissime cose inutili da regalare; avevo comprato una cover per il cellulare e dietro a me facevano la fila una mamma con due bambine sugli otto, nove anni, una delle quali stringeva tutta soddisfatta la sua bella lapide con tanto di teschio e scritta R.I.P.

E allora dal cuore, credetemi, da lì, non dalle mie speculazioni di cattolico inguastito, ma dal cuore, è nata un’amara constatazione: ma questa gente lo sa cosa significhi piangere sulla tomba di un caro estinto? Io purtroppo si – oh se lo so – e avrei voluto dire a quella mamma – ma non ne ho avuto il coraggio – che queste cose vorrebbero esorcizzare la morte ma finiscono col banalizzarla, e che quello non era altro che l’incontro tra un’offerta e una domanda, l’offerta di chi non ha valori (se non quello del denaro) che vende di tutto – soddisfacendone la richiesta – a chi i valori li ha persi.

Come si può ridere e soprattutto speculare su una cosa così seria?

Halloween non mi è mai piaciuto; sono sempre stato tra quei cattolici-rompi-rompi che l’hanno rifiutato in toto e rimango tale, [se vi va di farvi del male coi miei vecchi post andateveli a guardare qui, qui e soprattutto qui dove un’americana intelligente ci dice come abbiamo assorbito pure male la festa a stelle e strisce], ma più passano gli anni e più mi rendo conto che il danno maggiore sta nel vedere che in questo periodo storico abbiamo perso il senso del sacro, dei simboli e dei segni; ci sta sfumando da sotto agli occhi la consapevolezza che ci sono delle realtà e dei misteri che ci trascendono a tal punto che non possiamo accostarci a loro se non con dei segni e dei simboli che li rappresentino.

La morte è uno di questi misteri più grandi.

Ma adesso vale tutto, e il contrario di tutto. Guai a ricordare che davanti a certe cose non è opportuno scherzare, buttarla in canzonetta, che si deve avere il coraggio pacato, non polemico ma fermo di dire: mi dispiace ma per me è no.

E allora mi dispiace per gli entusiasti delle moderne non-feste, con riguardo a Halloween per me è no. Relativamente ai simboli di morte, a bare e lapidi date in mano ai nostri figli, a me fanno male al cuore per cui per me è no.

Al di là e al di qua di una lapide ci sono vite, storie, rimpianti, nostalgie e drammi e dolori e pianti e preghiere. C’è una storia, un patrimonio che viene trasmesso. Tutto questo c’è e permane nonostante la rimozione di massa le stia relegando nelle cose-che-riguardano-nonna-ma-non-me.

Per chi crede nella resurrezione c’è il Segno dei segni, quel Crocifisso tanto temuto da questi tempi anche nel segno di un semplice cattolico, quel segno di cui abbiamo bisogno per rappresentare una realtà incommensurabile, arrivo a dire illogica ma meravigliosamente vera per chi l’ha sperimentata, come la resurrezione di Cristo, che sarà pure politically incorrect, ma è l’unica che sappia dare una risposta alla mia atavica fame di senso.

Halloween è uno sberleffo a ciò in cui credo, una canzonatura svalutante di segni dietro a cui c’è un meraviglioso universo, per cui non ve ne abbiate a male ma anche per quest’anno, PER ME E’ NO!

(Le foto non sono prese dalla rete ma sono state scattate da me, osservando le vetrine della mia città.)

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“Se guardano Gesù nella Passione… – Quanto sangue! Non vorrei che mio figlio rimanesse scioccato… – Però che disegna il diavolo questo va bene…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/10/2016

Un insegnamento forte, illuminato, deliziosamente politically incorrect di padre Giorgio Maria Farè O.C.D., su Halloween.

Verità, nella carità, con coraggio.

Da ascoltare fino in fondo e diffondere!

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“Voi che siete per la famiglia, ci si prenderà beffe di voi…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/05/2016

Voi che siete per la famiglia, ci si prenderà beffe di voi…

dr-lejeune-and-patient1Si dirà che siete fuori moda…

Si dirà che impedite il progresso della scienza…

Si leverà contro di voi la bandiera della tirannia tecnico-scientifica…

Si dirà che cercate di imbavagliare la scienza in forza di una morale sorpassata…

Ebbene, ciò che voglio dirvi è:

NON ABBIATE PAURA!

Siete voi che trasmettete le parole della vita.

Ebbene, ci resta la sapienza, e la sapienza eterna, quella che gli uomini non hanno inventato, e questa sapienza di esprime una una frase che spiega tutto, che risponde a tutto, e questa sapienza si riassume in una frase che vi dirà in ogni momento quello che dovrete fare o non fare. Questa frase è semplicissima, è la Madre di tutti che ce l’ha insegnata:

CIO’ CHE AVRETE FATTO AL PIU’ PICCOLO DEI MIEI FRATELLI, L’AVRETE FATTO A ME!

Di chi sono queste parole?

Di un profeta? Di un leader pro-life? Di un prete?

Di Jérôme Jean Louis Marie Lejeune (Montrouge, 13 giugno 1926 – Parigi, 3 aprile 1994) genetista, pediatra e attivista francese, scopritore della causa della sindrome di Down, pluripremiato in ambito scientifico (riceverà onorificenze per i suoi studi sulle patologie cromosomiche, fra le quali: il premio Kennedy nel 1962, il premio William Allan nel 1969 ed il premio Griffuel nel 1993).

Per me, è un profeta dei nostri tempi che parla dritto dritto al cuore…

Ma ancor prima, nel 1905, G. K. Chesterton faceva questa profezia… non vi sembra che parli proprio dei giorni nostri?

Chesterton“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diverrà un credo. E’ una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle… Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più tre fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” (G. K. Chesterton, Eretici)

Come non condividere anche quest’altro suo pensiero?

“Ciò di cui soffriamo oggigiorno è di una umiltà fuori posto. La modestia si è spostata dall’organo dell’ambizione a quello della convinzione, dove non è stata mai concepita di essere. Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell’uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina.”

(Gilbert Keith Chesterton)

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“Se Dio è con noi siamo la maggioranza!” (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/08/2015

Capite perché allora noi difendiamo la famiglia?

Capite perché la Chiesa difende la famiglia?

Capite perché è importante la famiglia?

La famiglia l’ha inventata Dio, non l’abbiamo inventata noi.

E chi può capire più di Dio? Chi può mettersi al posto di Dio?

Vi racconto una confidenza che ho ricevuto dal Cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago: “Penso di morire nel mio letto ma il mio successore ho paura che morirà in prigione, e il successore ancora ho paura che morirà fucilato”. Io chiesi: “Eminenza, e perché?” – “Sa perché? Perché noi difendiamo la famiglia. Perché diciamo che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna e la vita deve nascere da un padre e da una madre, saremo perseguitati per questo.

Ma non dobbiamo aver paura, il Signore è con noi.

E don Bosco (*) un giorno disse: “Se Dio è con noi siamo la maggioranza!”

[Cardinale Angelo Comastri alla Convocazione del Rinnovamento nello Spirito domenica 5 luglio 2015]

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Ed ecco a voi: il capitolo 14!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/06/2014

mario_01Poco più di tre settimane fa postavo nel blog il secondo capitolo del libro di Mario Adinolfi “Voglio la Mamma”, da lui ripubblicato gratis su Facebook e censurato dal famoso social network.

La censura si ripete ma questa volta in maniera più grave arrivando a bloccare la pagina e il profilo personale del giornalista.

Come segno di solidarietà nei confronti di Mario Adinolfi e, in comunione con altri blogger, ripubblichiamo il capitolo 14 di “Voglio la Mamma”.

Come già scritto ribadiamo che su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la pensiamo diversamente ma, dato che non ci piace la censura (che il blog Fermenti Cattolici Vivi ha subìto quando si scriveva su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Riecco a voi: IL CAPITOLO QUATTORDICI!

Voglio la Mamma – di Mario Adinolfi

Capitolo XIV

I 20 punti

Giunti verso la fine di questa strada compiuta insieme, credo sia necessario racchiudere quel che si è provato a dire in venti punti che rappresentano principi irrinunciabili che ritengo non solo non debbano essere negoziabili, ma necessitino un’attività di proselitismo per ricondurre il dibattito intellettuale e politico sui temi tabù che abbiamo affrontato dentro i confini di una razionalità condivisa, lontano dall’impazzimento modaiolo che sembra avere la meglio in questa fase.

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FACEBOOK? NON MI PIACE! 😉

1. Non esiste l’individuo, esiste la persona, dunque l’individuo in relazione con altri individui. La relazione primigenia, archetipica e intangibile, è quella tra madre e figlio. Negarla è negare la radice dell’essere umano.

2. La libertà individuale è un totem che non necessita di tutele e non genera diritti. Al contrario, la libertà personale, dunque la libertà degli individui in relazione con gli altri, è preziosa e va ampliata senza che nuovi diritti ledano però l’essere umano in radice.

3. La libertà personale da tutelare in via prioritaria è quella dei soggetti più deboli: bambini, malati, anziani.

4. Il primo diritto è il diritto a vivere.

5. Non esiste un diritto all’aborto, esiste un diritto alla nascita. L’aborto è sempre una tragedia e un fallimento, come tale va trattato e con ogni sforzo possibile evitato.

6. I diritti prioritari da tutelare sono quelli della libertà personale, dunque relazionale, per eccellenza: i diritti della famiglia.

7. Non esistono le famiglie, esiste la famiglia: cellula base del tessuto sociale, composta da un nucleo affettivo stabile aperto in potenza alla procreazione. In natura la procreazione avviene con l’unione di un uomo e di una donna. E’ questa la base di un nucleo familiare propriamente detto.

8. L’omosessualità è una tendenza sessuale ovviamente legittima, i cui legami affettivi stabili possono essere tutelati da istituti giuridici, ma nettamente distinti dal matrimonio.

capitolodue_019. La rottura della sacralità e dell’unicità dell’istituto matrimoniale come unione di un uomo e di una donna, porta inevitabilmente e logicamente alla estensione dell’istituto stesso ad ogni forma di legame affettivo stabile. La legittimazione di poligamia, poliandria, unioni a sette, otto, dieci o venti persone, sarebbe dietro l’angolo con conseguenze letali per il tessuto sociale e la stabilità finanziaria degli Stati.

10. Non esiste l’omogenitorialità. Non esiste la genitorialità. Esistono la maternità e la paternità.

11. Negare a un bambino il diritto ad avere una madre e un padre, sostituendoli con il “genitore 1″ e “genitore 2″, è una forma estrema di violenza su un soggetto debole.

12. La sfera sessuale di un minore è intangibile e sono intollerabili le norme che prevedono la non procedibilità d’ufficio contro le persone che hanno rapporti sessuali con bambini di dieci anni e assumono per libero il consenso all’atto sessuale di ragazzini di quattordici anni.

13. Il turismo sessuale degli occidentali avente per oggetto in particolare le minorenni e i minorenni asiatici, è una violenza orrenda che merita il peggiore stigma sociale.

14. La variazione dell’identità sessuale di una persona dovrebbe essere prevista in casi del tutto eccezionali. Il mercimonio del corpo di una persona spesso in una finta fase di transizione da un’identità sessuale all’altra, grazie alla quale si ottiene maggiore attenzione e successo nel mercato della prostituzione, è un’attitudine che va combattuta.

15. La compravendita del corpo femminile, nella forma estrema della compravendita della maternità e dell’orrendo “affitto” dell’utero, che fa leva sullo stato di bisogno della donna per toglierle anche l’elemento più intimo della propria identità sessuale, va vietato da ogni normativa.

16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

17. L’eutanasia infantile è una procedura nazista e il protocollo di Groningen è un documento fondativo di una nuova pericolosa eugenetica discriminatoria e razzista.

18. Le diagnosi prenatali hanno fatto crollare nei paesi Occidentali le nascite di albini, affetti da sindrome di Down e da altre alterazioni cromosomiche. E’ intollerabile questa strage di persone affette da minime disabilità.

19. La morte non è mai “dolce”. L’instaurazione di norme che prevedano l’eliminazione delle persone in condizione di difficoltà grave fisica o psichica, secondo il labile e mutevole principio che la loro sarebbe una “vita non degna di essere vissuta”, apre la strada all’inferno.

20. Al centro della difesa della vita e della persona c’è la donna. Il futuro della razza umana ha le forme di una madre. Così è, così è sempre stato, così sempre sarà.

***

Su Facebook si sta ricreando la comunità Rivoglio la mamma
https://www.facebook.com/rivogliolamamma?fref=ts

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Ed ecco a voi: IL CAPITOLO DUE!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/05/2014

capitolodue_00

NON MI PIACE… FACEBOOK! 😉

Apprendo ora che Facebook ha cancellato il capitolo due del libro “Voglio la Mamma” di Mario Adinolfi.

Diciamo che sull’argomento la penso praticamente come lui. Diciamo che, magari userei accenti diversi per scrivere più o meno le stesse cose. Su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la penso diversamente ma, dato che non mi piace la censura (che ho subìto anch’io quando cercavo di diffondere il blog tramite il social più diffuso soprattutto quando scrivevo su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Insomma…

Ecco a voi il capitolo due

capitolodue_01Voglio la mamma / Capitolo 2

Prima con la legge nella Spagna di Zapatero, poi con analogo e contestato provvedimento nella Francia di Hollande, infine con la sentenza della Corte Suprema Usa nell’America di Obama (per carità, è solo un primo passo, ma la pallina ormai è su un piano inclinato) il matrimonio gay, già sdoganato in alcuni paesi del Nord Europa, si appresta a diventare tema di dibattito anche in Italia e prima o poi legge. Mi rendo conto dell’impopolarità della mia posizione, in particolare a sinistra dove comunque ricordo la linea del Pd è contrario al matrimonio omosessuale e a favore delle unioni civili “alla tedesca” (linea su cui concordo in pieno), ma io sono stato sempre e resto contrario alle nozze gay. Lo sono proprio a partire da posizioni di sinistra, di tutela dei soggetti più deboli, che sono sempre i bambini. Provo a riassumere il perché della mia contrarietà in cinque rapidi motivi.

1. Per me il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, questo è stato per millenni. Dal matrimonio derivano diritti e doveri. La battaglia per il matrimonio omosessuale non è una battaglia per una parolina (chiamarla “matrimonio” o “pippo” cosa cambierebbe?) è la battaglia per i diritti che ne conseguono. I tre fondamentali temi di controversia sono il diritto “a formarsi una famiglia”, il diritto di successione e il diritto alla reversibilità della pensione. Sono diritti che io contesto possano essere riconosciuti fuori dal matrimonio tra un uomo e una donna. Anche in termini etimologici non c’è matrimonio senza “mater”: come sempre, in questo libro, ci vuole la mamma.

2. Se il matrimonio è solo un timbro pubblico sul proprio amore e “davanti all’amore lo Stato non può imporre a nessuno come comportarsi”, al momento dovessimo ammettere la rottura del principio sacro per millenni che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, perché limitarci a rendere legale e matrimoniale solo il rapporto tra due donne o due uomini? Perché non accettare che ci si possa amare in tre? O in quattro? Se un bambino riceve amore uguale a quello di una madre e di un padre da due papà, perché non da quattro? O da tre papà e una mamma? O dal papà che ama tanto il proprio cane e vuole che la sua famiglia sia composta dal papà, dal cane e dal bambino ottenuto da una madre surrogata? Il cane dimostra tanto affetto verso il bimbo, quasi gli somiglia. Se rompiamo la sacralità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna, ogni rapporto “stabile” potrà alla lunga trasformarsi in matrimonio, sarà un diritto incontestabile. Con conseguenze inimmaginabili. Non a caso in Italia un parlamentare del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, ha avanzato l’ipotesi di un proposta di legge che estenda la possibilità di contrarre vincolo matrimoniale tra due uomini, tra due donne o anche tra più persone senza vincolo di numero e genere, addirittura tra specie diverse. Qualcuno ha irriso il deputato Sibilia, ma dal punto di vista strettamente logico i suoi argomenti sono inappuntabili.

3. Se due uomini possono sposarsi ne deriva il pieno diritto a “formarsi una famiglia”. Senza limitarsi al diritto all’adozione, no, quello è il meno. I precedenti ci dicono che il diritto a figliare forzando la natura sarà pienamente tutelato. Il caso più noto è quello di Elton John e di suo “marito” David. Sono decine di migliaia già i casi similari. Elton e David vogliono un figlio. La natura pone un limite a questo loro bisogno, come è noto. Ma Elton e David vogliono, fortissimamente vogliono. Sono sposati e ora come tutte le coppie vogliono un figlio. Allora affittano (Dio mio, faccio fatica persino a scriverlo) l’utero di una donna, mescolano il loro sperma e con quel mix la ingravidano, nasce il piccolo Zac che appena nato istintivamente viene posato sul ventre della madre e naturalmente cerca il suo seno. Zac vuole la mamma. Viene però immediatamente staccato a forza da quel suo rifugio naturale e consegnato ai “genitori”. Il bimbo per un anno intero non fa altro che piangere, Elton se ne lamenta graziosamente in qualche intervista e racconta che per placarlo faceva “tirare” il latte al seno della madre naturale per allattarlo poi con il biberon. Io l’ho trovata una storia agghiacciante, una violenza terribile fatta al più debole tra gli umani, il neonato. La moda imperante considera tutto questo invece molto glamour. Sull’orrore della “gravidanza per altri” più avanti troverete un capitolo a parte, così come sull’ottusità che si esprime in burocratese nella cancellazione che alcune amministrazioni hanno fatto sui moduli pubblici della dizione “madre” e “padre” per arrivare all’idiozia della definizione “genitore 1″ e “genitore 2″. Vogliono cancellare persino la parola mamma e pensano che questo sia essere di sinistra. Chi è di sinistra non priverebbe mai un soggetto debole, debolissimo come un bambino del suo diritto a chiamare mamma.

4. Se il vincolo matrimoniale non è più quello tra un uomo e una donna, il diritto alla successione riguarderà prima di tutto il coniuge. Ho un amico ricco e anziano, che fin dai banchi del liceo ha come migliore amico un suo compagno sostanzialmente nullafacente che vive di espedienti. Gli ha dato rifugio in casa, una casa enorme e vivono sotto lo stesso tetto. Da più di cinque anni ormai. Mi racconta sempre il mio amico ricco che spera da tanto tempo la legge sul matrimonio omosessuale perché vuole lasciare l’eredità e soprattutto la sua pingue pensione all’amico, non a quella megera della ex moglie e alla di lei (e di lui) prole, da lui qualificata come avida e ingrata. Anche qui c’è un lato glamour, anche se il mio amico non è per niente gay, anzi. Io vedo però diritti negati e anche un’opportunità: alla dipartita del mio amico anziano, andrò io a convivere nell’enorme casa con il suo amico, che è più anziano di me di vent’anni e morirà presumibilmente prima di me, lasciandomi avendomi omosessualmente sposato il diritto alla pingue pensione reversibile. E così via.

5. L’impatto del matrimonio omosessuale sul tessuto sociale, su quel poco di stabilità che resta nelle nostre convinzioni ancestrali, persino sui conti pubblici in materia previdenziale, sarebbe devastante. Non ce rendiamo conto e pensiamo che sia solo una materia alla moda per sentirsi tanto moderni e progressisti. Sei contrario al matrimonio omosex? Sei medievale. Con buona pace dei liberal contrari ad ogni discriminazione, pronti però a discriminarti per un’opinione discordante.

Credo che la mia sia una battaglia persa, persino la Corte Suprema Usa si è piegata allo “spirito dei tempi” ed ormai è solo questione di tempo. Resta, però, un fatale errore. Qui ci occupiamo di dirlo con una certa nettezza.

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IL DECALOGO DELLA DOMENICA

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/10/2013

decalogo_domenica01I Cristiani difendono la Domenica

1 – Non avrai altri giorni uguali a me. Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.

2 – Non trascorrere la domenica invano, drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.

decalogo_domenica023 – Ricordati di santificare la festa, non disertando mai l’assemblea eucaristica: la domenica è la Pasqua della tua settimana, il sole è l’Eucarestia e il cuore è Cristo Risorto. La Domenica Papà Dio vuole tutti i Suoi figli a pranzo a casa Sua.

4 – Onora tuo, padre, e tua, madre, il “grande giorno” con i tuoi figli! Ma non imporlo neanche ai ragazzi, e non ricattarli mai. Non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa: questo vale molto più di cento prediche.

5 – Non ammazzare la domenica con il doppio lavoro, soprattutto se remunerativo: non venderla non violarla ma vivila gratis et amore Dei e dei fratelli.

decalogo_domenica036 – Considera il Giorno del Signore “il mio momento di intimità fra Cristo e la Chiesa sua sposa”, come ha detto il Papa; se sei sposato o sposata, coltiva l’intimità con il tuo coniuge.

7 – Non rubare la domenica a nessuno, né alla colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti; neanche a quelli altrui: evita di fare shopping. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dai tuoi datori di lavoro.

8 – Non dire falsa testimonianza contro il Giorno del Signore, non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare con loro in campagna o allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa.

decalogo_domenica049 – Non desiderare la domenica degli “altri”, quelli che pensano solo a spassarsela e non gliene importa niente del prossimo. Desidera condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.

10 – Non andare a Messa solo perché è festa, ma fa’ festa perché vai a Messa!

( Suggerito ai lavoratori da Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini )

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Ho pregato la Santa Vergine prima di credere in Dio, e ho avuto la certezza che ero nel posto giusto.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/09/2013

Fabrice Hadjadj di origine ebraica, ateo, laicista e marxista approda al cristianesimo a partire dalla Santa Vergine e con tanta onestà intellettuale

<<In questa chiesa (Saint Severin) sono entrato con un mio amico, in una cappella c’era una Statua della Madonna, Nostra Signora del Buon Soccorso, circondata d Ex voto. Questi ex voto riportavano dei ringraziamenti per aver passato un esame o per essere stati guariti da qualche male.

Io e il mio amico, con il nostro spirito voltairiano, trovavamo tutto ciò ridicolo; anche se un Dio fosse esistito, trovavamo ridicolo che questo Dio si abbassasse a guardare le piccole cose, i piccoli problemi. Dunque ci siamo beffati di questa Madonna, di questi ex voto e di questa pietà popolare.

Una settimana dopo, mia madre mi chiama e mi dice che mio padre è malato e io sento dalla sua voce che lai ha molta paura. (…) Presi un taxi per raggiungerli ma prima di prendere il taxi, la prima cosa che mi sono ripromesso di fare fu di venire in questa chiesa e di andare a pregare quella stessa Vergine che prima avevo beffato. Mi sono messo nei panni delle persone che prima disprezzavo, nella condizione di questa pietà popolare, in cui si domanda qualcosa per sé.

Ho pregato la Santa Vergine prima di credere in Dio, e ho avuto la certezza che ero nel posto giusto.

(…)

Ho cominciato a frequentare dei sacerdoti e a confrontarmi con loro. Erano sempre molto aperti, sia per dei buoni motivi, per la loro carità penso, ma anche per dei “cattivi” motivi, perché ero l’ebreo che andava battezzato, e dunque le due cose si mischiavano.

A un certo punto mi sono detto: io sono cristiano e essere cristiano non può significare solo confrontarsi coi sacerdoti, è necessario un contatto diretto con il Cristo. Il mistero dell’Eucaristia è Cristo che viene fisicamente a toccarci, che si mette di fronte a noi, ed era quello che io cercavo.

(…)

Subito dopo il mio Battesimo c’è stato un cambiamento veramente radicale in me…

Il Battesimo è il principio di un discorso…

(…)

Spesso mi chiedono come sono diventato cristiano. Concretamente sono diventato cristiano diventando sposo e diventando padre di famiglia.>>

Vi invito a guardare il video fino alla fine per gustare (anche se la traduzione non è proprio precisa precisa…) ogni parola di saggezza di questo grande fratello nella fede che ha molto da insegnare.

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Philippe Ariño: “Ho abbracciato la via della continenza che la Chiesa chiede alle persone omosessuali”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/07/2013

Philippe01

Philippe Ariño

Che Philippe Ariño sia un tipo decisamente controcorrente è un dato di fatto. Francese, nato nel 1980 da una famiglia profondamente cattolica, professore di spagnolo, saggista, blogger, omosessuale dichiarato da quando aveva 17 anni: fin qui la sua biografia non sembrerebbe diversa da quella di altri suoi coetanei, se non fosse che, due anni fa, Philippe lascia il compagno con cui stava dal 2009. “Da allora ho abbracciato la via della continenza che la Chiesa chiede alle persone omosessuali”, racconta senza giri di parole in un mondo “sessocentrico” in cui i vocaboli “astinenza” e “castità” appaiono relitti di un passato morto e sepolto alla maggior parte delle persone, qualsiasi sia il loro orientamento sessuale. Nel suo blog L’Araignée du desert, il “ragno del deserto” ci tiene a precisare di non voler essere etichettato con “un ex gay” come il “Luca era gay e adesso sta con lei” cantato da un discutibile Povia, ma semplicemente come una persona che si è sentita pienamente accolta per quello che è. Un semplice “ragno”, potrebbe dire qualcuno, per tornare alla metafora del titolo, ma un ragno amato.

In molti accusano la Chiesa di essere “omofoba” mentre tu dici di esserti sentito accolto e di aver voluto addirittura intraprendere il cammino della continenza. Perché?

Philippe02Prima di iniziare il percorso che propone la Chiesa non ero felice, e vedevo che non lo erano nemmeno molte delle persone che mi stavano intorno e ho deciso, per la prima volta, di obbedire a quello che la Chiesa chiede alle persone omosessuali. Da quel momento ho scoperto non solo un’unità che non avevo mai avuto prima, ma soprattutto mi sono sentito amato senza dover rinnegare quello che sono.

Quindi non hai dovuto cambiare per essere accolto?

No, mi è bastato fidarmi della Chiesa e questa cosa mi ha – paradossalmente – permesso di accettarmi come pienamente omosessuale: non ha cancellato quello che sono, ma lo ha esaltato.

In che modo?
Ho capito che la mia vera identità è quella di uomo e di figlio di Dio, e questo è l’essenziale, poi viene il mio desiderio affettivo, che non nego, perché esiste, ma la Chiesa, dividendolo dalla pratica, lo riconosce e non mi forza a rinnegarlo. Ma non è più il fulcro attorno al quale ruota la mia vita: per la prima volta mi sono sentito veramente felice e responsabile.

Quindi hai visto un cambiamento reale nella tua vita? 

Philippe03Sì, ho visto in me un’esplosione di vita: nelle amicizie, nei rapporti e nella spiritualità ma persino a livello artistico e professionale. Mi sono accorto che quando una persona si riduce a identificarsi nel suo desiderio omosessuale si annienta, allontanandosi da se stesso e dagli altri, mentre la continenza permette di essere pienamente me stesso ma al contempo libero dalla violenza e dalla schiavitù della pratica fisica.

Perché dici che mettere in pratica l’omosessualità sia qualcosa di violento?

La pratica omosessuale è violenta perché annulla completamente la differenza oggettiva tra i sessi che invece la Chiesa è ormai l’unica a far notare. Tutto il dibattito in materia, da sempre, è incentrato sulla dicotomia omosessuale-eterosessuale ma in questo modo si distoglie lo sguardo dal dato principale: prima deve esserci il fatto di essere uomo o donna, una diversità indiscutibile tra corpi, poi l’orientamento sessuale.

La legge da poco approvata in Francia che equipara i matrimoni tra uomo e donna a quelli tra persone dello stesso sesso dimentica le differenze di cui parli.

Certo: i politici hanno cavalcato il fatto che la gente non sappia abbastanza in materia di omosessualità per fare dei diritti dei gay la loro bandiera, in modo da ingraziarsi una fetta dell’elettorato. Ma la legge di Hollande è in realtà violentissima, perché banalizza la differenza tra i sessi mettendo tutte le coppie allo stesso livello.

In che senso dici che è una legge “banalizzante”?
Philippe04

Paradossalmente, la legge contro l’omofobia per eccellenza è la più omofoba di tutte: è come se fosse un “contentino” per le coppie omosessuali che ora possono scimmiottare qualcosa che loro, per natura, non potranno mai essere. È una sorta di presa in giro che aggiunge una lacerazione alla ferita di quanti vivono con coscienza la loro vita e, infatti, al di là della apparenze, non sono pochi dal fronte Lgbt che non hanno preso bene la notizia.

Lo stesso ragionamento pensi possa valere per l’America, dove la legislazione ha aperto ai matrimoni per tutti?

Esattamente. Nell’ossessione di equiparare i diritti, si è cancellato con un colpo di spugna ciò che non potrà mai essere uguale. Il risultato sarà solo confusione, nella quale l’unica visione corretta delle cose è quella fornita dalla Chiesa, che trascende il concetto di orientamento sessuale e va dritto all’essenziale, cioè all’essere maschio o femmina.

(Maddalena Boschetto) da http://cristianofobia.altervista.org

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Francesi che resistono all’attacco alla famiglia

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/07/2013

Place Vendôme 5:20 del mattino del 29 Giugno 2013.  “La Strasbourgeoise”. Veglia spontanea e ininterrotta dal 24 Giugno.

Dopo le decine di casi di arresto (eccone uno a titolo di esempio) di padri e madri di famiglia che sfilavano pacificamente solo per indossare una maglietta o per portare bandierine che raffiguravano un papà, una mamma e due figli, è in atti in Francia questa è la protesta sobria ma ostinata dei francesi che difendono la famiglia che vale la pena conoscere.

Per chi non capisce il francese, ecco cosa cantano:

maglietta_manif

Maglietta “incriminata” dalle autorità francesi che hanno arrestato diversi cittadini francesi per il solo fatto di averla indossata in pubblico

Petit papa, voici la mi-carême,
Car te voici déguisé en soldat.
Petit papa, dis-moi si c´est pour rire
Ou pour faire peur aux tout-petits enfants {x2}

Non, mon enfant, je pars pour la Patrie :
C´est un devoir où tous les papas s´en vont.
Embrasse-moi, petite fille chérie,
Je rentrerai bien vite à la maison {x2}

Dis-moi, maman, quelle est cette médaille,
Et cette lettre qu´apporte le facteur?
Dis-moi maman, tu pleures et tu défailles
Ils ont tué petit père adoré {x2}

Traduzione in italiano:

Papà, è quaresima
perchè sei travestito da soldato.
Papà, dimmi se questo è uno scherzo
per spaventare i tuoi bambini {x2}

No, figlia mia, parto per la Patria:
E ‘un dovere per il quale tutti i papà devono partire.
Dammi cara bambina, un bacio
tornerò a casa presto {x2}

Dimmi, mamma, che cosa è questa medaglia
E questa lettera che ti porta il fattore?
Dimmi mamma, piangi e ti abbatti
Hanno ucciso il tuo amato papino {x2}

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