FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Maria’ Category

Maria è la Madre, che mai abbandona i suoi figli che a Lei si affidano

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/09/2019

Papa Innocenzo XI per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i Turchi nella famosa battaglia di Vienna dell’11 settembre 1683, proclamò la festa al santissimo Nome di Maria il 12 settembre.

L’11 settembre 1683, infatti, l’Europa si trovava sul baratro della distruzione: i turchi erano arrivati a Vienna con l’intento di sterminare tutti i cristiani fino a conquistare Roma. Decisivo fu l’intervento delle armate del re di Polonia, Giovanni Sobieski, che a capo della lega Santa riuscì a liberare Vienna dall’assedio.

La festa del nome di Maria fu fissata al 12 settembre, nella Ottava della Natività della Vergine, per ricordare ai cristiani che ogni vittoria è possibile attraverso l’intercessione della Madre di Dio.

Nel 1970, la festa del Nome di Maria fu trasferita all’8 settembre, insieme alla festa della natività di Maria.

Fu in seguito all’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’ 11 settembre 2001, che il Papa san Giovanni Paolo II, volle ripristinare la festa liturgica del Santissimo Nome di Maria al 12 settembre.

Il Papa, da buon polacco, comprese che quella data, 11 settembre, scelta per l’attacco alle Torri gemelle, aveva un preciso riferimento alla battaglia di Vienna in cui i turchi furono clamorosamente sconfitti.

Il protagonista di questa vittoria, oltre al Re polacco Sobieski, fu anche il frate cappuccino Marco d’Aviano. Fu incaricato dal Papa Innocenzo XI, nella primavera del 1683 di sollecitare i regnanti cattolici ad allearsi in una Lega Santa per contrastare l’avanzata turca. Fu l’instancabile opera di mediazione del frate, che portò i sovrani europei ad affidare il comando della Lega al Sobieski. Nei due mesi di assedio, Marco d’Aviano incoraggiò e confortò i soldati e il popolo viennese, esortandoli ad affidarsi alla Madonna e invocare da Lei la salvezza, mediante la preghiera del santo Rosario.

Ed è per questo che il Papa san Giovanni Paolo II, il 27 aprile 2003 dichiarò beato, il cappuccino Padre Marco d’Aviano, e lo definì profeta disarmato della misericordia divina, difensore della libertà e dell’unità dell’Europa cristiana.

Il Papa con la lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae dichiarava l’anno ottobre 2002-2003, anno del Rosario, al n. 6 così scriveva: “All’inizio di un Millennio, che è cominciato con le raccapriccianti scene dell’attentato dell’11 settembre 2001 e che registra ogni giorno in tante parti del mondo nuove situazioni di sangue e di violenza, riscoprire il Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Colui che «è la nostra pace» (Ef 2, 14)”.

Maria è la Madre, che mai abbandona i suoi figli che a Lei si affidano.

Nell’orazione del 12 settembre, la Chiesa ci invita a pregare con queste parole: “Concedi, o Dio onnipotente, che la beata Vergine Maria ottenga i benefici della tua misericordia a tutti coloro che ricordano con gioia il suo nome glorioso.”

Recitare il Rosario è un preciso impegno di servizio alla pace.

(Fonte: https://www.divinarivelazione.org/nel-nome-di-maria/)

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«Ha innalzato gli umili…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/08/2019

Lascio ai teologi, ai biblisti e ai siti ufficiali della Chiesa Cattolica le argomentazioni a favore del dogma dell’Assunzione di Maria, argomentazioni (con cui ovviamente concordo appieno), ma non sapendo argomentare, mi limito a condividere il cantico della Beata Vergine Maria, pregando e meditando il quale, lo Spirito ha sempre parlato al mio cuore convincendolo della Verità.

Vi invito a trovare un luogo, un tempo e il giusto silenzio per leggerlo, rileggerlo, magari salmodiarlo, e poi restare ancora in silenzio e meditarlo e rileggerlo, aspettando che lo Spirito Santo dica al nostro cuore, da Cuore a cuore, quello che le nostre parola non sanno dire.

Se funziona con uno zuccone come me funzionerà anche con voi ;-).

Buona Assunzione di Maria!

«Allora Maria disse:

“L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”.»

(Lc 1, 46-55)

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«Nell’acqua mi sono sentita avvolta da un calore meraviglioso, come se lei mi avesse avvolto nelle sue braccia.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/05/2019

Emanuela Crestani e Paolo Garattini raccontano la guarigione di Emanuela a Lourdes, riconosciuta dal rigoroso Bureau Médicale della città dei Pirenei.

 

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«Allunga la tua mano. Quando la malattia sconvolge, ma non vince.» (edizioni Il Duomo) è un libro scritto dalla coppia, insieme a Barbara Sartori, scrittrice e giornalista.

I proventi della vendita del libro sono devoluti alla sezione provinciale di Piacenza dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

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Maria

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/04/2019

La storia di Maria in 3 minuti.

Lei così bella e sicura sembra sorridere anche quando piange.

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Bella tu sei…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/02/2019

Come sempre, quando incontro qualcosa che mi edifica la condivido, soprattutto se si tratta di lei…

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«Una mano che ci dice: fermati!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/11/2018

La storia tutta particolare di una Madonna che invita a tacere (l’icona della Madonna del silenzio), raccontata dal frate cappuccino Frate Emiliano Antenucci.

 

 

 

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«Il miracolo dei miracoli che abbiamo la grazia di avere in ogni chiesa.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/06/2018

Regla_01Riprendo con gioia a scrivere sul blog, dopo una sosta in cui la riflessione e il riposo mi hanno permesso di riordinare le idee.

Ho trascorso due settimane a Cuba, da cari amici e fratelli nella fede; quei fratelli e sorelle che ti il Signore ti dona come promesso, e che è giusto custodire come tesori cari, anche se abitano in fondo al mondo. Tra le tante realtà che grazie a loro ho scoperto in queste due settimane, c’è un santuario, Nuestra Señora de la Regla.

Da qui copio preciso preciso dal mio taccuino di viaggio.

Nuestra Señora de la Regla, la protettrice dei neri dell’Avana.

Per i bianchi c’è un’apposita Madonna bianca che si occupa di loro al di qua della baia. Nostra Signora mi perdonerà l’ironia a cui ho vilmente ceduto, Lei sa quanto l’abbia nel cuore, quanto la ami, ma oggi non riesco a sfilarmi di dosso questo sguardo saccente da occidentale, per lo meno per ora. Comunque, al di là, dalla Madonnina nera, ti ci porta un vaporetto arrugginito degli anni sessanta che per un CUC (pari a un dollaro americano), in dieci minuti ti porta da una parte all’altra dell’enorme e bellissima baia habanera.

Regla_03Fuori dal santuario in stile coloniale che ho ammirato stamattina, alcune donne vestite di bianco offrivano non so quali riti chiedendo un’offerta da mettere in bussolotti accanto a delle bamboline raffiguranti inquietanti “santi” della santeria cubana.

Dentro la chiesa, gruppuscoli di donne di colore sedevano rivolte all’altar maggiore, privo del tabernacolo su cui troneggiava Nuestra Señora avvolta da un bellissimo manto color carta da zucchero. Dopo un po’ che pregavo davanti alla suggestiva immagine mi è venuto spontaneo cercare il “padrone di casa”, la Presenza più importante.

Di lato, una cappellina con un’altra statua della patrona, pullulava di pellegrine che accendevano candele. Mi sentivo più alieno del solito perché oltre a essere l’unico bianco insieme alla mia famiglia e alla nostra amica, ero anche l’unico uomo nel santuario, scrutato da centinaia di occhi sospettosi come quelli delle vecchiette del paese molisano ogni volta che ci torno in estate.

Sulla destra di questa cappellina laterale ecco finalmente Lui, nel tabernacolo, solo, ignorato, tra due angeli il cui sguardo rivolto verso il cielo mi sembrava più una reazione rassegnata a tanta devozione popolare che, tra superstizione e magia, dimenticava di contemplare il miracolo dei miracoli che abbiamo la grazia di avere in ogni chiesa.

Regla_02Ho realizzato che anche qua, con modalità diverse rispetto a noi, la gente tende a privilegiare la via più facile, quella più immediata che appaga i sensi, perdendosi – forse perché nessuno li ha portati a scoprirle – le profondità e la pace e la gioia vere che si sperimentano nella preghiera profonda.

Noi abbiamo il benessere, il corri corri, le pseudo spiritualità alternative che fanno tanto figo; cose che imbavagliano la nostra sete di assoluto con altrettanta facilità. Coi bisogni satollati dal tutto-e-subito-sempre-a-disposizione, ci sembra di non aver bisogno di altro, e le nostre anime assetate di assoluto (e lo sono tutte che lo ammettiamo o meno) rimangono all’asciutto.

Qui all’Avana, senza mezzi, la superstizione e antichi riti duri da estirpare, rassicurano, ma lasciano anch’essi la sete di Assoluto che ha ogni anima e che può colmare solo Dio, che piaccia o no. Nel migliore dei casi lasciano a bocca asciutta, quando non fanno danni di cui poi ci si pentirà.

E così gli uomini, sia quelli nati nella parte “giusta” che quelli nati nella parte “sbagliata” del pianeta, si accontentano, limitandosi a volare basso, o si espongono a pericoli spirituali più grandi di loro.

Regla_04Forse perché chi avrebbe potuto (a partire anche da noi) non ha insegnato loro a volare alto?

Con questi pensieri – che non sono altro che pensieri di un cristiano tra i tanti – parto da Cuba col cuore allagato da sensazioni forti e contrastanti, nuove e bellissime, e con una preghiera.

Che questo popolo povero ma autentico, sbandato ma fiero, indolente ma bello, estroverso e sospettoso allo stesso tempo possa ricominciare da Qui, dall’Amore degli amori che tutto accoglie e tutto ricrea.

Ma vale per tutti noi…

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8 Maggio – Supplica alla Madonna di Pompei

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/05/2018

[Composta dal beato Bartolo Longo, nel 1883 – Da recitarsi l’8 Maggio e la prima Domenica di Ottobre]

Madonna di Pompei

Madonna di Pompei

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.

Dal trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, su le nostre famiglie, su l’Italia, su l’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.

O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono. Ave Maria.

E’ vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.

Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.

Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!

O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave Maria.

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.

Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie. Ave Maria.

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Santuario della Madonna del Rosario a Pompei

Un’ ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solenne). Concedi a tutti noi l’amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.

Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.

O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza, negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.Sii ovunque, benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

Salve Regina

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Noi, l’armata Brancaleone che segue la donna più potente del mondo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/05/2018

La piccola Maria. La più umile delle creature. Eppure, stando a un reportage uscito qualche anno fa sul National Geographic Magazine, sarebbe la donna più potente del mondo. Venerata in ogni angolo del pianeta. Chi non la conosce?

In realtà i Vangeli non ne parlano poi così tanto, e lei stessa non pronuncia che poche parole. Secondo san Luigi Maria Grignion de Montfort, il motivo sta in un disegno divino volto a evitare, in un primo momento, quando ancora gli uomini non conoscevano a sufficienza il Figlio, che ci si attaccasse troppo a lei, meravigliosa interiormente ma anche esteriormente.

Negli ultimi secoli, però, i tempi sono cambiati e Maria ha iniziato ad apparire e a essere amata e cercata ovunque. Sempre secondo san Luigi Maria, Dio vuole che la Madonna sia venerata ancora di più. Come in un crescendo. Maria è la stella della nuova evangelizzazione.

Dio vuole tornare a incarnarsi nel mondo tramite Maria. Maria ha ispirato e guidato san Giovanni Paolo II e molti fondatori dei principali movimenti cattolici.

Davanti a un’immagine della bellissima Maria, quando mi metto in preghiera, non penso mai che è più potente di Trump e Putin messi insieme. Di Zuckerberg e Bezos. Nessuna creatura è potente come Maria. Ma io non ci penso mai. E sbaglio. Tante volte non capisco. Non la sento. Perché Maria parla ai piccoli.

Milioni di fedeli seguono i suoi messaggi, di ogni età e nazionalità, considerati, quando va bene, un po’ “toccati”. Toccati dalla grazia, sì. Dalla piena di grazia. Dalla piena di amore. Dalla piena di umiltà. Dalla piena di astuzia (evangelica, s’intende). Dalla piena di coraggio.

L’intrepida Maria. Altro che Braveheart. Ai piedi della Croce. In viaggio verso l’Egitto. E prima, dalla cugina Elisabetta. La Madre di Dio non ha rifiutato il rischio di venire scambiata per adultera. Addirittura dal suo amato sposo, Giuseppe, che lì per lì non dev’esserci rimasto tanto bene… Poi è arrivato l’angelo. La Madre di Dio sapeva che l’Onnipotente sarebbe intervenuto, si è fidata e affidata completamente.

Non ha paura di nulla, Maria. Gira il mondo sfidando i regimi totalitari, le catastrofi, gli attacchi di chi non riesce o non gli va proprio di credere, e, peggio ancora, l’indifferenza di chi crede o si professa credente. Lei ci soffre ma non accusa nessuno.

Non è come noi. Lei va avanti e chiede solo di rispondere alla sua chiamata e pregare insieme a lei, per portare di nuovo suo Figlio nel mondo.

I più grandi artisti l’hanno dipinta, hanno parlato di lei, hanno cantato il suo nome, le preghiere che la riguardano. Maria è multiforme, è piena di Spirito Santo, parla ogni lingua (neanche mia moglie è così poliglotta).

Vuole arrivare a tutti i suoi figli, soprattutto i peggiori, come noi, l’esercito di Maria, un esercito di disperati che vincerà grazie a lei. Geniale. Dio è geniale. L’armata Brancaleone, come ci definiscono i giornali più chic. L’armata Brancaleone ha già vinto. Guidata da una donna. Un saluto a tutti gli amici femministi.

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(Tratto dal blog che – più lo leggo e più mi piace – https://mienmiuaif.wordpress.com/)

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«Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/02/2018

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