FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

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«Nel cuore sapevo, avevo la certezza, che in qualche modo il Signore mi aveva ascoltato»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/04/2017

Un’altra guarigione a Medjugorje…

Sono una ragazza di 27 anni. All’età di 19 me ne andai di casa: volevo essere libera, e fare la mia vita.

Ero cresciuta in una famiglia cattolica, ma ben presto arrivai a dimenticare Dio. Un matrimonio sbagliato e due aborti segnarono la mia vita. Ben presto mi ritrovai sola, nell’angoscia e alla ricerca di chissà che cosa! Illusioni! caddi inevitabilmente nella droga: anni orrendi, vivevo costantemente nel peccato mortale; divenni bugiarda, impostora, ladra, ecc.; ma c’era nel mio cuore una piccola, piccolissima fiammella, che satana non riusciva a spegnere! Ogni tanto, anche distrattamente, chiedevo aiuto al Signore, ma pensavo che non mi ascoltasse!!

Non avevo spazio in quel periodo nel mio cuore per Lui, il mio Signore. Come non era vero!!! Dopo quasi quattro anni di questa vita tremenda e orribile, scatto in me qualcosa che mi fece decidere di cambiare questa situazione. Volli smettere con la droga, abbandonai tutto, era arrivato il momento in cui Dio cominciava a trasformarmi!

Tornai dai miei genitori, ma purché bene accolta, essi mi facevano pesare tutta la situazione, non mi sentivo più a casa mia, (premetto che mia mamma morì quando avevo 13 anni e mio papà si sposò poco più tardi); andai ad abitare con la mia nonna materna, fervente religiosa, terziaria francescana, la quale col suo esempio silenzioso mi insegnò a pregare.

L’accompagnavo quasi tutti i giorni alla S. Messa, sentivo che qualche cosa nasceva in me: “il desiderio di Dio!!” Cominciammo a recitare il rosario tutti i giorni: era il momento più bello della giornata. lo quasi non mi riconoscevo, i giorni neri della droga stavano diventando ormai un ricordo lontano. Era arrivato il momento che Gesù e Maria mi presero per mano e mi aiutarono a rialzarmi, nonostante che di tanto in tanto, ma molto raramente, continuassi a fumare gli spinelli. Con la droga pesante avevo chiuso: mi resi conto di non avere avuto bisogno ne di medici ne di medicine; ma non ero ancora a posto.

Nel frattempo mi accorsi di aspettare mio figlio. Ero felice, lo volevo, era per me un grande dono di Dio! Aspettai la nascita con gioia, e fu proprio durante questo periodo che seppi di Medjugorje: credetti subito, nasceva in me il desiderio di andarci, ma non sapevo quando, ero disoccupata e con un bambino in arrivo! Aspettai e misi tutto nelle mani della cara Mamma celeste!

Nacque Davide, il mio bambino. Purtroppo, dopo vari esami medici, si scoprì che sia io che il mio bambino eravamo sieropositivi dell’AIDS; ma non ebbi paura. Mi resi conto che, se questa era la croce che dovevo portare, l’avrei portata! A dire la verità temevo solo per Davide. Ma avevo fiducia nel Signore, ero sicura che mi avrebbe aiutato.

Iniziai i quindici sabati alla Madonna in novena, per chiedere la grazia, Quando il mio bambino compì 9 mesi realizzai finalmente il desiderio di andare in pellegrinaggio a Medjugorje (trovai lavoro come domestica e racimolai la somma che occorreva per il pellegrinaggio). E, combinazione, mi accorsi che la fine della novena l’avrei passata a Medjugorje. Ero decisa a tutti i costi ad ottenere la grazia per la guarigione del mio bambino. Arrivata a Medjugorje, un’atmosfera di pace e serenità mi avvolse, vivevo come fuori dal mondo, sentivo costantemente la presenza della Madonna, che mi parlava attraverso le persone, che incontrai.

Conobbi ammalati stranieri tutti raccolti in preghiera nelle diverse lingue, ma uguali innanzi a Dio! E’ stata un’esperienza meravigliosa! non la dimenticherò mai più. Rimasi tre giorni, tre giorni pieni di grazie spirituali; compresi il valore della preghiera, della confessione, anche se non ebbi la fortuna di confessarmi a Medjugorje per la troppa gente che c’era in quei giorni, ma mi ero confessata il giorno prima della partenza a Milano.

Mi resi conto, quando eravamo in procinto di tornare a casa, che per tutto il tempo della mi permanenza a Medjugorje non avevo chiesto la grazia per il mio bambino ma solo di poter accettare questa malattia del bambino anche come dono, se questo era per la gloria del Signore! E dicevo: “Signore se vuoi puoi, ma se questa è la tua volontà, che così sia”; e promisi solennemente di non fumare più gli spinelli. Nel cuore sapevo, avevo la certezza, che in qualche modo il Signore mi aveva ascoltato e mi avrebbe aiutato. Tornai da Medjugorje più serena e preparata ad accettare qualsiasi cosa il Signore volesse domi!

Due giorni dopo l’arrivo a Milano, avevamo l’appuntamento con il medico specialista di questa malattia. Fecero gli esami al mio bambino; una settimana dopo ebbi l’esito: “Negativo”.

Il mio Davide era completamente guarito!!! più nessuna traccia di questo terribile virus! Checché ne dicano i medici (che era possibile una guarigione, avendo i bambini più anticorpi) io credo che il Signore mi abbia fatto la grazia; ora il mio bambino ha quasi 2 anni e sta benone; io porto ancora la malattia ma confido nel Signore! e accetto tutto!

Ora frequento un gruppo di preghiera di adorazione notturna in una chiesa di Milano, e sono felice, li Signore mi e sempre vicino, ho ancora qualche piccola tentazione quotidiana, qualche perplessità, ma il Signore mi aiuta a superarle. Il Signore ha sempre bussato alla porta del mio cuore anche nei momenti più duri, ed ora che l’ho lasciato entrare, non lo faro più andare via!! Da allora sono ritornata a Medjugorje ancora una volta a capodanno di quest’anno: altri frutti e altre grazie spirituali!

A volte non riesco a dire molte cose se non… grazie Signore!!!

 

Fonte: Eco di Medjugorje nr.54

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“Abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/04/2017

Medjugorje, Parrocchia di San Giacomo.

Straordinaria e sorprendente prima omelia dell’inviato speciale del Papa che incoraggia i pellegrini a essere testimoni dell’amore di Cristo e dell’amore di sua Madre.

L’arcivescovo Hoser esclama: “MEDJUGORJE LUOGO UNICO AL MONDO PER LE CONFESSIONI E LE CONVERSIONI DEL CUORE”.

– Sabato 1 aprile 2017 –

Ecco le parole dell’inviato del Papa: “A Medjugorje la venerazione della Madonna è talmente intensa da essere importante per il mondo intero.

Abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio. Perciò voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre”.

L’Arcivescovo Hoser poi aggiunge: “Ho lavorato tanti anni in Europa, In Belgio e in Francia: la confessione personale è sparita, non esiste più. A Medjugorje il miracolo più grande sono le confessioni.

Voi qui a Medjugorje siete testimoni dell’Amore di Cristo, dell’Amore di Sua Madre, dell’Amore della Chiesa, il Signore vi rafforzi e vi benedica”.

Di seguito la traduzione testuale del testo e le parole dell’Arcivescovo al suo arrivo a Medjugorje:

“Maria è Regina, noi contempliamo i Misteri Gloriosi del Rosario e contempliamo Lei che è Regina del Cielo e della Terra. Meditiamo nei Misteri Gloriosi la Sua incoronazione per la Regina dei Cieli e della terra.

Lei partecipa in tutte le caratteristiche del Regno di Suo Figlio, di Colui che era creatore del Cielo e della terra, il Suo Regno è universale e Lei è dappertutto. E dappertutto è ammesso venerare la Beata Vergine Maria. Noi ringraziamo la Madonna per la sua costante presenza a fianco di ciascuno di noi.
Regina della pace è il frutto della conversione, Lei introduce la Pace nel nostro cuore, per mezzo di questo noi diventiamo uomini pacifici, tranquilli nelle nostre famiglie, nella nostra società, nei nostri paesi.

La pace è minacciata nel mondo intero e il Santo Padre Francesco ha detto che la terza guerra mondiale in certe parti è già presente. Le guerre più terribili sono le guerre civili che avvengono tra i popoli dello stesso paese.

Cari fratelli e sorelle, io ho vissuto 21 anni in Rwanda in Africa, nel 1982 lì è apparsa la Beata Vergine Maria e la Madonna ha previsto il genocidio in Rwanda, lo ha detto 10 anni prima e le persone in quell’epoca non hanno capito niente dei Suoi messaggi sul genocidio.

Il genocidio ha ucciso in tre mesi un milione di persone. Le apparizioni della Beata Vergine Maria in Rwanda sono già state riconosciute e Lei è riconosciuta così come si è presentata, come Madre della Parola Eterna.

Proprio nella prospettiva della mancanza di pace è la venerazione della Madonna, ed è così intensa qui ed è talmente importante per il mondo intero, richiamo per la Pace perché le forze distruttive oggi sono immense.

Crescono continuamente gli scontri nelle famiglie, nelle società, nei paesi; abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio. Perciò voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre.

(n.d.r.: Applauso dei fedeli)

Diffondete in tutto il mondo la Pace tramite la Conversione del Cuore; il miracolo più grande di Medjugorje sono le confessioni, il sacramento della riconciliazione, del perdono e della Misericordia. Questo è il sacramento della risurrezione.

Io ringrazio tutti i sacerdoti che vengono a confessare qui, anche oggi ci sono qui cinquanta sacerdoti a confessare e sono nel servizio del Popolo di Dio.

Ho lavorato tanti anni nei paesi occidentali, in Belgio e in Francia, e posso dire che la confessione è sparita, la confessione personale non esiste più, soltanto qualche caso raro.

Il mondo si secca, i cuori si seccano, il male si moltiplica, i conflitti si moltiplicano. Cerchiamo di essere apostoli della buona novella della conversione e della pace nel mondo.

Qui ho sentito queste parole: “Gli infedeli sono coloro che non hanno ancora sentito l’amore di Dio”.

Colui che ha toccato l’Amore di Dio, la Misericordia di Dio, non può resistere a questo dono una volta toccato questo Amore di Dio. Ma noi parteciperemo con coloro che salvano la vita, noi siamo testimoni di coloro che salvano il mondo.

I Francescani mi hanno detto che qui vengono le persone di circa ottanta paesi del mondo, significa che questo invito si è diffuso fino ai confini del mondo come ha detto Cristo quando ha mandato i suoi apostoli: “Andate fino ai confini della terra”.

Voi siete testimoni dell’Amore di Cristo, dell’Amore di Sua Madre, dell’Amore della Chiesa.

Il Signore vi rafforzi e vi benedica”.

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“A Medjugorje ogni anno arrivano 2.000.000 di pellegrini e questo qualche cosa significa” – Mons. Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/03/2017

hoser_01In rete e per i social gira una versione contraffatta, malamente tradotta da un sito croato, di un’intervista di Mons. Henryk Hoser, delegato della Santa Sede per la cura pastrorale dei pellegrini di Medjugorje, che mi è arrivata da più fonti. Dopo una mia verifica, e l’aiuto di alcune sorelle amanti della verità, ho trovato l’originale dell’interessante intervista, che condivido qui nel blog.

“Non conosco il motivo per il quale ha nominato me. Gli sono grato. L’incarico non mi spaventa. I frutti spirituali di Medjugorje sono buoni.

Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Henryk Hoser, polacco, arcivescovo della diocesi Varsavia-Praga, nominato recentemente inviato speciale del Papa per gli aspetti pastoriali a Medjugorje.

Eccellenza,si aspettava questo incarico?

“No, e non conosco il motivo per il quale il Papa mi ha nominato. Ovviamente gli sono grato, lo esplicherò col massimo del mio impegno, però non mi spaventa”.

Lei passa per un vescovo conservatore…

“Io non mi definisco così. Piuttosto sono un uomo di Chiesa che cerca di essere fedele alla Parola, alla dottrina, e alla Tradizione, ovviamente a tutti i documenti. E allora, se questo vuole dire essere conservatore, sono conservatore”.

La Polonia, della quale lei è figlio, nutre verso Medjugorje, generalmente, sentimenti positivi…

hoser_02“In effetti risponde al vero. I cattolici di questa nazione, che è profondamente mariana, hanno una bella idea di Medjugorje, questo per linee generali. E ci vanno numerosi. Del resto, a Medjugorje ogni anno arrivano 2.000.000 di pellegrini e questo qualche cosa significa. Io però non mi occuperò degli aspetti teologici e delle apparizioni che sono oggetto della Commissione Pontificia. Il mio raggio di azione è la pastorale”.

I veggenti?

Per me non sono né un problema, né il problema. Le ripeto, non fanno parte del mio compito”.

Giovanni Paolo II che lei conosceva bene, nutriva buoni sentimenti verso Medjugorje…

Lui era devoto alla Madonna in genere, compresa quella di Medjugorje. Non è una cosa cattiva”.

La Madonna di Medjugorje è Regina della Pace, ma anche della Famiglia che lei da vescovo sostiene in modo deciso..

“Vero. E’ molto importante invocare Maria per la protezione della famiglia formata da uomo e donna uniti nel matrimonio sacramento.

Francesco_03Nelle apparizioni di Medjugorje troviamo al centro il rosario, l’adorazione eucaristica, il digiuno, la penitenza, tutte cose positive per la vita e lo sviluppo della fede che vanno incentivate ed incoraggiate”.

Quali sono i frutti di Medjugorje?

“Come le dicevo, io mi limito alla pastorale e non alla dottrina e dunque non al tema veridicità. In quanto ai frutti sulle anime, mi sembrano positivi. Per frutti intendo la pratica dei sacramenti, le conversioni, il cambio nello stile di vita, la partecipazione alla messa e questo avviene a Medjugorje, non possiamo negarlo e non tenerne conto pastoralmente”.

Lei ultimamente è stato malato gravemente. E’ vero che ha pregato anche la Madonna di Medjugorie?

“Ho contratto la malaria in Africa. Ho pregato la Madonna, io credo a Maria in tutte le sue manifestazioni”.

Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/

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“Sono fermamente convinta che nelle parole di Gesù ci sia la chiave di lettura più profonda della vita”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/01/2017

ogni_giorno_il_sole_01Ho appena finito di leggere un bel libro regalatomi da mia moglie per Natale:  “Ogni giorno il sole”, di Lorella Cuccarini. Gradevole, sincero, va giù come l’acqua e quando lo finisci ti sembra come quando parte un’amica e un po’ ti dispiace.

Che ci fa la Cuccarini in un blog come questo?

Da quando l’ho iniziato alla fine del 2011 dopo aver partecipato alle catechesi sui dieci comandamenti di don Fabio Rosini, ho applicato un’unica regola aurea, condividere ciò che mi edifica a Cristo, nella Chiesa Cattolica come “Ogni giorno il sole”, soprattutto le due pagine che condivido di seguito, col gentile permesso dell’autrice.

I genitori possono solo donare ai figli pennelli, colori e tavolozza per dipingere il quadro della propria esistenza: gli autori sono loro. Da credente, una delle tavolozze più preziose che ho consegnato ai miei figli è quella della fede. Sono convinta che il messaggio di Gesù e la Chiesa siano colori fondamentali per delineare una vita armoniosa e piena. Anche se oggi, purtroppo, la Chiesa viene spesso vissuta come un’istituzione anacronistica.

Io non mi aspetto che la Chiesa cambi. Il suo messaggio è immutabile. La Chiesa è la Chiesa. Se così non fosse, non sarebbe radicata e forte da oltre duemila anni.


E’ una forza che sento potente,
quando leggo di intere comunità cattoliche perseguitate in Asia o in Africa solo perché hanno deciso di non abiurare la loro fede. Ogni anno, migliaia di persone vengono uccise per la loro religione. Dei veri e propri martiri moderni. Al pensiero di quanto sia radicata la loro fede, mi sento inadeguata. Per noi è così facile essere cattolici.

ogni_giorno_il_sole_02Ai miei figli ho regalato questri colori. Ma il mio compito finisce qui. Spetterà a loro decidere se li useranno o meno.

La domenica, andare a messa insieme è un appuntamento consueto. Con i due gemelli di sedici anni, che ovviamente vivono ancora in casa, questo è ancora possibile. Gli altri due, che sono più grandi e vivono fuori, naturalmente fanno le loro scelte. Non sto certo a chiamarli per ricordargli di farlo. Non nascondo però che, qualche giorno fa mia figlia mi ha salutato velocemente al telefono per non tardare alla messa, ero felice. Felice per lei. Sono fermamente convinta che nelle parole di Gesù ci sia la chiave di lettura più profonda della vita. La Chiesa è viva. Anche in questi anni difficili per lei e per il mondo, la Chiesa è più viva che mai.

Essendo particolarmente affascinata e affezionata alla figura di Maria, sono legata ad alcuni dei luoghi in cui si è manifestata più evidentemente.

Il santuario di Fatima è stato il primo che ho visitato, molti anni fa. Ero insieme a mia madre, mia sorella e i miei figli più grandi, allora piccoli.

ogni_giorno_il_sole_03A Lourdes, ho accompagnato una mia amica malata: aveva espresso il desiderio di pregare nella grotta delle Apparizioni prima che fosse troppo tardi. Fu un viaggio faticoso ma profondamente toccante.

Medjugorje è stata l’ultima scoperta, fatta insieme a tutta la famiglia. Quando proposi il viaggio ai miei figli la prima volta, rimasi colpita dal fatto che avessero accettato di venire senza un fiato. Ero certa che sarebbero rimasti colpiti da qual luogo. E così è stato. Soprattutto quando hanno visto le migliaia di persone attratte lì ogni giorno. Di ogni età, di ogni nazionalità. Tantissimi giovani.

E pensare che ci si immagina siano luoghi solo per anziani o malati. In quei posti, c’è una bellezza indescrivibile e una forza spirituale immensa. Non serve vedere la “danza del sole” o uno dei tanti segni che lasciano a bocca aperta soprattutto i cattolici dell’ultima ora. E’ sufficiente osservare gli occhi delle persone che incontri scalando il Križevac, o pregare in piazza insieme a oltre centomila persone.

(Fonte: Lorella Cuccarini, “Ogni giorno il sole”, pagine 118, 119, 120, col gentile permesso dell’autrice, che ringrazio di vero cuore).

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“Sei mesi di vita. Ma la Madonna è intervenuta a Medjugorje”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/08/2016

Boyle_01Indipendentemente dal pronunciamento della Chiesa in merito alle apparizioni a Medjugorjie, stanno uscendo in più parti del mondo, testimonianze di guarigioni miracolose, di conversioni, di vocazioni avvenute in occasione di visite, confessioni, preghiere nella terra di Erzegovina.

A questo proposito le edizioni ARES pubblicano la storia di Arthur (Artie) P. Boyle guarito in modo davvero sorprendente da metastasi ai polmoni.

Il libro, che ha per titolo “Sei mesi di vita. Ma la Madonna è intervenuta a Medjugorje”, è stato scritto da Eileen McAvoy Boylen, collaboratrice del quotidiano statunitense The Boston Globe.

La storia di Artie è incredibile.

Una moglie piena di fede, Judy, amata fin da giovanissimo; tredici figli, di cui uno, Joseph, morto ancora nella culla e un secondo, Artie Jr., affetto da autismo.

Un cognato (Kevin) e un amico (Rob) premurosi e pronti a dare la vita per gli amici.

È questo il contesto umano di Arthur Boyle quando a 45 anni scopre di avere i giorni contati – “Sei mesi al massimo”, è la diagnosi – per una metastasi al polmone recidiva di un cancro al rene, da cui era già sorprendentemente scampato 8 mesi prima….

Boyle_03Trovandosi sul baratro, l’Autore, forte del sostegno di Judy decide di affidarsi totalmente a Dio. Contro il parere dei medici – “Il paziente potrebbe non riuscire a sostenere il viaggio” –, ma con i suoi due amici sempre al fianco, Artie attraversa l’Oceano per recarsi a Medjugorje.

E qui accade veramente di tutto… a incominciare dal cuore del protagonista fino al suo polmone malato. Il lieto fine: Artie dice di essere stato un cristiano molto tiepido: a 15 anni dalla sua guarigione inspiegabile ha dedicato questo libro alla Madonna e porta in giro per il mondo questa sua testimonianza: “È Gesù il Signore della vita”.

ll ‘caso di Boyle’ negli USA è stato analizzato e ha tenuto a lungo banco su tutti i principali media nazionali, e, a distanza di quindici anni, per i medici la sua guarigione resta un mistero.

A proposito del libro ha scritto Jim Caviezel, attore protagonista di The Passion:

“Senza Medjugorje, non avrei mai recitato la parte di Gesù in The Passion di Mel Gibson. Dopo essere stato in questo luogo remoto, per la prima volta nella mia vita ho preso coscienza che Gesù mi guardava, che era preoccupato per me e che mi amava. […] Quando ho letto Sei mesi di vita sono stato colpito di nuovo da questa verità”.

E Ray Flynn, già ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, “Artie offre in questo meraviglioso libro la storia impressionante della sua guarigione fisica e della sua conversione. Se avete mai avuto curiosità o dubbi sulla forza della fede, la testimonianza di Artie vi lascerà senza fiato. Essa dimostra che a Dio veramente nulla è impossibile.”

Il dottor James Michaelson, del Laboratory for Quantitative Medicine del Massachusetts General Hospital, aveva detto “Le probabilità di una sopravvivenza di 15 anni in questo stadio del tumore e con questa velocità di sviluppo sono “zero”.

Boyle_02Nell’Oxford Journals, Annals of Oncology, al volume 15, issue 4; American Urological Association è scritto “I pazienti ai quali è stato diagnosticato un carcinoma a cellule renali dello stadio quattro hanno una aspettativa media di vita di 10 mesi”.

L’urologo dr. Francis McGovern, del Massachusetts General Hospital, aveva affermato “Data la gravità e il progredire della malattia di Arthur Boyle, un carcinoma a cellule renali metastatico, per la medicina è difficile spiegare come sia possibile che egli oggi sia vivo: le probabilità di una remissione spontanea del carcinoma sono, infatti, fra l’1% e il 2%. Così ogni volta che lo incontro, mi sento sicuro che Dio esiste. Questa vicenda prova che c’è sempre una speranza”.

Bobby Orr, campione di Hokey su ghiaccio, celebrato nella Hall of Fame della NHL-National Hockey League, ha raccontato: “Una chiacchierata fatta per caso su una pista di hockey su ghiaccio conduce Artie e i suoi amici a un’esperienza che cambia le loro vite. Conosco la famiglia Boyle da tanti anni, e sono certo che la storia di Artie si rivelerà illuminante per chiunque legga questo libro”.

Bill Brett, ex direttore della fotografia del Boston Globe: “Artie Boyle ci racconta come la fede, la famiglia e gli amici lo hanno aiutato a ottenere un miracolo. Un libro che ispira, un libro indimenticabile. Assolutamente da leggere!”.

E Mary Lou Quinlan, attrice ed autrice di The God box, best-seller per il New York Times (www.marylouq.com), ha aggiunto “Sei mesi di vita segue tre uomini normali in un viaggio disperato intrapreso per salvare la vita a uno di loro. Ricca di scoperte notevoli, questa è una storia indimenticabile di amicizia, di speranza e di fede incrollabile. Siate pronti a credere ai miracoli”.

Boyle_04Lo scrittore Jack Sacco, autore di “Where the birds never sing, Above the tree tops…”, ha commentato “In un’epoca in cui l’umanità fa sempre più assegnamento sulla tecnologia per soddisfare le proprie esigenze, Artie Boyle non può fare altro che ricorrere alla fede. Affetto da un tumore terminale e non potendo sperare niente dalla medicina, questo padre di tredici figli è partito in viaggio per un paese lontano alla ricerca di un miracolo. Contro ogni previsione, è tornato a casa guarito. Il viaggio miracoloso di Artie vi scalderà il cuore…”.

E Glen Sather, presidente e amministratore delegato dei New York Rangers, “Uomini che si trovavano più a loro agio in un campo da golf, in una pista di hockey su ghiaccio o in un consiglio di amministrazione partono verso un posto che li attira per motivi spirituali, e tornano a casa completamente cambiati. Una testimonianza avvincente”.

Padre Johann Roten, SM, direttore della ricerca, dell’arte e dei progetti speciali dell’International Marian Research Institute / Marian Library di Dayton, Ohio, ha sostenuto “Il racconto illuminante del signor Boyle – la cronaca di una guarigione fisica e di una trasformazione spirituale – è uno dei molti esempi dei ricchi frutti spirituali, psicologici e fisici di Medjugorje. Ci assicura che Maria ci ama incondizionatamente e che desidera intercedere per i suoi figli”.

Brian Boyle, figlio di Artie, giocatore di hockey su ghiaccio dei New York Rangers e dei Tampa Bay Ligtning, ha raccontato “La guarigione di mio padre è stata una fonte di conversione per me e per i miei undici fratelli.Ci ha cambiato tutti per sempre. Siamo immensamente grati a Gesù e a Maria per gli ultimi quindici anni con mio padre e per le cose che siamo stati in grado di condividere come famiglia. Spero che i lettori traggano incoraggiamento da questa storia di fede, di amore familiare e di amicizia”.

(Fonte: https://it.zenit.org/)

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“Lì stavo bene e il mio cuore era invaso da questo amore materno”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/04/2015

Girando per internet ho trovato un blog di viaggi, ben scritto da Francesco un giovane di ventitré anni appassionato di viaggi, fotografia e scrittura, come me che però di anni ne ho, fra qualche mese, esattamente il doppio…

Francesco_01Vi propongo la sua testimonianza del viaggio a Medjugorje, invitandovi a guardare il suo sito VIAGGI MEDIEVALI gradevole e interessante.

Sarà tutto vero o è la più grande truffa di tutti i tempi? Cos’è realmente Medjugorje? Queste sono alcune domande che si pongono molte persone. Stando a casa si possono leggere mille libri, vedere filmati e leggere mille commenti sia positivi che negativi, ma per farsi un’idea propria e reale su questo luogo, per comprenderlo al meglio, bisogna andare fra quei monti e vedere cosa si prova nel profondo del cuore e dell’animo. Io credo profondamente negli avvenimenti mariani di Medjugorje per moltissime motivazioni e segni che ci sono stati in questi anni, ma su questo argomento tornerò con un altro articolo, facendo un’analisi più approfondita.

I luoghi del pellegrinaggio

Francesco_02_krizevacI luoghi fondamentali di preghiera per chiunque si reca a Medjugorje sono: la Collina del Podbrodo, il luogo delle prime apparizioni ai veggenti e il punto dove si dovrebbe compiere secondo quanto riferito dalla Vergine Maria ai veggenti, un miracolo prodigioso che gli uomini non potranno rinnegare. Sulla sommità c’è la statua della Madonna in marmo, illuminata nelle ore notturne.

Il Monte Krizevac, alto 448 metri, sulla cima è posta una croce bianca alta 8.5 metri e larga 3.5, eretta dai parrocchiani del posto in onore dell’Anno Santo della Redenzione 1933-’34. Si racconta di molti miracoli e strani avvenimenti accaduti sulla sommità del monte.

Altri luogo fondamentale è la parrocchia di San Giacomo, durante i primi tempi delle apparizioni i veggenti, perseguitati dalla polizia della dittatura comunista, si rifugiavano nella sacrestia per incontrare la Beata Vergine.

Inoltre c’è la statua dedicata alla madonna nel piazzale di San Giacomo e la statua del Cristo Risorto di bronzo da dove misteriosamente fuoriescono delle goccioline d’acqua dalla gamba destra; per molti un fenomeno fisico, per altri no, molte persone dichiarano di essere guarite da malattie dopo aver toccato quel misterioso liquido.

La mia esperienza

Francesco_03Ho avuto la fortuna di recarmi in pellegrinaggio in questo luogo nel Luglio del 2013, cinque intensi giorni per capire e pregare.

La mia esperienza è stata bellissima, non ho assistito a miracoli prodigiosi ma posso dire con enorme gioia che Medjugorje è un’esperienza profonda. In quei giorni non sarei mai voluto andare a dormire per rimanere a pregare nel piazzale di San Giacomo oppure avventurarmi in solitaria sul sentiero duro e sassoso che porta dalla Madonna sul Podbrodo. Ogni singolo istante passato li mi ha donato qualcosa o fatto capire tanto. Ho avuto anche la fortuna di essere presente nel momento in cui la Madonna è apparsa alla veggente Marija Paplovic, il giorno Mercoledì 23 Luglio, un evento maestoso che la mente umana non può comprendere fino in fondo.

I momenti più forti di preghiera li ho avuti sulla collina del Podbrodo dove sono salito ben tre volte. Un sentiero duro. In quel luogo ho provato delle emozioni e ho avuto delle esperienze uniche. Li stavo bene e il mio cuore era invaso da questo amore materno.

Medjugorje è stato bello per la tante persone speciali che ho conosciuto e per la tante esperienze stupefacenti che ho ascoltato da persone che erano in pellegrinaggio come me.

Consiglio a tutti di recarsi in questo posto, credenti o non credenti, scettici e meno scettici.

La mia esperienza la posso descrivere con queste parole: “Li l’anima trova pace e l’uomo sta bene, dimentica le difficoltà della vita di tutti i giorni e trova una risposta alla propria esistenza”.

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Una Regina e tutto un popolo in preghiera

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/02/2015

Haman Begging Queen Esther for Mercy 1618 - Muzeum Narodowe Warsaw

Aman implora misericordia alla regina Ester – 1618 – Museo Narodowe di Varsavia

 

E’ capitato tanti secoli fa in una cittadina di nome Susa in Persia. Per una ripicca personale e per motivazioni di ossequio-religioso, Aman, luogotenente del re Artaserse, volle sterminare il popolo Ebreo, allo scopo di ingraziarsi il re.

Ma non tenne conto che la nuova regina Ester era ebrea, la quale, non potendo fare altro, mise a digiuno tutto il suo popolo per tre giorni e tre notti, e lei stessa pregò e digiunò con loro, prima di presentarsi davanti al re, per perorare la causa della sua vita e salvare così anche la vita di tutto il suo popolo. La storia ebbe un lieto fine, ma Aman pagò cara la sua crudele iniziativa.

Oggi succede la stessa cosa. Vedo una Regina che impegna tutto il popolo dei suoi “Cari figli” per sventare un grande pericolo, per salvare una “pace in pericolo”. (Cfr. messaggio a Ivan del 20 Febbraio 2015).

Sarà bene andare a rileggere questa storia nel libro di Ester, e soprattutto i capitoli 5, 6, 7 e 8 per capire come il Signore opera e come è fedele al suo stile di operare.

Giudizio Universale

Michelangelo – Giudizio Universale – Cappella Sistina – Stato Città del Vaticano

Dio potrebbe intervenire in mille modi per fermare una guerra sanguinosa e terribile, ma Maria vuole servirsi dei suoi figli, ai quali chiede di “pregare insieme” per questa intenzione. E lo chiede non solo a un popolo, ma quasi bussando casa per casa, famiglia per famiglia.

Allora la storia ebbe un lieto fine. Oggi accadrà la stessa cosa? Non ho dubbi, se risponderemo “Sì” agli inviti della Regina della Pace, altrimenti potremmo passare davvero un bel po’ di guai.

Nell’affresco del Giudizio Universale di Michelangelo mi sorprende l’atteggiamento della Madre verso il Cristo Giudice: con la mano lo trattiene, ma volge lo sguardo verso il basso. Lei non dubita del Figlio, giustamente adirato, ma è ansiosa per noi.

In questo tempo di Quaresima il Signore ci doni la grazia di conoscere noi stessi, ma di sperimentare soprattutto la Misericordia del Signore: ci conosciamo?

Possiamo conoscere allora anche la Benevolenza e l’Amore Misericordioso del Signore, che tiene conto soprattutto della Sua Bontà, quando, pentiti, ci rivolgiamo a Lui per ottenere perdono

Sentiamoci sotto la protezione di così grande Madre! Auguri!!!

(Fonte: Mailing list: Informazioni da Medjugorje, col permesso della moderatrice)

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Padre Slavko ricordato dalla nipote Miljana

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2014

Padre Slavko Barbaric – di cui oggi ricorre l’anniversario della morte –  raccontato dalla nipote Miljana nei suoi ricordi e con un fatto dolcissimo quanto forte, accaduto quando era poco più di una bambina.

Era stato mandato dal Vaticano per venire qua per vedere cosa succedeva con questi bambini che dicevano di vedere la Madonna perché era di questa zona e perché oltre che teologo era psicologo e doveva parlare coi bambini come psicologo.

Era periodo del comunismo, ma comunismo severo. Quando si diceva una frase contro Tito potevi finire in prigione o, se andavi in chiesa…io sono una professoressa, se avessi vissuto a quei tempi, e mi avessero visto entrare in una chiesa, avrei perso il mio lavoro.

I veggenti… bambini (…) specialmente all’inizio erano attaccati da tutto, controllati dalla politica; lui era molto spesso con loro… Ha detto due o tre volte mio zio: se io fossi la Madonna non avrei mai scelto questi per essere veggenti…

I pellegrini non devono venire a Medjugorje per i veggenti… Loro dicono che noi che non siamo veggenti possiamo pregare la Madonna allo stesso modo… Loro non possono intercedere come noi pensiamo…

Se uno viene a Medjugorje vedrà che la chiesa è sempre piena piena di giovani… Quando andavo all’estero, vedevo le chiese che non sono piene e c’era solo gente sopra i 65 anni…

 

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“Con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace” – in memoria di padre Slavko

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2014

Slavko01

Padre Slavko Barbaric è venuto a mancare il 24 novembre 2000 alle ore 15.30. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, ha iniziato ad avvertire dolori. Si è seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore.

Padre Slavko Barbaric era nato l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik. Era entrato nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca iniziò a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Slavko02Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, Padre Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni.

Slavko03I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena.

Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati).

Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù! La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa.

Slavko04Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore. Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.

Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “…Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità…” (Gv 17, 16-19).

Egli è stato sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje, domenica 26 novembre, dopo la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di San Giacomo alle ore 14.00.

GRAZIE PADRE SLAVKO

(Fonte: Mailing list: Informazioni da Medjugorje)

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Qui [a Medjugorje] ho la fede, la benedizione e la grazia, parola di esorcista

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/08/2014

ladonnaeildragoIl Sacerdote Leonid, della Provincia ucraina dell’Ordine dei Redentoristi, ha partecipato al 15° Seminario Internazionale per i Sacerdoti a Medjugorje ed ha dato, prima ai partecipanti al seminario e poi anche ai giornalisti di Radio “Mir” Medjugorje, una testimonianza non comune che riportiamo così come è stata pronunciata: “Il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje è stato legato ai miei compiti e ad un interesse nella mia vocazione sacerdotale.

Nel 2005 cioè la Chiesa locale mi ha affidato una grande responsabilità ed il compito di portare una croce pesante: cioè il ministero di esorcista. I primi mesi ed i primi anni sono stati riempiti dall’amore e dalla grazia di Dio, ma naturalmente anche di grandi difficoltà. Tuttavia, la vera grande difficoltà capito durante un, per dirla così, “grande esorcismo” su un posseduto. Con voce molto rozza, piena di orrore, quella voce si rivolse a me con queste parole: `Io sono orribile, io sono forte ed io ti distruggerò. Distruggerò il tuo sacerdozio, il tuo stato religioso e tutta la tua vita`. Fu molto terribile, tuttavia non presi tutto troppo seriamente, poiché credo totalmente in Dio e non ho motivi per cui non credere a Dio. E so che la paura di fronte a satana è già una perdita.

Ma Dio permise quella situazione, che vi racconterò, perché sperimentassi quanto è grande e forte Sua Madre. E perché sperimentassi quanto Medjugorje sia una terra santa. Quando ero in grandi dolori, prove e tentazioni tentavo di pregare, ma non potevo pregare. Andavo a confessarmi ogni giorno, ma satana mi tentava. Le prove furono così forti che persi completamente la pace nell’anima. E non solo questo. Sentivo nell’anima di aver perso il sacerdozio e lo stato religioso. Sentivo una completa rovina e fallimento.

In quella difficile realtà, mentre non capivo cosa mi stava succedendo, qualcuno mi offrì un viaggio a Medjugorje. Sono venuto. Ero con un gruppo di Sacerdoti. Essi pregavano, ma io non potevo. Semplicemente non potevo pregare. In quel pellegrinaggio incontrai anche un anziano Sacerdote, P. Ambrogio dalla Slovacchia. Lui ha sacrificato totalmente la sua vita e la sua vocazione nel lavoro con gli Ucraini nella Regione dei Carpazi. Era venuto allora dopo aver superato un infarto ed aveva anche il diabete. Lui era stato già cinque volte a Medjugorje. Mi entusiasmò per il suo sacrificio e la sua umiltà.

Lui è un religioso francescano. Diventammo amici nel viaggio. Io lo aiutavo, lo guidavo per mano, in quanto era un uomo anziano. Sembrava che io lo aiutassi, ma in verità è lui che ha aiutato me. Siamo saliti insieme sul Podbrdo. Ci era stato detto che sulla collina ci sarebbe stata l’apparizione ad uno dei veggenti.

C’era molta gente, Sacerdoti. E’ questa è stata semplicemente la prima sorpresa a Medjugorje.

Ero seduto accanto a P. Ambrogio e con le spalle ero girato verso il luogo delle apparizioni. Sentivo di non essere degno di essere lì. Ma durante la preghiera del Rosario mi nacque il desiderio di guardare ciò che accadeva nel luogo delle apparizioni. Contemporaneamente a questo desiderio, sentii un’altra voce che mi diceva: “Non devi guardare là. Tu sei perduto e finirai all’inferno”. Terribile. Tuttavia, quei primi sentimenti positivi mi indirizzarono verso il luogo delle apparizioni. Cominciai a guardare e cercare. Forse avrei visto qualcosa. Pian piano nasceva in me la speranza, ma crescevano anche nuovi argomenti per i quali la mia umiliazione non sarebbe cambiata.

wpid-queen-of-peace3.jpegIn quel momento decisivo credetti. Per un momento. Come risposta a tutte le domande sentii, sperimentai la Gospa che scendeva dal Cielo. Allora è stato terribile. Una forte percezione, il profumo di qualche altro mondo che ho avevo vissuto fino ad allora. Poi mi ha tranquillizzato una tenerezza, una facilità, come un vento tenero della presenza della Gospa.

Lei si avvicinò a me. E quanto più lei era vicino, la forza del male se ne andava. Sperimentai nel cuore una nuova scoperta. Sperimentai quanto è forte la Gospa e la Sua umiltà.

Allora compresi che Lei non scaccia gli spiriti maligni, poiché essi stessi fuggono! Fuggono perché non possono sopportare la purezza e la bellezza della Sua presenza. Lei non li umilia, non li scaccia. Lei semplicemente ama, ma essi non possono sopportarlo.

E allora avvenne il cambiamento degli spiriti in me! Lo spirito di satana, che distrugge, sparì con la sua depressione, con tutte le paure. Egli è semplicemente sparito e al suo posto è sceso lo Spirito della Gospa. Sentii una voce nel cuore: `Non temere, io sono tua madre! Io sono la garanzia per te che non ti perderai!”.

Tutto cambiò! Questa esperienza della presenza della Purissima Vergine Maria è divenuta per la mia chiamata, per la mia vocazione sacerdotale e religiosa, per il mio servizio al miracolo d’amore che mi salva! Sento la presenza della Gospa in ogni esorcismo che compio.

Solo un piccolo esempio, perché ne ho tanti. I nostri Sacerdoti avevano una ragazza indemoniata che venne a confessarsi. La confessò un Sacerdote che era appena tornato dagli studi a Roma. E, mentre pronunciava la formula dell’assoluzione, questa persona colpì così fortemente il Sacerdote, cioè satana attraverso di lei, che egli stramazzò in un momento. Cadde. Poi quella persona con una qualche voce chiamò un altro sacerdote. Egli si spaventò e mi chiamò: “P. Leonid, vieni in fretta, abbiamo una situazione insolita…”. Dopo quel dialogo, la ragazza venne dove ero io. Quando iniziai il rito dell’esorcismo, accertai subito la diagnosi. Compresi che era posseduta, che satana operava molto fortemente attraverso di lei. Chiesi addirittura a cinque devoti parrocchiani di pregare durante il mio rito di esorcismo su quella persona. E mentre io leggevo le consuete, tradizionali preghiere di esorcismo, satana rideva. Parlava in inglese.

wpid-Intercessione02.jpgMi umiliava, mi prendeva in giro. Allora iniziai una preghiera alla Gospa. Ero esausto. Divenni nervoso. Sentivo che dovevo finire la preghiera, ma egli non usciva. Era uno spirito di suicidio. Iniziai a invocare la Gospa con tutto il cuore. Come quando un figlio chiama la madre. Ed allora iniziarono le vere urla: `Io non posso più, perché è arrivata la Gospa! Io non lo sopporterò, poiché è arrivata la Gospa, io devo andare fuori`. E se ne andò.

Questo è stato solo un caso, ma ne ho molti simili. In questi cinque anni in cui mi è stato affidato il ministero di compiere esorcismi, ho grandi tentazioni. Le avevo anche prima, so che le avrò ancora. Ma la Madre di Dio mi protegge nel Suo Cuore. Io non posso più vivere senza Medjugorje e Gerusalemme.

Ogni anno devo andare a Medjugorje ed a Gerusalemme. Perché questo è per me la fede. Qui ho la fede, la benedizione e la grazia”.

“Auguro a tutti gli ascoltatori [padre Leonid stava parlando a Radio MIR] la gioia. Vorrei che ciascuno di noi desiderasse amare di più la Santissima Madre di Dio, perché Lei è nostra Madre. Lei ama i suoi figli. E’ pronta a fare tutto per noi, se glielo chiediamo. Sento che, se non ci fosse la Madre di Dio, ci perderemmo. Perciò viviamo con Lei ogni secondo della nostra vita.

Personalmente sento la chiamata ad aiutare anch’io perché le persone vengano a Medjugorje. Di portare qui le persone che soffrono spiritualmente in maniera terribile!”.

(Fonte: http://www.medjugorje.hr)

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