FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Provocazioni’ Category

Dio esiste? Puoi scoprire e trovare Dio. Hai il coraggio di cercare?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/10/2017

 

 

«Dio esiste?

L’esistenza di Dio non si può dimostrare col metodo scientifico ma non si può dimostrare nemmeno la sua non esistenza.

La scienza può avvicinarsi a Dio ma non può dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio. E’ così per Dio o per l’amore.

Il cristianesimo non si oppone alla scienza …

Poca scienza allontana da Dio ma molta scienza avvicina a Dio.

Puoi scoprire e trovare Dio.

Allontanati da qualsiasi rumore e abbi il coraggio di allontanarti da qualsiasi rumore e abbi il coraggio di guardare dentro di te. In silenzio pensa per un minuto alla possibilità dell’esistenza di Dio. Hai il coraggio di cercare?»

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17 segni evidenti di mancanza di umiltà

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/06/2016

San Josemaria Escrivá de Balaguer

<<Permettetemi di ricordarvi che tra i tanti segni evidenti di mancanza di umiltà ci sono:

1 – Pensare che quello che dici o pensi tu sia meglio di quello che dicono o pensano gli altri.
2 – Cercare di fare sempre a modo tuo.
3 – Diuscutere animatamente quando hai torto – ma anche quando hai ragione – insistendo ostinatamente o con maleducazione.
4 – Dare la tua opinione senza che venga richiesta, a meno che non sia la carità a chiedertelo.
5 – Disprezzare il punto di vista degli altri.
6 – Non renderti conto del fatto che tutti i doni e le qualità che hai ti sono date in prestito.
7 – Non riconoscere che onore e stima non ti sono dovite, come non lo è la terra che calpesti, né le cose che possiedi.
8 – Citare te stesso come esempio in una conversazione.
9 – Parlare male di te stesso in modo da favorire negli altri una buona opinione o da indurli a contraddirti.
10 – Scusarti quando vieni rimproverato.
11 – Nascondere alcuni difetti umilianti al tuo capo, così che non perda la sua buona opinione di te.
12 – Ascoltare le tue lodi con soddisfazione, o essere contento che abbiano parlato bene di te.
13 – Essere ferito dal fatto che gli altri siano tenuti in maggiore stima di te.
14 – Rifiuto di svolgere compiti umili.
15 – Cercare di avere sempre l’attenzione esclusiva di qualcuno.
16 – Autoelogiarsi in una conversazione
o dire parole che mostrino quanto sei onesto, intelligente, abile, il tuo prestigio professionale.
17 – Vergognarti di non possedere determinare beni.>>

San Josemaria Escrivá de Balaguer

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“Se Dio è con noi siamo la maggioranza!” (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/08/2015

Capite perché allora noi difendiamo la famiglia?

Capite perché la Chiesa difende la famiglia?

Capite perché è importante la famiglia?

La famiglia l’ha inventata Dio, non l’abbiamo inventata noi.

E chi può capire più di Dio? Chi può mettersi al posto di Dio?

Vi racconto una confidenza che ho ricevuto dal Cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago: “Penso di morire nel mio letto ma il mio successore ho paura che morirà in prigione, e il successore ancora ho paura che morirà fucilato”. Io chiesi: “Eminenza, e perché?” – “Sa perché? Perché noi difendiamo la famiglia. Perché diciamo che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna e la vita deve nascere da un padre e da una madre, saremo perseguitati per questo.

Ma non dobbiamo aver paura, il Signore è con noi.

E don Bosco (*) un giorno disse: “Se Dio è con noi siamo la maggioranza!”

[Cardinale Angelo Comastri alla Convocazione del Rinnovamento nello Spirito domenica 5 luglio 2015]

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Modestia, qualcosa di più del semplice abbigliamento

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/08/2015

Modestia_01

“La modestia è qualcosa di più che essere alla moda, è la decisione quotidiana di vestire come la figlia di Dio che sei…

Con riguardo al vestire con spirito di modestia, se ne deve prima capire il perché. Perché mi dovrei preoccupare di cosa indossare e di come farlo?

Quando sentiamo la parola modestia, siamo immediatamente portati a pensare alla mancanza di qualcosa in ciò che si indossa. Il fatto di indossare è coinvolto nella modestia, ma non è l’unica cosa. E’ piuttosto un realizzare e capire la nostra dignità come persone, e quella delle presone con cui siamo in contatto. E’ capire il nostro valore e la nostra dignità come figli di Dio. La modestia ci chiama a vivere una vita di virtù.

Perché una vita di virtù? Perché come possiamo vestirci in modo da onorare la creazione di Dio se il nostro parlare, la nostra condotta e il modo in cui interagiamo con gli altri non è poi così virtuoso? Sostanzialmente rischiamo di diventare il peggior nemico di noi stesse. Certo, vesti in maniera dignitosa ma allo stesso tempo usi un linguaggio ripugnante. O magari vesti in modo da sottolineare la dignità della persona umana ma allo stesso tempo parli dei ragazzi in modo da non far risaltare in te nessuna virtù. E’ chiaro quindi che la modestia è qualcosa di più del semplice abbigliamento. La modestia nel vestire è semplicemente la manifestazione del vostro cuore puro e modesto.

“Quanto è bella la modestia, e quale gemma è tra tutte le virtù” (San Bernardo)

La modestia coinvolge l’intera persona, non solo il senso esteriore della moda. La vera modestia coinvolge la dignità e il valore della persona, perché riconosciamo in essa una cosa unica con un corpo e un’anima. Riconosciamo di essere stati creati da Dio a SUA immagine e che abbiamo la responsabilità di portarci e presentarci in un modo che a Lui piaccia.

Modestia_02La modestia nel vestire mostra la dignità del corpo umano sia nell’abbigliamento e, cosa più importante, come agiamo e come ci presentiamo in quell’abbigliamento. Non dovremmo mai vestirci in una maniera tale che svilisca la nostra dignità e che in qualche modo possa essere portatore del messaggio che altri possano desiderare di usarci. Non siamo oggetti ma soggetti e con un’anima.

Una donna che veste con modestia porta con sé un senso di mistero così come il senso di umiltà, dignità e confidenza perché non ha bisogno di svalutare se stessa fino agli standard del mondo. Piuttosto, lei indurrà il mondo a fermarsi e a guardare a come dovrebbero essere gli standard.

Le donne di oggi devono impostare l’altezza dell’asticella agli uomini. Se la impostano bassa, nel modo in cui ci vestiamo e comportiamo, gli uomini non faranno alcun passo avanti per essere i cavalieri di Dio che sono chiamati ad essere.

“O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!” – 1 Corinzi 6,19-20

[Tradotta dal blog cattolico americano Ignitum Today]

Le immagini del post sono tratte dal sito PURE FASHION un programma volto alle giovani donne affinché riscoprano e riaffermino il loro valore innato e un’autentica femminilità, volti non solo all’apparenza esteriore ma, cosa più importante, alla bellezza interiore equilibrata con una forte fiducia in se stesse.

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“Sacerdoti, (…) siete grandi, siete creature immense…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/05/2015

Enrico Medi 01Lettera aperta ai sacerdoti di Enrico Medi.

Sacerdoti,

io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto.

Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa.

Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra».

Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.

Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.

Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!

Enrico Medi 02Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!

Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».

Sacerdoti, parlateci di DIO!

Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO.

Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!

Enrico Medi 03Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!

Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

Enrico Medi, laureatosi insieme a Enrico Fermi, docente di Fisica all’università di Palermo e poi di Roma, Deputato dal 1946, nel 1953 rinuncia alla politica per dedicarsi interamente alla scienza e all’apostolato.

Nel 1958 viene nominato vice presidente dell’EURATOM, nel 1965 si dimette per gravi motivi di coscienza.

Nel 1966 viene nominato dalla Santa Sede membro della Consulta dei Laici per lo Stato Città del Vaticano. Muore il 26 maggio 1974.

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Un popolo che non rispetta i nonni, non ha futuro, perché non ha memoria

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/07/2014

vacchi01Siamo in piena estate.

Come ogni estate, si moltiplicano, a ragione, gli spot contro l’abbandono degli cani, amici a quattro zampe il cui affetto fedele viene ricambiato da crudeli e ingrati abbandoni lungo le autostrade.

Giusto. Giustissimo. Ma perché non fare analoghe pubblicità progresso per i vecchi che in estate, più soli del solito, con meno servizi del solito, vivono, silenziosi, rassegnati, la solitudine che subiscono perché la società di oggi li mette tra le realtà che non si vogliono più vedere?

I nostri vecchi sono meno importanti dei nostri cani?

Anziani, i nuovi “invisibili”. E questo è il periodo dell’anno in cui questo salta più agli occhi. Quando vado da mia zia a fare i consueti “viaggi nel tempo” nell’ora delle visite trovo sempre meno parenti e amici…

vecchi02Un proverbio africano recita: “Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. E’ vero, non è retorica, per me, ogni volta che sprofondo negli emozionanti racconti dei miei amici vecchietti, è come se leggessi un libro, come se vedessi un suggestivo cinegiornale dell’Isituto Luce.

Ma oggi queste enciclopedie, questi cinegiornali non li vuole consultare più nessuno… Non sappiamo cosa ci perdiamo.

Ce lo ricorda anche Papa Francesco nella sua omelia a Santa Marta del 20 novembre scorso, in cui ci invita a custodire e venerare i nonni.

Noi viviamo in un tempo nel quale gli anziani non contano. E’ brutto dirlo, ma si scartano eh? Perché danno fastidio.

Gli anziani sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in eredità.

vecchi03Sono quelli che, come il buon vino invecchiato, hanno questa forza dentro per darci un’eredità nobile.

[Ricordo] una storiella ascoltata da piccolo. Protagonista è una famiglia, papà, mamma, tanti bambini e il nonno che, quando a tavola mangiava la zuppa, si sporcava la faccia.

Infastidito, il papà spiega ai figli perché il nonno si comporti così; quindi compra un tavolino a parte dove isolare il genitore.

Quello stesso papà, un giorno torna a casa e vede uno dei figli giocare con il legno. “Cosa fai?”, gli chiede. “Un tavolino”, risponde il bimbo. “E perché?”. “Per te, papà, per quando tu diventi vecchio come il nonno”.

Questa storia mi ha fatto tanto bene per tutta la vita. I nonni sono un tesoro. La Lettera agli Ebrei (13,7) ci dice: “Ricordatevi dei vostri capi, che vi hanno predicato, quelli che vi hanno predicato la Parola di Dio. E considerando il loro esito, imitatene la fede”.

La memoria dei nostri antenati ci porta all’imitazione della fede. Davvero la vecchiaia tante volte è un po’ brutta eh? Per le malattie che porta e tutto il resto, ma la sapienza che hanno i nostri nonni è l’eredità che noi dobbiamo ricevere.

Un popolo che non custodisce i nonni, un popolo che non rispetta i nonni, non ha futuro, perché non ha memoria, ha perso la memoria…

vecchi04Ci farà bene pensare a tanti anziani e anziane, tanti che sono nelle case di riposo, e anche tanti – è brutta la parola ma diciamola – abbandonati dai loro. Sono il tesoro della nostra società.

Preghiamo per i nostri nonni, le nostre nonne, che tante volte hanno avuto un ruolo eroico nella trasmissione della fede in tempo di persecuzione. Quando mamma e papà non c’erano a casa e anche avevano idee strane, che la politica in quel tempo insegnava, sono state le nonne che hanno trasmesso la fede.

Quarto comandamento: è l’unico che promette qualcosa in cambio. E’ il comandamento della pietà. Essere pietoso coi nostri antenati.

Chiediamo oggi la grazia ai vecchi Santi, chiediamo la grazia di custodire, ascoltare e venerare i nostri antenati, i nostri nonni”

(Papa Francesco, omelia in Santa Marta del 20 novembre 2013)

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Ed ecco a voi: il capitolo 14!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/06/2014

mario_01Poco più di tre settimane fa postavo nel blog il secondo capitolo del libro di Mario Adinolfi “Voglio la Mamma”, da lui ripubblicato gratis su Facebook e censurato dal famoso social network.

La censura si ripete ma questa volta in maniera più grave arrivando a bloccare la pagina e il profilo personale del giornalista.

Come segno di solidarietà nei confronti di Mario Adinolfi e, in comunione con altri blogger, ripubblichiamo il capitolo 14 di “Voglio la Mamma”.

Come già scritto ribadiamo che su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la pensiamo diversamente ma, dato che non ci piace la censura (che il blog Fermenti Cattolici Vivi ha subìto quando si scriveva su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Riecco a voi: IL CAPITOLO QUATTORDICI!

Voglio la Mamma – di Mario Adinolfi

Capitolo XIV

I 20 punti

Giunti verso la fine di questa strada compiuta insieme, credo sia necessario racchiudere quel che si è provato a dire in venti punti che rappresentano principi irrinunciabili che ritengo non solo non debbano essere negoziabili, ma necessitino un’attività di proselitismo per ricondurre il dibattito intellettuale e politico sui temi tabù che abbiamo affrontato dentro i confini di una razionalità condivisa, lontano dall’impazzimento modaiolo che sembra avere la meglio in questa fase.

capitolodue_00

FACEBOOK? NON MI PIACE! 😉

1. Non esiste l’individuo, esiste la persona, dunque l’individuo in relazione con altri individui. La relazione primigenia, archetipica e intangibile, è quella tra madre e figlio. Negarla è negare la radice dell’essere umano.

2. La libertà individuale è un totem che non necessita di tutele e non genera diritti. Al contrario, la libertà personale, dunque la libertà degli individui in relazione con gli altri, è preziosa e va ampliata senza che nuovi diritti ledano però l’essere umano in radice.

3. La libertà personale da tutelare in via prioritaria è quella dei soggetti più deboli: bambini, malati, anziani.

4. Il primo diritto è il diritto a vivere.

5. Non esiste un diritto all’aborto, esiste un diritto alla nascita. L’aborto è sempre una tragedia e un fallimento, come tale va trattato e con ogni sforzo possibile evitato.

6. I diritti prioritari da tutelare sono quelli della libertà personale, dunque relazionale, per eccellenza: i diritti della famiglia.

7. Non esistono le famiglie, esiste la famiglia: cellula base del tessuto sociale, composta da un nucleo affettivo stabile aperto in potenza alla procreazione. In natura la procreazione avviene con l’unione di un uomo e di una donna. E’ questa la base di un nucleo familiare propriamente detto.

8. L’omosessualità è una tendenza sessuale ovviamente legittima, i cui legami affettivi stabili possono essere tutelati da istituti giuridici, ma nettamente distinti dal matrimonio.

capitolodue_019. La rottura della sacralità e dell’unicità dell’istituto matrimoniale come unione di un uomo e di una donna, porta inevitabilmente e logicamente alla estensione dell’istituto stesso ad ogni forma di legame affettivo stabile. La legittimazione di poligamia, poliandria, unioni a sette, otto, dieci o venti persone, sarebbe dietro l’angolo con conseguenze letali per il tessuto sociale e la stabilità finanziaria degli Stati.

10. Non esiste l’omogenitorialità. Non esiste la genitorialità. Esistono la maternità e la paternità.

11. Negare a un bambino il diritto ad avere una madre e un padre, sostituendoli con il “genitore 1″ e “genitore 2″, è una forma estrema di violenza su un soggetto debole.

12. La sfera sessuale di un minore è intangibile e sono intollerabili le norme che prevedono la non procedibilità d’ufficio contro le persone che hanno rapporti sessuali con bambini di dieci anni e assumono per libero il consenso all’atto sessuale di ragazzini di quattordici anni.

13. Il turismo sessuale degli occidentali avente per oggetto in particolare le minorenni e i minorenni asiatici, è una violenza orrenda che merita il peggiore stigma sociale.

14. La variazione dell’identità sessuale di una persona dovrebbe essere prevista in casi del tutto eccezionali. Il mercimonio del corpo di una persona spesso in una finta fase di transizione da un’identità sessuale all’altra, grazie alla quale si ottiene maggiore attenzione e successo nel mercato della prostituzione, è un’attitudine che va combattuta.

15. La compravendita del corpo femminile, nella forma estrema della compravendita della maternità e dell’orrendo “affitto” dell’utero, che fa leva sullo stato di bisogno della donna per toglierle anche l’elemento più intimo della propria identità sessuale, va vietato da ogni normativa.

16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

17. L’eutanasia infantile è una procedura nazista e il protocollo di Groningen è un documento fondativo di una nuova pericolosa eugenetica discriminatoria e razzista.

18. Le diagnosi prenatali hanno fatto crollare nei paesi Occidentali le nascite di albini, affetti da sindrome di Down e da altre alterazioni cromosomiche. E’ intollerabile questa strage di persone affette da minime disabilità.

19. La morte non è mai “dolce”. L’instaurazione di norme che prevedano l’eliminazione delle persone in condizione di difficoltà grave fisica o psichica, secondo il labile e mutevole principio che la loro sarebbe una “vita non degna di essere vissuta”, apre la strada all’inferno.

20. Al centro della difesa della vita e della persona c’è la donna. Il futuro della razza umana ha le forme di una madre. Così è, così è sempre stato, così sempre sarà.

***

Su Facebook si sta ricreando la comunità Rivoglio la mamma
https://www.facebook.com/rivogliolamamma?fref=ts

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Suor Cristina: Voglio che Gesù entri qua dentro

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/06/2014

C’è poco da fare, suor Cristina Scuccia non lascia indifferenti. Sin dalla sue prima esibizione ha colpito le centinaia di migliaia di persone che hanno cliccato i suoi video su YouTube e così come chi criticava la sua partecipazione a The Voice of Italy.

Suor_Cristina_01Come tutte le cose che colpiscono anche me, non potevo che farne un post.

Suor Cristina è stata ammirata, criticata, esaltata e stroncata dalla critica, è piaciuta e non è piaciuta ma ha fatto parlare di sé e alla fine ha sbaragliato tutti vincendo il reality più seguito della stagione. Ci sarà un perché.

Apro Twitter e vedo di tutto: fan che la esaltano, gente che la critica, cattolici che ammirano il suo coraggio e cattolici che criticano questo suo “scimmiottare il mondo” e quei nostri ragazzi, cresciuti nel politically correct di recite natalizie senza Gesù, ore di religione sempre meno frequentate, e Cristo tolto persino dalle date, hanno votato il talento si ma anche la persona e la Luce che hanno chiaramente intravisto nei suoi occhi e nel suo atteggiamento.

Naturalmente il rischio c’è per suor Cristina, reale, concreto. Dietro la fama improvvisa si può nascondere, anzi, certamente è lì, fauci spalancate, il “nemico” per presentare allettanti alternative alla vita scelta da questa venticinquenne siciliana.

Rispetto ogni posizione, ogni gusto musicale e ogni opinione sull’opportunità o meno di partecipare ma non posso non vedere alcuni piccoli grandi “miracoli” avvenuti grazie a questa suorina che ha avuto il coraggio di uscire dal convento senza sbiadire neanche un po’ la sua identità più profonda di consacrata a Cristo.

Ieri sera ha detto chiaramente di essere lì non per la carriera ma per portare un messaggio. Sentire il presentatore augurarle un confidente “in braccio a Gesù” al posto del banale e un po’ superstizioso “in bocca al lupo” non era il MESSAGGIO di suor Cristina arrivato e accolto? Dunque… Missione compiuta sorella!

E quando mai mi sarei sognato di ascoltare un Padre Nostro pregato in un talent come “The Voice”, alla presenza di rockettari e rapper trasgressivi e navigati che pregavano insieme a una suora con tanto di velo e Crocifisso? Al netto dei nasi storti e delle critiche, per qualcuno potrebbe essere il primo ed unico Padre Nostro della sua vita… e vi pare poco?

Dall’albero riconoscerete i frutti, ci insegna Gesù, e questi sono i buoni frutti di una suora coraggiosa e di talento che non solo non ha permesso che venisse ridotta a macchietta ma non ha avuto paura di andare verso le periferie dei media per portare la gioia di quel Gesù che ama e a cui ha donato la vita.

Ancora una volta: missione compiuta suor Cristina!

P.S. AI CREDENTI CHE LEGGONO… PREGHIAMO PER LEI E PER CHI EVANGELIZZA CON CORAGGIO IN AMBIENTI DIFFICILI – COME DON ROBERTO, AD ESEMPIO – PER PORTARE GESU’

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Ed ecco a voi: IL CAPITOLO DUE!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/05/2014

capitolodue_00

NON MI PIACE… FACEBOOK! 😉

Apprendo ora che Facebook ha cancellato il capitolo due del libro “Voglio la Mamma” di Mario Adinolfi.

Diciamo che sull’argomento la penso praticamente come lui. Diciamo che, magari userei accenti diversi per scrivere più o meno le stesse cose. Su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la penso diversamente ma, dato che non mi piace la censura (che ho subìto anch’io quando cercavo di diffondere il blog tramite il social più diffuso soprattutto quando scrivevo su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Insomma…

Ecco a voi il capitolo due

capitolodue_01Voglio la mamma / Capitolo 2

Prima con la legge nella Spagna di Zapatero, poi con analogo e contestato provvedimento nella Francia di Hollande, infine con la sentenza della Corte Suprema Usa nell’America di Obama (per carità, è solo un primo passo, ma la pallina ormai è su un piano inclinato) il matrimonio gay, già sdoganato in alcuni paesi del Nord Europa, si appresta a diventare tema di dibattito anche in Italia e prima o poi legge. Mi rendo conto dell’impopolarità della mia posizione, in particolare a sinistra dove comunque ricordo la linea del Pd è contrario al matrimonio omosessuale e a favore delle unioni civili “alla tedesca” (linea su cui concordo in pieno), ma io sono stato sempre e resto contrario alle nozze gay. Lo sono proprio a partire da posizioni di sinistra, di tutela dei soggetti più deboli, che sono sempre i bambini. Provo a riassumere il perché della mia contrarietà in cinque rapidi motivi.

1. Per me il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, questo è stato per millenni. Dal matrimonio derivano diritti e doveri. La battaglia per il matrimonio omosessuale non è una battaglia per una parolina (chiamarla “matrimonio” o “pippo” cosa cambierebbe?) è la battaglia per i diritti che ne conseguono. I tre fondamentali temi di controversia sono il diritto “a formarsi una famiglia”, il diritto di successione e il diritto alla reversibilità della pensione. Sono diritti che io contesto possano essere riconosciuti fuori dal matrimonio tra un uomo e una donna. Anche in termini etimologici non c’è matrimonio senza “mater”: come sempre, in questo libro, ci vuole la mamma.

2. Se il matrimonio è solo un timbro pubblico sul proprio amore e “davanti all’amore lo Stato non può imporre a nessuno come comportarsi”, al momento dovessimo ammettere la rottura del principio sacro per millenni che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, perché limitarci a rendere legale e matrimoniale solo il rapporto tra due donne o due uomini? Perché non accettare che ci si possa amare in tre? O in quattro? Se un bambino riceve amore uguale a quello di una madre e di un padre da due papà, perché non da quattro? O da tre papà e una mamma? O dal papà che ama tanto il proprio cane e vuole che la sua famiglia sia composta dal papà, dal cane e dal bambino ottenuto da una madre surrogata? Il cane dimostra tanto affetto verso il bimbo, quasi gli somiglia. Se rompiamo la sacralità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna, ogni rapporto “stabile” potrà alla lunga trasformarsi in matrimonio, sarà un diritto incontestabile. Con conseguenze inimmaginabili. Non a caso in Italia un parlamentare del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, ha avanzato l’ipotesi di un proposta di legge che estenda la possibilità di contrarre vincolo matrimoniale tra due uomini, tra due donne o anche tra più persone senza vincolo di numero e genere, addirittura tra specie diverse. Qualcuno ha irriso il deputato Sibilia, ma dal punto di vista strettamente logico i suoi argomenti sono inappuntabili.

3. Se due uomini possono sposarsi ne deriva il pieno diritto a “formarsi una famiglia”. Senza limitarsi al diritto all’adozione, no, quello è il meno. I precedenti ci dicono che il diritto a figliare forzando la natura sarà pienamente tutelato. Il caso più noto è quello di Elton John e di suo “marito” David. Sono decine di migliaia già i casi similari. Elton e David vogliono un figlio. La natura pone un limite a questo loro bisogno, come è noto. Ma Elton e David vogliono, fortissimamente vogliono. Sono sposati e ora come tutte le coppie vogliono un figlio. Allora affittano (Dio mio, faccio fatica persino a scriverlo) l’utero di una donna, mescolano il loro sperma e con quel mix la ingravidano, nasce il piccolo Zac che appena nato istintivamente viene posato sul ventre della madre e naturalmente cerca il suo seno. Zac vuole la mamma. Viene però immediatamente staccato a forza da quel suo rifugio naturale e consegnato ai “genitori”. Il bimbo per un anno intero non fa altro che piangere, Elton se ne lamenta graziosamente in qualche intervista e racconta che per placarlo faceva “tirare” il latte al seno della madre naturale per allattarlo poi con il biberon. Io l’ho trovata una storia agghiacciante, una violenza terribile fatta al più debole tra gli umani, il neonato. La moda imperante considera tutto questo invece molto glamour. Sull’orrore della “gravidanza per altri” più avanti troverete un capitolo a parte, così come sull’ottusità che si esprime in burocratese nella cancellazione che alcune amministrazioni hanno fatto sui moduli pubblici della dizione “madre” e “padre” per arrivare all’idiozia della definizione “genitore 1″ e “genitore 2″. Vogliono cancellare persino la parola mamma e pensano che questo sia essere di sinistra. Chi è di sinistra non priverebbe mai un soggetto debole, debolissimo come un bambino del suo diritto a chiamare mamma.

4. Se il vincolo matrimoniale non è più quello tra un uomo e una donna, il diritto alla successione riguarderà prima di tutto il coniuge. Ho un amico ricco e anziano, che fin dai banchi del liceo ha come migliore amico un suo compagno sostanzialmente nullafacente che vive di espedienti. Gli ha dato rifugio in casa, una casa enorme e vivono sotto lo stesso tetto. Da più di cinque anni ormai. Mi racconta sempre il mio amico ricco che spera da tanto tempo la legge sul matrimonio omosessuale perché vuole lasciare l’eredità e soprattutto la sua pingue pensione all’amico, non a quella megera della ex moglie e alla di lei (e di lui) prole, da lui qualificata come avida e ingrata. Anche qui c’è un lato glamour, anche se il mio amico non è per niente gay, anzi. Io vedo però diritti negati e anche un’opportunità: alla dipartita del mio amico anziano, andrò io a convivere nell’enorme casa con il suo amico, che è più anziano di me di vent’anni e morirà presumibilmente prima di me, lasciandomi avendomi omosessualmente sposato il diritto alla pingue pensione reversibile. E così via.

5. L’impatto del matrimonio omosessuale sul tessuto sociale, su quel poco di stabilità che resta nelle nostre convinzioni ancestrali, persino sui conti pubblici in materia previdenziale, sarebbe devastante. Non ce rendiamo conto e pensiamo che sia solo una materia alla moda per sentirsi tanto moderni e progressisti. Sei contrario al matrimonio omosex? Sei medievale. Con buona pace dei liberal contrari ad ogni discriminazione, pronti però a discriminarti per un’opinione discordante.

Credo che la mia sia una battaglia persa, persino la Corte Suprema Usa si è piegata allo “spirito dei tempi” ed ormai è solo questione di tempo. Resta, però, un fatale errore. Qui ci occupiamo di dirlo con una certa nettezza.

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Suor Cristina. “Ho un dono, ve lo dono”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/03/2014

Il 19 marzo ha esordito a The Voice, un’inaspettata Suor Cristina Scuccia, cantando in maniera impeccabile e coinvolgente, “No one” di Alicia Keys di fronte agli sguardi allibiti dei giudici che non credevano ai loro occhi vedendo che quella “voce-che-spacca” apparteneva a una suora, una suora vera

Sembrava che i giudici non aspettassero che l’arrivo di questa suora minuta dal talento prorompente e dalla voce virtuosa. Suor Cristina a fine esibizione, con candido coraggio, alla Raffa nazionale che le chiedeva: “Ma come ti è venuto in mente di venire a The Voice?”, ha risposto: “HO UN DONO, VE LO DONO”.

In rete si parla di suor Cristina che invade i social network, che impazza su Youtube, su Facebook e su Twitter. Chi plaude al coraggio della religiosa siciliana, chi critica tale azzardo affermando che un reality non sia luogo adatto a una suora.

Ma è suor Cristina stessa a fugare ogni dubbio quando dice, “Il Papa ci invita a uscire, a evangelizzare, Dio non toglie niente, anzi ci dona ancora di più, e io sono qui per questo”.

Suor Cristina Scuccia è la vincitrice della scorsa edizione del Good News Festival, il festival della canzone cristiana organizzato dalla Diocesi di Roma.

Suor Cristina è molto più di un gran talento musicale; conosciamo la vocazione di questa venticinquenne coraggiosa che è passata con convinzione dalla ‘band’ al convento e che lo scorso anno, lontana dai clamori di The Voice, raccontava la sua bella vocazione. 


Noi di Fermenti Cattolici Vivi, consapevoli del fatto che Dio dia i talenti per usarli e non per nasconderli, facciamo il tifo per suor Cristina, con un’avvertenza e una richiesta che giriamo ai lettori. Nella speranza che non venga inghiottita dalle esigenze di audience del reality e che non venga strumentalizzata, svalutata o ridotta a macchietta, preghiamo per lei invitando i lettori a fare altrettanto affinché lo Spirito Santo la usi come strumento di Dio e la mantenga tale.

“Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna” recita la Sacra Scrittura in 2 Tim 4,2

Sosteniamo allora suor Cristina con la preghiera affinché resti la testimone coraggiosa che usa il suo dono per trasmettere la gioia di seguire Cristo, nel terreno insidioso di un reality che può essere un rischio ma anche un insospettabile strumento per raggiungere tanti ragazzi assetati di Dio.

Dai Suor Cristina!

Dona il tutto il tuo talento ma resta te stessa e mostra a tutti quanto è bello essere cristiani!

(Chi mi conosce sa che sono piuttosto refrattario a Facebook ma per Suor Cristina farò un’eccezione: ecco la pagina Facebook creata per lei dall’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma https://www.facebook.com/#!/suorcri)

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