FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Spiritualità’ Category

Uscire dall’illusione dell’autosufficienza

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/06/2019

«Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza – indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia.

Si capisce allora come la fede sia tutt’altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”.

Grazie all’azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia “più grande”, che è quella dell’amore, la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare.»

Benedetto XVI

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«Cospargi di olio il mio capo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/05/2019

Sai cosa significa il versetto del Salmo 23: “cospargi di olio il mio capo”?

Mi sono sempre chiesto cosa significasse quel versetto del Salmo 23. Pensavo che fosse un linguaggio figurato e che significasse che Dio manteneva sano il salmista, ma non sapevo una cosa.

Cospargi di olio il mio capo.

Spesso le pecore rimangono con le teste intrappolate nei rovi e muoiono cercando di liberarsene.

Ci sono mosche terribili che amano tormentare le pecore deponendo le loro uova nelle narici che spesso si trasformano in larve che spingono le pecore a colpire la testa contro le rocce, a volte fino alla morte.

Anche gli occhi e le orecchie vengono tormentati da quegli insetti. Il pastore quindi unge tutta la testa della pecora con olio. In questo modo la pecora può avere sollievo e pace. Quest’olio forma una barriera di protezione contro il male che tenta di distruggerle.

  • Hai momenti di tormento mentale?
  • Pensieri preoccupanti ti invadono la mente un’altra volta
  • Sbatti la testa al muro tentando di fermarli?
  • Hai mai chiesto a Dio di ungerti la testa con olio?

Ne ha una fornitura infinita.

Il suo olio protegge e ti rende capace di cambiare il cuore, la mente e gli occhi, fissandoli in Lui, oggi, sempre.

C’è pace adesso nella “valle oscura”.

Che il nostro Padre buono unga la tua testa con olio oggi affinché la tua coppa trabocchi di benedizioni! Dio è buono e fedele.

(Dall’account Facebook di Padre Sergio: www.padresergio.org)

Salmo 23.
Il buon pastore

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

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«Il silenzio è dovunque, è presente dovunque, se lo si accoglie e lo si sa custodire.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/05/2019

In un bel video, la vita dei fratelli certosini, moderni “guardiani del silenzio”, presenza profetica in questi tempi chiassosi in cui tutto sembra predisposto per scappare dal silenzio, quel silenzio in cui la voce di Dio sussurra al cuore di ogni uomo.

«E’ una vita di preghiera, tutto è a servizio della preghiera.

(…) Qui è molto più facile raccogliersi, restare in silenzio – e subito si sente la presenza di Dio, più o meno secondo i carismi.

(…) Il silenzio è dovunque, è presente dovunque, se lo si accoglie e lo si sa custodire.»

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Da ruminare…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/03/2019

Noi, quelli che: “Signore, Signore, voglio amare come ami tu” e poi scavalchiamo la gente in fila appena è possibile; anche davanti al confessionale.
Dal blog «DA RUMINARE» che consiglio di cuore di visitare ogni giorno.

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Tre modi per iniziare la giornata con Gesù

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/01/2019

Chi non si sveglia intontito, con centinaia di pensieri che iniziano a frullare molesti prima di riuscire a poggiare i piedi per terra?

Matt Fradd ci dà tre consigli semplici quanto efficaci per iniziare la giornata con lo sguardo rivolto a Gesù e non alle suggestini della nostra mente e delle tentazioni mattutine.

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«Non è in nostro potere non sentire più e dimenticare l’offesa; ma…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/11/2018

“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.” Come cristiani la diciamo automaticamente, ma il loro peso meriterebbe più di una pausa. Abbiamo tutti bisogno di remissione del debito, ma offrire ciò ad altri ci sembra spesso al di sopra delle nostre forze. Questo è un argomento serio. Come possiamo essere perdonati se nemmeno impariamo a perdonare gli altri?

A tal proposito, il Catechismo ci offre una frase meravigliosa su come i cristiani possono imparare a perdonare gli altri:

«Non è in nostro potere non sentire più e dimenticare l’offesa; ma il cuore che si offre allo Spirito Santo tramuta la ferita in compassione e purifica la memoria trasformando l’offesa in intercessione.» <(CCC 2843)

Questo paragrafo è così ricco che ogni frase merita una riflessione.

«Non è in nostro potere non sentire più e dimenticare l’offesa…»

C’è libertà nell’accettare i propri limiti. Quando qualcuno ci ferisce, specialmente quando si tratta di una persona cara, ci fa male. Lo sentiremo e ce lo ricorderemo. Questi sentimenti e queste memorie andranno e verranno, ma è una trappola cercare di coprire i nostri sentimenti o di cercare di cancellare la memoria. Non farebbe che peggiorare le cose. Dobbiamo ammettere di non avere tale potere.

«…ma il cuore che si offre allo Spirito Santo…»

C’è sempre più libertà nell’offrire il nostro cuore allo Spirito Santo. Con qualunque ferita, restiamo sempre liberi di offrire i nostri cuori allo Spirito Santo dicendo: “Tutto ciò che sono appartiene a te!”. Pensate al Padre; saremo sempre dei neonati nelle sue braccia e nessuno ci può separare da questo abbraccio. Ogni volta che subiamo una ferita, è cosa buona rinnovare la nostra resa a Dio.

«…tramuta la ferita in compassione…»

Tra le braccia del Padre impariamo non solo quanto ci ami, ma anche quanto ami gli altri. Il Padre condivide questo amore con noi insegnandoci che non siamo soli nell’essere feriti. Ognuno è carico di lotte e ferite anche quando sembra essere perfettamente tranquillo e felice. Riempita con l’amore del Padre, la nostra ferita ci aiuta a empatizzare con gli altri, mostrando loro che non sono soli, indicando loro il Padre.

«…e purifica la memoria…»

Tra le braccia del Padre impariamo anche a pregare, parlando amorevolmente e ascoltando attentamente. Questo tipo di preghiera ha il potere di purificare la nostra memoria. Con fiducia infantile chiediamo a Dio – “Dov’eri quando accadeva questo? Io credo che tu sei sempre con me, ma aiutami a vederlo, a crederlo e ad amarlo.” Le memorie dolorose ritorneranno a galla, ma possiamo rispondere con calma – “Padre mio, tu eri lì, e tu sei sempre con me. Che la tua verità disperda ogni bugia e che il tuo amore disperda ogni paura.”

«…trasformando l’offesa in intercessione.»

Qui ricordiamo le ferite gloriose di Cristo. San Tommaso nella sua Summa Theologica, elenca molti motivi per cui Cristo risorto ancora porta i segni della passione. Tra questi, il fatto che Cristo usi le sue ferite per intercedere per noi presso il Padre. Noi a modo nostro possiamo intercedere per gli altri presso il Padre. Mostriamo al Padre le nostre ferite quando cerchiamo la guarigione, non solo per noi stessi ma per tutti coloro che sono feriti.

San Tommaso cita anche l’opinione di Sant’Agostino che anche i martiri possono portare le loro ferite: “Non c’è una deformità ma una dignità in essi, e una sorta di bellezza risplende in essi.” Nella nostra vita possiamo non sentire la dignità – figuriamoci lo splendore – delle nostre ferite, ma crediamo che un giorno la bellezza di Dio risplenderà attraverso di esse.

(Tradotto dall’originale inglese https://www.dominicanajournal.org/to-forgive-another/ Autore dell’articolo, Padre Joseph Martin Hagan, O.P.)

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«Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/06/2018

Giugno è il mese del Sacro Cuore, lo celebra la Chiesa che, aperta in maniera prudente ma saggia al soprannaturale, ha accolto le apparizioni avute da Santa Margherita Maria Alacocque.

Ricordo come se fosse ieri, mia figlia a sei anni che, commentando l’immagine del Sacro Cuore di Gesù esclamò: “Papà, Gesù ha un cuore! Allora è vivo!”, cogliendo in maniera istintiva, come solo i bambini sanno fare, l’aspetto fondante e più importante della fede cristiana, semplicemente che Gesù è vivo.

Per me questo è questione di esperienza… Quando dai 23 ai 30 anni sono stato vittima di quel mostro che oggi chiamano depressione, resistente a terapie, farmaci, amici e persino all’amore della fidanzata (che mi ha sopportato e aspettato pazientemente fino a diventare, poi, mia moglie), solo una cosa, mi ha portato fuori da questa esperienza tanto dolorosa quanto tenace, l’Eucaristia quotidiana. Non è questa l’incontro col Risorto che è passato per la Croce? Con Dio fatto uomo, con un cuore che pulsa? Col Sacro Cuore di Gesù?

Chi ne ha sofferto lo sa, essere depressi non è star giù di corda, avere il morale a terra per qualche dispiacere, è ben altro e molto di più; significa consistere in qualcosa che muore e non si può fare altrimenti. Io lo ero, e la terapia ha cominciato a fare effetto solo quando ho cominciato ad affiancarla alla preghiera e all’Eucaristia quotidiana e gradualmente sostituivo i farmaci col Rosario, il mio antidepressivo senza contro indicazioni.

A volte non riuscivo neanche a pregare, ma il contatto quotidiano del mio corpo sofferente col corpo e il sangue gloriosi di Gesù, mi portava ogni giorno fuori di un pezzettino dal sepolcro della mia sofferenza dell’anima.

Piano piano, giorno dopo giorno, questo Gesù mi ha guarito, completamente, totalmente. Dio porta a compimento i suoi progetti, sempre. Ecco perché non posso che professare un Dio incarnato, vivo, sanante, dal Cuore pulsante d’amore per me, per noi.

Qualche anno fa in ‘un’omelia a Santa Marta, Papa Francesco ha detto cose interessanti in proposito. Ne butto giù alcuni stralci, senza aggiungere altro, per non rovinare quelle che secondo me sono le parole più forti e belle che l’attuale Pontefice abbia mai detto, e che rivelano chi realmente sia in profondità.

Quante volte si sente dire: ‘Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!’. ‘Ma, non venite con storie, che Dio si è fatto uomo’! (…) Noi possiamo fare tutte le opere sociali che vogliamo e diranno: ‘Ma che brava la Chiesa, che buona l’opera sociale che fa la Chiesa’. Ma se noi diciamo che facciamo questo perché quelle persone sono la carne di Cristo, viene lo scandalo. E quella è la verità, quella è la rivelazione di Gesù: quella presenza di Gesù incarnato”.

La Chiesa è la famiglia di Gesù. La Chiesa confessa che Gesù è il Figlio di Dio venuto nella carne: quello è lo scandalo, e per questo perseguitavano Gesù… Condannato a morte… Questo è il centro della persecuzione… Se noi diventiamo cristiani ragionevoli, cristiani sociali, cristiani di beneficenza soltanto, quale sarà la conseguenza? Che non avremo martiri: quella sarà la conseguenza.

(Papa Francesco, omelia della Messa quotidiana di Santa Marta, 1 Giugno 2013. Fonte: Avvenire)

Cosa aggiungere?

Se fossi stato ragionevole, ‘normale’, se non avessi creduto alla ‘storia’ di Dio che si è fatto uomo, non avrei mai sperimentato il Risorto che è passato per la Croce, non sarei guarito scoprendo che si può vivere nella pace e nella gioia ogni giorno.

Ecco il perché di questo blog in cui, in comunione con la Chiesa Cattolica e il suo sapiente Pontefice, con le parole di San Paolo, posso scrivere con gioia e convinzione:

“Noi predichiamo Cristo Crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22-23)

Buon mese del Sacro Cuore di Gesù.

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«Cercano la vita eterna!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/06/2018

Dalla trasmissione “Sulla Via di Damasco”, Padre Daniel Ange ci parla di se stesso e della sua esigenza di portare il Vangelo nel mondo dei giovani, credendo fermamente che debbano essere proprio i giovani ad evangelizzare i propri coetanei. Da questa ispirazione nel 1984 fonda la scuola di preghiera e di evangelizzazione “Jeunesse Lumière” (Gioventù Luce) con l’intento di formare i giovani per inviarli sulle strade delmondo.

«Tanti anni fa quando sono tornato dall’Africa, i superiori decisero di mandarmi in Europa, per me fu terribile – fu un elettroshock – scoprire in questi paesi, nell’occidente, il virus mortale della disperazione nel cuore di molti, molti giovani.

Come passare a questi giovani la bellezza, la fedeltà di Dio? E l’amore di Dio, la parola di Dio, il perdono di Dio, il corpo e il sangue di Dio, la gioia dello Spirito Santo, tutto, tutto tutto…

I primi evangelizzatori dei giovani sono i giovani, ma giovani che prima hanno bisogno di preparazione, di radicarsi nella Chiesa e soprattutto nel cuore di Gesù.

I giovani che vengono qui da molti paesi della terra cercano Dio! La gioia di Dio, la felicità di essere bambini, figli di Dio!

Cercano la vita eterna!

Cercano quella gioia che il mondo non può strappar via dal loro cuore.

Io sono solo un bambino che si meraviglia davanti alla vita di Dio…»

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Il sorriso di Gesù

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/03/2018

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello sono una piccola comunità di consacrate, fondata a Buxeuil (in Francia) nel 1985, riconosciuta canonicamente nel 1990 ed eretta come istituto religioso di vita contemplativa dall’arcivescovo di Bourges, nel 1999.

Tale istituto religioso, (…) è stato seguito nei primi passi della propria esistenza dal celebre genetista francese, il servo di Dio Jérôme Lejeune (1926-1994), per il quale si è concluso nel 2012 il processo diocesano per la causa di beatificazione.

A vocazione contemplativa, si tratta della prima comunità in cui si offre alle giovani trisomiche (affette da sindrome di Down) la possibilità di realizzare la propria vocazione religiosa, sostenute da una minoranza di sorelle prive di tale anomalia cromosomica. Le religiose trascorrono la giornata adeguandosi al medesimo ritmo, condividendo gli impegni secondo le attitudini di ciascuna: lavori di tessitura, di filato, arazzi, scultura su legno, e così via.

Secondo le parole della superiora, la ragion d’essere di questo istituto religioso è di “consentire a quelle che si trovano ‘all’ultimo posto’ nel mondo di svolgere nella Chiesa il ruolo eccezionale di spose di Cristo, e di permettere a quelle di cui è disprezzata l’esistenza – al punto da essere in pericolo a causa della cultura della morte– di testimoniare attraverso la loro consacrazione il Vangelo della Vita”.

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello seguono la “piccola via” di santa Teresa del Bambino Gesù (1873-1897), con un marcato influsso tratto dalla Regola e dal carisma benedettino, particolarmente nel connubio dell’ora et labora.

La loro vita semplice è costituita di preghiera, lavoro e sacrificio. Insieme, le sorelle insegnano alle piccole sorelle portatrici di handicap i compiti manuali necessari al loro sviluppo, uniti all’adorazione eucaristica, all’Ufficio e alla recita del Rosario, con il loro proprio ritmo e secondo le loro capacità. Ogni giorno partecipano alla Messa e ricevono l’eucaristia, vivendo nel silenzio e nella preghiera e meditando la Sacra Scrittura.

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello ricevono fra loro le giovani ragazze toccate dallo spirito di povertà e devozione, pronte a offrire in sacrificio tutta la loro esistenza al servizio di Cristo nella persona delle loro sorelle trisomiche.

Fra le religiose che hanno fatto parte della comunità, merita una menzione particolare Sr. Rose Claire Lyon (1986-2013) – nota come “Sorriso di Gesù” –, giovane consacrata formatasi alla scuola di santa Teresina, che lei chiamava “la mia sorella maggiore”, che diceva di sé stessa di non volere essere “una santa notoria o visibile, una santa da calendario, ma una santa secondo il cuore di Gesù, dolce e umile”.

Scomparsa alla giovane età di 26 anni, “il messaggio di suor Rose Claire – secondo le parole di Dom Jean Pateau O.S.B., Padre Abate dell’abbazia di Fontgombault, pronunciate l’8 maggio 2013, durante le esequie della religiosa – è rinchiuso in una parola; e questo messaggio è: Gesù”.

Invitiamo i lettori a vedere (di seguito) un estratto del documentario Les yeux tournés vers l’aube, con la partecipazione delle religiose agli uffici monastici e un’intervista a Don Antoine Forgeot O.S.B., Padre Abate emerito di Fontgombault.

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(Fonte: http://romualdica.blogspot.it)

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«Il Rosario, grande esorcismo sul mondo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/01/2018

«Possiamo ben dire che sarebbe in errore chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa; Fatima non è finita! Fatima è ancora da compiersi, perché il Cuore Immacolato di Maria non ha ancora trionfato pienamente.» (…)

«Se Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della Verità, la scimmia di Dio, il demonio – che c’è, che è presenza personale e drammaticamente sempre operante – vuole esattamente il contrario!

Vuole, cioè, che tutti gli uomini siano dannati eternamente e rimangano nelle tenebre della menzogna.

Per tale ragione, la Beata Vergine Maria, per il nostro bene, ha mostrato chiaramente qui a Fatima, la possibilità reale della perdizione definitiva, del rifiuto definitivo di Dio e della Sua salvezza.

Ricordare questo non è fare terrorismo ma compiere un atto di misericordia, un atto d’amore. Potrebbe forse la santa Vergine pronunciare anche una sola parola che non sia di vibrante amore?

Se Cristo ha già sconfitto definitivamente il male e la morte, la Chiesa unita a Lui, ne prosegue l’opera di annuncio e di salvezza.

La preghiera e in particolare la preghiera del Rosario…, litanicamente e amorosamente ripetuta, è anch’essa un grande esorcismo sul mondo, un avvolgere in una rete d’amore gli uomini, i luoghi e la storia, lo spazio e il tempo, perché nulla si sottragga all’universale volontà salvifica di Dio e perché i cuori, plasmati dal benedetto nome di Maria, si aprano all’incontro con il Salvatore.

Anche in questo senso Fatima non è compiuta! Perché non è compiuta la missione della Chiesa, che vivrà fino alla fine dei secoli, in ogni circostanza storica e nonostante ogni avversità della cultura e del potere.

(Card. Mauro Piacenza, La Voce, n. 6/2017)

Collaboriamo anche noi

al trionfo del

Cuore Immacolato di Maria

pregando il Rosario?

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