FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Spiritualità’ Category

«Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/06/2018

Giugno è il mese del Sacro Cuore, lo celebra la Chiesa che, aperta in maniera prudente ma saggia al soprannaturale, ha accolto le apparizioni avute da Santa Margherita Maria Alacocque.

Ricordo come se fosse ieri, mia figlia a sei anni che, commentando l’immagine del Sacro Cuore di Gesù esclamò: “Papà, Gesù ha un cuore! Allora è vivo!”, cogliendo in maniera istintiva, come solo i bambini sanno fare, l’aspetto fondante e più importante della fede cristiana, semplicemente che Gesù è vivo.

Per me questo è questione di esperienza… Quando dai 23 ai 30 anni sono stato vittima di quel mostro che oggi chiamano depressione, resistente a terapie, farmaci, amici e persino all’amore della fidanzata (che mi ha sopportato e aspettato pazientemente fino a diventare, poi, mia moglie), solo una cosa, mi ha portato fuori da questa esperienza tanto dolorosa quanto tenace, l’Eucaristia quotidiana. Non è questa l’incontro col Risorto che è passato per la Croce? Con Dio fatto uomo, con un cuore che pulsa? Col Sacro Cuore di Gesù?

Chi ne ha sofferto lo sa, essere depressi non è star giù di corda, avere il morale a terra per qualche dispiacere, è ben altro e molto di più; significa consistere in qualcosa che muore e non si può fare altrimenti. Io lo ero, e la terapia ha cominciato a fare effetto solo quando ho cominciato ad affiancarla alla preghiera e all’Eucaristia quotidiana e gradualmente sostituivo i farmaci col Rosario, il mio antidepressivo senza contro indicazioni.

A volte non riuscivo neanche a pregare, ma il contatto quotidiano del mio corpo sofferente col corpo e il sangue gloriosi di Gesù, mi portava ogni giorno fuori di un pezzettino dal sepolcro della mia sofferenza dell’anima.

Piano piano, giorno dopo giorno, questo Gesù mi ha guarito, completamente, totalmente. Dio porta a compimento i suoi progetti, sempre. Ecco perché non posso che professare un Dio incarnato, vivo, sanante, dal Cuore pulsante d’amore per me, per noi.

Qualche anno fa in ‘un’omelia a Santa Marta, Papa Francesco ha detto cose interessanti in proposito. Ne butto giù alcuni stralci, senza aggiungere altro, per non rovinare quelle che secondo me sono le parole più forti e belle che l’attuale Pontefice abbia mai detto, e che rivelano chi realmente sia in profondità.

Quante volte si sente dire: ‘Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!’. ‘Ma, non venite con storie, che Dio si è fatto uomo’! (…) Noi possiamo fare tutte le opere sociali che vogliamo e diranno: ‘Ma che brava la Chiesa, che buona l’opera sociale che fa la Chiesa’. Ma se noi diciamo che facciamo questo perché quelle persone sono la carne di Cristo, viene lo scandalo. E quella è la verità, quella è la rivelazione di Gesù: quella presenza di Gesù incarnato”.

La Chiesa è la famiglia di Gesù. La Chiesa confessa che Gesù è il Figlio di Dio venuto nella carne: quello è lo scandalo, e per questo perseguitavano Gesù… Condannato a morte… Questo è il centro della persecuzione… Se noi diventiamo cristiani ragionevoli, cristiani sociali, cristiani di beneficenza soltanto, quale sarà la conseguenza? Che non avremo martiri: quella sarà la conseguenza.

(Papa Francesco, omelia della Messa quotidiana di Santa Marta, 1 Giugno 2013. Fonte: Avvenire)

Cosa aggiungere?

Se fossi stato ragionevole, ‘normale’, se non avessi creduto alla ‘storia’ di Dio che si è fatto uomo, non avrei mai sperimentato il Risorto che è passato per la Croce, non sarei guarito scoprendo che si può vivere nella pace e nella gioia ogni giorno.

Ecco il perché di questo blog in cui, in comunione con la Chiesa Cattolica e il suo sapiente Pontefice, con le parole di San Paolo, posso scrivere con gioia e convinzione:

“Noi predichiamo Cristo Crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22-23)

Buon mese del Sacro Cuore di Gesù.

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«Cercano la vita eterna!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/06/2018

Dalla trasmissione “Sulla Via di Damasco”, Padre Daniel Ange ci parla di se stesso e della sua esigenza di portare il Vangelo nel mondo dei giovani, credendo fermamente che debbano essere proprio i giovani ad evangelizzare i propri coetanei. Da questa ispirazione nel 1984 fonda la scuola di preghiera e di evangelizzazione “Jeunesse Lumière” (Gioventù Luce) con l’intento di formare i giovani per inviarli sulle strade delmondo.

«Tanti anni fa quando sono tornato dall’Africa, i superiori decisero di mandarmi in Europa, per me fu terribile – fu un elettroshock – scoprire in questi paesi, nell’occidente, il virus mortale della disperazione nel cuore di molti, molti giovani.

Come passare a questi giovani la bellezza, la fedeltà di Dio? E l’amore di Dio, la parola di Dio, il perdono di Dio, il corpo e il sangue di Dio, la gioia dello Spirito Santo, tutto, tutto tutto…

I primi evangelizzatori dei giovani sono i giovani, ma giovani che prima hanno bisogno di preparazione, di radicarsi nella Chiesa e soprattutto nel cuore di Gesù.

I giovani che vengono qui da molti paesi della terra cercano Dio! La gioia di Dio, la felicità di essere bambini, figli di Dio!

Cercano la vita eterna!

Cercano quella gioia che il mondo non può strappar via dal loro cuore.

Io sono solo un bambino che si meraviglia davanti alla vita di Dio…»

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Il sorriso di Gesù

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/03/2018

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello sono una piccola comunità di consacrate, fondata a Buxeuil (in Francia) nel 1985, riconosciuta canonicamente nel 1990 ed eretta come istituto religioso di vita contemplativa dall’arcivescovo di Bourges, nel 1999.

Tale istituto religioso, (…) è stato seguito nei primi passi della propria esistenza dal celebre genetista francese, il servo di Dio Jérôme Lejeune (1926-1994), per il quale si è concluso nel 2012 il processo diocesano per la causa di beatificazione.

A vocazione contemplativa, si tratta della prima comunità in cui si offre alle giovani trisomiche (affette da sindrome di Down) la possibilità di realizzare la propria vocazione religiosa, sostenute da una minoranza di sorelle prive di tale anomalia cromosomica. Le religiose trascorrono la giornata adeguandosi al medesimo ritmo, condividendo gli impegni secondo le attitudini di ciascuna: lavori di tessitura, di filato, arazzi, scultura su legno, e così via.

Secondo le parole della superiora, la ragion d’essere di questo istituto religioso è di “consentire a quelle che si trovano ‘all’ultimo posto’ nel mondo di svolgere nella Chiesa il ruolo eccezionale di spose di Cristo, e di permettere a quelle di cui è disprezzata l’esistenza – al punto da essere in pericolo a causa della cultura della morte– di testimoniare attraverso la loro consacrazione il Vangelo della Vita”.

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello seguono la “piccola via” di santa Teresa del Bambino Gesù (1873-1897), con un marcato influsso tratto dalla Regola e dal carisma benedettino, particolarmente nel connubio dell’ora et labora.

La loro vita semplice è costituita di preghiera, lavoro e sacrificio. Insieme, le sorelle insegnano alle piccole sorelle portatrici di handicap i compiti manuali necessari al loro sviluppo, uniti all’adorazione eucaristica, all’Ufficio e alla recita del Rosario, con il loro proprio ritmo e secondo le loro capacità. Ogni giorno partecipano alla Messa e ricevono l’eucaristia, vivendo nel silenzio e nella preghiera e meditando la Sacra Scrittura.

Le Piccole Sorelle Discepole dell’Agnello ricevono fra loro le giovani ragazze toccate dallo spirito di povertà e devozione, pronte a offrire in sacrificio tutta la loro esistenza al servizio di Cristo nella persona delle loro sorelle trisomiche.

Fra le religiose che hanno fatto parte della comunità, merita una menzione particolare Sr. Rose Claire Lyon (1986-2013) – nota come “Sorriso di Gesù” –, giovane consacrata formatasi alla scuola di santa Teresina, che lei chiamava “la mia sorella maggiore”, che diceva di sé stessa di non volere essere “una santa notoria o visibile, una santa da calendario, ma una santa secondo il cuore di Gesù, dolce e umile”.

Scomparsa alla giovane età di 26 anni, “il messaggio di suor Rose Claire – secondo le parole di Dom Jean Pateau O.S.B., Padre Abate dell’abbazia di Fontgombault, pronunciate l’8 maggio 2013, durante le esequie della religiosa – è rinchiuso in una parola; e questo messaggio è: Gesù”.

Invitiamo i lettori a vedere (di seguito) un estratto del documentario Les yeux tournés vers l’aube, con la partecipazione delle religiose agli uffici monastici e un’intervista a Don Antoine Forgeot O.S.B., Padre Abate emerito di Fontgombault.

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(Fonte: http://romualdica.blogspot.it)

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«Il Rosario, grande esorcismo sul mondo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/01/2018

«Possiamo ben dire che sarebbe in errore chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa; Fatima non è finita! Fatima è ancora da compiersi, perché il Cuore Immacolato di Maria non ha ancora trionfato pienamente.» (…)

«Se Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della Verità, la scimmia di Dio, il demonio – che c’è, che è presenza personale e drammaticamente sempre operante – vuole esattamente il contrario!

Vuole, cioè, che tutti gli uomini siano dannati eternamente e rimangano nelle tenebre della menzogna.

Per tale ragione, la Beata Vergine Maria, per il nostro bene, ha mostrato chiaramente qui a Fatima, la possibilità reale della perdizione definitiva, del rifiuto definitivo di Dio e della Sua salvezza.

Ricordare questo non è fare terrorismo ma compiere un atto di misericordia, un atto d’amore. Potrebbe forse la santa Vergine pronunciare anche una sola parola che non sia di vibrante amore?

Se Cristo ha già sconfitto definitivamente il male e la morte, la Chiesa unita a Lui, ne prosegue l’opera di annuncio e di salvezza.

La preghiera e in particolare la preghiera del Rosario…, litanicamente e amorosamente ripetuta, è anch’essa un grande esorcismo sul mondo, un avvolgere in una rete d’amore gli uomini, i luoghi e la storia, lo spazio e il tempo, perché nulla si sottragga all’universale volontà salvifica di Dio e perché i cuori, plasmati dal benedetto nome di Maria, si aprano all’incontro con il Salvatore.

Anche in questo senso Fatima non è compiuta! Perché non è compiuta la missione della Chiesa, che vivrà fino alla fine dei secoli, in ogni circostanza storica e nonostante ogni avversità della cultura e del potere.

(Card. Mauro Piacenza, La Voce, n. 6/2017)

Collaboriamo anche noi

al trionfo del

Cuore Immacolato di Maria

pregando il Rosario?

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7 cose da sapere sugli Angeli Custodi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/10/2017

Non dei paffuti cherubini che suonano l’arpa su una nuvola, ma esseri spirituali potenti che lottano per la tua anima. Ecco come evitare di seguire credenze sbagliate sugli angeli custodi.

Quanto spesso ci fermiamo a riflettere su quanto sia una benedizione aver ricevuto il dono un angelo che ci guida e che veglia su di noi?

Molti di noi da bambini hanno pregato la preghiera dell’angelo custode, ma da adulti tendiamo a dimenticare l’importanza e la potenza che gli angeli possono avere sulle nostre vite.

La spiritualità New Age ha lasciato molta confusione su cosa siano davvero gli angeli, su come possiamo comunicare con loro e sul potere che esercitano nelle nostre vite. È importante sapere cosa dice la tradizione della Chiesa Cattolica riguardo agli angeli custodi.

Ecco una lista di cose da sapere sugli angeli custodi per evitare di seguire credenze sbagliate:

1. Sono reali.

La Chiesa Cattolica non ha inventato gli angeli custodi per far addormentare i bambini. Gli angeli custodi sono reali. “L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione“ (Catechismo della Chiesa Cattolica, 328). Ci sono innumerevoli esempi di angeli nelle Scritture. Hanno ministrato a chiunque, dai pastori a Gesù stesso.

“Quando siete tentati, invocate il vostro angelo. Lui vuole aiutare voi più di quanto voi vogliate essere aiutati! Ignorate il diavolo e non abbiate paura di lui; trema e fugge alla vista del vostro angelo custode.” (Giovanni Bosco)

2. Tutti ne abbiamo uno.

“Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore per condurlo alla vita” (San Basilio Magno). Non dobbiamo condividere gli angeli custodi. Sono così importanti per il nostro benessere spirituale che Dio ci ha benedetti con un angelo custode personale.

“Grande è la dignità dell’anima degli uomini, perché ognuno di essi ha dall’inizio della vita un angelo incaricato di proteggerlo”. (S. Girolamo)

3. Ci conducono in Cielo (se noi lo permettiamo).

“Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?” (Ebrei 1:14).

I nostri angeli custodi ci proteggono dal maligno, ci assistono nella preghiera, ci spingono verso decisioni sagge, ci rappresentano davanti a Dio. Sono in grado di agire sui nostri sensi e sul nostro pensiero, ma non sulla nostra volontà. Non possono scegliere per noi, ma ci incoraggiano in ogni modo possibile a scegliere la verità, la bontà e la bellezza.

4. Non ci abbandonano mai.

“Cari amici, il Signore è sempre vicino e operante nella storia dell’umanità, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali ‘Custodi’, cioè ministri della divina premura per ogni uomo. Dall’inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione” (Papa Benedetto XVI).

Non c’è motivo per disperarsi e sentirsi soli, perché ci sono angeli che camminano al nostro fianco per intercedere del continuo per le nostre anime. Neanche la morte ci separerà dal nostro angelo. Sono continuamente al nostro fianco sulla terra, e di certo resteranno con noi nel cielo.

5. Il tuo angelo custode non è il tuo trisavolo.

A differenza di quanto spesso si crede e si dice per consolare chi è in lutto, gli angeli non sono persone morte.

Gli angeli sono creature spirituali con un’intelligenza e una volontà, creati da Dio per glorificare Lui e servire Lui per l’eternità.

6. Dà un nome ai tuoi gattini, non al tuo angelo custode.

“La pietà popolare verso i santi Angeli, legittima e salutare, può tuttavia dare luogo a deviazioni, ad esempio, è da riprovare l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura” (Direttorio su pietà popolare e liturgia, 217).

7. Non sono dei teneri cherubini che suonano l’arpa su una nuvola. Sono esseri spirituali potenti che lottano per la tua anima.

“Cristo è il centro del mondo angelico. Essi sono i suoi angeli: ‘Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli…“ (Catechismo Chiesa Cattolica, 331). Gli angeli sono superiori agli uomini perché anche se mandati qui per servirci, sono costantemente alla presenza di Dio. Hanno molti poteri spirituali e capacità che gli uomini non hanno. Non pensare al tuo angelo custode come al personaggio di un cartone animato. Sono al tuo fianco per proteggerti, difenderti e vegliare su di te.

“Sei stupito dal fatto che il tuo angelo custode ti abbia aiutato così tanto. Non dovresti, è per questo che Nostro Signore ne ha messo uno al tuo fianco” – S. Josemaria Escriva

Puoi chiedere al tuo angelo custode di intercedere per conto tuo, e dovresti! Molti non si rendono conto degli aiuti ricevuti attraverso queste creature spirituali.

Ricordate, il nostro Padre celeste vuole fare ogni cosa possibile per aiutarci a passare l’eternità nel Suo Regno. Però dobbiamo scegliere di usare tutto ciò che Lui ci dona per ottenere pienamente le grazie necessarie per accedere al Cielo.

Che il vostro angelo custode possa condurvi più profondamente nella pienezza della misericordia di Dio, del suo amore e della sua bontà.

Angelo di Dio, mio caro custode, a cui l’amore di Dio mi lega, qui, ogni giorno, sii al mio fianco, per illuminarmi e proteggermi, per regnare e guidarmi. Amen.

(Fonte: https://it.aleteia.org/)

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Il peggior despota della modernità

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

Suor Emmanuel Maillard ce ne rivela il nome e, alla fine dell’articolo, colui che lo può annientare per noi.

Esiste un demonio talmente potente e seduttore che farebbe crollare, se potesse, anche l’uomo più virtuoso. Non ha bisogno di agire, per riuscire nel suo intento, basta pronunciare il suo nome ed è fatta.

Il suo nome è più lungo di quelli che solitamente vengono citati, ma viene detto con una tale frequenza che ormai è nel vocabolario di tutti, soprattutto dei giovani. E’ considerato inoffensivo.

Viene sussurrato all’orecchio o gridato dai tetti. Si vanta di aprire ogni porta e legalizzare ogni strada. Ha già fatto migliaia di vittime e sembra che la sua popolarità aumenti di giorno in giorno.

Si adopera affinché gli si renda culto e gli si riservino gli onori degni di un re. Si nasconde dietro un’apparenza bonaria, ma in realtà ha già ottenuto il lasciapassare in moltissimi ambienti, persino in certi confessionali.

E’ un nome che ha in sé l’inganno e la giustificazione del male. E’ un serpente dal veleno mortale, dalle sembianze di una tenera colomba compassionevole.

Volete sapere qual è il suo nome?

Eccolo, si chiama: “Lo-fanno-tutti!”.

Esso fa credere che il male sia un bene, e senza che lo faccia capire, maledice la sua vittima. Così sta scritto: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene” (Is 5,20).

Faccio degli esempi.

Una donna incinta vuole abortire? I suoi amici immediatamente le dicono: “Non preoccuparti, tanto ‘lo-fanno-tutti’!

Un giovane esce con gli amici e si accorge che si ubriacano, ma lui esita a farlo? I suoi ‘amici’ gli dicono: “Dai, non essere stupido, ‘lo-fanno-tutti’!”.

Una ragazza ostenta un décolleté provocante e glielo fanno notare. “E allora? Tanto ‘lo-fanno-tutti’!”.

A un adolescente, che non ha mai fumato, viene proposta della droga e lui rifiuta? Qualcuno riesce a convincerlo, poiché dopo tutto, tanto ‘lo-fanno-tutti’.

Una giovane coppia è invitata da un’altra coppia: “Venite con noi domani. Ci scateneremo al Festival di Satana nella città di Vattelappesca!”. Ma la giovane coppia esita, perché Satana non è affatto il loro ideale! Tuttavia, con la scusa di provare cose nuove e di mettersi al passo coi tempi, iniziano a borbottare: “Beh, effettivamente, ci saranno migliaia di persone, ci andranno tutti!”.

Ma perché gridi: “Barabba, Barabba!”? Vuoi liberare un criminale perché possa uccidere i tuoi bambini? E perché gridi: “Crocifiggilo!” a Gesù, Colui cioè che ha ridato la vista a tuo marito? “OK, ma come vedi, ‘lo-fanno-tutti’!”.

“Ma come? Non hai mai fatto esperienza di scambio di coppia? Ma da dove vieni? ‘lo-fanno-tutti’!”.

Quante giovani hanno svenduto la loro verginità per onorare questo demonio, il quale le ha consumate e ferite per lunghi anni!

Potrei continuare con gli esempi poiché sono molto numerosi, ma dalle conseguenze sempre più tragiche: angosce, vite spezzate, depressioni, tormenti interiori di ogni sorta, fratture familiari, difficoltà nel vivere e nel lavorare normalmente, la perdita del semplice gusto di vivere, i tentativi di suicidio, i crimini… Il nome di ‘lo-fanno-tutti’ contiene già una grande menzogna, perché in realtà non tutti lo fanno!

Assistiamo a un’ecatombe soprattutto presso i giovani e i più deboli, coloro cioè che, ignari di amare conseguenze, si mettono alla sequela del peggiore despota della modernità: il signor ‘lo-fanno-tutti’.

In questa situazione, chi li avverte, li mette in guardia e li protegge con amore e pazienza? Chi trascorre del tempo con loro, ascoltando i desideri dei loro cuori, aiutandoli a crescere bene in un mondo che li bombarda?

La risposta è per chiunque Gesù! Gesù conosce l’unicità delle sue creature, per questo,m con la sua infinita dolcezza, viene a salvarci dalla noiosa uniformità, mostrando loro come diventare se stessi, insostituibili, particolari e speciali!

Gesù porta in sé la nostra immagine segreta, amandola teneramente. Così, più noi la guardiamo, più diventiamo noi stessi dinanzi a lui e agli uomini.

“Guardate a Lui e sarete raggianti. Non saranno confusi i vostri occhi” (Sal 34,6). Gesù non ha mai detto: “Fate come tutti e sarete felici!”.

Ma ci dà una risposta che non lascia spazio ad equivoci e ci indica una via che esclude ogni vicolo cieco: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29).

E ancora: “Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita!!” (Gv 8,12). Perché dunque cercare la felicità laddove non c’è, quando invece Gesù è “la via, la verità e la vita”? (Gv 14,6).

(Tratto da: “La pace avrà l’ultima parola, Suor Emmanuel Maillard, SugarCo Edizioni, pagg.149-151)

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Oggi voglio essere sovversivo: custodirò il SILENZIO!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/02/2017

silenzioCan. 603 del Codice di Diritto Canonico – §1. “Oltre agli istituti di vita consacrata, la Chiesa riconosce la vita eremitica o anacoretica con la quale i fedeli, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella assidua preghiera e penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo.”

Potrà sembrare strano ma nella nostra società fondata sull’efficienza sempre e a tutti i costi, ci sono ancora persone che dedicano la vita alla preghiera, pur senza l’obbligo di una clausura stretta, ma vivendo una vita comunque riservata.

Ho la grazia di conoscerne una (che, a dispetto degli stereotipi è una persona incredibilmente gioiosa) che condivide in un blog le sue riflessioni, una persona col coraggio sovversivo di riuscire a fare silenzio nella società del rumore, di riuscire a fermarsi nella società del corri-corri, e questo per mettere al centro l’Essenziale.

frigorifero_apertoOggi, per esempio, nel suo blog ha fatto questo post in cui mi ci ritrovo proprio tutto.

dio Elettrodomestico labora pro nobis

Gesti serali convenzionali:

– perlustrazione attenta del frigorifero per pianificare, stando a quanto lo si riempie, i pasti dei prossimi 20 anni, con relativa lista di quanto dobbiamo ricomperare e spesso anche buttare. Di solito sono vittime sacrificali del dio frigo le carote, i sedani, può capitare lo yogurt.

– la stragrande maggioranza di noi va a dormire subito dopo aver visto, un programma del dio televisione. Qualcuno si addormenta con il dio acceso avendolo in camera da letto, oppure crollando sul divano.

– sguardo al display del dio cellulare, per cogliere un ultimo messaggio, un ultimo anelito di qualcuno che ti manda fiori, verdure, mani giunte, barzellette e tutto il repertorio che ci spacca il cervello.

Tanto per accennare a qualcuna delle nostre divinità moderne che sostituiscono abilmente alcune sane consuetudini e lavorano indefessamente per annacquare e rendere le coscienze come le spugne usa e getta dei lavelli di cucina.

Il dio Elettrodomestico lavora per il suo padrone ed i suoi sgherri grazie a questo sistema geniale ed attraente, Elettrodomestico labora pro nobis, padrone e sgherri fanno metà della fatica per distrarci.

meIl bello sta nel fatto che ci chiediamo la ragione di tutto il chiasso che abbiamo in testa, sulle labbra, nelle nostre giornate.

Poveri noi!

p.s. Ti ricordo che i primi post di questo blog blog si ponevano un interrogativo specifico che riguarda la difficoltà di entrare nel silenzio.

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E se i nostri figli abbandonano la fede?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/10/2016

figli_01

Molti genitori si preoccupano quando i propri figli adolescenti o giovani assumono un atteggiamento negativo davanti a Dio, mettendo in discussione i valori religiosi ricevuti in casa e quando, conquistando autonomia, libertà e ragione, decidono di rigettare ogni cosa rappresenti Dio.

Quando accadono queste cose in famiglia alcuni genitori reagiscono in maniera coercitiva, obbligando i figli ad andare a Messa o a partecipare a diverse attività religiose.

Altri genitori lasciano che i figli si allontanino e che tornino ad avvicinarsi a Dio per conto proprio.

Non è un compito facile ma è importante, l’importante è agire in maniera adeguata, per impedire che questo allontanamento cresca, poiché molto spesso sono proprio le reazioni dei genitori che creano queste prese di distanza dei figli.

Prima di spiegare cosa fare, analizziamo alcuni fattori determinanti:

La fede ha delle tappe

La fede ha un ciclo naturale nella vita di un essere umano. Padre Calisto (sacerdote brasiliano n.d.t.) afferma:

“Il nostro vissuto religioso passa per quattro tappe: la fede della prima Comunione; una seconda, che viviamo nell’adolescenza, piena di incertezze, alti e bassi; la terza, in cui la fede sembra che evapori e muoia nella vita adulta; e talvolta una quarta: la fede recuperata, quando aiutiamo i figli nella loro religiosità”.

figli_02La ribellione come caratteristica propria dell’adolescenza

In questa tappa, gli esseri umani passano per la fase dell’anticonformismo e vogliono cambiare lo status quo, spesso, senza neanche sapere contro cosa si stanno ribellando, ma questa ricerca di identità è il loro fuoco, ciò che li porta a destabilizzare tutto quello che li circonda, compresi i genitori.

La radice del problema quindi è la ricerca di identità, non necessariamente il rifiuto di Dio.

Le influenze

Può capitare che una persona vicina a nostro figlio metta in dubbio la fede. Non dimentichiamoci del fatto che nell’adolescenza gli amici sono le persone che più influiscono sui nostri figli e una cattiva a micizia può causare gran danno. Se nostro figlio contesta la fede è bene indagare sui suoi amici, invitandoli a casa e mantenendo il contatto con le loro famiglie.

Se il problema è questo, la cosa migliore non è proibile quella tale amicizia ma usare tattiche più sottili che possano aiutare vostro figlio a prendere le distanze dalla persona sconveniente.

figli_03Controllo estremo

I vostri figli non sono più bambini e questo deve essere chiaro. Crescono, ragionano, fanno scelte e hanno potere di decisione, anche se sono immaturi. Se esercitiamo su di loro un controllo esagerato, si può ritorcere contro. A questa età si suppone che li abbiamo già educati ai valori cristiani e confidiamo nell’educazione fornita. Pertanto non è consigliabile obbligarli a nulla, né imporre la religione, perché così finiranno col rigettarla.

Allora che fare?

Accompagnarli senza lasciarli mai soli. Li dobbiamo accompagnare in questo processo.

Niente censure e repressioni. Anche se sappiamo che stanno sbagliando, non facciamo commenti che li facciano stare male. Il tema di Dio non può diventare un incubo; il dialogo ameno e positivo darà migliori risultati.

Esempio e coerenza. Non c’è niente che educhi più dell’esempio. Dobbiamo essere coerenti con la Parola di Dio e i nostri atti devono essere coerenti con quello que professiamo. Se i nostri figli vedono che trattiamo bene le persone, che siamo onesti, rispettosi, responsabili, pazienti, amorevoli, caritatevoli, essi riceveranno il messaggio e finiranno con l’accettare i benefici di avere Dio nella propria vita.

figli_04Parlargli positivamente di Dio, come di un amico, non di un castigatore. Dobbiamo trasmettere loro gli insegnamento di Dio in forma positiva, perché Dio ci ama e perdona i nostri errori. Presentare Dio come amico, compagno, protettore.

Pregare per i nostri figli. Questa è la cosa migliore che possiamo fare, mettendoli nelle mani di Maria, perché tornino a riavvicinarsi al Signore.

(Tradotto da http://blog.comshalom.org/carmadelio/39961-posso-obrigar-os-meus-filhos-praticarem-religiao)

Io aggiungerei, condividere coi nostri figli quanto sia bello coltivare la relazione con Dio, che non è un’idea ma una Persona, quella Persona che nella preghiera dà senso quando non ce ne è, dà grazia per affrontare le sfide della vita, perdòno quando ci ribelliamo, gioia piena che alla fine non si trova in nessun altro “altrove”.

E… pregare, pregare, pregare, digiunando, se serve, come Santa Monica chiese la conversione del figlio Agostino.

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17 segni evidenti di mancanza di umiltà

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/06/2016

San Josemaria Escrivá de Balaguer

<<Permettetemi di ricordarvi che tra i tanti segni evidenti di mancanza di umiltà ci sono:

1 – Pensare che quello che dici o pensi tu sia meglio di quello che dicono o pensano gli altri.
2 – Cercare di fare sempre a modo tuo.
3 – Diuscutere animatamente quando hai torto – ma anche quando hai ragione – insistendo ostinatamente o con maleducazione.
4 – Dare la tua opinione senza che venga richiesta, a meno che non sia la carità a chiedertelo.
5 – Disprezzare il punto di vista degli altri.
6 – Non renderti conto del fatto che tutti i doni e le qualità che hai ti sono date in prestito.
7 – Non riconoscere che onore e stima non ti sono dovite, come non lo è la terra che calpesti, né le cose che possiedi.
8 – Citare te stesso come esempio in una conversazione.
9 – Parlare male di te stesso in modo da favorire negli altri una buona opinione o da indurli a contraddirti.
10 – Scusarti quando vieni rimproverato.
11 – Nascondere alcuni difetti umilianti al tuo capo, così che non perda la sua buona opinione di te.
12 – Ascoltare le tue lodi con soddisfazione, o essere contento che abbiano parlato bene di te.
13 – Essere ferito dal fatto che gli altri siano tenuti in maggiore stima di te.
14 – Rifiuto di svolgere compiti umili.
15 – Cercare di avere sempre l’attenzione esclusiva di qualcuno.
16 – Autoelogiarsi in una conversazione
o dire parole che mostrino quanto sei onesto, intelligente, abile, il tuo prestigio professionale.
17 – Vergognarti di non possedere determinare beni.>>

San Josemaria Escrivá de Balaguer

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“Passerò il mio Cielo a fare il bene sulla terra.”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/10/2015

Santa_Teresina_01Cristina è una sorella nella fede, una cara amica di famiglia, di quelle che sebbene non si abbia in comune nemmeno mezzo gene, non puoi non invitarla a compleanni, comunioni, momenti importanti ma anche cene succulente, allegre merende, teatri, Rosari in famiglia, è una di casa insomma.

Cristina ogni anno partecipa a un’iniziativa della Comunità delle Beatitudini che si chiama “Serata petali di rose”.

Si tratta di una cosa semplice semplice: chiedere l’impossibile a Dio per intercessione di Santa Teresa del Bambin Gesù che disse: “Passerò il mio Cielo a fare il bene sulla terra.”

E chi partecipa a quella serata arriva in chiesa munito di carta da lettere, buste e un francobollo. Una catechesi sulla santa di Lisieux, testimonianze di persone che hanno ricevuto delle grazie, un momento di preghiera e poi le richieste, scritte con fede e imbustate. Le lettere verranno poi inviate agli intercessori circa un anno dopo, per toccare con mano quanto il Cielo si prenda cura di noi.

Sapevo che ogni anno Cristina riempiva con fede le sue lettere a Santa Teresina con decine e decine di intenzioni. Non sapevo – l’ho saputo solo pochi minuti fa – che in quelle intenzioni ci fossi anch’io e la mia famiglia.

E’ con tanta gioia e gratitudine allora che condivido l’e-mail appena ricevuta con la testimonianza di questa sorella.

Rileggendo le varie lettere scritte negli anni a Santa Teresina, dal 2003 al 2013, ho potuto constatare che in effetti ci sono state alcune situazioni difficili che hanno ricevuto aiuto e soluzione, anche se non immediati. Ne ricordo quattro per testimoniare la misericordia di Dio:

– nel 2004 avevo pregato perché una coppia di amici fosse visitata dalla benedizione di un figlio, che non arrivava: nel settembre dell’anno dopo è nata M.F. che ha compiuto da poco 10 anni.

Santa_Teresina_02– sempre nel 2004 avevo pregato per un’altra coppia con identico problema. Da qualche anno avevano intrapreso il difficile percorso dell’adozione; nel dicembre 2006, quasi allo scadere del tempo utile, hanno ottenuto l’adozione di due fratellini.

– nel 2011 avevo pregato perché il figlio di una mia amica che non era stato battezzato, potesse partecipare agli incontri del catechismo e conoscere Gesù, anche se il padre era in disaccordo perché non credente ed anticlericale; ebbene, non solo l’anno scorso G. (ormai undicenne) si è voluto iscrivere al catechismo, ma il 12 aprile di quest’anno, nella Domenica in Albis della Divina Misericordia, ha ricevuto il Battesimo e Gesù Eucarestia per la prima volta!

– nel 2013 avevo pregato per una amica che non frequentava la Messa e conosceva poco Gesù, affinché potesse incontrarlo; dall’anno scorso, A., frequenta con entusiasmo i “Cursillos de Cristianidad” nella sua parrocchia ed è diventata responsabile del suo gruppo.

Ringrazio quindi Santa Teresina che, piano piano, riesce a trovare soluzioni creative per la salvezza e la felicità delle anime a lei affidate…

 

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