FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

Archive for the ‘Testimonianze’ Category

«Ho preso il rosario, mi sono pianta tutto il ‘piangibile’ e sono tornata ‘a casa’»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/04/2017

La storia con un uomo sposato, il vuoto, un libro su Medjugorje regalato proprio dalla moglie… Il perdono, la misericordia e la guarigione delle ferite più profonde del cuore…

Un racconto che vale la pena di ascoltare fino in fondo.

«Io ritengo che si impari a parlare una lingua con Dio; come si studia a lungo una lingua per poterne essere in possesso, quella di Dio anche è una lingua che Lui cerca di parlarti senza invadenze. Se tu sei disposto a capire, a leggere la realtà, cambia tutto.»

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“Ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2017

claudia_02Claudia Koll racconta a Radio Vaticana la sua conversione alla scuola di Santa Faustina Kowalska

Claudia – Io ho iniziato a partecipare alla rassegna “Ritratti di Santi” leggendo la vita di San Giovanni Paolo II, quando ancora non era canonizzato. Con la lettura di Santa Faustina è come se, in qualche modo, si incontrassero due Santi che sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.

“Il più grande attributo di Dio”, dice Santa Faustina nel suo Diario, è “quello della misericordia”: è il grande messaggio della Divina Misericordia che il Signore ha voluto consegnare attraverso questa suora polacca tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando l’umanità stava soffrendo particolarmente.

E San Giovanni Paolo II ha accolto questo grande messaggio, non solo scrivendo la “Dives in Misericordia”, ma anche canonizzando la suora e istituendo la Festa della Divina Misericordia.

Radio Vaticana – Una Santa che è attuale anche per i nostri tempi?

Claudia – Certo, perché l’uomo di oggi è smarrito, ha perduto la relazione con Dio e quindi è nella disperazione. Il compito della Chiesa, come diceva San Giovanni Paolo II, è quello di innalzare il grido al Signore per impetrare la misericordia, non solo per sé stessi, ma per il mondo intero. Così è la preghiera che Gesù ha consegnato a Santa Faustina.

R.V. – C’è una prossimità particolare che la lega a Faustina Kowalska…

claudia_01Claudia – Sì, è profondamente legata a me. Io sono ritornata al Signore nell’anno 2000, l’Anno del Giubileo, quindi sono una figlia del Giubileo del 2000. E questo mio ritorno è stato anche un ritorno sofferto, attraversato da diverse contraddizioni.

Perché ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità.

In questo mio percorso ho avuto uno scontro frontale con il Maligno. Ricordo che un giorno nella mia stanza mi sentivo tentata dal Maligno, pregai il Padre Nostro stringendo fra le mani un crocifisso che mi aveva regalato pochi giorni prima un amico. Da quel momento, ho scoperto la potenza, non solo della preghiera, per arrivare al cuore di Dio, ma di questa particolare preghiera: cioè rivolgersi al Padre con l’intercessione dei meriti della Passione e morte di Cristo, perché quel giorno stringevo tra le mani il Crocifisso.

Quindi, di conseguenza, quando ho incontrato il messaggio della Divina Misericordia, così come viene presentato da Santa Faustina Kowalska nel suo Diario, mi sono riconosciuta e ho visto che alcuni passaggi della mia conversione erano come messi a fuoco nel Diario.

Allora, nella mia piccola esperienza, dopo essere stata toccata dall’amore di Dio, ho sentito il bisogno di restituire questo amore alle persone che il Signore mi metteva davanti attraverso un’Associazione che si chiama “Le opere del Padre”, dedicate a Dio Padre, che hanno questa spiritualità della Divina Misericordia.

Nel Diario di Santa Faustina, Gesù le dice: “Se si medita la Passione di Cristo con il cuore, si ottengono molte grazie”. E io dico che la grazia principale per me è già quella di meditare da tanti anni la Passione e di non essere mai stanca di meditarla. Il Signore opera sempre liberando l’uomo dal buio.

(…)

Fonte: Sito ufficiale della Radio Vaticana

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Durante l’immersione sentì una forte corrente elettrica nel corpo, poi chiese alla suora pane e salame.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/02/2017


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Mio nonno arrivò a Lourdes veramente malconcio (…) era affetto da linfogranuloma maligno tipo Hodgkin

Durante l’immersione sentì una forte corrente elettrica nel corpo, poi chiese alla suora pane e salame.

Il giorno dopo aiutava a spingere come gli altri barellieri.

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Gira la domanda…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/02/2017

lourdes-procession-mariale-aux-flambeauxQuattro anni fa ero seduta in una di queste prime file su una carrozzina proprio come molti di voi…

Ho pregato tanto…

Ovviamente ho pianto, ovviamente il dolore non si può raccontare.. Mi sono sempre chiesta: perché è capitato a me? Che ho fatto io di male?…

Gira la domanda…

Non abbattetevi, non mollate, non permettete mai a niente o nessuno di togliervi il sorriso, mai?

Non scappate dal dolore, affrontatelo col sorriso, perché è la cosa migliore che possiamo fare per ringraziare Dio della vita che ci ha dato.

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“Di fronte a Gesù Eucaristia… non mi interessava più il palcoscenico, tutto era cambiato…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/01/2017

Dal palcoscenico al convento: la storia di frate Stefano Luca.

Dopo il diploma presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano lascia il palcoscenico per indossare il saio ed iniziare il cammino dei frati cappuccini. Oggi fa parte del “coordinamento nazionale teatro in carcere”, coordina e gestisce i laboratori di teatro sociale in Veneto e collabora con diverse associazioni, comunità di recupero e organismi socio-educativi.

In un ritiro il mio unico pensiero era cosa fare nell’immediato futuro; perché le cose giravano bene, con l’accademia, con il lavoro, mi chiedevo; finisco l’accademia o inizio a lavorare in maniera piena?

Invece alla sera, di notte, era la prima volta che mi capitava di fare adorazione eucaristica, non sapevo neanche cosa fosse, mi sono ritrovato in ginocchio di fronte a Gesù Eucaristia, e lì è stato un disastro, mi ricordo che mi sono messo a piangere, tutto era cambiato, tutto quello che avevo desiderato, tutto quello che avevo, non aveva più senso.

Non m’interessava più il palcoscenico, non m’interessava più recitare, non m’interessavano più alcune relazioni con le ‘morose’, niente, niente.

Un frate mi disse in maniera provocatoria: “Cosa vorresti fare? Mollare tutto e fare cosa? Intanto finisci l’accademia e la finisci bene e nel frattempo inizi un cammino di discernimento vocazionale, aperto a più stati di vita.

I miei genitori tutto si aspettavano fuorché questo. All’inizio mia madre diceva che ero in tournée e non con i frati. Adesso hanno accolto e mi azzardo a dire che sono quasi contenti.

Ora utilizzo il teatro come mezzo buono, come strumento coi tossicodipendenti e anche nelle carceri.

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“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2017

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Donald (detto Donnie), figlio di una famiglia di militari, ha dieci anni quando trasloca coi suoi dalla Virginia al Sud California

Allettato dallo stile di vita californiano, a tredici anni vive solo per il piacere, che lo trascinerà in una spirale verso il riformatorio, la prigione e pensieri suicidi.

Quando un giorno il padre annuncia l’imminente trasferimento in Giappone, Donnie prova grande rabbia al solo pensiero e una volta in Giappone cerca amici che avessero il suo stesso stile di vita.

Questi amici diventano i contatti per introdurlo all’ambiente della mafia giapponese, conosciuta come Yakuza.

Ero un ragazzo caucasico che non doveva fare altro che riempire lo zainetto di droga e soldi, correre tra un casinò e un altro della grande isola di Honshu” ricorda Donnie in un recente video.

donnie_02Donnie viene presto ricercato dal governo giapponese e da quello statunitense. Dice Donnie: “Venni letteralmente sbattuto fuori dal paese con due poliziotti e mani e piedi ammanettati, venni affidato alla custodia di mio padre”,

Viene trasferito in un centro di recupero ma una volta rilasciato ricade nella vita di prima. In quel periodo la felicità per lui è sentirsi bene che significa non scendere mai dallo sballo, e cerca di non essere mai sobrio.

Occasionalmente si fa domande sul senso della vita, ma solo per mantenersi sempre su di giri; non viveva in alcun contesto religioso.

Una notte, mentre il ventunenne Donnie è nella sua camera da letto, senza musica o distrazioni, viene sopraffatto dal panico e da pensieri suicidi. Non sapendo cosa fare, prende un libro a caso dalla libreria dei suoi, e trova un libro di apparizioni mariane.

Nonostante la madre fosse cattolica, aveva rigettato la sua fede per così tanto tempo che non aveva idea di cosa fossero le apparizioni mariane, ma comincia a leggere rimanendo rapito dalla lettura di quel libro.

“Parlava di una donna meravigliosa che era la madre di Gesù, che era bella, così bella che avrebbe fatto piangere i suoi figli, facendoli cadere in ginocchio a causa della sua bellezza, femminilità e amorevolezza. Questo mi affascinava.” dice Donnie in una sua intervista.

donnie_03“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato. Lessi l’intero libro in una nottata e lì iniziò il mio completo innamoramento per Gesù“.

Nel suo libro “Non si torna indietro: un testimone della misericordia”, Fra Donald ricorda cosa gli accadde la mattina successiva.

Riesce a balbettare a malapena qualcosa a sua madre della sua esperienza notturna, a causa del suo imbarazzo e della totale mancanza di vocabolario religioso, ma la convince che si trattava di una vera esperienza di fede. La mamma chiama immediatamente tutti i preti che conosce affinché incontrino suo figlio.

Ma alle sei del mattino, “…i preti non compresero l’urgenza della situazione – il bisogno di un appuntamento a quell’ora senza saperne di più; era così importante da non poter aspettare un paio d’ore? Mia madre non mollò fino a che un prete non trovo un prete che si sarebbe liberato dopo le nove”.

donnie_04“Mentre mia madre chiamava il terzo prete le dissi che lì dove vivevamo nell’aeroporto navale di Norfolk, ci poteva essere quel posto chiamato chiesa o cappella. Le dissi – Non c’è una cosa del genere vicino al cancello principale?” , ricorda Donald nel suo libro.

“Capendo al volo a cosa mi riferissi, la mamma mi disse: Si, Donnie, corriamo!”

Ed è così che Donnie riesce a incontrare un sacerdote che lo invita a partecipare alla Messa insieme a lui. Dopo la Messa il prete gli dà un’immagine di Gesù.

Ero scioccato del fatto che l’immagine non rappresentava un Gesù arrabbiato pronto a colpirmi ma un Gesù che aveva un gesto di benedizione. Cominciai a piangere realizzanzo che ero amato e cercato da Dio”.

donnie_05Alla fine Donald diviene prete nella congregazione dei Padri Mariani dell’Immacolata Concezione e Santissima Vergine Maria. Viaggia spesso raccontanto la sua incredibile storia.

Dico spesso alla gente che io sono la ‘prova provata’ della Divina Misericordia, e che funziona. Ho fatto così tante cose cattive, facendo male a così tanta gente, e c’è ancora misericordia per uno come me. E se questo è vero, e lo è, c’è un oceano di misericordia che aspetta il mondo intero!”

“Gesù ti ama, è venuto per te; è pazzamente innamorato di te, anela alla tua amicizia, ambisce al tuo cuore. Daglielo e credi in Lui!”.

(Tradotto da http://www.catholicnewsagency.com/news/he-was-a-runner-for-the-japanese-mafia-now-hes-a-catholic-priest-24027/)

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“Ti passai accanto, eri nell’età dell’amore, ti ho preso per mano e sei diventata mia”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/12/2016

“Ti passai accanto, eri nell’età dell’amore, ti ho preso per mano e sei diventata mia” – così Gesù si è ufficialmente dichiarato…

La storia di suor Laura, che rinuncia a una carriera nella moda per consacrarsi, e che ora è felicemente missionaria in Africa.

DUE VIDEO CHE VALE LA PENA GUARDARE FINO IN FONDO!

 

“C’è chi muore sotto terra, il chicco di grano, c’è chi lo innaffia e chi raccoglie e chi porta a casa i covoni. Noi non porteremo a casa i covoni, siamo ancora a livello di chicco che spesso muore sotto terra. Qualche piccolo germoglio già lo vediamo ma è ancora proprio piccolo. Ma questo ci basta, lo vedremo in Paradiso.” (Suor Laura Girotto)

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“Se sei lì mi devi aiutare!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/12/2016

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“Se sei lì mi devi aiutare!”

Ecco quanto disse Sally Read a un’icona di Gesù nel 2010. Sally Read, una poetessa britannica atea, si era fermata in una chiesa a Santa Marinella, in Italia. Si sentiva provata; la figlia minore aveva problemi di salute, suo marito Fabio stava affrontando un certo stress sul lavoro.

“E’ stata un’incredibile esperienza quando questa presenza è praticamente scesa, e le mie lacrime si sono fermate, asciugate”, ha raccontato Sally a CNSNews.com. “Mi sono sentita quasi portata fisicamente, era come se qualcuno camminasse nella stanza. Riconobbi questa persona. Riconobbi di essere cristiana”.

Fino a quel punto la Read, quarantasei anni, era stata un’atea. “Sono cresciuta come un’atea; a dieci anni affermavo candidamente che la religione era l’oppio dei popoli, ero stata educata in modo da non inginocchiarmi mai di fronte a niente e a nessuno. Da ragazza potevo citare Christopher Hitchens (saggista e giornalista ateo e anticlericale, n.d.t.) e alcuni versetti della Bibbia ma solo per schernirla”.

sally_read_02Sally nasce nel 1971 nel Suffolk, in Inghilterra, da giovane lavora in un ospedale psichiatrico e diventa una poetessa acclamata dalla critica, fino a vincere l’ambito premio Eric Gregory nel 2001. Qualche anno dopo sposa Fabio, un italiano e la coppia, con la figlia Florenzia, si trasferisce a Santa Marinella, una cittadina a trenta miglia da Roma.

Intorno ai trent’anni inizia a lavorare su un libro sulla salute e la sessualità delle donne. Dovendo intervistare un ampio numero di donne, la Read contatta anche alcunue cattoliche ortodosse. Al loro rifiuto di farsi intervistare a causa della natura dell’argomento trattato, Sally incontra il prete cattolico bizantino Padre Gregory Hrynkiw per dei consigli. Padre Gregory e Sally diventano amici e il prete risponde a tutte le domance che le pone la giovane inglese.

In quel periodo Sally Read riscopre un qualcosa di nuovo nel suo libro preferito “I Capture the Castle.” “Il libro era stato scritto per ragazzi, e lo leggevo praticamente ogni anno”, dice Sally, “lo leggevo per piacere. C’è una scena in cui la protagonista Cassandra, con cui ero solita identificarmi, ha una conversazione col suo parroco. Non avevo mai colto cosa lui le dicesse, era un qualcosa sull’arte come ultimo tentativo di comunione con Dio. Mi colpì davvero molto.”

Aggiunge: “Col senno di poi posso affermare che Dio operi attraverso le cose in modo molto specifico. Non è stata una coincidenza che quel libro crescesse insieme a me”.

sally_read_03Arriva quindi il 2010 anno in cui Sally fa l’esperienza di sentire in chiesa la presenza di Cristo e comincia a interessarsi alla Chiesa Cattolica. “Ero appassionatamente innamorata di Cristo e sapevo di essere cristiana. Ora la questione era,’Dio ora cosa vuole che io faccia con tutto ciò?’. Cominciai a leggere i Vangeli, San Giovanni della Croce, San Tommaso d’Aquino, scoprendo la logica dietro l’amore.

Continuando le mie letture scoprivo questa presenza di Dio nelle chiese cattoliche. Capii che il modo migliore per essere vicino a Cristo era la Comunione“.

Nel dicembre 2012 Sally Read viene accolta nella Chiesa Cattolica in Vaticano.

La poetessa ora sta lavorando a delle novelle, affermando che la fede l’ha resa anche un’artista migliore. “Come poetessa dalla cultura per lo più secolare, ho imparato a conoscere la Chiesa come la poesia finale”, dice, “Una complessa composizione di allegoria e realtà che dà un’immagine della presenza di Dio sulla Terra”.

(Tradotto da http://www.cnsnews.com/news/article/mark-judge/acclaimed-atheist-poet-becomes-catholic-my-tears-just-dried)

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“Nando mi fai schifo!”, mi dissi, “ma poi ho scoperto che Dio vuole bene anche a me…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/12/2016

Nando Bonini, ex chitarrista di Vasco Rossi, musicista di successo, nel 1996, durante una turnée rimane colpito dal comportamento approfittatore di alcune persone, e vi rivede se stesso.

“Nando mi fai schifo!”, si disse ma poi capì: “Ho scoperto che Dio vuole bene anche a me…”

Un anno dopo si ritrova inginocchio a urlare a Dio di liberarlo da un evento familiare drammatico che, dopo poche settimane si risolve.

Ora Nando, membro dell’Ordine Francescano Secolare è un uomo felice e gira l’Italia portando in scena i suoi concerti testimonianza.

bonini<<Una vita spericolata e poi un incontro che cambia il corso della nostra esistenza…

Questo modo di fare musica è unito al mio cammino di conversione e di fede. Adesso cerco di capire più possibile dove trovare Dio.

Ora incontro la gente in modo diverso; prima approfittavo delle persone, mi vantavo, adesso ricerco Dio e di togliere in qualche modo, col mio modo di essere, il male che ho fatto alla gente.

In Dio ho sempre creduto ma il peggio era che lo rifiutavo, gli voltavo le spalle. Ma grazie a questa “tragedia” Lui mi ha ripreso; mi sono ritrovato in ginocchio a invocare questo Dio che ho sempre rifiutato.>>

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“Non mi diede l’assoluzione ma mi disse che…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/12/2016

“Un cuore nuovo… che non possiamo darci da soli…”

“E’ molto difficile salvarci da soli, ci si salva in un Corpo, si, la Chiesa, proprio quella…”

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