FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

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Signore, insegnami a usare bene il tempo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/01/2017

tempo

Signore…

Insegnami, o Dio, a usare bene il tempo che tu mi regali.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi e a sognare l’avvenire sapendo che non sarà come lo immagino oggi.
Insegnami ad agire senza lasciarmi soffocare dall’ansia e dalla fretta.
Insegnami a unire la serenità all’impegno, lo zelo alla pace.
Aiutami quando inizio perché è allora che sono debole.
Vigila sulla mia attenzione quando lavoro.
E, soprattutto, completa tu ciò che manca alle mie opere.

(Jean Guitton http://www.santiebeati.it/dettaglio/94661)

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Il Signore ti chiama e valorizza quello che sei, come sei fatta

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/01/2017

Diventa medico e poi la vocazione e… Suor Costanza Galli, tutte le mattine entra nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno con l’abito blu delle Figlie della Carità di san Vincenzo de’ Paoli.

Era troppo poco quello che la vita dava da sola come risposta, ci voleva e, secondo me c’era, un senso che andava per forza oltre perché non ci si poteva arrendere di fronte a tanta sofferenza e alla morte.

Quando ero “sistemata” ho sentito che dovevo cambiare.

San Vincenzo già dal ‘600 aveva intuito quello che salva dalla disperazione: la presenza di Gesù Cristo in ogni persona, soprattutto in ogni persona in difficoltà.

Io nei malati terminali riconosco questo: quando di fronte hai il solo traguardo della morte, lì devi per forza avere una risorsa che dia senso a quello che stai vivendo…

Il Signore ti chiama e valorizza quello che sei, come sei fatta. La difficoltà di quello che si lascia è compensata da quello che si trova.

Nel dolore è importante stare accanto nel silenzio.

Signore, sii per loro importante come lo sei per me…

Delle volte umanamente il primo impeto mio, di fronte alla frustrazione del dolore mi ribello, perché a volte conosci delle storie per cui ti chiedi come siano umanamente sopportabili.

Poi capisco che l’unica risposta è il silenzio e il mettersi in ginocchio.

Di fronte a certi misteri si può solo tacere dicendo: non lo so perché accade ma confido nel Signore che sicuramente sa…

Il bello della comunità è che ha una marcia in più della famiglia, non c’è solo l’accoglienza morale e sentimentale ma c’è la grande forza della preghiera insieme. Lì la comunità con la preghiera è come se ti prendesse in braccio.

Quando non c’è più niente da fare, è lì che bisogna fare tutto quello che c’è da fare.

Noi non abbiamo a che fare con persone che stanno morendo ma con persone che stanno vivendo, vivendo vite degne di essere vissute fino all’ultimo momento. Noi cerchiamo di far sì che fino all’ultimo momento quelle vita abbiano le caratteristiche di una vita normale.

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Gesù oggi dice a me e a te: “Tu sei la stella del mondo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/01/2017


IL GRANELLINO (Mt 2,1-12)
Una grande fetta dell’umanità ignora ancora Gesù Cristo. Anche nel mondo cristiano molti si professano cristiani o cattolici ma di Cristo non hanno proprio niente.

È vero, oggi sta nascendo un nuovo esercito di cristiani con lo zelo dell’evangelizzazione. Bisogna dire che negli ultimi secoli la Chiesa non è stata missionaria né in casa né fuori casa. Chi diventa evangelizzatore? Chi ha conosciuto e ama Gesù Cristo. 

Ecco perché in questo giorno dell’Epifania la mia esortazione viene rivolta a te che sei un amante di Cristo e della Chiesa. Sai cosa vuole da te Gesù Cristo?

Che tu sia una stella luminosa per guidare a Betlemme quelli che vivono nell’ignoranza di Gesù Cristo, salvezza dell’uomo. Gesù oggi dice a me e a te: “Tu sei la stella del mondo”.

Il Signore ha scelto te e me per illuminare un popolo che cammina nella tenebra.

Oggi c’è un Erode (massoneria) che si è messo in testa di distruggere la Chiesa.

Oggi c’è un ateismo che è ostile alla Chiesa. E la combatte con scaltrezza. Infatti, come dice Gesù, i figli del diavolo sono più scaltri dei figli della luce.

Nella stessa Chiesa ci sono sacerdoti che, ignorando la presenza di Gesù, vogliono adeguare il Vangelo alla mentalità del mondo.

Come al tempo dei Magi, anche oggi ci sono sacerdoti che pensano di fare solo culto nelle chiese, senza impegnarsi nell’evangelizzazione.

Sii allora una stella che brilla della verità di Cristo nel mondo. Non essere una stella cadente.

Porta gli uomini ad adorare Gesù Cristo nella Chiesa.

I maghi, gli indovini, le cartomanti, gli astrologi, i massoni e gli atei ostili alla Chiesa si stanno impegnando a portare gli uomini ad adorare il signore della morte.

C’è nel mondo un puzzo di morte. Porta in giro, dove lo Spirito ti sospinge, il profumo di Cristo.

Sii un evangelizzatore dell’amore e della misericordia di Dio. Non nasconderti.

La stella sta in alto per illuminare quelli che vivono nella tenebra. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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Previsioni per il nuovo anno

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2017

Siete in cerca delle previsioni per il nuovo anno?

Le troverete solo qui!

È ricordate! Dio ci ha creati liberi, non cadiamo nel tranello delle previsioni e dell’astrologia. Nel migliore dei casi sono dei ciarlatani ma dietro di essi si nascondono tante insidie pericolose.

Buon 2017!

Ah! Se vi è piaciuto il post condividetelo oppure scaricate l’immagine (tasto destro, salva immagine con nome) e whazzappatela! 😉

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Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e di’ con tutta l’anima: “Gesù pensaci tu”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/11/2016

abbandono_01Da uno scritto ispirato di don Dolindo Ruotolo, sull’affidare e affidarsi veramente a Dio.

Gesù alle anime: Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose.

Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, e cambiare così l’agitazione in preghiera.

Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, nell’altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me, mi guarda, e dicendomi: “pensaci tu”, chiude gli occhi e riposa!

Avete poche grazie quando vi assillate per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché io operi, ma perché io operi come voi credete… Non vi rivolgete a me, ma volete voi che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma, che gliela suggeriscono.

abbandono_02Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: “Sia santificato il tuo nome”, cioè sii glorificato in questa mia necessità; “venga il tuo regno”, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo; “sia fatta la tua volontà”, ossia PENSACI TU.

Se mi dite davvero: “sia fatta la tua volontà”, che è lo stesso che dire: “pensaci tu”, io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: “Sia fatta la tua volontà, pensaci tu”. Ti dico che io ci penso, che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l’infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e di’: “Pensaci tu”. Ti dico che io ci penso.

(…) Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi, e come mi accoro nel vedervi agitati!

Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto.

Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessuno pensiero di voi; io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o, se le cercate, siete nel campo naturale, e seguite quindi il percorso naturale delle cose, che è spesso intralciato da satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi.

abbandono_03Opera divinamente chi si abbandona a Dio.

Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: “Gesù, pensaci tu”.

E distràiti, perché la tua mente è acuta… e per te è difficile vedere il male. Confida in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa’ così per tutte le tue necessità.

Fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore. Io ci penserò ve lo assicuro. Pregate sempre con questa disposizione di abbandono, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell’immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza.

Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e di’ con tutta l’anima: “Gesù pensaci tu”. Non temere ci penso io. E tu benedirai il mio nome umiliandoti. Mille preghiere non valgono un atto solo di fiducioso abbandono: ricordatelo bene.

Non c’è novena più efficace di questa: O Gesù m’abbandono in Te, pensaci tu!

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Anche i santi avevano le loro antipatie ma…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/10/2016

Un insegnamento di Santa Teresa del Bambino Gesù e del volto Santo su come comportarci con le persone che ci stanno antipatiche.

A mio avviso sarebbe da imparare a memoria…

«C’è in comunità una sorella che ha il talento di dispiacermi in tutto… ma non volevo cedere all’antipatia naturale che provavo.

Mi sono detta che la carità non doveva consistere nei sentimenti, ma nelle opere, perciò mi sono impegnata a fare per questa sorella ciò che avrei fatto per la persona che amo di più.

Santa_Teresina_01Ogni volta che la incontravo pregavo per lei il Buon Dio, offrendoGli tutte le sue virtù e i suoi meriti…

Non mi limitavo a pregare molto per la sorella che mi procurava tante lotte: mi sforzavo di farle tutti i favori possibili e, quando avevo la tentazione di risponderle in modo sgarbato, mi limitavo a farle il mio più gentile sorriso e mi sforzavo di sviare il discorso

Spesso poi, quando non ero in ricreazione (voglio dire durante le ore di lavoro), avendo alcuni rapporti di ufficio con questa sorella, quando le mie lotte erano troppo violente, fuggivo come un disertore.

Poiché ella ignorava assolutamente ciò che provavo per lei, mai ha supposto i motivi del mio comportamento ed è persuasa che il suo carattere mi sia simpatico.

Un giorno in ricreazione mi disse con un’espressione contentissima press’a poco queste parole: “Vorrebbe dirmi, mia Suor Teresa di Gesù Bambino, cosa l’attira tanto verso di me, che ogni volta che mi guarda la vedo sorridere?”

Ah, ciò che mi attirava era Gesù nascosto in fondo alla sua anima, Gesù che rende dolce ciò che c’è di più amaro

(Tratto da “Storia di un’anima”, diario di Santa teresa dei Lisieux, ispirato da un post dei miei amici https://innamoratidimaria.wordpress.com/)

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La misericordia è l’amore che sappiamo di non meritare.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/09/2016

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Höss col comandante Himmler

Storia della conversione di Höss, l'”animale” di Auschwitz, un caso estremo di “Misericordia inimmaginabile”.

I sopravvissuti ad Auschwitz chiamavano il comandante del campo “animale”. Rudolf Höss ha presieduto allo sterminio di circa 2,5 milioni di prigionieri nei tre anni in cui è stato alla guida del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Altre 500.000 persone sono morte per malattia e fame. Un anno dopo la fine del suo incarico, tornò per supervisionare l’esecuzione di 400.000 ebrei ungheresi.

E tuttavia neanche un “animale” come lui è stato esente dalla misericordia di Dio.

Mia moglie ed io siamo venuti a conoscenza della vicenda di Höss quando una giovane suora della Polonia è venuta a parlare nella nostra parrocchia questa settimana. Sono stato colto alla sprovvista quando ho sentito il suo racconto, in parte perché pensavo che suor Gaudia stesse parlando di Rudolf Hess, il vice di Adolf Hilter. I nomi sono simili. Quello che è accaduto a Höss, che aveva una posizione meno prominente nel Terzo Reich, è forse più sorprendente.

L’intervento della suora faceva parte delle iniziative della parrocchia per l’Anno Giubilare della Misericordia indetto da papa Francesco. Suor Gaudia e suor Emmanuela, della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia – quella a cui apparteneva suor Faustina Kowalska –, sono in visita negli Stati Uniti per parlare delle rivelazioni di Cristo a Santa Faustina e dell’immagine e della devozione alla Divina Misericordia. Suor Gaudia, tra l’altro, fa anche parte del comitato di programmazione della Giornata Mondiale della Gioventù 2016, che si svolgerà in estate a Cracovia.

Più o meno settant’anni fa, Cracovia e tutta la Polonia erano luoghi ben diversi da quelli che sono oggi. Suor Gaudia ha parlato di Auschwitz, uno dei campi nazisti più letali a causa dell’uso delle camere a gas e delle sperimentazioni mediche. Un ebreo su sei morto nell’Olocausto è stato ucciso qui.

Il campo non era solo per gli ebrei. Vi vennero rinchiusi anche dei cattolici, come San Massimiliano Kolbe e suor Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein).

“Un giorno portarono lì tutta la comunità gesuita”, ha ricordato suor Gaudia. “Solo il superiore non era in casa”, e quindi sfuggì alla cattura. “Quando tornò a casa fu così addolorato che disse: ‘Devo stare con i miei fratelli’”.

Entrò furtivamente nel campo e cercò i suoi confratelli gesuiti. Le guardie lo trovarono e lo portarono da Höss. “Erano certi che sarebbe stato ucciso”, ha detto suor Gaudia, ma Höss lo lasciò andare, per lo stupore delle guardie.

Dopo la fine della guerra, Höss venne catturato, processato e ritenuto colpevole di crimini contro l’umanità. Venne condannato a morte, e l’esecuzione avrebbe avuto luogo ad Auschwitz, doveva aveva lavorato diligentemente per implementare la “soluzione finale” di Hitler. Fino ad allora, sarebbe rimasto in una prigione di Wadowice (luogo di nascita di Karol Wojtyła, il futuro papa Giovanni Paolo II).

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Höss poco prima dell’esecuzione

Höss aveva molta paura – non della morte, ma della prigione, ha detto suor Gaudia. “Era certo che le guardie polacche si sarebbero vendicate e che sarebbe stato torturato durante tutta la sua reclusione, il che gli avrebbe provocato un dolore inimmaginabile. Fu quindi estremamente sorpreso quando le guardie – uomini le cui mogli e i cui figli e le cui figlie erano stati uccisi ad Auschwitz – lo trattarono bene. Non riusciva a capire”.

Quello, ha riferito la religiosa, fu il momento della sua conversione. “Lo trattarono con misericordia. La misericordia è l’amore che sappiamo di non meritare. Non meritava il loro perdono, la loro bontà, la loro gentilezza. Ma ricevette tutto questo”.

Höss era nato in una famiglia cattolica, ma aveva abbandonato la fede quando era giovane. In quel momento, di fronte alla morte ad appena 47 anni e forse incoraggiato dal trattamento delle guardie, chiese un sacerdote. “Voleva confessare i suoi peccati prima di morire”, ha detto suor Gaudia.

Ansiosa di non scandalizzare chi la ascoltava, la religiosa ci ha spiegato che tutto questo è avvenuto subito dopo la fine di una guerra brutale, quando “le ferite erano ancora fresche”.

Le guardie acconsentirono a cercare un sacerdote, “ma non fu facile trovare un presbitero che volesse ascoltare la confessione di Rudolf Höss. Non lo riuscirono a trovare”.

E allora Höss ricordò il nome del gesuita che aveva lasciato andare qualche anno prima: padre Władysław Lohn. Diede alle guardie il suo nome e le pregò di trovarlo.

E loro lo trovarono – nel santuario della Divina Misericordia di Cracovia, dov’era cappellano delle Suore di Nostra Signora della Misericordia. Il sacerdote acconsentì ad ascoltare la confessione di Höss.

il-nome-di-dio-misericordia“Fu una cosa molto lunga”, ha detto suor Gaudia, “e alla fine gli diede l’assoluzione. ‘I tuoi peccati sono perdonati. Rudolf Höss, animale, i tuoi peccati sono perdonati. Vai in pace’”.

“Animale” è stata un’aggiunta di suor Gaudia, ma il concetto era chiaro: nessuno è esente dalla misericordia di Dio.

Il giorno dopo, padre Lohn tornò in prigione per dare a Höss l’Eucaristia prima che morisse.

“La guardia che era presente disse che era stato uno dei momenti più belli della sua vita vedere quell”animale’ inginocchiato, con le lacrime agli occhi, mentre sembrava un ragazzino e riceveva la Santa Comunione, mentre riceveva Gesù nel suo cuore”, ha concluso la suora. “Misericordia inimmaginabile”.

(Fonte: http://www.papaboys.org)

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Un’ottima “impresa di pulizie”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/09/2016


«Quando entri in una casa ed è tutto sporco, in disordine, con cattivo odore, forse il primo pensiero che ti viene è: “non ce la farò mai!”.

Poi, però ti dai da fare, ti prendi di coraggio e cominci nel disordine a farti un pò di spazio. Togli qua, sistemi la, butti questo, conservi quello e alla fine ritorna l’ordine.

Anche la nostra vita può sembrare così come una casa tremendamente disordinata.

Con coraggio devi iniziare a farti un pò di spazio, a buttare via ciò che non ti serve, a tenere ciò che ancora ha valore. E ricorda, in mezzo a quel caos c’è sempre qualcosa che ha ancora valore.

Trovala e parti da lì.

Non sprecare il tuo tempo e non gettare la tua meravigliosa vita e se hai bisogno conosco una buona impresa di pulizie che ti potrà affincare.

Sono amico del titolare e della segretaria. Ti dico i nomi intanto, può essere che li conosca anche tu: Gesù e Maria.»

Dal profilo Facebook del mio amico don Francesco Cristofaro

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«Mi chiedono dov’è Dio nel dolore? Balbetto rispondendo: è nel dolore.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/08/2016


Mi chiedono dov’è Dio nel dolore? Balbetto rispondendo: è nel dolore. È l’uomo dei dolori.Non posso teorizzare davanti al dolore, sarebbe uno sfregio stare qui con la mano che regge una testa che pretende di essere colta e blaterare risposte in difesa di Dio, mentre c’è qualcuno che soffre. Difendo Dio facendo quello che posso fare.

Quando ho iniziato a studiare teologia, ho pensato che fosse una parola su Dio, una parola in difesa di Dio… col tempo ho imparato che su Dio abbiamo ben poco da dire, che Dio non ha bisogno delle nostre difese… ho imparato dal libro di Giobbe che chi difende Dio a spese dell’uomo offende l’uomo e Dio allo stesso tempo!…

La teologia è una parola di Dio per l’uomo. È il Dio che si fa vicino alla storia senza snaturarla, senza schiacciare la sua evoluzione, senza causare l’involuzione della volontà dell’uomo. La teologia non è la difesa di Dio, non è una teodicea che ad ogni costo vorrebbe mantenere pulite le mani di Dio. La teologia è la testimonianza del Dio che ha sporcato le sue mani, del Dio dalle mani bucate, del Dio che non spiega il dolore ma lo assume, del Dio che si manifesta non tanto all’uomo quanto nell’uomo. Nell’uomo Cristo. E in ogni uomo che imita Cristo.

Dio si manifesta nel dolore quando lo consoliamo.

Dio si manifesta nelle lacrime quando le asciughiamo.

Dio si manifesta nel male quando lo rifiutiamo.

Dio si manifesta nel bene quando lo facciamo.

Dio si manifesta nel silenzio quando parliamo.

Siamo le sue mani, siamo i suoi piedi, siamo il corpo sofferente e consolante di Cristo. Siamo il seme che muore e la primizia della risurrezione.

Dov’è Dio nel dolore? – forza, alzati, fai quello che puoi. Sei sacramento di Dio nel mondo, del Risorto che ha vinto e in te vince il dolore, il peccato e la morte.

(Robert Cheaib http://www.theologhia.com/2016/08/dove-dio.html)

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#PrayForItaly

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/08/2016

Niente polemiche: solo pregare e aiutare. 

Questo un primo elenco di vittime identificate del terremoto, reso noto dalla Prefettura di Ascoli Piceno (tra parentesi luogo e data di nascita):
BARONI Elsa (Arquata, 7.4.1924)
BARONI Milvina (Arquata, 1.1.1927)
CAFINI Colombo (Pescara di Arquata, 26.6.1964)
CAFINI Elisa (Roma, 8.3.2002)
CAFINI Irma (Arquata, 13.5.1935)
CAFINI Antonio (Arquata, 23.1.1937)
CELANI Giulio (Arquata, 28.12.1962)
CIARPELLA Giordano (Roma, 14.5.2012)
COLACECI Rita (Pomezia, 24.2.1947)
CORTELLESI Stefania (Roma, 28.7.1968)
COSSU Andrea (Roma, 3.9.1968)
DESIDERI Barbara (Roma, 13.9.1981)
FILOTEI Ercole (Roma, 2.4.1956)
GIORGI Santa (Arquata, 8.6.1940)
MARANO Corrado (Tripoli, 24.5.1940)
MARINI Manuel (Civita Castellana 6.6.1991)
MASCIARELLI Arianna (Roma, 29.1.2001)
MASCIARELLI Luciana (Roma, 20.6.1968)
MOLDOVAN Violeta (Romania, 2.2.1979)
PALA Amelia (Arquata, 28.3.1956)
PALA Dino (Arquata, 10.5.1947)
PALA Savina (Arquata, 10.3.1940)
PALA Antonia (Arquata, 12.5.1938)
PARADISI Clara (Arquata, 2.3.1938)
PESCETELLI Laura (Roma, 29.5.1949)
PICCIONI Aldo (identificazione da completare)
PICCONI Jessica (Roma, 2.9.1986)
PICIACCHIA Wilma (Pomezia, 11.11.1966)
PIERMARINI Marisol (L’Aquila, 28.12.2014)
POTEZIANI Nunzia (Roma, 17.12.1965)
PRATESI Gabriele (Roma, 28.10.2007)
REITANO Alberto (Roma, 2.2.1960)
REITANO Tommaso (Roma, 10.7.2002)
RENDINA Algero (Pescara del Tronto, 24.12.1927)
RENDINA Irma (Arquata, 29.5.1936)
RENDINA Ivana (Arquata, 27.8.1951)
RENDINA Lucrezia (Milano, 20.4.2000)
RENDINA Piera (Ascoli Piceno, 5.12.1964)
RENDINA Pietro (Arquata, 28.6.1931)
RINALDO Giulia (Roma, 22.10.2007)
ROMUALDI Sofia (Roma, 13.11.1935)
UMBRO Vito (Vivo Valentia, 2.7.1953)
MASCIARELLI Fernando (identificazione da completare)
BARTOLETTI Ada (Roma, 20.12.1945)
OLIVANDI Fulvio (identificazione da completare)
LO RUSSO Loredana (identificazione da completare)

Questo l’elenco delle prime 136 vittime riconosciute diffuso dalla prefettura di Rieti (tra parentesi data di nascita e residenza)

Riccardo Annucci (2/12/1976 Roma); 
Pietro Baccari (3/3/2010 Roma); 
Alessandra Bonanni (10/6/1972 Amatrice); 
Maria Rosaria Bonifacio (6/12/1968 Guidonia); 
Francesco Bonfratello (14/8/2005 Fonte Nuova); 
Lanfranco Boni (3/5/1952 Roma); 
Marcos Burnet (14/7/2002 Londra); 
Mirian Busolli (23/6/1945 Roma); 
Natale Compagnoni (17/2/1948 Antrodoco); 
Elisa Caponi (1/2/2015 Roma); 
David Carfagna (28/7/1990 Amatrice); 
Eugenio Casini (1/2/1964 Amatrice); 
Ilaria Casini (7/1/1998 Amatrice);
Anna Catalini (21/4/1944 Amatrice); 
Anna Cicconi (6/4/1959 Amatrice); 
Elisa Ciciarelli (8/7/2009 Guidonia Montecelio);
Cesare Ciciarelli (2/8/1969 Amatrice); 
Maria Elisa Conti Santarelli (18/3/1931 Piacenza); 
Felicia Cortellesi (20/9/1929 Amatrice); 
Teresa D’Alessio (4/4/1928 Roma); 
Carlo d’Annibale (14/9/1940 Amatrice); 
Emanuela De Luca (20/10/1975 Roma); 
Giovanni Battista D’Emidio (3/10/1922 Amatrice); 
Carmela De Sanctis Oyidi (1/7/1933 Roma); 
Giacomo Dell’Otto; 
Teodora Di Cola (17/9/1936 Amatrice); 
Clementina Di Giammarco (3/3/1948 Amatrice); 
Claudio Di Sebastiano (20/3/1950 Amatrice); 
Giampiero Fedeli (24/6/1951 Roma); 
Maria Feliziani (23/2/1931 Roma); 
Bianca Maria Ferrari (27/7/1955 Roma); 
Maria Ferretti (23/9/1976 Amatrice); 
Liliana Fortini (2/3/1931 Amatrice); 
Rocco Gagliardi (20/2/1935 Amatrice); 
Diego Galante (20/5/1976 Agrate Brianza); 
Antonietta Giustiniani (Roma); 
Anna Grasso (23/11/1930 Amatrice); 
Antonio Graziani (15/1/1938 Roma); 
Anna Grossi (6/12/1995 Amatrice);
Franco Grossi (8/11/1993 Amatrice); 
Maria Hennicker Gotley (13/9/1964 Londra);
William Hennicker Gotley (6/2/1961 Londra);
Natalia Iorio (22/3/1954 Roma); 
Maricica Iosub (8/8/1980 Amatrice); 
Maria Vittoria Ippoliti (21/9/1939 Amatrice);
Vincenza Locchi (13/9/1968 Amatrice); 
Nadia Magnanti (17/8/1972 Fonte Nuova); 
Mauro Marincioni (28/10/1966 Rieti); 
Sandra Marinelli (Roma); 
Maria Luisa Marra (29/7/1954); 
Cesare Marri (Forlì); 
Benito Nerone (4/11/1936 Amatrice); 
Alessandro Neroni (17/3/1972 Montecosaro Scalo); 
Steluta Novac; 
Elena Organtini (18/8/1926 Amatrice); 
Carmela Ovidi De Sanctis (Roma); 
Maria Teresa Palaferri (11/11/1941 Amatrice); 
Alessia Palmucci (21/4/1992 Castelnuovo di Porto); 
Monica Palmucci (29/5/1967 Capena); 
Paola Pandolfi (20/3/1969 Colle di Tora); 
Jacopo Pasqualini (31/7/1984 Cesano di Roma); 
Giulia Perilli; 
Giuditta Perilli (27/11/1940 Amatrice); 
Giulia Perilli (24/3/1949); 
Rita Porro (30/8/1944 Amatrice); 
Antonia Puccio (24/6/1955 Roma);
Silvana Puglia (18/7/1937 Amatrice)
Paola Rascelli (12/8/1973 Roma);
Adele Rosini (26/10/1941 Amatrice); 
Maria Rubei (2/9/1972 Roma);
Pompeo Rubei (6/9/1962 Amatrice); 
Anna Rosa Russo (9/4/1954 Roma); 
Antonio Salvati (16/6/1960 Roma); 
Vittoria Santarelli (4/6/1957 Amatrice); 
Gabriele Sebastiani (29/4/1932 Amatrice); 
Pietro Serafini (18/11/1932 Amatrice); 
Olivia Serva (28/3/1966 Roma); 
Benedetta Taddei Vittori (4/7/2003 Amatrice);
Giuseppe Taddei Vittori (26/11/2006 Amatrice); 
Andrea Tomei (21/11/1987 Amatrice); 
Erion Toro (2/5/1986 Amatrice); 
Margherita Torroni (2/1/1959 Roma); 
Iole Torroni (30/7/1998 Amatrice); 
Graziella Torroni (6/6/1982 Accumoli); 
Stefano Tuccio (2/8/2008 Accumoli); 
Riccardo Tuccio (19/11/2015 Accumoli); 
Andrea Tuccio (7/7/1982 Accumoli); 
Ezio Tulli (17/1/1974 Nettuno); 
Oviedo Rosaura Valiente (8/9/1957 Amatrice); 
Maria Luisa Volpini (12/1/1938 Amatrice)
Caterina Amadio (Forlì); 
Giorgetta Braier (14/2/1957 Amatrice); 
Luciana Conti (1/2/1947 Amatrice); 
Elisa Conti Santarelli; 
Loretta Di Battista (5/11/1954 Sant’Angelo Romano);
Remo Di Carlo (3/12/1947 Roma); 
Silvia Di Domenico (24/5/1962 Roma); 
Clementina Di Gianmarco (L’Aquila); 
Antonio Graziani;
Ivan Ianni (3/8/2113 Amatrice); 
Veralu Ianni (16/3/2016 Amatrice); 
Rita Innocenti; 
Beatrice Micozzi (Amatrice); 
Paolo Moriconi (25/5/1970 Amatrice); 
Bruna Muller (Forlì); 
Rosella Nobile (8/7/1957 Amatrice); 
Gabriele Nobile (16/4/1947 Sant’Angelo Romano); 
Gianpaolo Pace (24/5/1973); 
Giuseppe Piccari; 
Lisa Poggi (2/3/1938 Amatrice); 
Gabriella Poggi (14/11/1939 Roma); 
Giuseppe Porro (9/11/1939); 
Andrea Serafini;
Simone Serafini; 
Giuseppe Spurio (23/1/1942 Amatrice); 
Eleonora Tondinelli (13/10/1938 Amatrice); 
Assunta Valentini (4/7/1926 Fontenuova).
Marcello Annessa (11/1/1941 Cerveteri); 
Giuseppina Bianchini (Roma); 
Federica Corsaro (9/3/1986 Fiumicino); 
Aurelia Daogaru (Nettuno); 
Enzo Di Cesare (16/3/1943 Latina); 
Ennio Evangelista (Roma); 
Fabio Graziani (Nettuno); 
Ana Huete Aguilar (Granada);
Vincenza Lupi (Roma); 
Edda Norcini (17/4/1948 Latina); 
Zelio Pandolfi; 
Flavio Paldolfi; 
Paola Rascielli;
Marco Santarelli (11/11/1988 Frosinone); 
Fabrizio Trabalza (15/10/1971 Roma);
Leonardo Tulli (1/9/2002 Nettuno); 
Ludovica Tulli (24/7/2004 Nettuno)

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