FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Messaggio della Regina della Pace del 2 Luglio 2019

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/07/2019

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Cari figli, secondo il volere del Padre misericordioso, vi ho dato ed ancora vi darò segni evidenti della mia presenza materna.

Figli miei, essa è per il mio desiderio materno della guarigione delle anime.

Essa è per il desiderio che ogni mio figlio abbia una fede autentica, che viva esperienze prodigiose bevendo alla sorgente della Parola di mio Figlio, della Parola di vita.

Figli miei, col suo amore e sacrificio, mio Figlio ha portato nel mondo la luce della fede e vi ha mostrato la via della fede.

Poiché, figli miei, la fede eleva il dolore e la sofferenza.

La fede autentica rende la preghiera più sensibile, compie opere di misericordia: un dialogo, un’offerta.

Quei miei figli che hanno fede, una fede autentica, sono felici nonostante tutto, perché vivono sulla terra l’inizio della felicità del Cielo.

Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito a dare esempio di fede autentica, a portare la luce là dove c’è tenebra, a vivere mio Figlio.

Figli miei, come Madre vi dico: non potete percorrere la via della fede e seguire mio Figlio senza i vostri pastori.

Pregate che abbiano la forza e l’amore per guidarvi.

Le vostre preghiere siano sempre con loro.

Vi ringrazio!

(Fonte: The Medjugorje Web http://medjugorje.org)

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Messaggio della Regina della Pace del 25 Giugno 2019

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/06/2019

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«Cari figli!

Ringrazio Dio per ciascuno di voi.

In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra.

Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio.

Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»

(Fonte: The Medjugorje Web http://medjugorje.org)

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Riflessioni da centro commerciale

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/06/2019

RomH080625 0674È domenica mattina e in famiglia si decide di andare a Messa la sera, per delle incombenze che non possiamo rimandare.

Facendo un’eccezione alla regola che mi sono imposto di andare in un centro commerciale solo se spinto da estrema necessità, soprattutto se è domenica, mi reco a quello più grande della città (sfacciatamente grande da  perdermici ogni volta) per ritirare gli occhiali di mia figlia senza i quali sembra la nipote bella di mister Magoo in giro per casa. 

In questa moderna “cattedrale” scopro un mondo che ipotizzavo ma che non conoscevo. 

In una sensazione di disorientamento vuoto, non posso fare a meno di osservare gente rilassata ma non pienamente felice, come se, qualunque cosa stesse provando in quel momento, non riuscisse ad essere piena. 

Frotte di gente normale, per bene, ma in preda a uno sguardo vago alla ricerca di qualcosa di indefinito, gente la cui fantasia non osava desiderare oltre questa enorme scatola colorata piena di cose da comprare, vagava, desiderava e comprava. 

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È questa la libertà? Lo svago? Desiderare quello che qualcun altro ha già deciso? Di botto si fa largo in me un insolito senso di nostalgia per la mia sgangherata parrocchia di periferia, del coro a cui appartengo, con le sue ferite e le discussioni sempre sulle stesse cose, del parroco che lotta in eroica solitudine coi soliti problemi, dei bambini e dei ragazzi che riempiono i primi banchi ma che spariscono non appena finisce il catechismo, una piccola galassia imperfetta che però ruota attorno a un “Sole” che riesce a mantenere in equilibrio le realtà più imperfette, difettose e diverse tra loro, compresa la cronica mancanza di senso che mi accompagna ovunque da quando ho il dono della ragione, ma che si affievolisce quando ruoto attorno a quel misterioso Sole che è la presenza di Gesù. 

La mia parrocchia, una sciancata armata Brancaleone che Eucaristia dopo Eucaristia, Messa dopo Messa, adorazione dopo adorazione orbita attorno a Qualcuno, che dev’essere davvero grande se riesce a tenere insieme tante diversità e imperfezioni con amore, portandole a innalzare lo sguardo in Alto, desiderando molto di più dei momentanei scintillii del centro commerciale più grande di Roma.

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Messaggio della Regina della Pace del 2 Giugno 2019

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/06/2019

maria

Cari figli,

soltanto un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero mio Figlio, e che tutti quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi.

Solo l’amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte, perché il vero amore ha vinto la morte ed ha fatto in modo che la morte non esista.

Figli miei, il perdono è una forma eccelsa d’amore. Voi, come apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e perdonare.

Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione ed il perdono, date esempio d’amore e di misericordia.

Riuscire a comprendere e perdonare è un dono per cui si deve pregare e di cui si deve aver cura.

Col perdono voi mostrate di saper amare. Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia. Come vi dà me, la Madre dei vostri cuori.

Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti.

Figli miei, seguitemi! La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio. È la via che porta al trionfo del mio Cuore.

Vi ringrazio!

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«Nell’acqua mi sono sentita avvolta da un calore meraviglioso, come se lei mi avesse avvolto nelle sue braccia.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/05/2019

Emanuela Crestani e Paolo Garattini raccontano la guarigione di Emanuela a Lourdes, riconosciuta dal rigoroso Bureau Médicale della città dei Pirenei.

 

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«Allunga la tua mano. Quando la malattia sconvolge, ma non vince.» (edizioni Il Duomo) è un libro scritto dalla coppia, insieme a Barbara Sartori, scrittrice e giornalista.

I proventi della vendita del libro sono devoluti alla sezione provinciale di Piacenza dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

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“Signore dammi pazienza, molta pazienza!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/05/2019

1123086615451Una lezione da San Filippo Neri sulla virtù della pazienza, per tutti noi quando abbiamo la tentazione di fare gli haters

Nella chiesa di S. Girolamo della Carità, dove officiava padre Filippo, erano stati assunti, in qualità di sagrestani, due ex religiosi che non erano stinchi di santo.

Il medico Teccosi, amministratore della confraternita, aveva loro affidato la cura della sagrestia, perché vedeva di malocchio l’opera che Filippo veniva svolgendo con l’aiuto del zelante sacerdote Bonsignore Cacciaguerra.

Dall’astio i due sfratati passarono ben presto alla persecuzione; dalle beffe e dalle calunnie agli atti ostili.

Quando scendeva in sagrestia, sbattendogli la porta in faccia, gli impedivano di entrare; quando doveva celebrare la Messa, gli presentavano paramenti sudici e laceri; gli nascondevano il calice o il messale; altre volte, quando era già all’altare, lo facevano ritornare, con un pretesto qualsiasi, in sagrestia, oppure gli sottraevano la chiave del tabernacolo in modo che non potesse comunicare i fedeli.

Dinanzi a tutte le sgarberie dei due scaccini, il santo mostrava una calma imperturbabile. Mai, forse, la sua pazienza fu messa a più dura prova, tuttavia egli, con lunghi sospiri esclamava: “Signore! Dammi pazienza, molta pazienza!”

Ai due malintenzionati s’aggiungeva sempre il Teccosi, il quale, con insinuazioni malevole, cercava di mettere il santo in cattiva luce.

Quello che più amareggiava il cuore di Filippo era il vedere come molti dei suoi penitenti, a cagione di tali dicerie, disertavano la Mensa Eucaristica ed il confessionale.

UnknownMa la carità paziente del Santo ebbe qui completa vittoria.

Il Teccosi riconoscendo alfine il suo torto, si gettò un giorno ai piedi di padre Filippo, chiedendo perdono. Il santo lo ebbe, d’allora in poi, fra i suoi più cari amici.

Morendo, quegli lasciò in eredità a Filippo un legato e degli oggetti personali. Il santo accettò solamente, come ricordo, un orologio che ancora si conserva fra i suoi preziosi cimeli.

Uno dei due ex frati, pentitosi egli pure del male fatto e stanco della sua vita disordinata, ritornò, aiutato da Filippo, in religione; l’altro, pur rimanendo nel secolo, ottenuto il perdono del santo, condusse una vita esemplare.

(Tratto da: Oreste Cerri, San Filippo Neri, Aneddotico, Edizione Villaggio del fanciullo di Vergiate, 1939, pagg. 60-62)

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Messaggio della Regina della Pace del 25 Maggio 2019

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/05/2019

Reina de la Paz

“Cari figli!

Per la Sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi, di istruirvi e di guidarvi verso il cammino della conversione.

Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore perché si realizzi il piano della salvezza per voi e tramite voi.

Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti.

Perciò pregate, pregate, pregate per poter essere degni strumenti nelle mani di Dio.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Fonte: The Medjugorje Web http://medjugorje.org)

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“Ti vedo io, e basta. Salta giù!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/05/2019

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Era una famigliola felice e vivace in una casetta di periferia. Ma una notte scoppiò nella cucina della casa un terribile incendio.

Mentre le fiamme divampavano, genitori e figli corsero fuori. In quel momento si accorsero con orrore che mancava il più piccolo, un bambino di cinque anni. Al momento di uscire, impaurito dal ruggito delle fiamme e dal fumo acre, era tornato indietro ed era salito al piano superiore.

Che fare? Il papà e la mamma si guardarono disperati, le due sorelline cominciarono a gridare. Avventurarsi in quella fornace era oramai impossibile, e i vigili del fuoco tardavano.

Ma ecco che lassù, in alto, s’aprì la finestra della soffitta e il bambino si affacciò urlando disperatamente: “Papà! Papà!”.

Il padre accorse e gridò: “Salta giù!”.

Sotto di sé il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero, ma sentì la voce e rispose: “Papà, non ti vedo…”

“Ti vedo io, e basta. Salta giù!” Urlò l’uomo.

Il bambino saltò e si ritrovò sano e salvo nelle robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo.

Non vedi Dio ma Lui vede te, buttati!

(Da “C’è Qualcuno lassù?”, di Bruno Ferrero, Elledici, Torino, 1993, pag. 40)

 

tu-diciCome diceva un santo sacerdote, don Dolindo Ruotolo, “

Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: “pensaci tu”.

Affidiamoci e affidiamo tutto al Padre che, con le sue braccia potenti saprà prenderci e prendere veramente le redini della nostra vita.

 

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«Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/05/2019

La devozione mariana di un santo…

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«Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/03/2019

«Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: “Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia”»

Come Gesù, Papa Francesco (nella lettera apostolica “Misericordia et misera” del 20-10-2016) non giustifica né sminuisce il peccato che resta tale, ma non pone limiti alla misericordia di Dio nell’accogliere il peccatore e la peccatrice sinceramente pentiti.

Continua infatti dicendo che «Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono.»

E chi è più bisognoso dell’abbraccio di perdono del Padre di una donna che ha fatto un aborto? Se hai vissuto questo dramma, sappi che in qualunque momento puoi ricorrere al sacramento della Confessione.

Il Papa ha infatti dato disposizioni ben precise per favorire questo incontro di perdono e guarigione:

«In forza di questa esigenza, perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto.

Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario.

Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre.

Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione.» (Op. cit. n. 12)

Se hai commesso un aborto perché non approfittare di questa Quaresima per affrontare quel capitolo della tua vita congelato nel dolore? Avrai la possibilità di ricevere UN CUORE NUOVO, come Beatrice, che ha condiviso con coraggio questo percorso di dolore e rinascita a nuova vita.

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