FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Chiuso per silenzio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/08/2017

 

Per un paio di settimane il blog resterà chiuso per…

…per recuperare il silenzio, per ascoltare la voce di Dio che sussurra piano piano.

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Dove vai in vacanza?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2017

Da qualche settimana non sento parlare che di ferie e di vacanze. Quando vai in ferie? Dove vai in vacanza? Lo sai che Tizio è andato in ferie a Vattelappescopoli? Lì ci sono stato due anni fa…

Sono domande normali, ma come tutte i discorsi che diventano predominanti, virali per usare un termine di moda, che tendono a monopolizzare, comprimendola, la vera comunicazione, dopo un po’ annoiano anche se mi fanno pensare.

Parlare delle ferie prima, durante e dopo di esse, è un normale e comprensibile tentativo di dilatare quegli striminziti quindici giorni – per chi ce li ha – che non saranno mai sufficienti a recuperare le energie spremute, strizzate via durante un intero anno di doveri quotidiani.

Serve anche a trovare un argomento di conversazione con le persone con cui devi scambiare qualche parola, andando un po’ al di là del calcio e del clima.

Ma serve davvero a rigenerarci? Per quanto mi riguarda no, non è che un’illusione.

Quello di cui abbiamo bisogno – almeno quello di cui ho bisogno io – è di uno spazio e di un tempo tutti i giorni, in cui fare delle piccole “ferie quotidiane”, che siano davvero rigeneranti.

Io sarò strano ma quello spazio l’ho trovato nella preghiera, uno spazio, un luogo, un tempo da custodire nel silenzio.

Un momento quotidiano, da difendere coi denti, dove invitare, nella stanza interiore del nostro cuore, l’unico vero Ospite che possa portarci ristoro, forte della sua promessa: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 1,25).

Il Dio dei cristiani non è un Dio lontano che ci invita a fuggire dalla nostra realtà, ma un Dio incarnato, che nella nostra realtà ci vuole entrare.

Invitiamolo nella nostra stanza interiore, ci viene volentieri e, nella misura in cui restiamo centrati nella sua soave presenza di pace, tutta la nostra vita, con le sfide e le difficoltà che abbiamo, sarà accompagnata da Lui.


Come fare?

Messa.

Adorazione eucaristica.

Rosario.

Meditazione della Sacra Bibbia.

…o semplicemente sostare, davanti a un Tu speciale.

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«Sosto davanti a un Tu speciale…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

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PICCOLI PASSI POSSIBILI

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/06/2017

«Mi chiamo Chiara sono cresciuta in una famiglia cristiana che sin da bambina mi ha insegnato ad avvicinarmi alla fede.

Quando avevo 5 anni mia madre cominciò a frequentare una comunità del Rinnovamento dello Spirito e così anche io e mia sorella cominciammo questo percorso di fede che ci ha accompagnato nella crescita e mi ha insegnato a pregare e a rivolgermi in maniera semplice a Gesù come ad un amico a cui raccontare le mie difficoltà e i miei dubbi, ma soprattutto mi ha insegnato a condividere la fede con i fratelli che camminavano con me.

All’età di 18 anni in un pellegrinaggio incontrai Enrico e pochi mesi dopo ci fidanzammo. Nel fidanzamento durato quasi 6 anni, il Signore ha messo a dura prova la mia fede e i valori in cui dicevo di credere. Dopo 4 anni il nostro fidanzamento ha cominciato a barcollare fino a che non ci siamo lasciati.

In quei momenti di sofferenza e di ribellione verso il Signore, perché ritenevo non ascoltasse le mie preghiere partecipai ad un Corso Vocazionale ad Assisi e li ritrovai la forza di credere in Lui, provai di nuovo a frequentare Enrico e cominciammo a farci seguire da un Padre Spirituale, ma il fidanzamento non ha funzionato fin tanto che non ho capito che il Signore non mi stava togliendo niente ma mi stava donando tutto e che solo Lui sapeva con chi io dovevo condividere la mia vita e che forse io ancora non ci avevo capito niente!

Finalmente libera dalle aspettative che mi ero creata ho potuto vedere con occhi nuovi quello che Dio voleva per me. Poco dopo contro ogni nostra aspettativa superate le nostre paure abbiamo deciso di sposarci.

Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente.

Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi.» (Dal sito ufficiale http://www.chiaracorbellapetrillo.it/)

Chiara nasce al Cielo il 13 giugno di 2012.

Vi invito a conoscere questa piccola grande donna che ci insegna che la santità è possibile, attraverso il libro in cui le persone che l’hanno conosciuta parlano di lei.      —–>     —–>     —–>     —–>     —–>     —–>     —–>

Qui, la testimonianza coraggiosa e vera del marito Enrico.

«La Croce che il Signore ti dona, alla fine è dolce, ma non lo è perché è una tua proiezione del fatto che è dolce, i chiodi ti fanno male ma la consolazione è che insieme a te c’è il Signore, è la relazione!»

 

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Ditelo a tutti!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2017

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“Non abbiate paura!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/04/2017

13 maggio 1917 – 13 maggio 2017

Centenario dalla prima apparizione a Fatima della Vergine Maria, ed entriamo nel centesimo.

“Quel che m’è piaciuto più di tutto, fu di vedere Nostro Signore in quella luce che la Nostra Madre ci mise nel petto. Voglio tanto bene a Dio!” (Francesco, dalle Memorie di Suor Lucia, I, 42 e 126)

 

 

“A me sembra, ma dico solo quello che penso io perché non me lo ha detto la Madonna, che Medjugorje venga come mano prolungata di Fatima e che la Madonna porti a termine qui, quello che ha incominciato a Fatima. Ma questa è una mia opinione.” (Mirjana Dragicevic a Padre Livio Fanzaga, in un’intervista di qualche anno fa).

…E io concordo pienamente con l’opinione di Mirjana.

“Siamo ancora dentro le profezie di Fatima” (Papa Benedetto XVI)

Aggiungo un bell’intervento di Don Leonardo Maria Pompei che vale la pena seguire fino in fondo.

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“È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2017

Oggi trovi di tutto sulla rete. Donne che festeggiano svaccate e urlanti in locali dove uomini ipertrofici si spogliano (perdendo entrambi le loro reciproche dignità e dimenticando che si commemora una tragedia e non un carnevale al femminile), donne che giustamente reclamano i propri diritti, donne che vogliono fare gli uomini, uomini diventati donne, donne nonne rifatte dai volti tutti uguali, donne che in virtù di una visione deformata della parità vogliono fare il prete, il soldato, ma non il camionista o il carpentiere, donne che non festeggiano perché le donne vanno rispettate e considerate 365 giorni l’anno.

Mia moglie grazie a Dio appartiene a quest’ultima categoria, quella delle donne cristiane, moderne, senza complessi. Come Costanza Miriano, giornalista del TG3 che scrive nel suo blog con uno stile tutto suo, provocatorio, irresistibile e coraggioso proclamando le cose come stanno, raccontando che essere donna, cristiana, cattolica rende felici e appagate. Vale davvero la pena leggerlo: http://costanzamiriano.wordpress.com/.

Mia moglie, questa giornalista, e molte altre grazie a Dio, sono donne cattoliche, e come tutte le donne che seguono Dio sono armoniose, mature, sicure della proprie femminilità; lavorano, godono delle conquiste di libertà degli ultimi decenni, ma non hanno bisogno di imitare gli uomini né dove eccellono (avvilendo la propria femminilità) né dove non sono da imitare, come faranno quelle che stasera andranno per spogliarellisti.

C’è un falso mito da sfatare infatti, ed è quello della gente che critica la Chiesa Cattolica considerandola maschilista, perché non la conosce abbastanza.

Andiamo un po’ indietro nel tempo, prima di Cristo e facciamo solo alcune citazioni, così, senza commentarle, visto che si commentano da sole.

La donna è il peggiore dei mali (Euripide) – Le donne non sono buone per essere nella buona organizzazione sociale (Platone) – Le donne sono sullo stesso piano delle delizie del palato (Epitteto) – La donna è il peggiore dei mali (Aulo Gellio) – La donna è per natura difettosa e incompleta (Aristotele) – La donna è stata creata dal Principio cattivo che creò il caos e le tenebre (Pitagora)… Potrei continuare ma mi fermo.

Anche nell’Antico Testamento prevaleva il testosterone; erano maschi gli animali degni di essere sacrificati e tra le preghiere degli uomini del tempo c’era il ringraziamento a Dio perché “non li aveva fatti né pagani, né donne”.

Arriva Gesù, nato dalla Donna più donna del mondo, riconosciuto come Messia da una profetessa, Anna e, parla con una samaritana, un’emarginata a cui non si poteva rivolgere la parola, sana le donne, perdona le donne peccatrici, parla con profonda considerazione con le sue discepole come Marta e Maria. Avviene l’evento unico e veramente rivoluzionario della RESURREZIONE e appare per primo a delle donne. Insomma le considera, sono la metà (forse anche di più viste le ultime statistiche) dell’umanità che è venuto a riprendere per i capelli, e le salva da se stesse così com’è venuto a salvare noi uomini (parlo di noi maschi) da noi stessi, dai nostri rispettivi e propri limiti e peccati.

Dice bene Vittorio Messori: “È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna in un fiume che precede e che purtroppo segue, di esasperato maschilismo”. Purtroppo segue, ma un grande papa, Giovanni Paolo II scrive una “Lettera alle donne” dove oltre a chiedere perdono per i soprusi da esse subìti nella storia dagli uomini e spesso nella stessa Chiesa, conclude citando la Genesi quando al momento della creazione Dio afferma: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18).

Commenta il grande papa: “Quando la Genesi parla di «aiuto», non si riferisce soltanto all’ambito dell’agire, ma anche a quello dell’essere. Femminilità e mascolinità sono tra loro complementari non solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del «maschile» e del «femminile» che l’«umano» si realizza appieno.”

In questa prospettiva auguro alla metà femminile dell’umanità, di essere sempre se stesse e ciò per cui Dio le ha create, altrimenti ci perdiamo anche noi che abbiamo bisogno di loro per vivere secondo la volontà di Dio.

(*) Vittorio Messori

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Signore, insegnami a usare bene il tempo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/01/2017

tempo

Signore…

Insegnami, o Dio, a usare bene il tempo che tu mi regali.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi e a sognare l’avvenire sapendo che non sarà come lo immagino oggi.
Insegnami ad agire senza lasciarmi soffocare dall’ansia e dalla fretta.
Insegnami a unire la serenità all’impegno, lo zelo alla pace.
Aiutami quando inizio perché è allora che sono debole.
Vigila sulla mia attenzione quando lavoro.
E, soprattutto, completa tu ciò che manca alle mie opere.

(Jean Guitton http://www.santiebeati.it/dettaglio/94661)

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Il Signore ti chiama e valorizza quello che sei, come sei fatta

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/01/2017

Diventa medico e poi la vocazione e… Suor Costanza Galli, tutte le mattine entra nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno con l’abito blu delle Figlie della Carità di san Vincenzo de’ Paoli.

Era troppo poco quello che la vita dava da sola come risposta, ci voleva e, secondo me c’era, un senso che andava per forza oltre perché non ci si poteva arrendere di fronte a tanta sofferenza e alla morte.

Quando ero “sistemata” ho sentito che dovevo cambiare.

San Vincenzo già dal ‘600 aveva intuito quello che salva dalla disperazione: la presenza di Gesù Cristo in ogni persona, soprattutto in ogni persona in difficoltà.

Io nei malati terminali riconosco questo: quando di fronte hai il solo traguardo della morte, lì devi per forza avere una risorsa che dia senso a quello che stai vivendo…

Il Signore ti chiama e valorizza quello che sei, come sei fatta. La difficoltà di quello che si lascia è compensata da quello che si trova.

Nel dolore è importante stare accanto nel silenzio.

Signore, sii per loro importante come lo sei per me…

Delle volte umanamente il primo impeto mio, di fronte alla frustrazione del dolore mi ribello, perché a volte conosci delle storie per cui ti chiedi come siano umanamente sopportabili.

Poi capisco che l’unica risposta è il silenzio e il mettersi in ginocchio.

Di fronte a certi misteri si può solo tacere dicendo: non lo so perché accade ma confido nel Signore che sicuramente sa…

Il bello della comunità è che ha una marcia in più della famiglia, non c’è solo l’accoglienza morale e sentimentale ma c’è la grande forza della preghiera insieme. Lì la comunità con la preghiera è come se ti prendesse in braccio.

Quando non c’è più niente da fare, è lì che bisogna fare tutto quello che c’è da fare.

Noi non abbiamo a che fare con persone che stanno morendo ma con persone che stanno vivendo, vivendo vite degne di essere vissute fino all’ultimo momento. Noi cerchiamo di far sì che fino all’ultimo momento quelle vita abbiano le caratteristiche di una vita normale.

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Gesù oggi dice a me e a te: “Tu sei la stella del mondo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/01/2017


IL GRANELLINO (Mt 2,1-12)
Una grande fetta dell’umanità ignora ancora Gesù Cristo. Anche nel mondo cristiano molti si professano cristiani o cattolici ma di Cristo non hanno proprio niente.

È vero, oggi sta nascendo un nuovo esercito di cristiani con lo zelo dell’evangelizzazione. Bisogna dire che negli ultimi secoli la Chiesa non è stata missionaria né in casa né fuori casa. Chi diventa evangelizzatore? Chi ha conosciuto e ama Gesù Cristo. 

Ecco perché in questo giorno dell’Epifania la mia esortazione viene rivolta a te che sei un amante di Cristo e della Chiesa. Sai cosa vuole da te Gesù Cristo?

Che tu sia una stella luminosa per guidare a Betlemme quelli che vivono nell’ignoranza di Gesù Cristo, salvezza dell’uomo. Gesù oggi dice a me e a te: “Tu sei la stella del mondo”.

Il Signore ha scelto te e me per illuminare un popolo che cammina nella tenebra.

Oggi c’è un Erode (massoneria) che si è messo in testa di distruggere la Chiesa.

Oggi c’è un ateismo che è ostile alla Chiesa. E la combatte con scaltrezza. Infatti, come dice Gesù, i figli del diavolo sono più scaltri dei figli della luce.

Nella stessa Chiesa ci sono sacerdoti che, ignorando la presenza di Gesù, vogliono adeguare il Vangelo alla mentalità del mondo.

Come al tempo dei Magi, anche oggi ci sono sacerdoti che pensano di fare solo culto nelle chiese, senza impegnarsi nell’evangelizzazione.

Sii allora una stella che brilla della verità di Cristo nel mondo. Non essere una stella cadente.

Porta gli uomini ad adorare Gesù Cristo nella Chiesa.

I maghi, gli indovini, le cartomanti, gli astrologi, i massoni e gli atei ostili alla Chiesa si stanno impegnando a portare gli uomini ad adorare il signore della morte.

C’è nel mondo un puzzo di morte. Porta in giro, dove lo Spirito ti sospinge, il profumo di Cristo.

Sii un evangelizzatore dell’amore e della misericordia di Dio. Non nasconderti.

La stella sta in alto per illuminare quelli che vivono nella tenebra. Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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