FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘8 marzo’

Il Cielo pensa sempre a noi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/03/2018

Era l’8 marzo di due anni fa, la festa delle donne; sarebbe stato anche il compleanno di papà, tornato al Padre nel 2012.

«Chissà se dal Cielo, per i miei, saranno ancora rilevanti queste cose…», mi chiedevo riferendomi a compleanni, feste, giornate commemorative.

Questo pensavo pochi minuti prima di entrare in chiesa per ringraziare per un intervento riuscito prima di tornare in ufficio dopo un mese di assenza.

Sono entrato, mi sono fatto il segno della Croce verso il Tabernacolo quando non ho potuto fare a meno di notare un’immagine della Madonna di Fatima, lasciata da qualcuno sul tavolinetto in fondo alla chiesa.

Quante probabilità ci sono di trovare un santino mariano personalizzato col nome (abbastanza raro) della propria madre in Cielo, il giorno del compleanno di mio padre e della festa della donna?

Il razionale mi potrà dare tutte le spiegazioni del mondo ma a me, il cuore ha sempre detto – e continua a dirmi –  che il Cielo pensa a noi, e che – come e quando vuole lui – ci dà i segni giusti per farci capire quanto ci ama.

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“È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2017

Oggi trovi di tutto sulla rete. Donne che festeggiano svaccate e urlanti in locali dove uomini ipertrofici si spogliano (perdendo entrambi le loro reciproche dignità e dimenticando che si commemora una tragedia e non un carnevale al femminile), donne che giustamente reclamano i propri diritti, donne che vogliono fare gli uomini, uomini diventati donne, donne nonne rifatte dai volti tutti uguali, donne che in virtù di una visione deformata della parità vogliono fare il prete, il soldato, ma non il camionista o il carpentiere, donne che non festeggiano perché le donne vanno rispettate e considerate 365 giorni l’anno.

Mia moglie grazie a Dio appartiene a quest’ultima categoria, quella delle donne cristiane, moderne, senza complessi. Come Costanza Miriano, giornalista del TG3 che scrive nel suo blog con uno stile tutto suo, provocatorio, irresistibile e coraggioso proclamando le cose come stanno, raccontando che essere donna, cristiana, cattolica rende felici e appagate. Vale davvero la pena leggerlo: http://costanzamiriano.wordpress.com/.

Mia moglie, questa giornalista, e molte altre grazie a Dio, sono donne cattoliche, e come tutte le donne che seguono Dio sono armoniose, mature, sicure della proprie femminilità; lavorano, godono delle conquiste di libertà degli ultimi decenni, ma non hanno bisogno di imitare gli uomini né dove eccellono (avvilendo la propria femminilità) né dove non sono da imitare, come faranno quelle che stasera andranno per spogliarellisti.

C’è un falso mito da sfatare infatti, ed è quello della gente che critica la Chiesa Cattolica considerandola maschilista, perché non la conosce abbastanza.

Andiamo un po’ indietro nel tempo, prima di Cristo e facciamo solo alcune citazioni, così, senza commentarle, visto che si commentano da sole.

La donna è il peggiore dei mali (Euripide) – Le donne non sono buone per essere nella buona organizzazione sociale (Platone) – Le donne sono sullo stesso piano delle delizie del palato (Epitteto) – La donna è il peggiore dei mali (Aulo Gellio) – La donna è per natura difettosa e incompleta (Aristotele) – La donna è stata creata dal Principio cattivo che creò il caos e le tenebre (Pitagora)… Potrei continuare ma mi fermo.

Anche nell’Antico Testamento prevaleva il testosterone; erano maschi gli animali degni di essere sacrificati e tra le preghiere degli uomini del tempo c’era il ringraziamento a Dio perché “non li aveva fatti né pagani, né donne”.

Arriva Gesù, nato dalla Donna più donna del mondo, riconosciuto come Messia da una profetessa, Anna e, parla con una samaritana, un’emarginata a cui non si poteva rivolgere la parola, sana le donne, perdona le donne peccatrici, parla con profonda considerazione con le sue discepole come Marta e Maria. Avviene l’evento unico e veramente rivoluzionario della RESURREZIONE e appare per primo a delle donne. Insomma le considera, sono la metà (forse anche di più viste le ultime statistiche) dell’umanità che è venuto a riprendere per i capelli, e le salva da se stesse così com’è venuto a salvare noi uomini (parlo di noi maschi) da noi stessi, dai nostri rispettivi e propri limiti e peccati.

Dice bene Vittorio Messori: “È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna in un fiume che precede e che purtroppo segue, di esasperato maschilismo”. Purtroppo segue, ma un grande papa, Giovanni Paolo II scrive una “Lettera alle donne” dove oltre a chiedere perdono per i soprusi da esse subìti nella storia dagli uomini e spesso nella stessa Chiesa, conclude citando la Genesi quando al momento della creazione Dio afferma: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18).

Commenta il grande papa: “Quando la Genesi parla di «aiuto», non si riferisce soltanto all’ambito dell’agire, ma anche a quello dell’essere. Femminilità e mascolinità sono tra loro complementari non solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del «maschile» e del «femminile» che l’«umano» si realizza appieno.”

In questa prospettiva auguro alla metà femminile dell’umanità, di essere sempre se stesse e ciò per cui Dio le ha create, altrimenti ci perdiamo anche noi che abbiamo bisogno di loro per vivere secondo la volontà di Dio.

(*) Vittorio Messori

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