FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘Alfie Evans’

«La vita va sempre tutelata e amata dal concepimento al suo naturale tramonto»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/05/2018

 


“L’amore per gli altri non può essere riservato a momenti eccezionali, ma deve diventare la costante della nostra esistenza”.

“Ecco perché siamo chiamati a custodire gli anziani come un tesoro prezioso e con amore, anche se creano problemi economici e disagi, dobbiamo custodirli.

Ecco perché ai malati, anche se nell’ultimo stadio, dobbiamo dare tutta l’assistenza possibile.

Ecco perché i nascituri vanno sempre accolti; ecco perché, in definitiva, la vita va sempre tutelata e amata dal concepimento al suo naturale tramonto”.

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«Non siamo qui in un caso di accanimento terapeutico»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/04/2018

La dottoressa Matilde Leonardi, neurologa, direttore del centro ricerche sul coma istituto BESTA di Milano fa chiarezza sulla situazione di Alfie.

 

«Non cambia la prognosi, ossia cosa succederà di Alfie, ma cambiano due elementi di questa vicenda:

Il primo, noi come istituto neurologico BESTA ci siamo offerti dall’inizio di poter affiancare i colleghi inglesi in uno spirito di collaborazione scientifica – perché nelle malattie difficili la scienza non ha confini – e dovrebbe essere lo stesso anche nella circolazione dei pazienti, perché parliamo di malati che cercano le migliori cure e qui non è una cura per guarire, qui si tratta di far accettare questo bambino all’interno di un ospedale, due ospedali italiani hanno già detto che sono disponibili ad accettarlo, primo tra tutti il Bambino Gesù di Roma.

Accettarlo per fare che cosa? Per guardare con una cura palliativa anche il percorso che va verso la fine, non decidendo che la fine debba essere stabilita in un momento specifico per sentenza.

Non siamo qui in un caso di accanimento terapeutico, questo va detto molto chiaramente, non siamo in accanimento terapeutico che vuol dire dare una cura sproporzionata rispetto alla condizione clinica del bambino, qui il “best interest” per l’ospedale è la morte del bambino.

Qui bisogna riflettere anche a tutti voi italiani che siete qua, rispetto a questa condizione riguardo anche a un altro punto: come genitori, se noi fossimo nella stessa situazione, non avremmo il diritto di poter dire – voglio portare il mio bambino da un’altra parte, dove morirà, ma morirà assistito in una maniera che voglio decidere io. Questa limitazione della capacità dei genitori la trovo una cosa gravissima.

Se posso aggiungere un’ultima cosa, la differenza tra sistema italiano e sistema inglese, che mi è stata chiesta più volte. Sono molto bravi, hanno fatto molte indagini diagnostiche, credo che il bambino sia stato trattato bene dai colleghi inglesi, sia dalle nurse che dai medici, il bambino non aveva piaghe da decubito e non aveva segno di lesione, ma c’è una grandissima differenza: in Italia quando c’è un caso del genere non siamo in caso di accanimento terapeutico, noi lo assisteremmo, anche fosse per vent’anni e lo assisteremmo anche se fosse di una nazionalità straniera, in Inghilterra invece hanno deciso che questo bambino dev’essere soppresso (sospeso?) per una sentenza e non per un parere medico

 

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Alfie respira!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/04/2018

Lunedì pomeriggio i dottori dell’Alder Hey hospital di Liverpool, hanno staccato il respiratore al bimbo di 23 mesi, applicando la sentenza dell’Alta Corte Britannica di Giustizia che aveva stabilito che “continuare la ventilazione” non sarebbe stato “il migliore interesse di Alfie” vietando ai suoi genitori di portare il bimbo all’ospedale Bambino Gesù di Roma per un trattamento supplementare a spese del Governo.

Il grido internazionale di protesta partito dal Papa e seguito da cristiani che hanno pregato e continuano a pregare, ma anche da tanti non credenti di buon senso, nulla ha potuto contro l’ostinazione delle autorità britanniche.

I medici hanno tolto il respiratore senza cui avevano stabilito non sarebbe sopravvissuto ma…

Ops!

Alfie respira autonomamente, a fatica ma respira, sostenuto dalla coccole e dal contatto d’amore degli abbracci dei genitori, l’unica cosa concessa loro visto che ben trenta poliziotti vigilano giorno e notte affinché non portino il figlio a tentare cure alternative in altri ospedali.

Alfie continua a respirare, e questo è un fatto che ci dice due cose:

O le “sentenze” dei medici e dei giudici non sono infallibili, quindi non ha senso assolutizzarle impedendo a dei genitori di esercitare il diritto di libertà di cura, il diritto di libertà di circolazione, il diritto di nutrire il figlio (giacché ora che Alfie respira da solo, non viene nutrito, come afferma il padre qui)

Oppure la diagnosi era giusta, (sulla giustezza della sentenza dei giudici sorvolo), e le preghiere del popolo che sta intercedendo per Alfie sono state ascoltate da Qualcuno che ci vuole insegnare, con questa vicenda, che la vita appartiene solo a Dio.

Lascio ad altri siti e blog il compito di fornire le notizie o di discutere di leggi e morale, blog che fanno tale lavoro encomiabile meglio del sottoscritto che non è che un uomo che prega.

Mi limito a continuare a pregare, chiedendo, col cuore in mano, di unirvi a noi, l’esercito della cosiddetta #AlfyArmy, l’armata di Alfie, affinché Dio continui a intervenire in questa assurda situazione.

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