FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘aspettare prima del matrimonio’

Un fatto non solo umano

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2019

Ogni mattina condivido con gioia il pensierino quotidiano di Mons. Pierino Galeone, fondatore dell’istituto secolare del Servi della Sofferenza.

Il pensierino di oggi era troppo lungo per stare in un unico tweet; ho pensato allora di condividerlo qui nel blog perché vale la pena rifletterci su.

«Lo sbaglio più grave del mondo contemporaneo è ritenere il matrimonio solo un fatto umano, non ricordando che proprio Dio ha fatto l’uomo e la donna con il comando di procreare, di crescere e moltiplicarsi; inoltre ha dato il soffio di vita eterna al bimbo che nasce e infine ha elevato il matrimonio a sacramento, segno efficace di grazia soprannaturale.»

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“Di fronte alla Madonna e alla recita del Santo Rosario, l’azione del maligno viene sistematicamente annientata!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/03/2016

Alessandro_01Intervista al conduttore televisivo Alessandro Greco. Lui e sua moglie Beatrice Bocci, sono testimoni di una fede vissuta in coppia e nell’amore di Cristo Gesù, accompagnati dalla Madre del cielo che li ha sempre guidati verso il figlio.

Era il 1997 quando conosci Beatrice in occasione di “Miss Italia”. Fra di voi è stato subito un colpo di fulmine…

Hai detto proprio bene, è stato subito un “colpo di fulmine” fra di noi ma anche con Gesù! Lui c’è stato sempre nella nostra vita, noi dobbiamo soltanto avere il desiderio di aprire il nostro cuore e lasciarlo entrare. Gesù sta fuori alla porta del nostro cuore e bussa, chiede sempre il permesso, lasciandoci il libero arbitrio.

Nell’incontro con Beatrice ci siamo ritrovati ad essere due persone che anche a livello familiare, avevano sempre vissuto nella fede.

Questo ha contribuito ad arricchire il nostro rapporto; da subito eravamo in 3 perché quando conobbi Beatrice, lei aveva già una figlia di 5 anni e mezzo Alessandra che oggi ne ha 23, avuta dal suo precedente matrimonio, per cui possiamo dire di essere stati sempre una famiglia. Poi nel 1998 è nato Lorenzo, che oggi ha 16 anni.

A quel punto, non potendovi sposare (perché il matrimonio precedente di Beatrice non era stato sciolto dalla Sacra Rota) decidete di andare a convivere. Ma la convivenza per la Chiesa è peccato!

Il nostro desiderio non era quello di andare a convivere ma di condividere insieme una quotidianità familiare ma c’erano degli impedimenti, ovvero il precedente matrimonio di Beatrice, un esperienza dolorosa.
Per cui sia da parte mia che da parte sua, vi era la volontà di avviare tutte le pratiche per annullare il precedente matrimonio in Chiesa, sulla base di motivazioni vere e reali.

Questo percorso è stato molto doloroso, con certi passaggi di sofferenza nei quali abbiamo anche sperimentato un certo senso di abbandono da parte della Chiesa, ma tutto questo serviva a farci intraprendere seriamente un percorso di fede perchè il Signore voleva che camminassimo davvero con Lui, per ottenere ciò che desideravamo di più ovvero sposarci in grazia di Dio.

Alessandro_05La vostra fede in quel frangente di vita, si era indebolita o rafforzata?

Il Signore non è mai stato messo in discussione né da me e né da Beatrice, perché era presente ed ha continuato ad esserlo. La Chiesa è fatta da uomini, per cui tante volte possono sbagliare nel non concedere una parola o un gesto che ti può far sentire accolto, anche se non si è in una determinata situazione di grazia.

Un giorno vi ritrovate a fare una testimonianza a San Giovanni Rotondo (sei molto devoto di San Pio) e proprio in quel luogo, tu e Beatrice conoscete Fra Modestino…

Sono sempre stato vicino alla figura di Padre Pio, così andammo a San Giovanni Rotondo con Lino Banfi (all’epoca conducevo un programma con lui su Radio Rai) e ci recammo in Puglia per un evento dedicato ad una casa di accoglienza per bambini.

Con Beatrice abbiamo avuto la grazia di conoscere Fra Modestino, l’erede spirituale di San Pio. Con noi fu molto accogliente, ci fece sentire l’amore di Gesù , lasciandoci dei segni attraverso delle parole e dei gesti che ci stimolassero nel nostro cammino a seguire una strada di luce e seguendo il Signore, compiendo delle azioni che si sarebbero rivelate fondamentali per il nostro futuro di cristiani.

Beatrice cominciò a frequentare degli itinerari dedicati alle coppie, ed in uno di questi incontri coinvolse anche te. Ci racconti?

Abbiamo conosciuto un sacerdote che oggi è il nostro Padre Spirituale, lui è Padre Roberto Basilico, ha una comunità in Molise esattamente ad Isernia, e nell’arco dell’anno, organizza dei momenti di evangelizzazione e di preghiera comunitaria che chiama “Itinerari della gioia”.

Alessandro_06Io e Beatrice, abbiamo partecipato a uno di questi itinerari, dedicati alle coppie proprio perché la coppia è una delle istituzioni predilette da Dio e per questo è molto attaccata dal maligno, per cui c’è un particolare bisogno che le coppie e le famiglie partecipino a questi incontri, affinchè portino Gesù Cristo al centro della loro vita.

In quell’occasione nel nostro cuore è successo qualcosa di particolare perché arrivati a casa insieme ai nostri familiari, abbiamo iniziato a recitare il rosario tutti insieme settimanalmente.
Approfitto per dire ai lettori che di fronte alla Madonna e alla recita del Santo Rosario, l’azione del maligno viene sistematicamente annientata!

Di settimana in settimana, alla recita del rosario, aumentavano gli amici e i parenti che venivano in casa, fino a quando siamo diventati oltre 40 persone e così per volontà di Dio si è formato un gruppo di preghiera e ci siamo trasferiti in chiesa.

Quest’esperienza continua tutt’ora, ci ritroviamo tutte le settimane al martedì alle 21:30, recitiamo il rosario, poi c’è la preghiera spontanea comunitaria d’innanzi a Gesù Sacramento e facciamo anche l’adorazione eucaristica.

Andate a Medjugorje per la prima volta, rispondendo all’invito di Maria. Ci racconti quest’esperienza?

La Mamma celeste è una grande mediatrice, Lei ci prende per mano e ci tiene tutti sotto il suo manto celeste e ci accompagna. Infatti ci ha chiamati a Medjugorje.

Alessandro_07Il tutto è iniziato così: dal 2008 ho un rapporto di collaborazione con RTL 102.5. In quel periodo la radio mi comunicò che dovevamo recarci a Trieste (località insolita per eventi legati allo spettacolo) per trasmettere da lì, i nostri programmi. A quel punto, buona parte della strada era già fatta, per cui prima di recarci a Triste, decidemmo di andare a Medjugorje.

A Medjugorje abbiamo fatto un incontro molto significativo e bello con Fra Renzo, il quale ha fortemente il carisma della confessione. Il nostro incontro con lui è stato speciale ma allo stesso tempo duro per certi aspetti, (come d’ altronde era successo anche con Fra Modestino); ci ha dato dei messaggi molto chiari che arrivavano dal Signore.

Durante la salita al monte Podbrdo, la collina delle Apparizioni, insieme a Beatrice ci siamo messi in preghiera ed entrambi abbiamo sentito fortemente nel cuore di affrontare un periodo di castità come umile dono al Signore, anche perché ci avevano spiegato che questo era l’unico modo per riaccostarci ai sacramenti.


Promettere castità, in un epoca di trasgressione, è un valore molto rilevante…

Si credo proprio di si, fra l’altro noi eravamo una coppia già strutturata in quanto alle spalle avevamo già 2 figli e tanti anni di convivenza e non è stata di certo una passeggiata, però se prendendo una decisione di questo tipo, lo si fa non con la razionalità umana ma in preghiera, in grazia ed in comunione con il Signore e la Mamma celeste, per merito loro riesci a trovare la forza; una forza che ti guarisce e ti salva e sicuramente ti porterà a ricevere tante altre grazie … bisogna avere fede!

Infatti dopo quel periodo di castità durato quasi 3 anni, arriva quella grazia che attendevate da tantissimo tempo…

Si esatto. Dopo quel pellegrinaggio a Medjugorje, continuavamo a frequentare gli “Itinerari della gioia” insieme a Beatrice, e partecipando in uno di questi itinerari dedicati alle coppie, in preghiera i frati della comunità chiedono al Signore una parola da dedicare alle coppie ed eventualmente da riportare in un ricordino che avrebbero lasciato a tutti i partecipanti.

La parola che uscì fu la seguente: “Infrangerò il giogo che vi opprime e spezzerò le vostre catene”. L’itinerario si era svolto nel fine settimana: venerdì, sabato e domenica.
Finito l’itinerario, torniamo a casa e all’inizio della settimana, intorno al martedì, riceviamo la telefonata dell’Avvocato che si stava occupando della situazione coniugale di mia moglie, e con una grande emozione abbastanza insolita per un professionista, ci comunicò che la situazione rotale si era definitivamente conclusa in positivo e che dal giorno dopo, ci saremmo potuti sposare.

Andando a verificare meglio la situazione, l’Avvocato ci raccontò che il tutto era avvenuto rapidamente e che la notizia di ciò, era arrivata il venerdì precedente ovvero lo stesso giorno in cui noi eravamo all’itinerario ed il Signore aveva parlato per mezzo di quella parola!

Alessandro_08Per grazia di Dio, ci siamo sposati il 6 aprile 2014, finalmente in Chiesa, alla presenza della nostra guida spirituale Padre Roberto Basilico e di altri 11 sacerdoti.

Sei impegnato al momento con “Effetto estate” su Rai Uno e fai anche Radio su RTL 102.5. Come vivi la tua fede all’interno del mondo dello spettacolo?

E’ tutto un discorso di unione e di comunione con il Signore che ti fa desiderare di essere un piccolo strumento nelle sue mani. Per cui sia nell’esercizio della mia attività cioè nella conduzione, ma anche nelle relazioni e negli incontri che si fanno in quell’ambiente, cerchi di rendere testimonianza a Gesù Cristo che è sempre presente in tutte le cose, ovunque e comunque.

Sta a noi essere suoi messaggeri e testimoni, soprattutto facendo agire lo Spirito Santo.

Sulla base della tua esperienza, quanto è importante mettere Dio al centro della coppia? Oggi alcune persone, si sposano in chiesa solo per usanza non per credenza..

E’ proprio un peccato che alcuni di questi fratelli si sposino in chiesa senza coglierne l’essenza ed il valore altissimo di questa presenza. Un po’ tutti conosciamo quella pagina del Vangelo che ci racconta “Le nozze di Cana” dove la Madonna si accorge che il vino viene a mancare, cioè viene a mancare la gioia.

Cioè nel giorno del matrimonio per questi sposi non c’era già la gioia, per cui la Madonna in quanto Madre premurosa chiede aiuto al Figlio e Gesù, che non era ancora nel tempo della sua rivelazione, non resiste alla richiesta della Madre ed interviene facendo il miracolo.

Il matrimonio è un vincolo prediletto da Dio ma deve essere messo al centro della coppia e della famiglia, nella gioia e nel dolore.

I momenti di difficoltà fanno parte della vita, prima o poi arriveranno, ma se abbiamo un amico come Gesù che ci dona la sua luce, la sua pace, la sua gioia e benedizione, di questo ne trae giovamento la famiglia, la coppia e i figli. La famiglia è chiesa e diventa uno strumento bellissimo e potente nelle mani del Signore.

Che consiglio vuoi dare a tutte le coppie che come dice la Madonna, non conoscono ancora l’amore di Dio?

E’ difficile elargire consigli perché la fede e la spiritualità sono un fattore di relazione personale con il Signore. L’unica cosa che posso dire è che noi da soli, nella nostra misera condizione umana, non possiamo fare niente, siamo come pecore in mezzo ai lupi, quindi aprite il vostro cuore e lasciate entrare Gesù.

[Servizio di Rita Sberna su http://www.cristianitoday.it/%5D

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Adolescenza e verginità? Impossibile oggi? Giorgia ci dice di no

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/01/2015

Uy_01

Il suo cognome è Uy, perché è di origini filippine. Ma è una ragazza occidentale, nata e cresciuta in Italia; immersa nel mondo “moderno” del consumismo, dove tutto si brucia velocemente: idee, valori, passioni. Ha 17 anni, una famiglia cattolica alle spalle che circa 20 anni fa si è trapiantata nel Bel Paese, e ha deciso di fare – come sua mamma – una scelta radicale: quella della verginità prematrimoniale.
Persino nella culla della Cristianità, Roma, è un’opzione che ormai pochissime ragazze considerano; così non è in Paesi lontani, che vivono la fede in maniera molto più profonda e meno “di facciata” di quanto non accada intorno a San Pietro. Ed è per questo che la scelta di Giorgia risulta ancora più forte.

Uy_02“Devo tanto all’educazione che mi hanno dato i miei genitori, ma anche alla vicinanza alla Chiesa, alla mia appartenenza ai gruppi giovanili. Da lì ho maturato la volontà di fare questa scelta”. Una strada in salita… “Le mie coetanee pensano che sia una follia. Mi sono molto meravigliata di questa cosa. Io ho parlato con loro, mi sono aperta con tranquillità, ma la loro reazione è stata: “E’ impossibile”. Non si pongono nemmeno il dubbio che possa essere una strada percorribile. Mi è dispiaciuto vedere descritto il futuro come inevitabile, “una cosa che succede se hai un ragazzo”, quasi non potesse esserci alcuna possibilità di discernimento. Io invece ci voglio riuscire, perché vorrei dedicare questa cosa alla persona con la quale dividerò la mia vita. Anche per rispetto di me stessa”. Uno schiaffo alla superficialità con la quale oggi si affronta l’argomento della sessualità.

Uy_03Attenzione, Giorgia non ha alcuna intenzione di mostrarsi come una “santa”. E’ una ragazza normalissima, che studia al liceo Artistico, fa un po’ di sport, va a messa (“ma nemmeno sempre…”), frequenta gli amici e non esclude l’idea di un fidanzato. “Non è che mi allontano dalla vita di gruppo per evitare i rischi, diciamo così. Vivo normalmente, e sono convinta che se piaci a un ragazzo e lui ti piace, non c’è alcun problema a stare insieme; solo che se esiste il rispetto dell’altro, non mi deve chiedere di fare ciò che ho deciso di non fare. A maggior ragione se poi sarà lui l’uomo della mia vita”.

La sua dunque non è una storia di integralismo religioso, ma una condivisione di valori che peraltro sono non solo cattolici, ma di rispetto di se stessi. Gran parte delle sue motivazioni provengono dall’esperienza familiare, di due genitori di origini Filippine che hanno fatto la stessa scelta quando erano giovani e hanno proposto questo valore alla figlia.

Giorgia non si sente sola su questa strada. “C’è una mia amica più grande che ha fatto come me, con la quale mi confronto spesso. Curioso, anche lei di origine asiatica: è cinese”. E non è solo un pia intenzione, ma una decisione che ha già dovuto superare qualche “prova”: “Mi è capitato che qualche ragazzo mi chiedesse, più o meno esplicitamente, di arrivare là dove io non volevo. E ho detto di no”.

Uy_04C’è anche un altro aspetto che fa riflettere, e non c’entra col voto di castità fino al matrimonio: “Alcune mie amiche, ma anche semplici conoscenti, si raccontano sempre le proprie esperienze intime; credo che questo non sia giusto, perché così facendo si banalizza una cosa sacra come deve essere il proprio corpo, le emozioni. Parlarne con chiunque significa non dargli valore, e questo a prescindere dalla mia vita. E’ una cosa così intima che non può diventare ‘social’, fa perdere tutta la bellezza di quello che è un atto d’amore”.

(Fonte: http://www.interris.it/)

Di seguito, dagli Stati Uniti, una testimonianza bella, vera e forte di chi – sebbene con un percorso di vita differente – la pensa come Giorgia.

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