FERMENTI CATTOLICI VIVI

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«Non si può capire il suo sacrificio se lo si separa dalla sua fede personale»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/04/2018

Sono rimasto toccato dalla morte di Arnaud Beltrame, il gendarme francese che non ha esitato a offrirsi come ostaggio al posto di una donna, durante l’attentato di matrice islamica avvenuto a Trebes lo scorso 23 marzo.

Scopro con piacere che oltre ad essere un uomo coraggioso e protettivo, si era riavvicinato alla fede incarnandola al punto di dare la vita come quel Gesù che aveva riscoperto.

Dopo la morte tragica del tenente colonnello della gendarmeria francese, la moglie Marielle si è confidata col settimanale cattolico “La Vie”.

«Arnaud era profondamente legato a quella che lui chiamava la famiglia della Gendarmeria. Per lui non contavano né le ore di lavoro né il suo impegno. Sapeva creare unione tra i suoi uomini, infondere loro il suo slancio, portarli a dare il meglio di se stessi.

Era animato da altissimi valori morali, valori di servizio, di generosità, di dono di sé, di abnegazione. Aveva una forza di volontà fuori dal comune, sempre capace di rialzarsi dopo le prove.

Si sentiva gendarme nel suo intimo. Per lui essere gendarme voleva dire proteggere. Ma non si può capire il suo sacrificio se lo si separa dalla sua fede personale.

E’ il gesto di un gendarme e il gesto di un cristiano. Per lui le due cose sono legate, non si può separare l’uno dall’altro. Arnaud è tornato alla fede in modo forte verso i trent’anni.

Era un marito molto premuroso, quello che ogni donna sognerebbe di avere. Non si dava tregua per migliorarsi, per essere il miglior marito possibile e per rendermi felice.

Mi sosteneva e mi portava verso l’alto, sempre con molto rispetto.

Eravamo una coppia cristiana. Ci siamo preparati a lungo al matrimoni religioso grazie al solido accompagnamento dei monaci dell’abbazia di Lagrasse.

La celebrazione avrebbe dovuto aver luogo in Bretagna, perché Arnaud aveva là le sue radici. Era anche molto vicino all’abbazia di Timadeuc, dove ha fatto numerosi ritiri.

I funerali di mio marito si sono svolti in piena settimana santa, dopo la sua morte di venerdì, proprio alla vigilia della domenica delle palme, cosa che non è senza significato ai miei occhi.

E’ con molta speranza che aspetto di celebrare la resurrezione di Pasqua con lui.»

(Fonte: Credere, n. 14, Aprile 2018, pagg. 18 e 19.)

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È una guerra tra vuoti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2016

Vuoto_01La guerra che si sta combattendo nel mondo in questi tempi è la guerra tra due vuoti.

Il vuoto dell’Occidente che, abbandonata la fede da più di una generazione, non riesce, nonostante la libertà, il benessere, la democrazia e il riconoscimento dei diritti, a riempire quel vuoto nel cuore dell’uomo che solo Dio può riempire.

Il vuoto dell’Oriente, dilaniato dalla violenza, dalla povertà, dall’ignoranza e dalla guerra in cui le masse si rifugiano in estremismi che danno solo l’illusione di riempirlo perché solo l’Amore di Dio lo può fare. L’Amore, non l’odio, non la collera, non la morte, quella morte che non ci guarda più dalla lontananza di un’inquadratura di un reportage ma che adesso ci minaccia dalle strade che percorriamo ogni giorno.

E’ una guerra tra vuoti.

Vuoto_02E riguarda anche noi perché tutti viviamo una mancanza, un’assenza, un vuoto che può riempire solo Dio col suo Amore, ricevuto nella preghiera e in una fede praticata in maniera autentica, essendo veramente disposti a farci riempire e dilatare il Cuore da Dio-Amore.

E’ per questo che sono convinto che l’unica strada per vivere nella pace questo periodo di “guerra tra mondi vuoti”, l’unico modo per affrontare la paura, sia quello di “pregare affinché la preghiera diventi pace”.

La soluzione ce la dà Gesù:

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5, 43-44).

Possibile umanamente? Forse no, ma non stiamo vivendo in una guerra convenzionale, ci ritroviamo in un conflitto tra forze sovrumane che trascendono il mero meccanismo causa-effetto-reazione. E se la guerra è spirituale, la battaglia e la resistenza devono esserlo altrettanto.

Vuoto_03“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.” (Ap 12,7-9)

Il “drago”, il Male si è oramai infilato, come in delle maschere senza vita, nei vuoti dei cuori degli uomini, nei vuoti dell’Occidente e dell’Oriente, ma ha già perso. Noi saremo così sapienti da schierarci col Dio d’amore che ha già vinto o ci faremo prendere dalla guerra tra questi mondi vuoti?

Lo faremo quando saremo tentati di diffondere notizie di odio tra i media? Lo faremo quando decideremo di nutrire la nostra anima con tanta spazzatura anziché con amore, preghiera, pace e fraternità?

Vuoto_04Ci stiamo dentro tutti. Ci sto dentro io quando per mettere a posto la coscienza metto bandierine a favore di questo o quello, quando indignato o impaurito dico la mia su un evento e la sento subito stonare con un altro evento, perché quello che ci sta succedendo in questo periodo storico ha sempre meno senso. Io, per lo meno, non lo capisco, se non imbraccio le uniche armi che ci possano salvare in questo periodo.

Queste armi, come insegna il mio amico Valens, rwandese che ha vissuto il genocidio, sono le uniche che ci permetteranno di scegliere il bene e di poter dire, come lui: “Ho visto a cosa può portare l’odio (…) scelgo la strada della pace piuttosto che quella della guerra”.

E allora vogliamo fare l’unico atto veramente sovversivo per questi tempi?

Non lasciamoci tirare dentro questa guerra tra vuoti e scegliamo il Bene!

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