FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘#Calcutta’

«Noi pregavamo… Perché noi non possiamo dare agli altri quello che non abbiamo…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/09/2019

Il racconto del Prof. Giuseppe Noia, ginecologo e neonatologo al Policlinico Gemelli di Roma, del suo incontro con Madre Teresa di Calcutta.

«Mi aveva colpito la semplicità di una donna grande, che aveva ricevuto il Nobel a Stoccolma, che non aveva avuto nessuna remora di parlare di aborto a Stoccolma, e che stava al di sopra di tutte le divisioni umane.»

«Noi pregavamo… Perché noi non possiamo dare agli altri quello che non abbiamo…»

«Madre Teresa disse: credo che una persona attaccata alla ricchezza e al possesso delle cose, che vive preoccupata solo di se stessa, in realtà è molto povera. Se questa mette il suo denaro e la sua salute al servizio degli altri, allora è molto ricca.»

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«Lei aveva sempre del tempo per incontrare qualcuno.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/03/2019

Una testimonianza preziosa, e un bell’insegnamento per noi uomini e donne di oggi che non abbiamo mai tempo per nessuno…

«La mia prima impressione è stata la sua premura.
Quando mia madre è andata via lei stessa ha cominciato a sistemare il mio posto
Lei aveva sempre del tempo per incontrare qualcuno.
Nel 1997, poco tempo prima che morisse, ci ricordava la santità della vita, necessaria per compiere l’opera di Dio.
Dobbiamo prenderci cura dei più poveri perché sono Gesù.
Il Vangelo delle cinque dita: prendeva una mano e diceva: lo-hai-fatto-a-me, poi prendeva l’altra mano e diceva: io sarò, io vorrò essere santo con la benedizione di Dio, e poi diceva: unisci le due mani e avrai da una parte santità e dall’altra servizio ai poveri.»

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“Ciò che il sangue è per il corpo, la preghiera è per l’anima”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/09/2016

Mother_Teresa_01

Tutti conoscono le opere realizzate nel mondo da Madre Teresa di Calcutta, canonizzata il 4 settembre 2016 a piazza San Pietro da Papa Francesco.

Le azioni della santa però erano frutto di una preghiera intensa, innamorata, a cui dedicava le prime ore del mattino e nel cui spirito viveva ogni cosa, e tutto il suo tempo, come racconta Saverio Gaeta nel libro Il segreto di Madre Teresa.

– – –

<<Dinanzi a qualsiasi problema e difficoltà, Madre Teresa rispondeva in un solo modo: “Dobbiamo pregare”.

Non era innanzi tutto per raggiungere lo scopo desiderato o per ottenere qualcosa di concreto, ma perché “la preghiera dilata il nostro cuore sino a quando è capace di contenere il dono di Dio stesso. Proprio come il seme è destinato a diventare un albero, così noi siamo destinati a crescere in Gesù”.

E addirittura ella era solita comparare la preghiera a una trasfusione sanguigna: “Ciò che il sangue è per il corpo, la preghiera è per l’anima”.

Sin da quando era entrata fra le suore di Loreto, si era ripromessa di essere la prima a giungere in cappella. Un impegno che mantenne per tutta la vita, svegliandosi ogni mattina alle 4.40 – anche se era andata a letto tre o quattro ore prima – ed entrando nella cappella alle 5.

Nell’iniziare la recita delle preghiere con il segno della Croce, Madre Teresa invitava ogni giorno le sue suore a rivolgere un pensiero alla Trinità associandolo con il loro carisma, e così diceva: “Nel nome del Padre – preghiera; del Figlio – povertà; dello Spirito Santo – zelo per le anime. Amen – Maria“.

Mother_Teresa_02(…) La Madonna, che ella definiva “la prima Missionaria della Carità”, era il perno centrale delle devozioni di Madre Teresa.

“Maria, Madre di Gesù, sii ora anche mia madre” e “Maria, rendimi pura e umile come te, affinché io possa essere santa come Gesù” erano due delle frasi che più spesso aveva sulle labbra.

Così come il rosario, che recitava in ogni momento libero, particolarmente durante i viaggi. Era tanto tenero il modo in cui pronunciava la sequenza di Ave Maria che una volta un vescovo messicano disse in un’omelia: “Quando vedo la Madre pregare il rosario, penso a una piccola bambina avvinghiata alla mano della mamma”.

E anche le sue discepole ne seguono le orme, tanto da indicare abitualmente la distanza dei luoghi dove devono recarsi con il numero di rosari che riescono a dire camminando o muovendosi con l’autobus.

(…) Ma la devozione più caratteristica di Madre Teresa fu quella della Medaglia Miracolosa, ispirata all’apparizione del 1830 a Santa Caterina Labouré, sulla quale la Vergine è raffigurata in piedi su un globo mentre dalle mani scaturiscono dei raggi che simboleggiano le sue grazie, e tutto intorno la scritta “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.

Dovunque andasse, ella si assicurava di avere una scorta di medaglie da regalare alla gente che incontrava. A ciascuno chiedeva quanti figli, quanti fratelli o sorelle avesse, in modo da dargli un numero sufficiente di medaglie. E non accettò mai che le distribuisse un’altra suora, perché voleva consegnarle tutte di persona.

medaglia_miracolosa_frConnesso con la medaglia, c’era poi il Memorare, la preghiera risalente al XII secolo e attribuita a San Bernardo di Chiaravalle che, tradotta dal latino all’italiano recita:


Ricordati, o piissima Vergine Maria,

che non si è mai inteso al mondo
che qualcuno sia ricorso alla tua protezione,
abbia implorato il tuo aiuto,
chiesto il tuo patrocinio
e sia stato da te abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a te ricorro, o Madre,
Vergine delle vergini,
a te vengo, e, peccatore come sono,
mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.
Non volere, o Madre del divin Verbo,
disprezzare le mie preghiere,
ma benigna ascoltale ed esaudiscile. Amen.

Madre Teresa era solita pronunciarla per nove volte di seguito in ogni circostanza nella quale aveva bisogno di aiuto soprannaturale.

Con il suo senso dell’umorismo la definiva una “novena volante”, per la sua efficacia e perché poteva essere recitata in breve tempo.>>

(Tratto da Il segreto di Madre Teresa di Saverio Gaeta, Piemme 2002, pagg. 110-113)

– – –

Una santa speciale che traccia ma una strada percorribile.

La seguiamo insieme?

 

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“Preghino!” (…) “Dunque, preghiamo!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/09/2016

MT_01

La televisione spagnola, il 21 luglio 1980, ha dedicato a Madre Teresa un lungo programma. La registrazione dell’intervista aveva avuto luogo quasi un mese prima. Solo pochi di noi collaboratori eravamo stati autorizzato a entrare con lei nello studio.

“Non mi sono mai sentito tanto impressionato di fronte a un altro personaggio”, sentii in quell’occasione che confessava il direttore di A Fondo a uno di quei collaboratori.

Io, che avevo visto Madre Teresa tante volte, potei constatare che davanti alle telecamere lei era serena e sicura come in qualsiasi altra circostanza: una serenità e una sicurezza che le vengono dal di dentro.

Quando si sedette di fronte all’intervistatore, prima di aggiustarsi gli auricolari, si fece il segno della Croce, con grande semplicità.

Nel corso dell’interminabile intervista, nella quale spesso le telecamere la inquadravano con grande risalto, continuò a tenere il rosario tra le dita.

Accettò tutte le domande meno alcune di carattere personale. Queste le eluse sempre con grande cortesia: “Non parliamo di questo, non ha importanza. Parliamo della nostra gente (our people)”. E chi è familiarizzato con il linguaggio di Madre Teresa sa che la nostra gente – our people – sono i poveri.

Concludendo l’intervista, Soler Serrano le chiese quale messaggio voleva trasmettere agli spagnoli.
Madre Teresa fu molto breve: “Preghino!”. Il direttore di  Fondo apparve sorpreso: si aspettava probabilmente una risposta più lunga.

MT_02Le telecamere continuavano a centrare Madre Teresa. I microfoni erano sempre aperti. Ma Madre Teresa si alzò, considerando terminata l’intervista. Aggiunse solo: “Dunque preghiamo!” (So, let’s pray!).

La segretaria del programma, anche a nome degli altri presenti, le chiese di posare per una foto di gruppo.

Madre Teresa – che imputa il merito ai fotografi e ai giornalisti se le sarà evitato il Purgatorio – acconsentì. Ma volle anche che non perdessero tempo a dare esecuzione al suo messaggio e suggerì che tutti: direttore, segretaria, assistente, tecnici, ecc., nonché coloro che erano presenti per semplice curiosità, recitassero un Padre Nostro mentre si accingevano a essere fotografati dinanzi alle telecamere.

(Da”Il sorriso dei poveri, aneddoti di Madre Teresa di Calcutta”, di José Luis Gonzàlez-Balado, Città Nuova, pagg. 137-138)

“AMATE LA PREGHIERA. PROVATE SPESSO DURANTE IL GIORNO LA NECESSITA’ DI PREGARE? FATELO DUNQUE!

LA PREGHIERA ALLARGA IL CUORE, FINO A RENDERLO CAPACE DI CONTENERE IL DONO DI DIO STESSO.

CHIEDETE E CERCATE, E IL VOSTRO CUORE SI FARA’ GRANDE A SUFFICIENZA PER CONTENERE CRISTO, PER ALBERGARLO DENTRO DI VOI.”

(Santa Teresa di Calcutta)

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