FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘Capodanno’

Osiamo chiedere a Dio di rivelarci chi siamo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2020

In questo periodo stiamo vivendo una rinnovata consapevolezza della necessità di curare di più l’ambiente in cui viviamo. 

Stiamo attenti a non inquinare, ad acquistare in maniera consapevole, a far bene la differenziata e a smettere di usare la plastica. È giusto, doveroso direi, per fare la nostra parte e cercare di mantenere il pianeta più pulito e bello possibile. 

man-using-phone_8096b29c-a734-11e9-bdb2-acd0277ecbefMa abbiamo la stessa attenzione per l’inquinamento acustico che ogni giorno intasa le nostre orecchie e per l’overdose di immagini che tengono il nostro sguardo perennemente rapito da uno schermo da cinque pollici?

Dobbiamo essere costantemente intrattenuti e distratti da qualcosa. Dalla tv perennemente accesa, da musica, radio, cuffie tre alle orecchie mentre magari controlliamo le notifiche di Whatsapp, Instagram, Facebook, Twitter, e gli status e… E se Dio parlasse nel silenzio?

Dio, che ci ha pensati per primo, che ci ha amati prima ancora di tesserci nel grembo di nostra madre, è l’unico che conosce la verità di noi stessi, e il senso vero della nostra vita. Ed è l’unico che possa comunicarcela nel silenzio della preghiera e della meditazione. 

Le poche volte che sono riuscito a far tacere le distrazioni e a mettermi in silenzio alla presenza di Dio, ho sperimentato questa meravigliosa realtà. 

Anche il profeta Elia fece questa esperienza.

untitled“Gli fu detto: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore». Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: «Che fai qui, Elia?».” (1 Re 19,11-13)

Pensate a quanto ci perdiamo per colpa di questi aggeggi che ci fanno vivere perennemente distratti, perennemente intrattenuti a fare aria fritta che percepiamo come urgente e improcrastinabile. Ma lo è davvero?

Chi sta dietro tutto ciò ha l’unico interesse di guadagnare con la pubblicità che ci arriva – mirata in base a come usiamo le app – e che non aspetta altro che un nostro click o uno sguardo distratto di due o tre secondi. Ma il danno vero è proprio quello di non permetterci di pensare e di curare quell’unica dimensione in cui possiamo davvero trovare noi stessi, il silenzio. 

50962-will-van-wingerden-man-unsplash.1200w.tnDio sussurra in un mormorio di vento leggero. Dio ha oggi, per me, per te che leggi, un messaggio che può arrivare dritto al cuore, dare alla tua giornata quel senso che cerchiamo invano sui social. 

Dio, oggi, può sussurrarci la verità su noi stessi e se ci mettiamo alla sua presenza in silenzio, vero silenzio, con cellulare e tv spenti, (si, proprio spenti) può vincere quell’angoscia che sembra non andarsene mai, quella solitudine che non sarà mai riempita da una storia di Instagram o da uno status di Whatsapp. 

Oggi è il primo giorno dell’anno, molti di noi avranno fatto i soliti buoni propositi che verranno disattesi subito dopo l’Epifania. Se proprio dobbiamo farne uno, osiamo spegnere le moderne distrazioni di massa, osiamo prenderci dei minuti di silenzio (magari che ne so… nella trasgressiva location di una chiesa…) e chiediamo a Dio di rivelarci veramente chi siamo. 

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Gratitudine

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2019

Ogni fine ci incupisce sempre, ma solo perché a noi non piacciono le cose che finiscono. Certo, a volte si è molto felici che certi anni siano passati, perché magari sono stati delle cisterne di problemi e di sofferenza o di cose difficili da vivere.

Ma normalmente alcune date ci mettono dentro molta nostalgia e pensieri.

Un cristiano è uno che non solo sa fare spazio in sé alla nostalgia, ma sa collocare accanto ad essa la gratitudine.

Noi non possiamo vivere l’ultimo giorno dell’anno non ricordandoci che siamo figli di Uno che ci ha salvati e che ha riempito di luce le nostre tenebre:

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”.

Il prologo del Vangelo di Giovanni che leggiamo oggi, vuole incidere a fuoco dentro ciascuno di noi, che Cristo si è fatto carne della nostra carne, sangue del nostro sangue. È stabilita così la fine della nostra radicale solitudine. Non siamo più soli, mai.

Possiamo sentirci soli, ma non lo siamo nella sostanza, e la memoria dell’Incarnazione ci fa trovare la forza di vivere sempre con gratitudine ogni istante della nostra vita, anche il più doloroso.

E questo perché Dio non è rimasto velato, ma si è raccontato: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato”.

Ecco perché la fine per noi cristiani è sempre una memoria del fine.

Solo se apriamo gli occhi allo scopo della vita, al suo vero fine, allora possiamo trovare il coraggio di guardare in faccia anche la fine senza avere paura, ma anzi riuscendo a dire anche ad alta voce il nostro grazie.

Il Vangelo di oggi ci mette davanti una pagina difficile dell’evangelista Giovanni, e lo fa forse per ricordarci che anche la nostra vita a volte non è di facile decifrazione, eppure essa nasconde al fondo una buona notizia.

Vangelo significa “buona notizia”, ed essa lo è anche quando non la capiamo subito, come la nostra vita.

(Don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2019)

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Affidamento

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2018

Come ogni anno in questi giorni la rete pullula di una valanga previsioni, profezie, oroscopi e simili sciocchezze; nel migliore del casi girano gli auguri “copia-incolla-salva-coscienza” che hanno perso il senso degli auguri di una volta quando uscivi di casa, compravi un bel biglietto, ti fermavi a pensare le parole giuste e le scrivevi con calma e seduto al tavolino pensando al destinatario.

In questa latitanza di senso generale – almeno per quanto riguarda me – trova senso solo l’affidare a Dio con fede, tutto. Anche il nuovo anno.

Affidamento al Cuore Immacolato di Maria

O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,
mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.

Noi Ti amiamo immensamente.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore
così che abbiamo un continuo desiderio di Te.

O Maria, mite e umile di cuore,
ricordati di noi quando pecchiamo.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo del Tuo Immacolato e Materno Cuore,
di guarire da ogni malattia spirituale.

Fa’ che sempre possiamo guardare
la bontà del Tuo Cuore Materno
e che ci convertiamo
per mezzo della fiamma del Tuo Cuore.

Dettata dalla Madonna a Jelena il 28 novembre 1983

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Capodanno, una bella occasione per benedire

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2018

Dio insegna a Mosè e Aronne la formula per benedire nel nome di Dio.

A Capodanno la Chiesa ce lo ricorda nella prima lettura della Messa tratta dal libro dei Numeri (Nm 6,22-27).

San Francesco fece sua questa preghiera in questa versione che si fece veicolo di tante conversioni e guarigioni.

In mezzo a una società, a ai social in cui dire male, maledire in un certo senso è diventata la norma, perché non riscoprire quanto sia bello e fecondo benedire?

Capodanno è una buona occasione per cominciare, anche se non credi…

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“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2017

donnie_01

Donald (detto Donnie), figlio di una famiglia di militari, ha dieci anni quando trasloca coi suoi dalla Virginia al Sud California

Allettato dallo stile di vita californiano, a tredici anni vive solo per il piacere, che lo trascinerà in una spirale verso il riformatorio, la prigione e pensieri suicidi.

Quando un giorno il padre annuncia l’imminente trasferimento in Giappone, Donnie prova grande rabbia al solo pensiero e una volta in Giappone cerca amici che avessero il suo stesso stile di vita.

Questi amici diventano i contatti per introdurlo all’ambiente della mafia giapponese, conosciuta come Yakuza.

Ero un ragazzo caucasico che non doveva fare altro che riempire lo zainetto di droga e soldi, correre tra un casinò e un altro della grande isola di Honshu” ricorda Donnie in un recente video.

donnie_02Donnie viene presto ricercato dal governo giapponese e da quello statunitense. Dice Donnie: “Venni letteralmente sbattuto fuori dal paese con due poliziotti e mani e piedi ammanettati, venni affidato alla custodia di mio padre”,

Viene trasferito in un centro di recupero ma una volta rilasciato ricade nella vita di prima. In quel periodo la felicità per lui è sentirsi bene che significa non scendere mai dallo sballo, e cerca di non essere mai sobrio.

Occasionalmente si fa domande sul senso della vita, ma solo per mantenersi sempre su di giri; non viveva in alcun contesto religioso.

Una notte, mentre il ventunenne Donnie è nella sua camera da letto, senza musica o distrazioni, viene sopraffatto dal panico e da pensieri suicidi. Non sapendo cosa fare, prende un libro a caso dalla libreria dei suoi, e trova un libro di apparizioni mariane.

Nonostante la madre fosse cattolica, aveva rigettato la sua fede per così tanto tempo che non aveva idea di cosa fossero le apparizioni mariane, ma comincia a leggere rimanendo rapito dalla lettura di quel libro.

“Parlava di una donna meravigliosa che era la madre di Gesù, che era bella, così bella che avrebbe fatto piangere i suoi figli, facendoli cadere in ginocchio a causa della sua bellezza, femminilità e amorevolezza. Questo mi affascinava.” dice Donnie in una sua intervista.

donnie_03“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato. Lessi l’intero libro in una nottata e lì iniziò il mio completo innamoramento per Gesù“.

Nel suo libro “Non si torna indietro: un testimone della misericordia”, Fra Donald ricorda cosa gli accadde la mattina successiva.

Riesce a balbettare a malapena qualcosa a sua madre della sua esperienza notturna, a causa del suo imbarazzo e della totale mancanza di vocabolario religioso, ma la convince che si trattava di una vera esperienza di fede. La mamma chiama immediatamente tutti i preti che conosce affinché incontrino suo figlio.

Ma alle sei del mattino, “…i preti non compresero l’urgenza della situazione – il bisogno di un appuntamento a quell’ora senza saperne di più; era così importante da non poter aspettare un paio d’ore? Mia madre non mollò fino a che un prete non trovo un prete che si sarebbe liberato dopo le nove”.

donnie_04“Mentre mia madre chiamava il terzo prete le dissi che lì dove vivevamo nell’aeroporto navale di Norfolk, ci poteva essere quel posto chiamato chiesa o cappella. Le dissi – Non c’è una cosa del genere vicino al cancello principale?” , ricorda Donald nel suo libro.

“Capendo al volo a cosa mi riferissi, la mamma mi disse: Si, Donnie, corriamo!”

Ed è così che Donnie riesce a incontrare un sacerdote che lo invita a partecipare alla Messa insieme a lui. Dopo la Messa il prete gli dà un’immagine di Gesù.

Ero scioccato del fatto che l’immagine non rappresentava un Gesù arrabbiato pronto a colpirmi ma un Gesù che aveva un gesto di benedizione. Cominciai a piangere realizzanzo che ero amato e cercato da Dio”.

donnie_05Alla fine Donald diviene prete nella congregazione dei Padri Mariani dell’Immacolata Concezione e Santissima Vergine Maria. Viaggia spesso raccontanto la sua incredibile storia.

Dico spesso alla gente che io sono la ‘prova provata’ della Divina Misericordia, e che funziona. Ho fatto così tante cose cattive, facendo male a così tanta gente, e c’è ancora misericordia per uno come me. E se questo è vero, e lo è, c’è un oceano di misericordia che aspetta il mondo intero!”

“Gesù ti ama, è venuto per te; è pazzamente innamorato di te, anela alla tua amicizia, ambisce al tuo cuore. Daglielo e credi in Lui!”.

(Tradotto da http://www.catholicnewsagency.com/news/he-was-a-runner-for-the-japanese-mafia-now-hes-a-catholic-priest-24027/)

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Un capodanno davvero alternativo? Ringraziare Dio!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2015

tedeum_00Ho raggiunto quell’età per cui se dovessi ricevere dieci euro per ogni buon proposito di Capodanno infranto all’Epifania (o anche prima), potrei tranquillamente smettere di lavorare.

Siccome non ho trovato nessun benefattore che prendesse a cuore questa causa (chissà perché?) sono giunto alla conclusione  He forse è meglio non farne.

Allora che si fa? Si comincia il nuovo anno così come si è finito il vecchio?

Ci si lamenta del 2015 sperando che il 2016 sia migliore?

Ancora una volta la sapienza millenaria della Chiesa ci viene incontro.

Come? Proponendoci di RINGRAZIARE per l’anno passato.

Come da tradizione nella Chiesa Cattolica, oggi, il Te Deum viene celebrato in tutte le chiese cattoliche del mondo: è una preghiera di RINGRAZIAMENTO a Dio per l’anno appena trascorso che di norma viene cantata o letta in latino principalmente, ma negli ultimi anni anche nelle varie traduzioni delle principali lingue mondiali.

Verrà recitato ANCHE NELLE NOSTRE PARROCCHIE. Per chi fosse impossibilitato, o volesse finire l’anno con una preghiera in comunione con tutta la CHIESA, ecco la traduzione in italiano

tedeum_01

Noi ti lodiamo, Dio (Te Deum)

«Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono
nella tua lode; la santa Chiesa proclama
la tua gloria, adora il tuo unico Figlio,
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli.

tedeum_02Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.»

~*~*~*~*~

BUON 2016 DI PACE E BENE!

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Previsioni astrologiche? Buoni propositi? Ma no… Ecco come iniziare il 2015 alla grande!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2014

Propositi_per_il_2015

QUADRO SEMIOTICO BUONI PROPOSITI 2015 CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, recita un detto popolare, ma quanti di noi proprio non riescono a non fare propositi per il nuovo anno? Chi si ripropone di dimagrire, chi di smettere di fumare, chi di iniziare ad andare in palestra (io sono sempre tra questi e, secondo voi ci vado?…), chi di iniziare-a-pregare-come-Dio-comanda… propositi che alla fine, si infrangono contro gli scogli di una quotidianità che ce li fagocita in pochi giorni.

Ma la Chiesa, proprio il primo giorno dell’anno, celebra Maria santa Madre di Dio, indicandoci chiaramente a chi affidare i nostri propositi, le difficoltà e le sfide che ci aspettano durante l’anno che sta iniziando.

Chi non ricorda la bella figura di Papa Francesco che, al santuario della Madonna Aparecida ce la indica come via per Gesù?

Se come me siete un po’ allergici agli auguri-copia-incolla che impazzano sul web e su Whatsapp, se come me avete seminato buone intenzioni sistematicamente dissolte dopo pochi giorni, che ne dite di affidarle alla Vergine Maria nella certezza che saprà presentarle a suo Figlio Gesù come Lei stessa assicura?

papa_francesco_aparecida_01“Io sono con voi e di giorno in giorno intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù.” Messaggio della Regina della Pace del 25 Novembre 2014

“Di giorno in giorno intercedo”… Ogni giorno, un giorno alla volta…

Per questo, non abbiamo timore di farla questa benedetta lista dei propositi per il 2015. Scriviamola, pensandoci bene, pregando lo Spirito Santo di illuminarci sui propositi più giusti per noi e per il nostro prossimo.

rosaryPrendiamo poi un Rosario e recitiamolo con l’espressa intenzione di affidare tutto a lei nella certezza che questa volta i nostri propositi non si dissolveranno nel nulla ma che verranno portati davanti al trono dell’Altissimo.

Alla fine un bel ringraziamento per l’anno passato con un bel Te Deum in Parrocchia, in comunione con Papa Francesco

Per cui bando alle previsioni astrologiche dei vari Branki, Foxy, Astrelle e Syriette che ogni anno sistematicamente illudono e deludono.

Seguiamo la via indicata dal Papa e… il 2015 inizierà alla grande!

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2014. Buoni propositi? No. Piccoli Passi Possibili

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2014

PPP_00Alzi la mano chi non ha mai fatto dei buoni propositi il 1° Gennaio.

“Con l’anno nuovo mi metterò a dieta”, penso che sia il più gettonato, anche dal sottoscritto (confesso che sono uno dei pochi celiaci in Italia capace di essere sovrappeso).

“Con l’anno nuovo mi segnerò in palestra, comincerò a correre” – aggiungete voi il vostro sport preferito…

“Con l’anno nuovo mi iscriverò a quel corso di inglese/ceramica/cake-desing/smacchiatura-leopardi…” ecc. ecc…

Nulla di male se non fosse che – almeno per quanto mi riguarda – in genere queste fermissime decisioni sfumano miseramente dopo qualche settimana (quella della dieta anche dopo qualche giorno. Ok, va bene, il giorno dopo quando in ufficio mi lascio flettere dalle monday-cake senza glutine della mia collega…).

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Ma questa mattina mi sono svegliato con tre lettere nella testa, P-P-P.

“Piccoli Passi Possibili”

Sono queste le tre “p”, che Chiara Corbella Petrillo ha appreso e subito vissuto, dai francescani ad Assisi, che hanno guidato Chiara e suo marito Enrico nella loro vita, aiutandoli ad affrontare la paura del passato e del futuro di fronte ai grandi eventi e a cominciare sempre dalle piccole cose.

“Chiara ci ha insegnato che rinunciare a controllare le cose è forse la forza maggiore” afferma il padre, provato, commosso, ma edificato dall’esempio di questa santa figlia.

E’ vero, ecco allora perché molti buoni propositi sfumano dopo poco tempo, perché li voglio controllare. Ecco dove sta l’intoppo!

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Chiara non dice che sia sbagliato fare buoni propositi, ma il volerli controllare con le nostre sole forze, senza affidarli veramente a Dio.

Allora, contraddicendomi parzialmente con quanto detto in questi giorni, farò anch’io dei propositi per il 2014, affidandoli a Dio ogni giorno e tutte quelle volte in cui sbatterò il muso sulla mia incapacità di essere coerente con le risoluzioni prese.

Il primo proposito sarà quello di essere onesto con me stesso. Quante volte l’orgoglio mi spinge a dire che non c’è nulla che non vada in me? Chiederò a Dio di essere l’uomo che Lui vuole che io sia e non quello che voglio mostrare o quello che presumo di essere.

PPP_02Il secondo proposito sarà quello di staccarmi un po’ dalle cose. Tremate al solo pensiero di prestare la vostra bella macchina a qualcuno? Vi prende un capogiro al pensiero di vendere il vostro bellissimo smart-phone per aiutare l’amico che non arriva alla quarta settimana? Vi fareste torturare piuttosto che regalare lo scooter che usate tre volte d’estate all’amico che non ha mezzi di trasporto? Non so voi ma io sono proprio così, e penso di aver bisogno di questo secondo proposito. Il Signore mi mostrerà come e in quali modalità metterlo in pratica.

Terzo proposito del 2014. La carità. Ogni giorno incontro, e ignoro almeno tre o quattro poveri che chiedono l’elemosina, a volte di meno, a volte di più…. Voi no? Papa Francesco ci dice: “E quando dà l’elemosina guarda negli occhi la persona povera? E gli tocca anche la mano o gli butta solo la monetina?”  Non c’è altro da aggiungere, se non il farlo, magari chiedendogli come si chiama, magari dicendo un’Ave Maria per lui dopo averlo salutato…

PPP_04P-P-P. Piccoli Passi Possibili.

Forse non cambieremo il mondo, sicuramente non risolveremo i problemi e le crisi dell’anno che verrà, ma, con questi Piccoli Passi Possibili, cominceremo a cambiare il mondo nell’unica parte in cui questo è davvero possibile, noi stessi.

Buon 2014

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2013. Perché non ringraziare?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/12/2013

Un tale aveva raccolto una serpe irrigidita dal freddo e l’aveva riscaldata mettendosela in seno. Ma questa, appena ripresasi, uccise subito, col suo morso velenoso, il suo benefattore.

gratitudine_01

Questa favola è di Esopo che visse nel VI sec. a.C. Fu ripresa dal favolista latino Fedro (I sec. d.C.) e poi riproposta anche dal poeta francese La Fontaine (XVII sec d.C.).

Perché tanta insistenza? Forse per ricordare che l’ingratitudine è sempre nascosta nel cuore dell’uomo come una serpe velenosa. La parola ingratitudine ci fa pensare subito a chi lo è nei nostri confronti, ma noi?

L’anno sta terminando. Perché non “rendere grazie” a Dio per tutto ciò che ci ha portato? Per ciò che Dio ci ha regalato?

Anche quando – come questo 2013 – è un anno difficile, pesante, di crisi, a ben riflettere, è sempre molto più ciò che ci offre che ciò che noi diamo.

gratitudine_02Dunque perché non ringraziare?

L’ingratitudine è una delle peggiori forme di cecità: la cecità del cuore; l’ingratitudine è “sclerocardia”, durezza di cuore, e ci rende ancora più infelici…

Come fare ad essere grati?

Ce lo insegna un’anziana che, sebbene le batoste della vita non l’avessero risparmiata, presentava un viso sereno e quieto, sembrava completamente al di sopra delle preoccupazioni e molestie che tormentano il vivere quotidiano.

Una donna triste le chiese un giorno il segreto della sua felicità. La bella faccia senile risplendette di gioia e rispose:

“Mia cara io tengo un Libro delle cose liete. Molto tempo fa imparai che non c’è giorno tanto oscuro e tetro che non contenga qualche raggio di luce, e io mi sono fatta un dovere nella mia vita di scrivere tutte le cose che hanno tanta importanza per una donna.

gratitudine_03Ho delle agende in cui sono stati notati tutti i giorni e tutti gli anni della mia vita da quando lasciai la scuola. Si tratta solo di piccole cose: il vestito nuovo, le chiacchiere con un’amica, le attenzioni di mio marito, un fiore, una passeggiata nei prati, una lettera, un concerto, una gita; ma tutto va nel mio libro delle cose liete, e quando sono tentata di commiserarmi, ne leggo alcune pagine per vedere che donna felice e fortunata sono. Può vedere i miei tesori se vuole”.

Lentamente la donna bisbetica e scontenta sfogliò l’agenda che l’amica le aveva portato leggendone un po’ qua e un po’ là. L’inizio di una giornata era così:

16 Gennaio – Giovedì

Ho ricevuto una gradita lettera da un’amica.
Ho visto un bel giglio nel prato.
Ho trovato la spilla che avevo pensato di aver perduto.
Ho visto una ragazza così vivace e felice per strada.
Mio marito mi ha portato dei fiori.
Ho finalmente deciso di chiamare quella musona di mia sorella, anche se mi racconta sempre le stesse cose.

“Ha trovato un piacere ogni giorno?”, chiese la donna triste.

“Ogni giorno. Devo dimostrare che la mia teoria è vera”.

gratitudine_04Il racconto – vero o leggenda che sia, non importa – racchiude una grande lezione sull’arte di essere: sotto il suo aspetto umile e abitudinario la più normale esistenza quotidiana contiene tutto un insieme di circostanze le quali, vissute creativamente e godute nella loro spirituale bellezza, ci darebbero quella sufficiente dose di felicità a cui il nostro essere aspira.

Come la donna scontenta però, noi ignoriamo questo tesoro nascosto e consideriamo ciò che ci è dato di vivere come una cosa trascurabile e banale, non come un materiale prezioso, come cosa scontata, non come grazia quotidiana.

Allora, al bando bilanci sadomasochistici del 2013 che sta per terminare, ringraziamo Dio e, se non ci riusciamo tanto facilmente…

Che ne dite di comprarci, per il 2014 una bella agenda delle cose liete?

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