FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘#CatherineQuinn’

«Sono così riconoscente di essere a casa…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/01/2018

L’incredibile storia di Catherine Quinn: l’abuso, l’abbandono dei genitori, il paganesimo, l’ateismo, una vita dissoluta e poi, quando tutto sembrava perduto e senza senso, quel seme di Cristo che era stato piantato da bambina comincia lentamente a spuntare e a portare i suoi frutti.

Il racconto è un po’ lunghetto ma vale la pena prendersi del tempo per leggerlo fino alla fine. E’ una bella storia.

«Mentre crescevo non sono stata avvicinata a Dio o alla Chiesa cattolica. Sapevo che i miei nonni erano cattolici, ma nessuno ne parlava, e io non sapevo nemmeno cosa volesse dire essere “cattolico”.

A causa di un terribile abuso sono stata portata via da casa mia a nove anni. Ho vissuto in una struttura di accoglienza per un weekend, in orfanotrofio per otto mesi e poi, quando si è liberato un posto in una casa affidataria, sono andata lì, fino ai dodici anni.

Il tribunale ha poi ordinato a mia madre di prendermi, ed è così che ci siamo incontrate. Dopo essere andata ad abitare con lei, un giorno mi sono imbattuta in un gruppo di cristiani al parco. Non hanno detto niente, mi hanno semplicemente invitato in chiesa. Sono andata, ho conosciuto la moglie del pastore e lei mi ha parlato di Gesù. All’epoca non sapevo nemmeno cosa fosse un protestante. Non sapevo cosa fosse un ateo, ma quando sono tornata a casa e ho parlato a mia madre di Gesù ho capito subito che non approvava Dio. Affatto.

Nonostante continue derisioni, ho continuato ad andare in chiesa. Ero come ipnotizzata e tanto felice, e speravo di riuscire a dimenticare il mio passato. Volevo saperne di più.

A 14 anni, senza alcun preavviso, mi è stato detto che sarei stata rimandata a casa di mio padre. Non ho avuto alcuna possibilità di salutare gli amici che avevo conosciuto a a scuola o la chiesa che amavo. Mia madre non voleva essere una madre.

A casa di mio padre non avevo una chiesa né amici, e gli abusi continuarono, arrivando all’abuso sessuale.

Mi ha cambiato. Mi sono arrabbiata con Dio per non aver risposto alle mie preghiere, per non avermi aiutata. Ero infuriata con mio padre. Ero di nuovo infelice. A diciassette anni non ce la facevo più, e quindi sono scappata.

Ho incontrato un gruppo di persone che credevano nelle divinità pagane, una cosa nuova per me. Mi sono avvicinata anche all’ideologia femminista.

In questo gruppo non ho mai provato la gioia che avevo provato con Gesù, ma mi è stato detto chiaramente che non esisteva. Il cristianesimo era una religione falsa costruita sulla fede pagana, mi dicevano, e indeboliva e odiava le donne. I cattolici, affermavano, erano i peggiori trasgressori. Mi parlavano di scrittrici come Simone de Beavoir, Gloria Steinem, Camille Paglia…

Per una ragazza perduta di 17 anni è stato l’inizio di una spirale lunga e distruttiva. Non esisteva alcuna legge morale reale. “Non fare del male a un’altra persona, ma fai qualsiasi cosa ti piaccia” era l’unica linea guida. Ma anche questo non veniva rispettato. Tutto poteva essere permesso. Senza limiti. L’omosessualità andava bene, l’immoralità sessuale anche, e lo stesso valeva per la contraccezione, l’aborto, qualunque cosa si desiderasse. Gli stili di vita tradizionali, poi, erano criticati.

Le donne non si sostenevano a vicenda, ma si distruggevano regolarmente, aderendo però sempre alla regola matriarcale. Gli uomini diminuivano. Il divorzio, i rapporti aperti e un mucchio di altre cose erano la norma. Le conseguenze non venivano considerate minimamente, le regole non si applicavano e non ti veniva chiesto nulla. Era un “paradiso” edonista.

Solo per grazia di Dio non sono stata coinvolta in molte di queste cose, ma le vedevo continuamente. Piano piano ho cominciato a credere alla menzogna, con conseguenze disastrose per la mia anima e per la mia salute mentale ed emotiva.

Quando avevo 34 anni – dopo quasi 20 anni di questa vita – mi sono imbattuta negli scritti di Margaret Sanger. Mi hanno fatto stare male. Non sono mai stata d’accordo con la contraccezione o l’aborto. Anche l’eugenetica e il suo punto di vista sulle donne che scelgono di tenere i propri figli andavano contro il mio modo di pensare. È allora che ho iniziato a staccarmi lentamente.

Ho guardato la mia vita, e non ero felice. Non stavo crescendo e mi sentivo sola.

Quando mi guardavo intorno, nessuno sembrava amare l’altro davvero. Vedevo solo lotte interne, egoismi e tutte le donne pensavano solo a loro stesse. Ho iniziato a mettere in discussione l’ideale femminista. Ricordavo il periodo che avevo trascorso con Gesù da bambina, e quanto fossi stata felice nonostante le circostanze in cui vivevo. Ora avevo più “potere”, ma mi sentivo povera e sola.

Avevo sviluppato un odio per gli uomini, la società patriarcale e ciò che pensavo rappresentassero i cattolici. Pensavo che fossero dei ladri e opprimessero le donne. Erano i peggiori, e giuravo che non mi sarei mai avvicinata a loro.

Come amante della storia, mi interrogavo su Enrico VIII. Non riuscivo a credere che qualcuno che veniva descritto in modo così terribile potesse essere davvero solo negativo. Doveva aver avuto un po’ di umanità da qualche parte, no? Ho deciso di approfondire la questione e di scoprirlo. Era stato diffamato, ne ero certa.

Durante quegli studi, mi sono finalmente resa conto di cosa fosse il protestantesimo, o almeno così pensavo. Non riuscivo neanche a capire come Caterina d’Aragona o una qualsiasi donna con rispetto per se stessa potesse tollerare il comportamento di un uomo del genere. Poi ho scoperto che era cattolica. Ma perché era così totalmente leale a una Chiesa oppressiva che odiava le donne?

Ho continuato ad approfondire, e sono rimasta estremamente sorpresa nello scoprire che gli insegnamenti della Chiesa cattolica sulle questioni di giustizia sociale, contraccezione e aborto concordavano con quello che pensavo io al riguardo. Sono rimasta molto stupita anche scoprendo il punto di vista cattolico su Maria, le donne e l’importanza della famiglia tradizionale. Ho iniziato a provare qualcosa che non potevo descrivere, ma ho resistito. E poi c’era Gesù al centro di tutto. Ero così sopraffatta dalla gioia per il fatto di sapere che lì c’era Gesù. Non mi sono resa neanche conto che era passato un anno e avevo abbandonato i miei vecchi amici.

Alla fine ho deciso che volevo scoprire cosa comportasse davvero una Messa. Per tutto quel tempo c’era stata una chiesa cattolica alla fine della mia strada. L’avevo guardata per un anno ma non ci avevo mai messo piede. Sono entrata, e si stavano accingendo a celebrare una Messa. Era la Pasqua del 2011. Ho guardato, ipnotizzata. Ho trattenuto le lacrime, le mie emozioni, tutto dentro. Ho iniziato a sentire ancora una volta quella spinta.

Una volta a casa, ho iniziato a interrogarmi. Alla fine un giorno sono entrata in un edificio dal retro, andando dritta verso una donna che mi ha chiesto cosa stessi cercando. Le ho detto che avevo bisogno di un’istruzione. Ha riso, mi ha detto che era la direttrice per l’educazione religiosa e mi ha iscritto alle lezioni di RCIA (Rito di Iniziazione Cristiana per Adulti, ndt).

È arrivato il parroco e ha parlato con me, dicendo “Non avevo mai sentito di nessuno che fosse entrato in chiesa attraverso Enrico VIII”, e mi ha dato un libro da portare a casa.

Quando sono iniziate le lezioni mi sono sentita sempre più innamorata. Ho conosciuto il mio parroco e una coppia che mi avrebbe guidata.

Alla lavanda dei piedi ho pianto piano. Ho incontrato il nostro vescovo e ho pianto di nuovo.

La Chiesa era il contrario di ogni singola cosa avevo sempre pensato che fosse.

Quando ho annunciato che mi stavo unendo alla Chiesa, i miei amici sono rimasti inorriditi e mia madre ha detto “Perché fai una cosa del genere?”, ma mio marito mi ha portato le mie prime statuine di Maria e di San Giuda.

Il giorno del mio Battesimo, il 7 aprile 2012, ero così felice che ho pianto. Poi ho trascorso un po’ di tempo con il Corpo di Gesù e ho pianto di gratitudine. Dopo tutti quegli anni alla ricerca della verità, l’avevo trovata.

Quando non ero battezzata mi era stato insegnato a fare qualunque cosa volessi. Ho trascorso degli anni arrabbiata, ostinatamente insolente nel mio diritto di scegliere come femminista e pagana. Ora ho scelto di essere battezzata nella Chiesa di Dio. Ho guadagnato una famiglia mondiale.

Sorprendentemente, mio marito si è iscritto al RCIA. Mia madre alla fine ha detto che un Dio esiste e legge la Bibbia. Mio figlio è stato benedetto e sepolto come cattolico dallo stesso sacerdote che mi ha battezzata.

Alla fine ho ritrovato il mio amico Gesù, nella sua assoluta pienezza.

Ho imparato il valore e la vera bellezza di essere una donna. Nel senso più puro, ho scoperto il mio vero diritto di scegliere. Amo la mia Chiesa. Amo la mia famiglia. Amo la mia parrocchia. Amo il mio sacerdote. E sono così riconoscente di essere a casa…»

—-

Catherine Quinn è flebotomista e tecnico di laboratorio. Sposata da quasi quattro anni, è mamma di un bambino che è andato in cielo e Sidewalk Counselor (forma di attivismo pro-life condotta fuori dalle cliniche abortive).

[Fonte: http://www.aleteia.org – Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Posted in Fede e ragione, Testimonianze | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »