FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘Comunità delle Beatitudini’

“Smettila di darti il colpo di cric!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/07/2017

Anni Novanta, siamo nel cuore della regione francese di Limosino. Un uomo va di fretta, deve raggiungere sua sorella il prima possibile e ha ben quattro ore di strada davanti a sé prim di arrivare al paese. Le strade sono strette e poco frequentate in questa parte della Francia profonda, nel dipartimento della Creuse. E’ ora di partire!

L’uomo ha verificato il livello dell’olio dell’auto, ha fatto il pieno, controllato le gomme e domandato a suo figlio di sistemare nel cofano la ruota di scorta depositata nel garage.

Dopo un buon caffè preparato da sua moglie, l’uomo si lancia sulla strada e, percorso qualche chilometro, il suo animo si proietta già verso la serata che l’attende a casa di sua sorella, mentre una grande gioia pervade il suo cuore all’idea di vivere una pausa di ventiquattr’ore lontano dalle sue attività quotidiane.

Due ore dopo… Foratura della ruota anteriore sinistra. “Ah! Mi doveva capitare proprio oggi! Per fortuna mio figlio ha caricato la ruota di scorta!”.

L’uomo apre il cofano, prende la ruota di scorta e cerca il cric. Inutile! Dopo aver cercato dappertutto, si arrende all’evidenza: il figlio ha messo la ruota di scorta ma ha dimenticato il cric, era impossibile cambiare la ruota!

Cosa fare adesso? Il luogo è deserto ed è inutile sperare di trovare un garage nel raggio di qualche chilometro. L’uomo evita di perdere tempo a pensare male del figlio e alla sua testa di rapa, cerca di trovare una soluzione rapida al problema. Fare l’autostop? Forse, ma di qua non passa nessuno se non di tanto in tanto qualche mucca.

L’uomo, molto attivo ed energico, decide di camminare fino al paese di Saint-Sulpice-les-Champs, alla cui entrata ricordava ci fosse un’officina. Cammina con passo calmo fino a quando gli viene in mente un pensiero: “Un cric? Ma quanto mi verrà a costare? Forse me la caverò con 10 o 15 euro!”.

Allunga un po’ il passo, percorrendo alcuni chilometro, ed ecco un altro pensiero: “No, non bisogna sognare, non posso trovare un buon cric con 10 o 15 euro; il commesso mi vedrà arrivare senza fiato e mi chiederà almeno 30 euro! Oggigiorno funziona così nel commercio: conta solo il denaro e non si può essere sicuri di niente!”.

Il suo passo si fa più nervoso e l’uomo comincia a stancarsi. Non ha più vent’anni! Un terzo pensiero gli frulla nella mente: “Trenta euro? Ma chi mi dice che il commesso si accontenterà? E se mi chiedesse 50 euro? Che faccia tosta, non è possibile! Tipi così non dovrebbero esistere, perché ne approfittano e accumulano soldi sulle disgrazie degli altri!”.

Il passo dell’uomo si fa infina scattante, quasi militaresco. Suda il doppio e il suo viso arrabbiato sembra pronto a mordere. Annebbiato dalla scena immaginata col commesso immaginario della pseudo officina, nelle vene sente scorrere la rabbia che sale dalla gola e gli provoca schiuma alla bocca.

Nella sua ossessione parla ad alta voce e con tono perentorio. I ruminanti del luogo lo osservano con aria bovina, certi che il cric non sia un loro problema.

Egli dice tra sé e sé: “Ecco, esageriamo adesso, non più a 50 euro, ma me lo venderà a 70 euro e non vorrà neanche farmi lo sconto, già lo so! A quel punto mi sentirà! O crede che mi lascerò convincere? Vedrà, gli darò un pugno ed è tutto ciò che si guadagnerà! Quant’è bella la Francia: sempre i soliti che si riempiono le tasche!”.

All’improvviso scorge l’officina all’entrata del paese. Ignorando la sua stanchezza si mette a correre e raggiunge l’ingresso. Apre la porta con violenza e grida alla povera commessa di diciotto anni: “A quel prezzo, il cric se lo può tenere!!!”.

La ragazza capisce che c’è un problema di cric: con calma si dirige verso la vetrina e tira fuori un cric nuovo, sul quale trionfa un’etichetta giallo-fluorescente: ‘Scontato a 9 euro anziché 12,99 euro’.

Gran parte delle nostre sofferenze sono causate dall’immaginazione, chiamata da alcuni la ‘follia della logica’. Consiste nel creare nella nostra mente un film su un fatto che, se succedesse veramente, ci darebbe fastidio. Così facendo, ne anticipiamo il dolore. Un dolore vano, interamente fabbricato con le nostre mani.

Suor Emmanuel Maillard (la seconda da sinistra) con alcune consorelle della Comunità delle Beatitudini.

“Il colpo di cric” è una piccola metafora sullo spirito umano quando, di fronte a una contrarietà, il Maligno, aiutato dalla nostra immaginazione, inietta in modo crescente il veleno della rabbia, della disprezzo, della disperazione, mentre l’uomo non ne ha, al momento, alcuna coscienza.

Questo lento avvelenamento finisce per scollegarlo completamente dalla realtà che lo circonda e lo chiude nella bolla dell’illusione.

Nella mia Comunità, quando un fratello si agita lamentandosi per un malessere immaginario, che sicuramente non si avvererà, si sente dire dagli altri: “Smetti di darti il colpo di cric!”.

Con queste semplici parole il fratello apre gli occhi sul tranello nel quale potrebbe cadere e, tra i sorrisi di tutti, ritorna immediatamente alla realtà.

(Fonte: “La pace avrà l’ultima parola”, di Suor Emmanuel Maillard, SugarCo Edizioni, pagine 113-115).

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Il peggior despota della modernità

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

Suor Emmanuel Maillard ce ne rivela il nome e, alla fine dell’articolo, colui che lo può annientare per noi.

Esiste un demonio talmente potente e seduttore che farebbe crollare, se potesse, anche l’uomo più virtuoso. Non ha bisogno di agire, per riuscire nel suo intento, basta pronunciare il suo nome ed è fatta.

Il suo nome è più lungo di quelli che solitamente vengono citati, ma viene detto con una tale frequenza che ormai è nel vocabolario di tutti, soprattutto dei giovani. E’ considerato inoffensivo.

Viene sussurrato all’orecchio o gridato dai tetti. Si vanta di aprire ogni porta e legalizzare ogni strada. Ha già fatto migliaia di vittime e sembra che la sua popolarità aumenti di giorno in giorno.

Si adopera affinché gli si renda culto e gli si riservino gli onori degni di un re. Si nasconde dietro un’apparenza bonaria, ma in realtà ha già ottenuto il lasciapassare in moltissimi ambienti, persino in certi confessionali.

E’ un nome che ha in sé l’inganno e la giustificazione del male. E’ un serpente dal veleno mortale, dalle sembianze di una tenera colomba compassionevole.

Volete sapere qual è il suo nome?

Eccolo, si chiama: “Lo-fanno-tutti!”.

Esso fa credere che il male sia un bene, e senza che lo faccia capire, maledice la sua vittima. Così sta scritto: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene” (Is 5,20).

Faccio degli esempi.

Una donna incinta vuole abortire? I suoi amici immediatamente le dicono: “Non preoccuparti, tanto ‘lo-fanno-tutti’!

Un giovane esce con gli amici e si accorge che si ubriacano, ma lui esita a farlo? I suoi ‘amici’ gli dicono: “Dai, non essere stupido, ‘lo-fanno-tutti’!”.

Una ragazza ostenta un décolleté provocante e glielo fanno notare. “E allora? Tanto ‘lo-fanno-tutti’!”.

A un adolescente, che non ha mai fumato, viene proposta della droga e lui rifiuta? Qualcuno riesce a convincerlo, poiché dopo tutto, tanto ‘lo-fanno-tutti’.

Una giovane coppia è invitata da un’altra coppia: “Venite con noi domani. Ci scateneremo al Festival di Satana nella città di Vattelappesca!”. Ma la giovane coppia esita, perché Satana non è affatto il loro ideale! Tuttavia, con la scusa di provare cose nuove e di mettersi al passo coi tempi, iniziano a borbottare: “Beh, effettivamente, ci saranno migliaia di persone, ci andranno tutti!”.

Ma perché gridi: “Barabba, Barabba!”? Vuoi liberare un criminale perché possa uccidere i tuoi bambini? E perché gridi: “Crocifiggilo!” a Gesù, Colui cioè che ha ridato la vista a tuo marito? “OK, ma come vedi, ‘lo-fanno-tutti’!”.

“Ma come? Non hai mai fatto esperienza di scambio di coppia? Ma da dove vieni? ‘lo-fanno-tutti’!”.

Quante giovani hanno svenduto la loro verginità per onorare questo demonio, il quale le ha consumate e ferite per lunghi anni!

Potrei continuare con gli esempi poiché sono molto numerosi, ma dalle conseguenze sempre più tragiche: angosce, vite spezzate, depressioni, tormenti interiori di ogni sorta, fratture familiari, difficoltà nel vivere e nel lavorare normalmente, la perdita del semplice gusto di vivere, i tentativi di suicidio, i crimini… Il nome di ‘lo-fanno-tutti’ contiene già una grande menzogna, perché in realtà non tutti lo fanno!

Assistiamo a un’ecatombe soprattutto presso i giovani e i più deboli, coloro cioè che, ignari di amare conseguenze, si mettono alla sequela del peggiore despota della modernità: il signor ‘lo-fanno-tutti’.

In questa situazione, chi li avverte, li mette in guardia e li protegge con amore e pazienza? Chi trascorre del tempo con loro, ascoltando i desideri dei loro cuori, aiutandoli a crescere bene in un mondo che li bombarda?

La risposta è per chiunque Gesù! Gesù conosce l’unicità delle sue creature, per questo,m con la sua infinita dolcezza, viene a salvarci dalla noiosa uniformità, mostrando loro come diventare se stessi, insostituibili, particolari e speciali!

Gesù porta in sé la nostra immagine segreta, amandola teneramente. Così, più noi la guardiamo, più diventiamo noi stessi dinanzi a lui e agli uomini.

“Guardate a Lui e sarete raggianti. Non saranno confusi i vostri occhi” (Sal 34,6). Gesù non ha mai detto: “Fate come tutti e sarete felici!”.

Ma ci dà una risposta che non lascia spazio ad equivoci e ci indica una via che esclude ogni vicolo cieco: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29).

E ancora: “Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita!!” (Gv 8,12). Perché dunque cercare la felicità laddove non c’è, quando invece Gesù è “la via, la verità e la vita”? (Gv 14,6).

(Tratto da: “La pace avrà l’ultima parola, Suor Emmanuel Maillard, SugarCo Edizioni, pagg.149-151)

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“Passerò il mio Cielo a fare il bene sulla terra.”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/10/2015

Santa_Teresina_01Cristina è una sorella nella fede, una cara amica di famiglia, di quelle che sebbene non si abbia in comune nemmeno mezzo gene, non puoi non invitarla a compleanni, comunioni, momenti importanti ma anche cene succulente, allegre merende, teatri, Rosari in famiglia, è una di casa insomma.

Cristina ogni anno partecipa a un’iniziativa della Comunità delle Beatitudini che si chiama “Serata petali di rose”.

Si tratta di una cosa semplice semplice: chiedere l’impossibile a Dio per intercessione di Santa Teresa del Bambin Gesù che disse: “Passerò il mio Cielo a fare il bene sulla terra.”

E chi partecipa a quella serata arriva in chiesa munito di carta da lettere, buste e un francobollo. Una catechesi sulla santa di Lisieux, testimonianze di persone che hanno ricevuto delle grazie, un momento di preghiera e poi le richieste, scritte con fede e imbustate. Le lettere verranno poi inviate agli intercessori circa un anno dopo, per toccare con mano quanto il Cielo si prenda cura di noi.

Sapevo che ogni anno Cristina riempiva con fede le sue lettere a Santa Teresina con decine e decine di intenzioni. Non sapevo – l’ho saputo solo pochi minuti fa – che in quelle intenzioni ci fossi anch’io e la mia famiglia.

E’ con tanta gioia e gratitudine allora che condivido l’e-mail appena ricevuta con la testimonianza di questa sorella.

Rileggendo le varie lettere scritte negli anni a Santa Teresina, dal 2003 al 2013, ho potuto constatare che in effetti ci sono state alcune situazioni difficili che hanno ricevuto aiuto e soluzione, anche se non immediati. Ne ricordo quattro per testimoniare la misericordia di Dio:

– nel 2004 avevo pregato perché una coppia di amici fosse visitata dalla benedizione di un figlio, che non arrivava: nel settembre dell’anno dopo è nata M.F. che ha compiuto da poco 10 anni.

Santa_Teresina_02– sempre nel 2004 avevo pregato per un’altra coppia con identico problema. Da qualche anno avevano intrapreso il difficile percorso dell’adozione; nel dicembre 2006, quasi allo scadere del tempo utile, hanno ottenuto l’adozione di due fratellini.

– nel 2011 avevo pregato perché il figlio di una mia amica che non era stato battezzato, potesse partecipare agli incontri del catechismo e conoscere Gesù, anche se il padre era in disaccordo perché non credente ed anticlericale; ebbene, non solo l’anno scorso G. (ormai undicenne) si è voluto iscrivere al catechismo, ma il 12 aprile di quest’anno, nella Domenica in Albis della Divina Misericordia, ha ricevuto il Battesimo e Gesù Eucarestia per la prima volta!

– nel 2013 avevo pregato per una amica che non frequentava la Messa e conosceva poco Gesù, affinché potesse incontrarlo; dall’anno scorso, A., frequenta con entusiasmo i “Cursillos de Cristianidad” nella sua parrocchia ed è diventata responsabile del suo gruppo.

Ringrazio quindi Santa Teresina che, piano piano, riesce a trovare soluzioni creative per la salvezza e la felicità delle anime a lei affidate…

 

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