FERMENTI CATTOLICI VIVI

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2 Agosto – Perdono d’Assisi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/08/2017

Il racconto del perdono di Assisi, secondo le “Fonti Francescane”


L’INDULGENZA. COS’E’?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.

Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza.
(C.E.l. – Catechismo degli adulti, n. 710)

perdono

LA STORIA: COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

IL PERDONO D’ASSISI

perdono01Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell’Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l’indulgenza plenaria.

CONDIZIONI RICHIESTE:

1 – Visita, entro il tempo prescritto (dalle 12 del 1° Agosto alle 24 del 2 Agosto), a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 – Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 – Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 – Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un’“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 – Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

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«Sei libero di non credere, ma io ti dico che se non avessi creduto ora non sarei in questo stato di grazia»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/07/2017

Era apparentemente un giorno come tanti, nella routine d’ufficio, in banca, dove lavoravo, ma quella mattina successe qualcosa di importante che cambiò poi per sempre la mia vita.

Venne un cliente (di nome F. ) per delle operazioni. Lo conoscevo di vista; non so perché, cominciò a parlarmi delle apparizioni della Madonna a Medjugorje con tanto entusiasmo e mi invitò ad andarci con lui. La cosa non mi interessava affatto, essendo oramai da tanto tempo nel buio più completo senza fede e immerso nel peccato e nella lussuria più sfrenata, da fare ribrezzo pure a me stesso.

Lui fu molto insistente e per questo, accettai di rivederlo a casa mia all’indomani per parlarne più diffusamente. Anche se non ero interessato, però le sue parole mi mettevano tanta pace, pace che da tempo non albergava più nel mio animo. Solo per togliermi l’impegno, accettai l’incontro per l’indomani.

Lui parlò per tutta la sera di queste apparizioni e quando chiesi perché ci teneva a dirlo a me, rispose che sentiva di dovermelo dire in quanto, un mio eventuale sì avrebbe permesso alla mia vita di prendere un’altra direzione e ritornare ad essere felice e spensierato come da bambino.

Quello era un periodo di grossi tormenti per me, infelice, disperato, sempre alla ricerca di cosa fare della mia vita e come renderla utile e interessante. Avevo 30 anni. L’idea di poter tornare ad essere felice e spensierato mi interessava ma non era facile credere a tutto quello che mi si diceva riguardo ai miracoli operati dalla Madonna a Medjugorje.

Non certo per fede, che non avevo più o forse non avevo mai avuta, ma per le sue continue insistenze, dissi di si al viaggio. Per una volta volli rischiare. Al più sarebbe stato un bel viaggio nella verde terra della Croazia-Bosnia. Ma la decisione fu molto sofferta.

Il 21 giugno 1991 si partì con un gruppo di 15 persone e la guida era F. Gli anni in cui fui lontano da Dio erano stati tanti (12 anni) e col tempo, sprofondavo sempre più nel peccato e nella perdizione anche a causa della mia condizione di omosessuale.

Come si può credere senza avere la fede? Come si può tornare alla casa del Padre, con la propria volontà, quando questa è fiacca perché ridotta così, dal peso dei peccati e da una vita dissoluta passata nel buio? La luce acceca e dà fastidio a chi sta nel buio. Dio, inoltre non può cambiare la nostra volontà se non lo vogliamo veramente noi stessi.

Ma la sua Misericordia va oltre i nostri limiti e oltre ogni immaginazione e sa accogliere di nuovo chiunque mostra un minimo segno di buona volontà per tornare a lui. E questo capita quasi sempre dopo lunghe sofferenze fisiche o spirituali.

Arrivati al luogo del santuario, dove restammo per cinque giorni, ebbi modo di vedere i veggenti che raccontavano ai pellegrini la loro storia e incitavano a convertirsi e pregare spesso, partecipando alla messa quotidianamente, confessandosi se necessario e magari digiunando a pane ed acqua una volta a settimana.

Io seguivo tutti questi eventi ma con distacco e anche imbarazzato, talvolta, non essendo più abituato alla preghiera e a sentire la parola di Dio.

L’unica cosa che mi smosse l’animo fu la fede della gente del posto che veniva a pregare ogni giorno in Parrocchia, e non solo le donne e le vecchiette ma tutta la famiglia per intero, compresi i papà.

Mi colpivano questi uomini adulti, spesso alti e di grossa stazza, sembravano dei guerrieri e incutevano timore eppure… docili… col rosario in mano a pregare con tutti gli altri. In un messaggio lasciato ai veggenti, la Madonna disse che aveva scelto questo posto per le apparizioni perché aveva trovato ancora tanta fede. Era vero. Si vedeva.

Verso il terzo giorno, sentii dentro di me un forte impulso a confessarmi, e anzi, avevo davanti a me una visione completa di tutti i peccati e le mancanze che avevo commesso in questo lungo periodo di morte spirituale. Di sacerdoti disponibili alla confessione ce ne erano sempre tanti.

Ne scelsi uno, e mi confessai in piedi in un prato (non c’erano molti confessionali a quell’epoca, e a volte bastava una sedia ). Cominciai ad accusarmi di tutti i peccati e le colpe commesse e un po’ timoroso per la pesante penitenza che avrei sicuramente avuta. Invece… Dopo aver avuto l’assoluzione il sacerdote non mi diede penitenza (…) Vai in pace e non peccare più.

Queste parole provocarono in me una commozione così grande che iniziai a piangere senza potermi più fermare per almeno quindici minuti e siccome lo feci sulla spalla del sacerdote, alla fine si ritrovò con tutta la camicia bagnata dalle mie lacrime. Non se la prese ma fu contento di questo sincero pentimento.

Convertirsi non vuol dire solo dire il rosario e andare a messa, ma cambiare modo di vedere le cose di ogni giorno e vivere secondo i dettami del Vangelo. Per me non era affatto facile e non ce l’avrei fatta a dimenticare tutto il mio passato di omosessuale, con amicizie sbagliate o luoghi da non frequentare più.

La Madonna pensò a tutto e così al mio ritorno, ebbi continuamente F. al mio fianco, come un fratello, che mi fece conoscere delle comunità dove si pregava e si stava insieme, dove si ascoltava la parola di Dio per farla propria e poterla mettere in pratica.

Questo durò per dieci anni. Ho vissuto così intensamente questo periodo che mi fu facile (ma non facilissimo) rinunciare al peccato e alle amicizie sbagliate per far posto a nuovi amici con cui interagivo sempre di più, fino a poter offrire il mio servizio di volontario. Avevo creato un banchetto dove esponevo, alla fine di ogni riunione, dei libri di carattere religioso per approfondire la Parola di Dio, che si potevano acquistare ed io facevo da consulente.

Che la Madonna mi stesse accanto continuamente ne ebbi tante prove, sia quando mi comportavo bene sia quando avevo dei tentennamenti e delle nostalgie di ritorno al passato di omosessuale.

In un periodo estivo, dove i cedimenti sono più frequenti, mi lasciai tentare per un incontro sessuale. Appena arrivato a casa del tizio, ci sedemmo su un divano e nel tavolino, in bella mostra c’era una rivista che parlava di Medjugorje e che io stesso avevo distribuito. Mi disse che gliela aveva regalata una vicina.

Ma io colsi il segno che la Madonna mi stava scoraggiando a consumare questo atto sessuale.

Lei era lì anche attraverso una rivista, che io conoscevo bene. E la coincidenza era incredibile. Me ne andai subito via, salutando frettolosamente.

Inoltre, con sorpresa, notai che molti dei posti dove c’erano incontri comunitari (chiese o conventi) erano posizionati sempre vicini ma dalla parte opposta di quelli che io frequentavo quando stavo nel buio (locali, saune ecc.). Come dire: nello stesso posto c’era il Bene e c’era il Male. Tu hai scelto il male, ma ora che hai voluto convertirti a Cristo, vedi che c’è anche il Bene ma dalla parte opposta.

Ringrazio la Madonna per avermi ridato la Luce e aiutato in tutti questi anni, e a chi dice: io non credo alle apparizioni di Medjugorje, io rispondo: sei libero di non credere, ma io ti dico che se io non avessi creduto ora non sarei in questo stato di grazia. Beato chi crede senza vedere.

La Madonna chiede spesso di pregare per i peccatori. Ma essendo impossibile per lei dare giudizi ( e dire peccatore è un giudizio), lei usa una perifrasi: pregate per coloro che ancora non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Questa frase è incisa da sempre nel mio Cuore. Io ero un grande peccatore ma per Lei ero solo uno che ancora non aveva conosciuto il vero Amore: quello di Dio.

Grazie o Maria per avermelo fatto conoscere.

G. T.

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Carla di Roma una Maddalena dei nostri giorni

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/12/2014

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Siamo a Roma [intorno al 1983]. Carla – una ragazza di strada – aspetta un cliente e intanto ascolta la radio e si sintonizza per caso su «Radio don Bosco» (che oggi si chiama «Meridiano 12»). Ode una voce di donna che le ricorda la mamma, «sia per l’inflessione sia per le cose che dice».

Come affascinata ascolta l’intera trasmissione e scrive alla conduttrice, raccontando la sua storia e la disperazione di poter ottenere il «perdono divino» a motivo dei due aborti.

Ignazia Baragone, amica della conduttrice e catechista preso la parrocchia San Giovanni Bosco sulla Tuscolana, invita i suoi bambini a scrivere a Carla: le dicono che Gesù perdona tutti i peccati, che cerca la pecorella smarrita, che quando la trova la coccola e fa festa con lei.

Questo è il seguito della storia, nel racconto della catechista Ignazia: «Le letterine, circa 22, sono state lette alla radio. La giovane le ha ascoltate e ha espresso il desiderio di venirne in possesso e così è stato fatto. Si commosse talmente che andò in chiesa dove pianse di un pianto liberatorio, parlò con un sacerdote e si confessò.

Così finalmente ebbe il coraggio di lasciare la strada. Scrisse una lettera a don Savino Losappio, il nostro parroco, dove raccontava la sua conversione. Il parroco nell’omelia del Giovedì Santo lesse la lettera facendo piangere molte persone».

Maddalena02Non sappiamo che cosa ne sia oggi di questa Maddalena dei nostri giorni. «La ragazza se ne andò da Roma e si rifugiò in un paese lontano senza dare il suo recapito per paura del protettore», mi dice Ignazia: «La conosceva soltanto una persona del nostro ambiente. Tramite lei siamo venuti a sapere che aveva trovato lavoro e si era sposata con una brava persona». Il salesiano Don Savino conferma la storia, ma dice che non ha più con sè la lettera che fu letta in chiesa.

Oltre alla preghiera riportata sopra, a documentare la storia di Carla ci restano quattro sue lettere, del marzo e del maggio del 1983, dirette alla catechista Ignazia. In una Carla ringrazia i bambini di quella classe di catechismo, che scrivendo le hanno dato «il coraggio di entrare in una chiesa».

Riporto i nomi dei protagonisti innocenti di questa parabola evangelica come li elenca Carla, dimenticandone uno e subito recuperandolo: «Andrea, Giovanni, Paolo, Carla, Davide, Carmen, Giovanni, Alba, Valentina, Marco, Anna, Titiana, Carla, Giulio e Carmine. Mi sono dimenticata di scrivere il nome di Massimiliano, però è insieme agli altri nel cuore e nella mente. Ciao, Carla».

(Dal blog di Luigi Accattoli)

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Recita la preghiera: “Gesù confido in te!”, anche se non ci credi, è tanto semplice, inizia a recitarla.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/08/2014

Dopo anni vissuti lontano dalla fede, Giancarlo Celli scopre la Divina Misericordia a adesso la diffonde http://www.divinamisericordia.onweb.it

Mi è rimasta nell’orecchio questa preghiera. Ho iniziato piano piano a recitarla, sempre di più, sempre di più, era una cosa che mi faceva compagnia nell’arco della giornata.

Vedevo che più la recitavo e più entrava dentro di me… mi sentivo veramente questa Presenza alla quale affidare tutto, tutto quello che era la mia giornata.

Era bello accorgersi veramente che con quella piccola preghiera potevi avere tanti messaggi, tanto calore dall’alto…

Questo messaggio ha cambiato la mia idea della fede. Prima pensavo a un Dio giudice distaccato, pronto a condannare, ma ho iniziato a vedere Dio come Salvatore Misericordioso. Questo è stato tanto per me, un ragazzo come tanti, uno dei più grandi peccatori.

Ho iniziato a vivere questo messaggio in maniera intima, non ne parlavo con nessuno… Anche la CORONCINA, si recita in macchina benissimo…

Questi due raggi che ti avvolgono, che ti riscaldano

Poi una notte è arrivato un sogno. Mi veniva indicato quello che dovevo fare. Andavo a Messa la domenica ma non frequentavo gruppi di preghiera. Sogno che dovevo rivolgermi alla Basilica di San Domenico Abate a don Felice, il parroco, dovevo andare da lui e parlargli di questo sogno.

Questo prete invece di dirmi che non ci stavo con la testa, mi disse: ti dò carta bianca, prepara un programma, facciamo un’adorazione eucaristica con l’invocazione della Divina Misericordia, portami il programma e partiamo.

Abbiamo iniziato con la Messa, poi cinque persone a recitare la Coroncina, ora dalla cripta siamo passati alla Basilica di San Domenico Abate, la seconda Domenica di ogni mese facciamo quest’adorazione…

Di grazie ne sono arrivate tante…

Bisogna pregare con fede, superare il limite dell’uomo perché il Signore è pronto a esaudirci di qualsiasi cosa.

Abbiamo creato un sito http://www.divinamisericordia.onweb.it con le meditazione, potete riproporle come volete…

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