FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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«Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/05/2017

Milano.

Parrocchia di San Michele Arcangelo e Santa Rita.

Qualcuno imbratta i muri della chiesa con una scritta anonima:

Don Andrea, senza retorica né inutile indignazione ma con l’amorevole fermezza di un padre, risponde col coraggio della verità.

«Caro scrittore anonimo di muri,

Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito.

Poteva abortirti. Ma non l’ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo.

Mi dispiace ma non sono d’accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt’ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c’è del buono che deve solo riuscire a venire fuori.

L’aborto è il “non senso” di ogni cosa.

È la morte che vince contro la vita.

È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire.

È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice.

É un’ideologia che vince su un’umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza.

Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti. Tu evidentemente di coraggio non ne hai. Visto che sei anonimo.

E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto.

Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo.

Ama invece di odiare.

Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene.

E dai la vita, invece di toglierla!

Questi sono i veri coraggiosi!

Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!

Io mi firmo:

don Andrea»

Dal profilo Facebook della Parrocchia di San Michele Arcangelo e Santa Rita.

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Testimonianza scioccante di un ex satanista che faceva riti satanici in cliniche abortive

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/03/2016

Una testimonianza non per spaventare ma per indurre a pregare per questa gente e per la difesa della vita.

Alla luce di recenti video sul traffico di organi e tessuti di bambini abortiti da Planned Parenthood, il “Lepanto Insitute” ha intervistato l’ex satanista Zachary King.

Zachary era un bambino normale di un quartiere americano, cresciuto in una famiglia battista. Comunciò a predicare la magia già a dieci anni, per unirsi a una setta satanica a tredici e a quindici anni aveva già infranto tutti e dieci i Comandamenti.

Dalla sua adolescenza all’età adulta tutti i suoi sforzi erano per arrivare alla categoria di sommo sacerdote della setta di cui era attivo divulgatore, anche della pratica degli aborti rituali.

Zachary sta ora scrivendo le sue esperienze in un libro intitolato “L’aborto à un sacrificio satanico”.

Zac, hai molto da raccontare, ci puoi dire come hai incontrato il satanismo?

M01 - Ora santa di riparazione alla chiesa di San Francesco d'Assisi a Oklahoma City, USA

Ora santa di riparazione alla chiesa di San Francesco d’Assisi a Oklahoma City, USA

King – Cominciò tutto con la forte curiosità di sapere se la magia fosse davvero reale. Iniziai a vedere alcuni film sui feticci e gli stregoni, a partire dal 1970.

Un giorno a scuola, avevamo un gioco chiamato “Bloody Mary”, o “I Hate You, Bloody Mary”; dovevi andare al bagno cantando questa frase un certo numero di volte, con tutte le luci spente.

La volta che facemmo questo gioco nel mio gruppo, vedemmo una faccia demoniaca allo specchio. Non ci rendevamo conto ma all’improvviso tutti fuggirono correndo e morendo di paura, eccetto io. Trovavo il tutto molto interessante.

All’epoca giocavo anche a un gioco chiamato “Dungeons and Dragons” tutti i fine settimana e io impersonavo sempre il mago o lo stregone. Mi chiedevo se potessi fare tali magie anche nella realtà e feci due feticci per guadagnare soldi.

Potrebbe essere una coincidenza, feci un rito per tre volte, solo, in bagno, di fronte al demonio e volevo vedere quello che sarebbe accaduto. Guadagnai 1000 dollari il giorno successivo. A partire da lì, mi ero convinto che la magia fosse reale.

A dodici anni un amico mi presentò un gruppo che giocava a “Dungeons and Dragons” e che credeva che la magia fosse reale. Venni a scoprire che quel gruppo era una setta satanica.

Mi piacevano i videogiochi e le serie fantascientifiche come Star Trek e Star Wars e quei ragazzi le avevano tutte. Avevano anche una piscina, un grande barbecue, ed era come un club di ragazzi e ragazze.

Sapevano come reclutare giovani, sapevano quello che piaceva fare ai ragazzi ed è stato così che mi sono lasciato coinvolgere.

Avevo circa diciotto anni quando entrai nella Chiesa Mondiale di Satana. La posizione che raggiunsi fu quella si Sommo Sacerdote, quelli che realizzano le magie. Ce ne erano pochi, una decina; il nostro compito era quello di viaggiare per il mondo inducendo le persone a fare quello che fai tu.

Adesso quando dico persone, mi riferisco a stelle del rock, del cinema, personaggi della politica, gente molto ricca… Sono innumerevoli le persone che chiedono un incantesimo e non c’è limite a quanto siano disposti a pagare per questo.

Allora eri un sommo sacerdote del satanismo. Brevemente come hai fatto a diventarlo?

King – Si dice che siano scelti da Satana. Io non so quale sia il criterio.

Io facevo magie da quando avevo dieci anni e divenni sommo sacerdote a 21 e fui membro della chiesa mondiale per circa tre anni. Ne avevo visto uno da bambino con un cappello alto, un bastone e il viso dipinto come un cadavere.

C’è un consiglio di amministrazione nella setta, loro dicono che tu sei il prescelto e di danno un libro coi doveri del sommo sacerdote.

M02 - Preghiera fuori dalla clinica abortiva di Planned Parenthood

Preghiera fuori dalla clinica abortiva di Planned Parenthood

Qual è il ruolo dell’aborto nei riti satanici e quando hai cominciato a esserne coinvolto?

King – Appena compii 14 anni i membri della setta mi dissero che dovevo essere coinvolto in un aborto. Mi dissero che ci sarebbe stata una festa con membri di solo sesso maschile tra i dodici e i quindici anni e una ragazza di diciotto anni con l’obbiettivo di rimanere incinta e di abortire al nono mese di gravidanza.

Quando me lo dissero io dissi a voce alta – forte! – ma non avevo idea di cosa fosse un aborto. In famiglia avevo sentito sussurrare la parola aborto qualche volta dai miei e per questo pensavo che fosse una parolaccia.

Quando chiesi ai membri della setta cosa fosse un aborto, quelli mi spiegarono che si trattava di un bambino nell’utero e che lo avremmo ucciso.

C’era un medico e un’imfermiera per aiutarmi perché si trattava di un procedimento medico. Chiesi: “E’ legale?”, e la risposta fu: “Si, perché è nell’utero. Fino a che il bambino è nella donna tu lo puoi uccidere”.

Forse non avrei mai accettato di uccidere un bambino fuori dal corpo della madre, ma nel corpo della madre… L’atto di uccidere qualcuno o la morte di qualcuno è il modo più efficace per realizzare il proprio maleficio.

Uccidere qualcuno è fare un’offerta a Satana e se puoi uccidere un bambino nel ventre materno, questo è il suo obbiettivo finale.

Raccontaci del primo aborto che hai fatto come rito satanico.

King – Il primo fu circa tre mesi prima di compiere quindici anni. Accadde in una fattoriaa che, sorprendentemente era più sterilizzata di molte cliniche abortive che poi avrei frequentato.

C’era un medico, una infermiera e una donna circondata da tredici tre i principali membri della setta, tutti sommi sacerdoti o sacerdotesse.

Io ero nel cerchio con la donna e il medico e tutti i membri adulti della setta erano là.

C’erano varie donne inginocchiate per terra, che si dondolavano avanti e indietro talvolta gridando – il nostro corpo ci appartiene – e di lato c’erano gli uomini tutti che cantavano e “pregavano”.

Il rituale iniziò alle 11:45 di notte, la magia a mezzanotte, considerata dai satanisti “ora delle streghe” e la morte reale del bambino alle tre del mattino, “ora del demonio”.

Il mio ruolo era quello di inserire il bisturi. Non dovevo necessariamente uccidere, l’importante era che mi sporcassi le mani col sangue, sangue della donna e del bambino. Alla fine il medico terminò il procedimento.

E’ stato probabilmente il più orrendo degli aborti a cui abbia partecipato; il medico prese il bambino, lo buttò per terra dove le donne si stavano dondolando, sembravano possedute, e quando il medico buttò il bambino, queste lo mangiarono.

A quanti rituali di aborto hai partecipato?

King – Prima di diventare un High Widard ne feci cinque, poi partecipai ad altri 141 aborti.

Hai mai fatto aborti in cliniche ad altro profilo?

King – Si, ne ho fatti circa venti in queste cliniche, ma non li ho mai contati. Sembravano delle case degli orrori, con sangue dappertutto, comprese alcune camere, sangue perfino sul soffitto.

Come ti invitavano a fare tali aborti?

King – La chiesa mondiale non è l’unica a fare questi rituali, ci sono altre organizzazioni di malefici e stregoneria come le wicca, che sono ugualmente coinvolte.

A volte vieni convocato dal direttode della clinica, altre volte da un altro amministratore oppure da un medico satanista ti invita a partecipare all’aborto che farà la sera.

So che ogni giorno alla fine del giorno, i gruppi satanici lo fanno, con una messa nera, generalmente intorno a mezzanotte, e dura dalle due alle tre ore, e offrono al demonio tutti i bimbi abortitiin quel giorno. Non importa per quale motivo le donne hanno deciso di abortire, tutti i bimbi abortiti vengono offerto a Satana in quel giorno.

Come sono i riti satanici di aborto?

King – Ci sono anche bambini che partecipani, ma generalmente non entrano nella sala in cui viene praticato l’aborto. Restano separati ma c’è una competizione su chi riesce a rimanere sveglio fino alle tre e chi ci riesce vince un premio.

Gli uomini che non fanno parte della top 13 della setta fanno malefici e cantano, e fanno malefici per proteggere gli altri da qualcuno che sta pregando.

Oltre a questo paghiamo persone per la nostra protezione, politica e sociale e per questo sappiamo di restare totalmente impuniti.

Una volta venne il prefetto della città per chiedere un maleficio; ci aveva cercato perché voleva che passasse un progetto di legge nella sua città e non ci era mai riuscito.

Era stato membro della setta per un certo tempo, aveva tentato tutte le volte vie legali per l’approvazione ma senza riuscirci, allora ci chiese di realizzare un aborto e un maleficio allo stesso tempo.

Occorreva trovare cliniche di alto profilo e lì ci sono medici o infermiere streghe o satanisti, non è difficile pertanto trovare persone disposte a partecipare a un rito satanico.

M03Dici che le cliniche di alto profilo attraggono membri dell’occultismo perché lì è più facile praticare aborti?

King – Io direi di si, è un’affermazione assolutamente veritiera. Devi sapere che ci sono molte persone che appartengono all’Organizzazione Nazionale delle Donne (NOW[Organização Nacional de Mulheres]), e molte di esse appartengono anche alla religione pagana delle Wicca e, sebbene mostrino un atteggiamento volto alla preservazione della vita, sono permissive nel “ferire” chiunque vada contro di loro in una qualche maniera, che vuol dire che autorizzano a distruggere con qualunque mezzo necessario che è, per loro, la magia.

Esse vedono la figurta femminile, la donna, come la madre Terra, o Gaia, e adorano questa figura femminile come una dea. L’aborto è un sacramento satanico, per così dire, e una clinica di aborti attrae satanisti per il sacerdozio satanico.

Hai mai sperimentato l’incapacità di portare a termine un aborto o i suoi effetti a causa di persone che pregavano fuori dalla clinica?

King – Più di una volta abbiamo avuto bambini che potevano sopravvivere all’aborto. Una volta, arrivai alla clinica e c’erano delle persone nei due lati della strada.

Da una parte persone che pregavano e protestavano contro l’aborto e dall’altra parte, gente a favore dell’aborto che gridava ogni tipo di oscenità. Quando entrai, diedi un altro sguardo alla strada, e vidi meglio alcune persone che pregavano inginocchiate.

In quel giorno, l’aborto programmato per il rituale non avvenne.

Questo mi è capitato circa tre volte, e al momento non mi resi conto che tutte e tre le volte gli aborti furono interrotti o non andarono a termine grazie alle preghiere che stavano recitando là fuori.

[Tradotto dal portoghese dal blog della Comunità Cattolica Shalom http://blog.comshalom.org/carmadelio/47507-ex-satanista-eu-realizava-rituais-satanicos-em-clinicas-de-aborto%5D

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Non vedi alternative all’aborto? Al C.A.V. ce ne sono

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/10/2015

CAV_01Entrano insieme, giovanissimi, lei con il viso pulito, semplice, un vestitino leggero, nascosta dietro di lui. Una cosa non si riesce a coprire: un pancione in cui da 7 mesi c’è un bambino. Sono Irina e Dimitri (nomi di fantasia), 18 anni lei, 19 lui, vengono dalla Moldavia. Lei non parla l’italiano, non ha documenti, soprattutto è lontana dalla famiglia, con un figlio in arrivo. Lui racconta che qui non hanno nessuno, che la sua fidanzata non è riuscita a farsi fare nemmeno un’ecografia, tantomeno altre visite specialistiche per la gravidanza (non sanno neanche quali siano…). Alla Asl sono stati chiari: senza documenti non possono fare nulla. È per questo che sono arrivati qui, al Cav (Centro assistenza alla vita), dove i volontari cercano di sostenere famiglie e ragazze madri. Persone che non riescono a vedere alternative all’interruzione della gravidanza trovano una mano tesa pronta a far loro considerare altre possibilità.

CAV_02I due fidanzati hanno già deciso di tenere il bambino e di sposarsi appena nascerà. Ma hanno bisogno di aiuto. “Sono molte le coppie che arrivano da noi in queste condizioni – spiega Francesca, responsabile del Cav Ardeatino che si appoggia alla parrocchia di S.Giovanna Antida, a Roma – per questo siamo riusciti a procurarci una macchina per le ecografie. Così insieme a dottori volontari riusciamo a dare anche un minimo di sostegno medico a chi ne ha bisogno”.

I Centri di aiuto alla Vita sono associazioni di volontari, apartitiche, di ispirazione cattolica, considerati come il braccio operativo del Movimento per la Vita. L’obiettivo è quello di aiutare le donne alle prese con una gravidanza difficile o indesiderata, oltre che sostenere giovani madri prive di mezzi o sprovviste delle capacità necessarie per fornire le cure al figlio, in modo da scongiurare l’aborto.

CAV_03Le storie che si possono ascoltare in questo centro sono davvero delle più diverse. Come quella di Celestine, dello Zimbawe, ormai a Roma da 15 anni. “Poco dopo essermi sposata sono rimasta subito incinta. Io e mio marito eravamo felicissimi, lui ha un lavoro, ce la potevamo fare”. Ma quando il piccolo ha due mesi scopre di essere di nuovo in dolce attesa. “Mi è crollata la terra sotto i piedi! Come avrei potuto fare con due bambini così piccoli? Ci sarebbero bastati i soldi? Cosa avrebbero pensato le persone intorno a noi? Non sapevo come dirlo a mio marito… I miei genitori ancora non sanno della mia gravidanza!”. Tramite un’amica è venuta a conoscenza del Cav, che le ha fornito sostegno psicologico per farle accettare il bambino come un dono, perché “un figlio lo è sempre”, dice lei. Uno schiaffo alla cultura dell’egoismo che sembra dominare la nostra società.

Francesca ci dice che spesso diventare madre non è solo un problema economico o sociale per le donne, a volte “hanno bisogno di sentire che hanno qualcuno vicino, che possono essere sostenute”. Mentre ci parla arriva una telefonata: è una ragazza che chiede aiuto, perché tutti intorno a lei, famiglia, ragazzo, amici, le fanno pressioni per farle interrompere la gravidanza. Ipotesi che lei non vuole considerare. Così fissano un primo appuntamento in cui cominceranno a darle il sostegno necessario. “E’ giusto che ogni donna possa esprimere liberamente la propria vocazione alla maternità – commenta Francesca – non è giusto che debba vivere l’esperienza traumatica dell’aborto, soprattutto contro la sua volontà”.

CAV_04Alle spalle dei Cav, diffusi su tutto il territorio nazionale, non ci sono interessi economici, lobby o partiti, c’è solo la volontà di sostenere la Vita; quella del nascituro, della mamma e anche quella di chi ha bisogno di riprendersi dalle gravi conseguenze dell’aborto. Per realizzare tutto ciò è necessaria la collaborazione di tutti, dai benefattori anonimi, che donano denaro, alimenti e corredini per i bimbi, ai medici, gli psichiatri e gli psicologici. Tutti pronti a mettersi a disposizione senza chiedere nulla in cambio. Se non il sorriso di una madre e della sua creatura, felici di non aver ceduto alla tentazione della morte.

(Fonte: http://www.interris.it)

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Gravidanza inattesa? Non sei sola, chiama il CAV…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/08/2015

CAV_01Entrano insieme, giovanissimi, lei con il viso pulito, semplice, un vestitino leggero, nascosta dietro di lui. Una cosa non si riesce a coprire: un pancione in cui da 7 mesi c’è un bambino. Sono Irina e Dimitri (nomi di fantasia), 18 anni lei, 19 lui, vengono dalla Moldavia. Lei non parla l’italiano, non ha documenti, soprattutto è lontana dalla famiglia, con un figlio in arrivo. Lui racconta che qui non hanno nessuno, che la sua fidanzata non è riuscita a farsi fare nemmeno un’ecografia, tantomeno altre visite specialistiche per la gravidanza (non sanno neanche quali siano…).

Alla Asl sono stati chiari: senza documenti non possono fare nulla. È per questo che sono arrivati qui, al Cav (Centro assistenza alla vita), dove i volontari cercano di sostenere famiglie e ragazze madri. Persone che non riescono a vedere alternative all’interruzione della gravidanza trovano una mano tesa pronta a far loro considerare altre possibilità.

CAV_02I due fidanzati hanno già deciso di tenere il bambino e di sposarsi appena nascerà. Ma hanno bisogno di aiuto. “Sono molte le coppie che arrivano da noi in queste condizioni – spiega Francesca, responsabile del Cav Ardeatino che si appoggia alla parrocchia di S.Giovanna Antida, a Roma – per questo siamo riusciti a procurarci una macchina per le ecografie. Così insieme a dottori volontari riusciamo a dare anche un minimo di sostegno medico a chi ne ha bisogno”.

I Centri di aiuto alla Vita sono associazioni di volontari, apartitiche, di ispirazione cattolica, considerati come il braccio operativo del Movimento per la Vita. L’obiettivo è quello di aiutare le donne alle prese con una gravidanza difficile o indesiderata, oltre che sostenere giovani madri prive di mezzi o sprovviste delle capacità necessarie per fornire le cure al figlio, in modo da scongiurare l’aborto.

Le storie che si possono ascoltare in questo centro sono davvero delle più diverse. Come quella di Celestine, dello Zimbawe, ormai a Roma da 15 anni. “Poco dopo essermi sposata sono rimasta subito incinta. Io e mio marito eravamo felicissimi, lui ha un lavoro, ce la potevamo fare”. Ma quando il piccolo ha due mesi scopre di essere di nuovo in dolce attesa. “Mi è crollata la terra sotto i piedi! Come avrei potuto fare con due bambini così piccoli? Ci sarebbero bastati i soldi? Cosa avrebbero pensato le persone intorno a noi? Non sapevo come dirlo a mio marito… I miei genitori ancora non sanno della mia gravidanza!”. Tramite un’amica è venuta a conoscenza del Cav, che le ha fornito sostegno psicologico per farle accettare il bambino come un dono, perché “un figlio lo è sempre”, dice lei. Uno schiaffo alla cultura dell’egoismo che sembra dominare la nostra società.

CAV_03Francesca ci dice che spesso diventare madre non è solo un problema economico o sociale per le donne, a volte “hanno bisogno di sentire che hanno qualcuno vicino, che possono essere sostenute”. Mentre ci parla arriva una telefonata: è una ragazza che chiede aiuto, perché tutti intorno a lei, famiglia, ragazzo, amici, le fanno pressioni per farle interrompere la gravidanza. Ipotesi che lei non vuole considerare. Così fissano un primo appuntamento in cui cominceranno a darle il sostegno necessario. “E’ giusto che ogni donna possa esprimere liberamente la propria vocazione alla maternità – commenta Francesca – non è giusto che debba vivere l’esperienza traumatica dell’aborto, soprattutto contro la sua volontà”.

Alle spalle dei Cav, diffusi su tutto il territorio nazionale, non ci sono interessi economici, lobby o partiti, c’è solo la volontà di sostenere la Vita; quella del nascituro, della mamma e anche quella di chi ha bisogno di riprendersi dalle gravi conseguenze dell’aborto. Per realizzare tutto ciò è necessaria la collaborazione di tutti, dai benefattori anonimi, che donano denaro, alimenti e corredini per i bimbi, ai medici, gli psichiatri e gli psicologici. Tutti pronti a mettersi a disposizione senza chiedere nulla in cambio. Se non il sorriso di una madre e della sua creatura, felici di non aver ceduto alla tentazione della morte.

[Fonte: http://www.interris.it/ – Titolo originale: “I nemici dell’aborto”]

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“Contraddizioni”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/05/2015

Un corto dedicato a tutti i bambini non nati.

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