FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘controllo’

Due atti di libertà oggi, anzi tre.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/06/2020

Non posso fare a meno di osservare e riflettere. Non sono giudizi, solo osservazioni.

Smart working, e sanno tutto del tuo lavoro.

Didattica a distanza, e sanno tutto di te sin dall’età evolutiva (in pochi giorni tutta una generazione ha consegnato alla rete i propri dati).

Carte obbligatorie e sanno cosa, quanto, quando, dove, quanto spesso compri, anche se sei refrattario a comprare online.

Preghiere online e sanno se credi e in chi.

Comunicazioni via web… e sanno tutto il resto.

Referti online e sanno tutto della tua salute.

Microfoni attivi di cellulari, computer, tablet et similia, e sanno ciò che dici.

Social network, e sanno tutto il resto…

App Immuni, e sanno (ma poi la sanno?) gli spostamenti della tua eventuale virulenza.

Chi ha interesse a raccogliere questa mole sconfinata di dati?

Non lo so e non cerco risposte a cui né io né voi abbiamo accesso, sono solo dubbi che vengono a chi non può fare a meno di osservare e ragionare.

Non ho certezze da complottista ma è evidente che, chiunque esso sia, qualunque cosa sia, ha un grande bisogno dei nostri dati, un interesse sempre più urgente ad accedervi, per sussistere.

Forse, c’è un atto che resta davvero intimo e profondamente, sovversivo a cui ancora non riescono ad arrivare.

Anzi due.

Spegnere il cellulare (e i tablet e il pc di casa, e la smart tv). E scrivere a mano, come Winston, il protagonista del romanzo di Orwell “1984”, quando trovò un quaderno e scoprì che il più grande atto di libertà era scrivere a mano, acquattato nell’unico angolo cieco della videocamera del grande fratello.

Ma forse c’è un terzo atto davvero intimo che ci può rendere davvero liberi, insieme allo spegnere il cellulare qualche ora al giorno e scrivere a mano…

Pregare. Pregare affinché tutto questo arrivi a conoscere un limite, quello del rispetto dell’intimità dell’uomo.

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“Ti vedo io, e basta. Salta giù!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/05/2019

papa-e-bambino

Era una famigliola felice e vivace in una casetta di periferia. Ma una notte scoppiò nella cucina della casa un terribile incendio.

Mentre le fiamme divampavano, genitori e figli corsero fuori. In quel momento si accorsero con orrore che mancava il più piccolo, un bambino di cinque anni. Al momento di uscire, impaurito dal ruggito delle fiamme e dal fumo acre, era tornato indietro ed era salito al piano superiore.

Che fare? Il papà e la mamma si guardarono disperati, le due sorelline cominciarono a gridare. Avventurarsi in quella fornace era oramai impossibile, e i vigili del fuoco tardavano.

Ma ecco che lassù, in alto, s’aprì la finestra della soffitta e il bambino si affacciò urlando disperatamente: “Papà! Papà!”.

Il padre accorse e gridò: “Salta giù!”.

Sotto di sé il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero, ma sentì la voce e rispose: “Papà, non ti vedo…”

“Ti vedo io, e basta. Salta giù!” Urlò l’uomo.

Il bambino saltò e si ritrovò sano e salvo nelle robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo.

Non vedi Dio ma Lui vede te, buttati!

(Da “C’è Qualcuno lassù?”, di Bruno Ferrero, Elledici, Torino, 1993, pag. 40)

 

tu-diciCome diceva un santo sacerdote, don Dolindo Ruotolo, “

Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: “pensaci tu”.

Affidiamoci e affidiamo tutto al Padre che, con le sue braccia potenti saprà prenderci e prendere veramente le redini della nostra vita.

 

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