FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘convento’

“Moro perché non moro”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/11/2015

Moro_02
A chi pensa che le suore di clausura vivano fuori dal mondo, immerse solo in silenzio, preghiera e contemplazione farebbe bene un avvicinamento, per quanto possibile, a un monastero, per cogliere, respirare, vivere qualcosa delle giornate delle monache e rendersi conto di persona di come queste religiose abbiano il polso del mondo, ne conoscano la temperatura.

Un esempio? A Milano, nella febbrile metropoli lombarda, dove tutto è corsa, nel convento delle Carmelitane Scalze, per sottolineare i 500 anni dalla nascita di Santa Tereas d’Avila, la grande riformatrice di quest’ordine all’insegna dell’austerità, si è organizzato nientemeno che un concerto che al tempo stesso è stato un gesto di affetto e di memoria per una “carmelitana d’amore”, come si definiva Giuni Russo, una cantante speciale morta dieci anni fa.

A volere l’evento è stata la priora del monastero Madre Emanuela, che ha chiamato la cantante Dulce Pontes, icona del fado, la quale ha interpretato, tra gli altri motivi Ondeia, Ave Maria Sagrada, e soprattutto Nada te turbe su musica di Giuni Russo e testo della stessa santa di Avila.

Il concerto è stata occasione per Madre Emanuela di ripercorrere il rapporto speciale di spiritualità e amicizia che legava la cantante al monastero e alle Carmelitane che vi vivono.

Moro_01A metà degli anni novanta – ha ricordato la Priora – Giuni Russo telefonò per avere il testo esatto della poesia “Desiderio del Cielo” di Santa Teresa, da cui fu poi tratto il motivo “Moro perché nun moro”, che fece ascoltare alle monache.

Giuni era una persona che cercava l’essenziale, il legame con Dio, Gesù e la Vergine ed era in perfetta sintonia con lo spirito della Santa spagnola.

Sapeva trasmettere con le canzoni il suo messaggio di speranza, sempre ad oltranza, unito alla fede e alla carità.

Le sue interpretazioni non lasciavano addosso solo emozioni ma erano permeate dal sapore della grazia, della sensibilità verso quanti fanno fatica e soffrono, della forza della serenità anche quando si vive l’angoscia di un tumore che, nel suo caso, sapeva non dare scampo.

Giuni, carmelitana dentro, nella sua interiorità, è sepolta nel cimitero delle monache.

(Articolo di Daniele Giglio pubblicato su “Frate Indovino”, Giugno 2015)

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Un Amore al quadrato… all’ennesima potenza… Non ho saputo dire di no

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/07/2014

Il giovanissimo Fra’ Simone racconta la storia della sua vocazione

Questo incontro avviene nella preghiera, con l’incontro con Dio.

Un’esperienza talmente forte che tutto il resto appassiva…

Mi sono sentito prima di tutto amato da Dio e poi mi sono sentito a seguire questo amore. Davanti a questo amore di cui ho fatto esperienza, non potevo dire di no, non potevo tirarmi indietro.

Io ho trovato il senso della mia vita, la pienezza, la gioia. Ora sono pienamente felice e mi sento realizzato, sebbene abbia fatto voto di povertà, di obbedienza che, agli occhi del mondo può sembrare di aver rinunciato a tutto.

Questa vita è l’inizio di una vita che durerà per sempre…

Cristo è risorto ed è vivo. E questa è una notizia stupenda per noi perché se il Signore è risorto ed è vivo, anche noi potremo vivere con lui.

La comunità è un mezzo. Ci sono tante vie di consacrazione nel mondo., Il Signore mi ha fatto conoscere la Fraternità Francescana di Betania perché mi ha voluto qui. La preghiera, la vita fraterna e l’accoglienza sono i pilastri del carisma e questo mi ha molto affascinato.

Alcuni amici mi stimano e ammirano (anche se io dico loro che devono ammirare Qualcun altro, Dio, noi siamo solo strumento). Altri non capendo pensano che sia una scelta di ripiego, Però, una cosa da dire a queste persone sicuramente è che IO SONO FELICE ADESSO, e questa felicità non può derivare dalle rinunce che faccio, c’è qualcosa di soprannaturale. Qual è la Forza che muove tutto? Queste persone non sanno rispondere a questa domanda. Una risposta l’abbiamo noi. Ma sono un po’ scusate perché l’incontro con Dio è un’esperienza personale e la persona che non l’ha fatta non può capire queste cose.

Deriva tutto dalla preghiera. Se io smettessi di pregare, tutto si spegnerebbe.

Gesù si può incontrare soprattutto nella preghiera.

 

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Ci ho provato a vivere senza Dio ma… la felicità non c’era e alla fine ho ceduto

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2014

Suor Elena, di famiglia benestante, Rolex, Smart, esperienze… racconta come ha “ceduto” alla vocazione

Ho passato due anni esatti a convincere suor Celestina della mia vocazione, (…) adesso io la capisco, a distanza di anni, che aveva ragione, io andavo da lei col giubotto di pelle, sigaretta in bocca, poi all’epoca andavano di moda quei cappelletti fino qui da sciatore, con la Smart, un periodo pure con lo zaino a orsacchiotto dietro… era difficile vedere una suora in una ragazza così…

Mi invitava ai ritiri vocazionali… Io ero abituata ad andare in albergo, allora andavo con la valigia, sette paia di pantaloni, sette camicie… Non mi ero mai rifatta il letto… Mi ero fatta comprare un Rolex, una Smart, ho anche girato un po’, quello era il contesto da cui venivo….

…ma non trovi la pienezza, la realizzazione, la felicità non c’era.

Nella mia vita di fidanzati ne ho avuti, anche persone di cui ero innamorata… Ci ho provato e con coscienza a vivere senza Dio affrontando tutto da sola ma sperimenti dentro quella solitudine che niente te la può riempire e alla fine ho ceduto, la felicità era più importante di quello che pensavano i miei, di quello che pensavano i miei amici, la gente…

Io mi sento libera, libera di voler bene alle persone, di fare le mie scelte senza paura del giudizio degli altri, libera di andare in giro con l’abito e col Crocifisso al collo.

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