FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘dall’ateismo alla fede’

L’intolleranza dell’inquietudine

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/01/2019

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Quando dobbiamo agire in una cosa che veramente supera la nostra possibilità, bisogna affidarla a Dio. E affidarla davvero a Dio significa fidarsi di Lui.

Perché questa fiducia sia reale, effettiva, perché tratti Dio da Dio, cioè da Onnipotente e infinitamente Buono, non dobbiamo lasciare spazio in noi all’inquietudine: dobbiamo soffocarla, ridurla al silenzio, ogniqualvolta torni a far capolino.

La nostra speranza deve essere in noi come intollerante, come un’intolleranza dell’inquietudine. Invece spesso crediamo che la nostra collaborazione all’opera di Dio, a ciò che non dipende da noi consista nell’inquietarci, nel soffrire con tutta la nostra apprensione, con tutta la inquietudine possibile…

Dopo aver amato gli altri abbastanza per angosciarci per i loro bisogni e per la nostra incapacità a portarvi soccorso, ci rimane da credere praticamente che Dio è Dio, che cioè ci resta da sperare.

Quando una cosa è fatta, lasciarla a Dio. L’inquietudine non ha diritto di mescolarsi alla cosa da fare…

(Venerabile Madeleine Delbrêl, Indivisibile Amore, Piemme)

Chi è Madeleine Delbrêl?

Madeleine-Delbrêl-3Atea, comunista, poi mistica, poetessa, assistente sociale a servizio dei poveri. Di Madeleine Delbrêl il 27 gennaio 2018 è stato pubblicato il decreto con cui il Papa ne ha riconosciuto le virtù eroiche.

Ragazza di brillante intelligenza, cresciuta nell’ateismo, convertita a 20 anni, vincitrice di premi letterari nella Francia, tra la prima e la seconda guerra mondiale, nella stagione del grande spiritualismo francese – con Paul Claudel, Léon Bloy, gli sposi Maritain, Péguy e tanti altri – diventa un simbolo di una rivoluzione spirituale che pervade la Francia e la trasforma.

Madeleine si innamora del giovane Jean Maydieu. Tutti li vedono già sposi ma Jean sceglie il convento. Diventa domenicano. Per Madeleine non è più tempo di ateismo tranquillo. Il suo tormento la conduce a compiere il primo passo verso un misticismo che si fa servizio.

E sceglie il celibato pur restando fuori dal convento. Si prepara come assistente sociale. Poi sceglie Ivey, un posto di operai, marxismo, miseria e tanta necessità di una nuova vita: Dio e la strada.

La Delbrêl muore improvvisamente, non ha ancora 60 anni. La diocesi di Creteil, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella spiritualità del Novecento e riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella spiritualità del Novecento e ritenendola “una delle più grandi mistiche del XX secolo”, ha avviato fin dal 1993 il processo per la sua beatificazione.

Il 26 gennaio 2018 Papa Francesco l’ha dichiarata venerabile.

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«E’ segno che non l’ha trovato.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/11/2017

«A Madesimo, sulla via dello Spluga, venne a passare le vacanze il poeta Giosuè Carducci. La piccola Lina che divenne poi suor G.P., ha rievocato i suoi incontri con quel signore dalla barbetta a pizzo.

Un giorno il poeta le regala delle caramelle. Dopo qualche altro giorno, incontrando la piccola, il donatore le si avvicina con un sorriso. E così le chiede: – Erano buone le caramelle?

– Oh Signor Carducci! La mamma non me ne ha lasciate mangiare nemmeno una; voleva che le gettassi nel fiume.
– Oh, perché gettarle nel fiume?
– Mi ha detto perché tu sei ateo; e io credevo che ateo fosse il tuo nome.
– E ora sai che cosa vuol dire?
– Sì, perché me lo ha detto: ateo vuol dire senza Dio.
– E tu hai risposto niente a questa cosa?
– Altroché! Le ho risposto: è segno che non lo ha trovato.
– Hai ragione cara la mia piccina. Proprio così. Sto cercandolo e, finora non l’ho trovato. Tu che sei buona, innocente, prega per me, perché salga a Dio come acqua limpida la tua preghiera.» (Tratto dalla rivista “Papa Giovanni”, n. 15, Ottobre 1990)

In seguito Carducci così scrisse:

«Le braccia di pietà che al mondo apristi,
Sacro Signor, dall’albero fatale,
piega ver noi che peccatori e tristi
teco aspiriamo al secolo immortale».

«Vi sono due specie di persone ragionevoli: quelle che amano Dio con tutto il cuore perché lo hanno trovato e quelle che lo cercano con tutto il cuore perché non l’hanno ancora trovato.» (Pascal).

Non stanchiamoci mai di cercare nello scrigno prezioso e sconosciuto della tradizione e del magistero della Chiesa Cattolica.

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Io non cercavo Dio e non sapevo che Dio cercasse me

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/10/2015

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Eric-Emmanuel Schmitt

Un imprevedibile e imprevisto incontro con Dio da parte di un ateo, educato da genitori non credenti, lettore di Diderot e degli illuministi del Settecento.

Eric-Emmanuel Schmitt, classe 1960, filosofo di formazione, drammaturgo di nascita, romanziere prolifico, regista, è una delle personalità della cultura transalpina più conosciute a livello internazionale. Ha deciso di raccontare ad Avvenire (6 ottobre) la storia della sua conversione, che nasce una notte del 1989 nel deserto dell’Hoggar, Sahara.

IL DONO STRAORDINARIO DI DIO

Schmitt perde la sua comitiva e passa la notte da solo. E’ lì che si consuma l’incontro con Dio. «Dire che una persona è convertita significa dire che ha compiuto una scelta attiva e volontaria. Devo ammettere che questo non rappresenta esattamente quanto ho vissuto in quella notte nel deserto. Piuttosto, ho ricevuto una grazia e un dono straordinario. E ho lasciato in me tutto il posto e lo spazio possibile per quel dono. Così, se mi chiamano convertito, preferisco essere definito come uno che ha ricevuto una rivelazione».

“HO RICEVUTO UNA RIVELAZIONE”

scienza-e-fede-15-638Più che convertito, “che ha ricevuto una rivelazione” è «l’espressione che meglio mi caratterizza, perché racconta la sorpresa del dono che ho ricevuto. Io non cercavo Dio e non sapevo che Dio cercasse me. Ho avuto in dono qualcosa che non cercavo. Questa rivelazione è stata per me solo l’inizio».

LO STUDIO DEL VANGELO

Infatti, tornato in Francia il drammaturgo si è dedicato alla lettura di vari poeti mistici delle diverse religioni. «Dopo quella rivelazione ho compiuto un cammino alla scoperta del Vangelo. E lì c’è stato un lavoro molto attivo da parte mia, proprio per comprendere questo testo pieno di contraddizioni. In questo posso dire di aver vissuto una conversione. Quindi, in sintesi: nel deserto, una rivelazione; con il Vangelo, una conversione».

SULLE ORME DI DE FOUCAULD

Sarà stato un caso, ma la storia di questa rivelazione è molto simile a quella dell’esploratore francese Charles de Foucauld, altro convertito famoso, dopo l’incontro con Dio nel cuore del Sahara. Da quel momento, de Foucauld, divenuto eremita, ha avviato una grande opera di evangelizzazione di quelle terre. «La sua forza – spiega Schmitt – non è che ha cercato di cristianizzare a forza quei popoli, ma di testimoniare il Vangelo con l’esempio della vita. Proprio come ha fatto Cristo al suo tempo».

(Fonte: http://it.aleteia.org/)

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