FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘digiuno’

Rinuncia a qualcosa, aggiungi qualcosa, dai via qualcosa, prendi qualcosa, spegni qualcosa…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2019

In questi giorni leggo con piacere molte riflessioni sulla Quaresima, ma più vado in là con gli anni, più mi rendo conto che questo periodo liturgico è, in realtà un qualcosa di relativamente semplice.

Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta diceva che la Quaresima è il tempo per rendere bella la vita, il tempo per accorgerci delle bellezze che ci portiamo dentro. Ma come facciamo ad accorgercene se siamo continuamente intrattenuti da qualcosa?

Per farlo occorre fare silenzio, occorre liberarci da quelle cose che ci intrattengono, tappano, distraggono, distolgono dall’Essenziale.

In un blog americano (quanto sono pragmatici i nostri fratelli a stelle e strisce) ho trovato questi “five steps” per vivere la Quaresima che vi propongo aggiungendo alcune mie riflessioni:

1 – RINUNCIA A QUALCOSA. Oltre al digiuno il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo e all’astinenza dalle carni i venerdì di Quaresima, che non sono negoziabili per noi cattolici, è tradizione rinunciare a qualcosa che comporti un piccolo sacrificio.

“Che ipocrisia! Che perdita di tempo!”, affermano in molti ma pensate quale sacrificio potrebbe essere per quella madre di famiglia che rinuncia a quel quadratino di cioccolata dopo una giornata dietro a mille esigenze dei familiari.

L’obbiettivo di queste piccole rinunce è proprio quello di sentire il vuoto che troppo spesso tappiamo con mille intrattenimenti o con mille piccole soddisfazioni.

2 – AGGIUNGI QUALCOSA. Quando al “college” (in preda al fervore giovanile) digiunavo dall’alba al tramonto ogni venerdì, mi resi conto che, tra i tanti benefici, avevo più tempo.

Col digiuno e le rinunce quaresimali apriamo un vuoto temporale e spirituale. Può essere un tempo vuoto, ma anche una grande occasione.

Impiega questo tempo per pregare, ti assicuro che sarà fruttuoso. Un Rosario, una Coroncina della Divina Misericordia, ma anche un’ora di silenzio davanti al Tabernacolo oppure… aggiungi tu…

3 – DAI VIA QUALCOSA. Fare un’offerta per una giusta causa è un’ottima cosa, ma puoi essere anche molto creativo nel fare la cosiddetta elemosina.

Perché non fare un bel pacchetto con uno dei tuoi vestiti o accessori preferiti e donarlo a qualcuno che ne ha veramente bisogno? Puoi anche dare il tuo tempo aiutando un anziano vicno, una madre single, un senza tetto, fare la spesa per una famiglia bisognosa della parrocchia.

4 – PRENDI QUALCOSA. Viviamo in una cultura “Io-centrica” (so che si dice egocentrica ma io-centrica rende meglio vero?), ci piace il controllo, ci piace il comfort, ci piace fare da noi. Ci fa star bene per un po’, anche per un periodo ma, alla fine, tutto questo controllo ci mostra solo che ci stiamo perdendo i piani di Dio per noi.

Il mio sacerdote usa l’espressione navel-gazing (navel: ombelico e gazing: fissare) che si potrebbe tradurre come fissarsi l’ombelico. Provate a farlo, non riuscirete a vedere nient’altro intorno a voi. Così concentrati su noi stessi, ci perdiamo la chiamata di Dio.

TEMPO DI QUARESIMA: QUANDO I CRISTIANI CAMBIANO LA PELLE DEL CUORE.

Come allargare il nostro sguardo? Cerca qualcunod a servire, impegnati in un nuovo ministero, c’è tanto bisogno in parrocchia…, fallo almeno per la Quaresima. Se non hai tempo, prova a chiacchierare per cinque minuti col collega che non si fila nessuno, o trascorri con lui la pausa pranzo… Le idee non ti mancheranno…

5 – SPEGNI QUALCOSA. Viviamo tutti online, e questo ci porta continuamente da qualche altra parte, stiamo qui ma col cuore stiamo là… In questa Quaresima scegli di spegnere qualcosa.Puoi scegliere di rinunciarvi per tutta la Quaresima (scollego Facebook per sei settimane!) oppure puoi rinunciare un giorno a settimana o un tempo per ogni giornata in cui fai tacere tutto, pensa che libertà… Non è un sacrificio come gli altri e non li sostituisce, perché questo è un sacrificio di convenienza che sarà utile alla nostra mente.

Questi piccoli consigli ci saranno utili per cambiare pelle al cuore, come dice una bella espressione spagnola, e permettere che incontri, alla fine del cammino quaresimale, Gesù, il risorto che è passato per la Croce.

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“A cosa ti serve non mangiare carne se divori tuo fratello?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/11/2016

Quaresima_02

“Il Valore del digiuno consiste non solo nell’evitare certi cibi, ma anche nel rinunciare a tutti gli atteggiamenti, i pensieri e i desideri peccaminosi.

Chi limita il digiuno semplicemente al cibo sta minimizzando il grande valore che possiede il digiuno. Se digiuni, le tue azioni devono provarlo!

Se vedi un fratello in stato di necessità, abbi compassione di lui. Se vedi un fratello che ottiene un riconoscimento non provare invidia.

Perché il digiuno sia vero non può esserlo solo a parole, ma si deve digiunare con gli occhi, con le orecchie, con i piedi, con le mani e con tutto il corpo, con tutto ciò che è interiore ed esteriore.

Digiuni con le tue mani mantenendole pure nel servizio disinteressato agli altri.

Digiuni con i tuoi piedi non essendo tanto lento nell’amore e nel servizio.
Digiuni con i tuoi occhi non vedendo cose impure, o non concentrandoti sugli altri per criticarli.

Digiuna da tutto ciò che mette in pericolo la tua anima e la tua santità.

Uy_04Sarebbe inutile privare il corpo del cibo ma nutrire il cuore di spazzatura, di impurità, di egoismo, di comodità.

Digiuni dal cibo ma ti permetti di ascoltare cose vane e mondane. Devi digiunare anche con le orecchie. Devi digiunare dall’ascoltare alcune cose che si dicono dei tuoi fratelli, menzogne sugli altri, soprattutto pettegolezzi, voci, o parole fredde o dannose.

Oltre a digiunare con la bocca, devi digiunare dal dire qualsiasi cosa che possa fare male all’altro, perché a cosa ti serve non mangiare carne se divori tuo fratello?”

(San Giovanni Crisostomo)

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“Fate bene tutta la vostra parte (non la metà)”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/11/2016

digiuno_e_preghiera_03

Lynda, la mia amica scozzese, ci racconta un avvenimento straordinario avvenuto ella sua famiglia, riguardante suo fratello Patrick, schiavo dell’alcol e del gioco.

“Mio fratello era il più giovane della famiglia. Era un gran bravo ragazzo: obbediente, calmo, e sapeva divertirsi. A 18 anni è partito per l’università per studiare medicina. E’ diventato membro di tutte le bande di giovani e dei club che vi si trovavano e ha frequentato tutto quel mondo! Faceva veramente la bella vita!

Beveva eccessivamente e si era anche buttato nel gioco. Dopo aver ottenuto la laurea in medicina, ha cominciato a lavorare in ospedale ma si lamentava della sua carriera.

La mia famiglia ed io stessa eravamo preoccupati del tempo che dava al gioco. Abbiamo cercato di parlargli, in particolare io che sono la sua unica sorella e anche la sua madrina.

digiuno_e_preghiera_01Passavo molto tempo con lui, andavo a trovarlo nel suo appartamento per aiutarlo a far ordine nelle sue finanze, a gestire i suoi soldi e in parole povere a rimetterlo sul “giusto cammino”.

Ma invano!

Molto preoccupati per lui, mia madre e io abbiamo deciso di andare a Medjugorje nell’ottobre del 2012. Mentre ci dirigevamo verso la tomba di padre Slavko, mia madre mi disse: “Guarda là, è suor Emmanuel! Vado a chiederle di pregare per Patrick”.

E così fece. Suor Emmanuel rispose a mia madre: “Per vincere una tale guerra, cosa chiede la Madonna?”

E mia madre rispose: “La preghiera e il digiuno”. Suor Emmanuel le disse allora: “Fate bene tutta la vostra parte (non la metà), pregate e digiunate per vostro figlio e Dio farà la sua parte. Con la preghiera e con il digiuno potete ottenere tutto, dice la Madonna”.

Quando mia madre mi ha ripetuto queste parole la mia reazione è stata: “Grazie a Dio, non è a me che la suora ha detto questo!”.

digiuno_e_preghiera_04Comunque quando siamo tornate a casa, oltre alla preghiera per mio fratello, abbiamo cominciato a digiunare a pane e acqua per lui, i mercoledì e i venerdì.

Poi abbiamo veramente assistito a un miracolo. Infatti, dopo due anni, mio fratello è totalmente libero dai suoi legami! Ha fatto molti progresso nella sua carriera come medico e partecipa a un progetto che potrà farlo progredire ancora di più nella sua carriera.

Ora non beve che raramente delle bevande alcoliche, un bicchiere ogni tanto. Fa una vita molto sana, pratica la sua fede e ha una meravigliosa fidanzata.

E’ dopo aver cominciato a pregare e digiunare, che abbiamo visto operarsi il miracolo. Prima, quando cercavamo di parlargli, era come sbattere la testa contro a un muro.

Il digiuno ha avuto il potere di rompere qualcosa in lui che né la mia famiglia, né io avevamo potuto realizzare con la parola e con la preghiera. Ci voleva anche il digiuno.

digiuno_e_preghiera_02Pur essendo cresciuto in una famiglia piena di amore e di fede, a mio fratello ci voleva qualcosa di più per salvarlo ed era la potenza della preghiera accompagnata dal digiuno”.

La testimonianza di Lynda parla al cuore di molta gente, poiché il tasso delle dipendenze aumenta terribilmente oggigiorno. Alcol, droghe di tutti i tipi, pratiche sessuali deviate, gioco ecc., stanno distruggendo tante famiglie!

Se qualcuno non è proprio convinto della forza del digiuno legato alla preghiera, come ne parla Gesù nel Vangelo, o come ne parla Maria nei suoi messaggi, faccia una prova! Non ha niente da perdere, al contrario tutto da guadagnare!

(Fonte: “Potenza sconosciuta del digiuno”, di Suor Emmanuel Maillard, Edizioni Amen, Palermo 2016, pagg. 86 e 87)

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Offline

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2016

Offline_01

Per questa Quaresima ho deciso di stare offline ogni venerdì. Niente internet, né social network; il pacchetto dati del cellulare verrà staccato e il PC di casa resterà spento tutti i venerdì, fino a Pasqua.

Il primo giorno di Quaresima quest’anno, per me, coincide anche con l’inizio di una ventina di giorni di riposo forzato a causa di un intervento ortopedico a un piede che, mi consentirà di camminare meglio, anche spiritualmente visto che avrò più tempo per pregare.

Ho cominciato finalmente a leggere il primo della bella catasta di libri con cui ho pensato di passare la convalescenza.

E leggendo ho capito due cose.

Che in questo venerdì offline ho letto di più, approfondendo meglio, vivendo le letture con più intensità.

Mi sono anche reso conto del fatto che io, lettore vorace ai limiti del bulimico, da quando è arrivato questo internet-sempre-subito-e-ovunque mi stanco prima, come se l’essere sempre online mi avesse reso affamato di informazioni brevi, usa e getta, atrofizzando la capacità di andare in profondità.

Oscar_02A me la rete piace, è uno strumento che dà delle libertà che prima erano impensabili, ma quando questo strumento, alla lunga ci abitua ad assaggiare tutto ma assaporare niente, a pensare rapidamente ma a riflettere sempre meno, non è più lui al nostri servizio, ma siamo noi al suo.

La posso dire tutta? Tornare offline – sebbene per un giorno – è stata una figata😜. Ops sorry (questa è per il mio direttore spirituale) una grazia👼! Ok (sempre per il mio direttore spirituale) oltre che leggere ne approfitterò per pregare di più, starò offline per stare più online con Dio 😉.

P. S. Stare offline ha giovato anche all’umore e ho avuto il piacere di fare delle telefonate che non avrei mai fatto avendo Uazzappe a disposizione.

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Dire si alle cose importanti…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/03/2015

Minimalism_02

Il minimalismo richiede lavoro e sforzo. Consiste nell’esercizio di non dire si a troppe cose in modo da concentrarsi nel dire si alle cose importanti. E’ anche risaputo che il minimalismo faccia bene sia al corpo che allo spirito.

La Quaresima è il tempo del minimalismo, sia dentro che fuori. Siamo invitati a visitare il deserto, come Gesù, e a dire no al troppo cibo, al troppo rumore, ai troppi accessori, alle troppe festività, alle troppe cose, alle troppe attività, ecc.

Sbarazzarsi di cose, acquistarne di meno, farne di meno, andare in meno posti: tutto questo comporta uno stabilire le priorità e farlo con impegno. E’ più facile lasciare che le cose si accumulino, restare disorganizzati, accettare ogni invito e impegno. E’ più facile a breve termine ma, nel lungo termine è più sano avere delle priorità, e a rimanere con quello che è davvero importante per te. Darsi delle priorità è una componente cruciale della felicità.

Vivere semplicemente, piuttosto che dire di si a tutto, rende più facile fare delle scelte. Uno dei problemi che abbiamo oggi è quello di avere troppa informazione, troppo intrattenimento, troppi stimoli, troppe opzioni, troppi negozi di alimentari, troppe risorse online.

Se impariamo a limitare noi stessi e le infinite opzioni che abbiamo, farà bene alla semplicità, alla sanità e al successo nella vita. Se hai pochi vestiti nell’armadio ma tutti funzionali e buoni, ti servirà meno tempo per sceglierne uno da indossare e ne avrai di più per fare ciò che è importante.

Se limiti il numero di gruppi e blog di cucina che segui, avrai più tempo per diventare davvero brava a realizzare quelle poche ricette scritte a mano nel tuo quaderno delle ricette. Se rassetti la tua casa meno spesso, forse ti renderai conto della gran quantità di cose che hai, e di quanto tempo ci voglia per pulirle tutte, e di come potresti usarlo meglio per buttare via quelle che non usi.

Minimalism_01Viviamo in un’epoca in cui acquistare cose è diventato veloce e facile, e consumarle è ancora più facile e veloce.

Sto rileggendo il libro “La casa nella Prateria” (“The Little House” in inglese, la piccola casa) e parte del suo fascino era proprio in quella piccola casa. Avevano così poche cose e così poche priorità (sopravvivenza, famiglia, ecc.) che la loro vita era davvero concentrata e intensa. Il loro tempo era impiegato in cose davvero essenziali per loro e non negli innumerevoli hobby o decorazioni o nel corso che fa più tendenza.

Anche la Chiesa ci invita a un minimalismo interiore in questa stagione, strappar via tutto quello che ci distoglie dalla priorità delle priorità, l’unica via per tornare alla casa di nostro Padre, l’unico vero obiettivo di santità qui sulla Terra. Siamo invitati a digiunare dalle cose che consideriamo essenziali come il cibo, per renderci conto che possiamo essere più minimalisti di così.

Siamo invitati a concentrarci sulla grande immagine della storia della salvezza e a rimuovere il nostro disperato bisogno di aqcuistare cose, fare cose e, in generale, distoglierci dalla nostra debole condizione di polvere.

[Tradotto dal mio blog cattolico americano preferito: Ignitum Today: http://www.ignitumtoday.com/2015/03/04/minimalism/%5D

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«E’ molto importante essere vicino a Gesù o no? » – « Sì, possiamo ricevere tutto »

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/08/2014

wpid-slavko01.jpg(Una catechesi di Padre Slavko Barbaric del 4 agosto 1985)

Tutti siamo aperti, tutti vogliamo la pace e la riconciliazione. Ma è molto pericoloso se siamo impediti da qualche cosa, se abbiamo trovato una scusa per non incominciare con la preghiera, col digiuno.

Perché sono importanti la preghiera, il digiuno, come mezzi: sono la strada, la via per arrivare alla fonte.

La Madonna non domanda da noi la preghiera per farci perdere tempo, e non domanda il digiuno perché è piena di gioia se noi abbiamo fame. Non si tratta di questo, si tratta di due mezzi che noi dovremmo usare per avere la pace, per aprirci alla pace. E domanda ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero, leggere la Bibbia.

Poi domanda di digiunare due volte alla settimana e la confessione ogni mese. Perché? Sono cose molto semplici, ma sono convintissimo che domanda questo per aiutarci, perché non troviamo di nuovo le scuse; tutti possiamo cominciare o, se abbiamo cominciato, continuare. E ogni giorno si sviluppa la vostra preghiera. Se vi succede come a S. Francesco di cominciare il Padre Nostro e pregare tutta la notte solo il Padre Nostro e sentite nella bocca dolcezza, nel cuore un po’ caldo, fate bene, fate più di quello che la Madonna domanda. Questa è per noi una scuola della fede. Ma si deve cominciare con le cose molto semplici.

Io dico di nuovo che la Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria. Che cosa può succedere se qualcuno ha capito che la Madonna domanda centocinquanta Ave Maria? Prenderà il Rosario e in quindici minuti le avrà dette tutte e dirà: « Per oggi ho finito, grazie a Dio ». Non si tratta di questo, pregando il Rosario si tratta di un avvicinarsi a Gesù, di vivere con Gesù, con la Madonna in ogni situazione della giornata: quando lavoro, quando mangio, quando sono nella famiglia, sempre.

wpid-slavko02.jpgQuesto non significa che si può sempre pregare, ma si può pregare più spesso di quanto noi pensiamo. Se uno fuma e fuma venti sigarette, se non trova una camera dove può stare solo a fumare, è pronto a fumare anche in fabbrica dove cento altri devono fumare con lui e fa l’aria impura. Fuma e non si vergogna.

Ma noi, quando si tratta di pregare, diciamo che non possiamo. Allora vedete come abbiamo perso il senso di essere vicino a Gesù, di essere vicino alla Madonna. Come ha detto la Madonna, se non puoi trovare il tempo per il Rosario intero nella tua casa, perché devi alzarti presto al mattino e torni tardi alla sera, puoi pregare guidando la macchina, puoi prendere venti minuti per il Rosario, come li prendi per il caffè o le sigarette. lo vedo che non si tratta del tempo, qualche volta manca soprattutto il senso del valore della preghiera. E la Madonna domanda la preghiera per invitarci ad essere vicini a Gesù.

E adesso la domanda: «È importante essere vicini a Gesù o no?». La Madonna ha detto: «Pregate e avrete la gioia più profonda, avrete la pace, supererete la vostra stanchezza, diventerete anche belli e belle. Avrete la forza anche per la riconciliazione».

Allora su questo punto possiamo proprio essere egoisti: se noi viviamo vicino a Gesù, vicini alla Madonna, in Dio, avremo la gioia anche quando saremo nella sofferenza, avremo la pace e potremo portare la pace, la riconciliazione dove gli altri fanno solo conflitti. Da chi si può sperare in questo mondo la pace dove gli altri fanno i conflitti se non dai cristiani? Ma guardate come siamo lontani da questa sapienza della Croce e di Gesù.

Ho detto che possiamo essere egoisti: se tu preghi, tu avrai la tua gioia, supererai la tua stanchezza, risolverai i tuoi problemi.

wpid-slavko03.jpgChe cosa significa quando la Madonna dice che supererai la tua stanchezza? Chi è stanco? È stanco chi dice: «non posso». Una famiglia divorziata è un segno di stanchezza nel mondo odierno. Una famiglia che non può risolvere i suoi problemi ed è nei conflitti è – una famiglia stanca. Un giovane che prende le pastiglie, o beve, o prende la droga è uno stanco. E ce ne sono molti in questo mondo. La Madonna dice: «Pregate e supererete la vostra stanchezza».

Quando dico che la preghiera è un mezzo per diventare belli, non lo dico per scherzo.

Jelena ha domandato una volta alla Madonna: «Perché sei così bella?», la risposta era: «Io sono bella perché amo. Se volete diventare belli, amate». Questo è un messaggio profondo teologicamente: noi tutti siamo creati ad immagine del Signore, belli e belle, pieni di pace.

Questa è l’immagine del Paradiso: essere riconciliati col Signore e con tutti gli altri. Quando è entrato il peccato nella vita dell’umanità, nella nostra vita, ha rovinato la nostra anima, il nostro cuore. Pregare, aprirsi, perché con il dono della grazia e dell’amore si diventa belli, creati ad immagine del Signore. Ma è bene dire che se abbiamo capito che la bellezza esteriore dipende anche un po’ dalla bellezza interiore, forse è più facile deciderci per questa bellezza interiore, per l’amore che il Signore ci offre.

Allora la risposta alla mia domanda: «E’ molto importante essere vicino a Gesù o no?» è: «Sì, possiamo ricevere tutto».

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La corona del sacrificio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2014

In un libro per bambini, tempo fa leggevo a mia figlia:

Gesù e Maria sono come dei cercatori di tesori.

Percorrono continuamente la terra alla ricerca di un bambino che abbia preparato per loro un sacrificio-regalo. E quando ne trovano uno, lo prendono in fretta e… sai cosa ne fanno? Vanno a soccorrere chi è in pericolo o chi è nel peccato, nel buio o chi sta preparando una cattiva azione.

Ne parlo anche qua in un vecchio post.

Offrire sacrifici come atto di comunione con Gesù e tra gli uomini. Non è quello che cerchiamo di fare in questo periodo di Quaresima?

E così, io che sono un cercatore di fermenti cattolici… cercando cercando, in un bel blog cattolico americano ho trovato questa chicca che ho tradotto per voi.

Non è che un segno per vivere, in famiglia, la Quaresima. E’ utile soprattutto per coinvolgere i bambini (ma non solo) a offrire piccoli sacrifici a Gesù.

Ogniqualvolta si offre un sacrificio, una rinuncia, un digiuno, a Cristo, si toglie una spina dalla corona…

Un’americanata? Forse ma a me è piaciuta tanto…

La facciamo anche noi?

“Tutorial” per fare la CORONA DEL SACRIFICIO. 

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1. Raccogli dei rametti e immergili in acqua calda per una trentina di minuti per ammorbidirli.

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2. Legali formando un cerchio e sovrapponili. Sistemali come più ti piace e legali ancora gli uni agli altri ove occorra.

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3. Usa degli stuzzicadenti o la parte finale di spiedini, come ho fatto io.

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4. Dipingili. Io li ho dipinti tutti insieme in una tazza. lucidali con del trasparente e quindi lasciali asciugare sulla carta assorbente.

Corona_06

5. Sistema gli stuzzicadenti sulla corona. Aiuta sistemare il tutto su di un piatto così da poter prendere più agevolmente la corona quando sarà terminata.

Corona_07

6. Ammira la tua opera d’arte! Noi la usiamo durante questa Quaresima come la CORONA DEL SACRIFICIO: togliamo una spina ogniqualvolta offriamo un sacrificio a Cristo

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