FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘dipendenza da cellulare’

«Cancellalo! Così non avrai la tentazione alla mano!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/11/2022

«[…]E su questo c’è anche un’altra cosa, che voi conoscete bene: la pornografia digitale. Lo dico a chiare lettere. Non dirò: “Alzi la mano chi ha avuto almeno un’esperienza di questo”, non lo dirò. Ma ognuno di voi pensi se ha avuto l’esperienza o ha avuto la tentazione della pornografia nel digitale.

È un vizio che ha tanta gente, tanti laici, tante laiche, e anche sacerdoti e suore. Il diavolo entra da lì. E non parlo soltanto della pornografia criminale come quella degli abusi dei bambini, dove tu vedi in vivo casi di abusi: questa è già degenerazione.

Ma della pornografia un po’ “normale”. Cari fratelli, state attenti a questo. Il cuore puro, quello che riceve Gesù tutti i giorni, non può ricevere queste informazioni pornografiche. Che oggi sono all’ordine del giorno.

E se dal tuo telefonino tu puoi cancellare questo, cancellalo, così non avrai la tentazione alla mano. E se non puoi cancellarlo, difenditi bene per non entrare in questo.

Vi dico, è una cosa che indebolisce l’anima. Indebolisce l’anima. Il diavolo entra da lì: indebolisce il cuore sacerdotale. Scusatemi se scendo a questi dettagli sulla pornografia, ma c’è una realtà: una realtà che tocca i sacerdoti, i seminaristi, le suore, le anime consacrate. Avete capito? Va bene. Questo è importante.»

(Papa Francesco durante un incontro con seminaristi e sacerdoti che si è tenuto a Roma il 24 ottobre)

Il messaggio del Papa è chiaro, ci indica il pericolo e il danno che può fare.

Come agire su questo problema? I fratelli americani, pragmatici e centrati sull’obbiettivo ci vengono in aiuto con questi strumenti tanto semplici quanto efficaci, basta seguirli.

Litanie a Gesù Cristo (seguite dalla preghiera per vivere appieno la libertà e la dignità di figio di Dio Padre).

Per essere liberati dalle bugie e dall’oscurità del mondo, della carne e del demonio e per reclamare la mia dignità di figlio di Dio, mio Padre.

«Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.» (Gv 8,44)

Signore Gesù, ispirami col tuo Spirito di verità per [NOMINA, ESPONI E RINUNCIA] i pensieri, le bugie che mi suscitano sensazioni che mi portano ad azioni impure. Il tuo amore per me è la mia forza e la mia speranza.

Gesù, per il potere del tuo Santo Nome, io reclamo il dono divino della mia dignità. e rinuncio a quelle bugie del mo ndo, della carne e del demonio che mi seducono e portano a vedere la pornografia e a masturbarmi:

Solo un’altra volta e poi esco da questo sito porno. Prima o poi, prima o poi mi fermerò.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Dò giusto un’occhiata a questo sito innocuo e poi esco, solo un’occhiata.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

È uno sfogo umano. Sono solo uno tra milioni di persone. Non mi farà poi così male.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Non fa male a nessuno. È una cosa da poco. La gente esagera sempre.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Un sacco di uomini e donne intelligenti guardano i porno e stanno benone.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Il mio bisogno di questo piacere è troppo forte. Non posso farne a meno. È impossibile fermarsi.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Mi merito una pausa, qualcosa di adatto a me. Questo piacere allevierà il mio stress.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Non ce la faccio a resistere a questo forte istinto erotico. La castità è un pio sogno dei tempi che furono.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

La preghiera è inutile. Dio non è lì per me. Sono stato abbandonato, dimenticato.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

La forza in me di comportarmi male sessualmente è più potente di Dio.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

C’è qualcosa di disperatamente sbagliato in me, ci ho provato così tante volte. Non c’è aiuto per me.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Non c’è posto per me tra gli/le uomini/donne che sono casti. Non sono all’altezza.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Sono solo, isolato. Non interesso realmente a nessuno e nessuno mi accetta per quello che sono.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Sono un perdente. Sono una cosa difettata, un disadattato sociale. Sono nu nulla, vuoto dentro.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Se scoprono davvero cosa sono, sarò per sempre disgraziato, un emarginato.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Questo è un segreto che dovrò nascondere sempre. Ne sono prigioniero, non me ne libererò mai.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Mi vergogno di ciò che sono diventato, di ciò che sono. Sono un fallimento, una nullità totale.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Chi mai potrebbe amarmi? Non so nemmeno amare me stesso. Sono sporco e mi odio!
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Non cambierò mai! È troppo tardi, troppo tardi ormai. Zoppicherò per il resto della mia vita.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Il porno mi ha legato per troppo tempo. Mi arrendo. Sono troppo debole, una creatura pietosa.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Ho perso l’amore di Dio. La mia dignità è andata. Ho perso la dignità, sono spazzatura.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

Il porno è ormai parte della mia identità. Perché lottare? Perch? sperare? Questo è ciò che sono.
NEL NOME DI GESÙ IO RINUNCIO A QUESTA BUGIA!

PREGHIERA PER VIVERE APPIENO LA MIA LIBERTÀ E LA MIA DIGNITÀ DI FIGLIO DI DIO PADRE

Signore Gesù Cristo grazie per avermi chiamato come uomo le cui energie virili sono integrate e rafforzate dalla virtù della castità, affinché io possa affermare, guidare e benedire il prossimo nel tuo Nome. Tu mi rafforzi in quanto fratello, amico, padre, uomo, per gli altri, benedetto da tuo Padre e dal suo amore salvifico per me e abbracciato da Maria e dal suo materno amore per me.

Che la luce della tua verità dissipi le bugie che mi derubano della libertà che Tu mi hai guadagnato attraverso il potere del tuo sangue che hai versato per me. Nel tuo Nome io rinuncio a quelle bugie che mi seducono e inducono a guardare la pornografia. (In un momento di silenzio nomino una o più bugie che persistono nella mia vita). Gesù, per la tua autorità e il tuo potere, io rompo il loro potere su di me e la seduzione della lussuria e le abitudini malate che derivano da esse.

Gesù Cristo, concedimi la grazia di venerare la dignità del mio corpo umano reso sacro dal tuo diventare carne e dimorare presso di noi come un essere umano, essendo uno con noi nella nostra famiglia umana.

Insegnami le strategie per rompere le catene che mi legano. Concedimi il dono della perseveranza di impegnarmi e di incorporare queste strategie nella mia vita. Gesù, per il potere del tuo corpo casto, schiaccia la testa del serpente della lussuria, della fantasia dell’attaccamento a me stesso che mi flagella. Gesù consacrami al Padre come suo figlio casto.

Prego per tutti gli uomini: i figli, i padri, i mariti, i fratelli e per tutte le donne: le mogli, le sorelle, che tu hai liberato dalle catene per la tua vita, morte e resurrezione. Gesù, io desidero essere tuo testimone del tuo amore salvifico per la mia famiglia, i miei amici e i miei colleghi. Per Cristo nostro Signore. Amen

PREGHIERA PER VIVERE APPIENO LA MIA LIBERTÀ E LA MIA DIGNITÀ DI FIGLIA DI DIO PADRE

Signore Gesù Cristo grazie per avermi chiamata come donna le cui energie femminili sono integrate e rafforzate dalla virtù della castità, affinché io possa affermare, guidare e benedire il prossimo nel tuo Nome. Tu mi rafforzi in quanto sorella, amica, madre, donna, per gli altri, benedetta da tuo Padre e dal suo amore salvifico per me e abbracciata da Maria e dal suo materno amore per me.

Che la luce della tua verità dissipi le bugie che mi derubano della libertà che Tu mi hai guadagnato attraverso il potere del tuo sangue che hai versato per me. Nel tuo Nome io rinuncio a quelle bugie che mi seducono e inducono a guardare la pornografia. (In un momento di silenzio nomino una o più bugie che persistono nella mia vita). Gesù, per la tua autorità e il tuo potere, io rompo il loro potere su di me e la seduzione della lussuria e le abitudini malate che derivano da esse.

Gesù Cristo, concedimi la grazia di venerare la dignità del mio corpo umano reso sacro dal tuo diventare carne e dimorare presso di noi come un essere umano, essendo uno con noi nella nostra famiglia umana.

Insegnami le strategie per rompere le catene che mi legano. Concedimi il dono della perseveranza di impegnarmi e di incorporare queste strategie nella mia vita. Gesù, per il potere del tuo corpo casto, schiaccia la testa del serpente della lussuria, della fantasia dell’attaccamento a me stessa che mi flagella. Gesù consacrami al Padre come sua figlia casta.

Prego per tutte le donne: le figlie, le madri, le mogli, le sorelle e per tutti gli uomini: i mariti, i fratelli, che tu hai liberato dalle catene per la tua vita, morte e resurrezione. Gesù, io desidero essere tua testimone del tuo amore salvifico per la mia famiglia, i miei amici e i miei colleghi. Per Cristo nostro Signore. Amen

(Fonte: https://integrityrestored.com/)

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Un esercito di automi con la testa bassa e il cuore diviso

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/06/2019

Salgo in macchina, mi infilo nel solito guazzabuglio di mezzi che intoppano ogni giorno la mia città tanto bella quanto trascurata, continuo coi riti automobilistici mattutini; il solito tragitto, la mano destra impegnata col cambio, col Rosario che scorre tra le dita, il solito stop sistematicamente ignorato che mi spinge a fermarmi pur avendo il diritto di precedenza, il solito insulto non detto, domato (non soffocato) dal fluire delle Avemarie che mi accompagna quasi fino al lavoro, la corona riposta nel cassettino, il semaforo davanti al negozio di abbigliamento e la mano parte automaticamente alla ricerca del cellulare che… non c’è!

Cerco nell’altra tasca, nel taschino, nelle tasche interne della giacca, persino in quelle dei pantaloni sapendo benissimo di non trovarlo perché la mia ipocondria mi spinge a tenerlo sempre a qualche centimetro dal corpo. In maniera del tutto irrazionale ripeto la ricerca nelle tasche, piene di tutto tranne che del mio cellulare.

“E adesso?”, mi chiedo, con un sussulto di preoccupazione e di ansia che comincia a scemare non appena salta fuori da qualche cassettino della mia memoria, rimasto chiuso per troppo tempo, il numero di telefono del fisso di casa.

Comincio a organizzare le idee: “Dunque, chiamo casa e poi mia figlia che è al mare e…”, scopro di non sapere a memoria il suo numero. “Ok”, penso, “lo chiederò a mia moglie non appena arriverò in ufficio”.

Nel frattempo entro nel solito bar ordinando il solito latte macchiato senza lattosio. Non potendo soddisfare il riflesso incondizionato di ‘spippolare’ lo smartphone, mi scopro in atteggiamenti a cui mi sto sempre più disabituando come, guardarmi intorno, chiacchierare del più e del meno col barista, pianificare la giornata, la settimana facendo a meno dell’inseparabile app “Pro Memoria”, oppure ascoltare due giovani signore sedute al tavolino alle mie spalle, che si raccontano le loro cose. “Aò, so annata dar dermatologo pe’ sta cosa”, si lamenta una delle due mostrando all’amica il polpaccio grassottello, “e dice che ch’ho ‘na “terenestasia” [forse intendeva una teleangectasia], ma pe’ mme manco esiste, l’ho cercata su Google e nun ce sta!”.

E certo, perché se una cosa non sta su Internet non esiste, se una persona non sta su di un social non esiste, se non aggiorni il tuo status di Whatsapp sei fuori…, e all’improvviso mi sento pervadere da un piacevole e discreto senso di liberazione. Realizzo pian pianino che senza il cellulare posso comunque restare in contatto con le persone che amo, posso programmare di contattare in un secondo momento tutte le altre a cui tengo, e posso tornare a fare cose che tendo a non fare più: guardarmi attorno, ascoltare, parlare, riflettere, progettare, il tutto con un maggiore contatto con me stesso e con l’ambiente che mi circonda “hic et nunc”.

Se oggi ho potuto riappropriarmi di queste dimensioni (con beneficio anche dell’umore), significa che col cellulare sempre in tasca, queste vengono sistematicamente mortificate, quotidianamente soffocate con l’esigenza indotta di essere qui, ma tutto sommato sempre da un’altra parte, divisi tra il “qui” di cui non riusciamo più a godere, e “l’altrove” che urge con le sue notifiche che ci sembrano prioritarie ma che, alla fine, danno solo l’illusione di un mondo che non c’è o che è come ce lo rappresentiamo.

Siamo diventati un esercito di automi con la testa bassa e il cuore diviso tra il “qui” con cui stiamo disimparando a interagire, e un “altrove” fatto di aria fritta che ci appare tanto urgente ma di cui possiamo fare a meno.

Non posso non ricordare, a tal fine, le catechesi che ascoltavo da un caro sacerdote brasiliano che, parlando di vita consacrata, la definiva – citando san Giovanni Paolo II – come una continua tensione a vivere con un cuore indiviso.

Sicuramente non siamo chiamati tutti a una vita di speciale consacrazione ma col Battesimo, che ci riveste di Cristo (cfr. CCC 1243) siamo tutti chiamati a metterlo al centro della nostra vita. E come fare se qualcosa, o qualcuno, ci distoglie quotidianamente dal qui ed ora? E se questo meccanismo che ci tiene con la testa bassa su queste tavolette incantate fosse volto proprio a privarci della possibilità di fare un capolavoro delle nostre vite?

Diceva madre Teresa di Calcutta: “Ieri è passato, domani non so se arriverà, ho solo l’oggi per fare il bene.” Ma se l’oggi lo trascorriamo sempre altrove?

Perché non dimenticare il cellulare a casa ogni tanto correndo il rischio di vivere per davvero?

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«Tempo di utilizzo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/01/2019

Qualche giorno fa, una spietata funzione dell’Iphone – «TEMPO DI UTILIZZO» – mi ricordava quanto tempo trascorro ogni settimana al cellulare, specificando i minuti (le ore ahimè) per ogni singola applicazione. E’ inutile che dica che ai primi posti troneggiavano i social, soprattutto quello col fumetto bianco su sfondo verde che ci dà l’illusione di essere in comunicazione col mondo, alimentando, in realtà le nostre solitudini.

Dalle ricerche di mercato pare che trascorriamo ben ventisette anni a dormire, sei anni e mezzo a mangiare e circa venticinque davanti a uno schermo. Venticinque!

Ore e ore, che diventano anni scappano via mentre, chini su una perenne fonte di distrazione, disimpariamo a contare bene i nostri giorni, e i nostri cuori, nati con la potenzialità di diventare saggi, diventano sempre più sbalestrati.

«Insegnaci, o Dio,
a contar bene i nostri giorni,
per acquistare un cuore saggio.»
(Salmo 90, 12)

Sarebbe da imparare a memoria, recitandolo come una giaculatoria, questo versetto prezioso del Salmo 90, ogni volta che sblocchiamo il cellulare alla ricerca di tutto e niente, chiedendoci: in questa giornata quanto tempo passo a pregare, a leggere la Bibbia, a coltivare il rapporto con quel Dio, il solo che ci possa insegnare a “contar bene” i nostri giorni per acquistare un cuore saggio?

Non è facile ritagliarsi degli spazi per la preghiera, ma come diceva un filosofo (che non amo ma che in questa frase dice il vero), «Se uno ha molto da cacciarvi dentro, una giornata ha cento tasche.»

E noi cosa decidiamo di infilare in queste cento tasche?

Il tempo che passiamo con Dio è il più prezioso perché è l’unico che può cambiare realmente la nostra vita, perché può cambiare il nostro cuore, insegnandogli a diventare saggio.

«Insegnaci, o Dio,
a contar bene i nostri giorni,
per acquistare un cuore saggio.»
(Salmo 90, 12)

E se mettessi questo versetto come schermata di sblocco?

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