FERMENTI CATTOLICI VIVI

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«La “crisalide rotta” del suo sudario proclama che Cristo è il vincitore persino sulla morte!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/03/2018

E’ davvero sorprendente quello che possono fare le ragazze per amore.

Mia moglie Jean ed io, siamo stati dirimpettai per dieci anni prima di sposarci. Il mio interesse da liceale per la biologia mi aveva portato a farmi una bella collezione di bruchi vivi. La loro casa era una scatola di scarpe coperta con una rete metallica; quando ero fuori in vacanza, Jean le nutriva accuratamente con le foglie del loro salice. Ma in realtà le detestava.

Un bel giorno i bruchi smisero di strisciare e masticare, attaccarono saldamente la coda a un rametto e restarono fermi, inguainati nel loro bozzolo scintillante. Per settimane parevano morti, immobili nel loro minuscolo pacchetto che nel frattempo era diventato grigio. Rimossi la grata e attesi.

Un bel giorno, uno a uno, questi astuccetti grigi cominciarono a contorcersi e a ruotare con forza per rompersi all’improvviso lasciando emergere meravigliose farfalle. Ogni farfalla restava immobile per ore muovendo gentilmente le ali, pompando al loro interno i fluidi necessari per estenderle completamente. A un certo punto le farfalle si sollevarono con grazia nella brezza estiva, lasciando dietro di esse una crisalide rotta a mostrare loro precedente prigionia.

Le crisalidi e le farfalle mi fecero pensare alla tomba vuota del nostro Signore risorto. Quando Pietro e Giovanni appresero la notizia che il corpo del Signore non era più nella tomba, corsero a perdifiato, Pietro entrò nella tomba e «vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.» (Giovanni 20,6-7).

Il sudario che fasciava accuratamente tutto il corpo, adesso giaceva abbandonato, testimone muto del fatto che il corpo che prima avvolgeva, adesso fosse tornato in vita.

La schiavitù della morte è rotta. Cristo è risorto! Possiamo affrontare il domani con la certezza che Gesù è davvero vivo per aiutarci, per guidarci, per darci speranza per il futuro.

E poiché è vivo, i nostri problemi non sono insolubili.

La crisalide rotta del suo sudario proclama che Cristo è il vincitore persino sulla morte!

Essendo vivo nulla è impossibile!

(Tradotto dall’originale http://www.joyfulheart.com/easter/chryslis.htm)

Buona Pasqua!

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“È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2017

Oggi trovi di tutto sulla rete. Donne che festeggiano svaccate e urlanti in locali dove uomini ipertrofici si spogliano (perdendo entrambi le loro reciproche dignità e dimenticando che si commemora una tragedia e non un carnevale al femminile), donne che giustamente reclamano i propri diritti, donne che vogliono fare gli uomini, uomini diventati donne, donne nonne rifatte dai volti tutti uguali, donne che in virtù di una visione deformata della parità vogliono fare il prete, il soldato, ma non il camionista o il carpentiere, donne che non festeggiano perché le donne vanno rispettate e considerate 365 giorni l’anno.

Mia moglie grazie a Dio appartiene a quest’ultima categoria, quella delle donne cristiane, moderne, senza complessi. Come Costanza Miriano, giornalista del TG3 che scrive nel suo blog con uno stile tutto suo, provocatorio, irresistibile e coraggioso proclamando le cose come stanno, raccontando che essere donna, cristiana, cattolica rende felici e appagate. Vale davvero la pena leggerlo: http://costanzamiriano.wordpress.com/.

Mia moglie, questa giornalista, e molte altre grazie a Dio, sono donne cattoliche, e come tutte le donne che seguono Dio sono armoniose, mature, sicure della proprie femminilità; lavorano, godono delle conquiste di libertà degli ultimi decenni, ma non hanno bisogno di imitare gli uomini né dove eccellono (avvilendo la propria femminilità) né dove non sono da imitare, come faranno quelle che stasera andranno per spogliarellisti.

C’è un falso mito da sfatare infatti, ed è quello della gente che critica la Chiesa Cattolica considerandola maschilista, perché non la conosce abbastanza.

Andiamo un po’ indietro nel tempo, prima di Cristo e facciamo solo alcune citazioni, così, senza commentarle, visto che si commentano da sole.

La donna è il peggiore dei mali (Euripide) – Le donne non sono buone per essere nella buona organizzazione sociale (Platone) – Le donne sono sullo stesso piano delle delizie del palato (Epitteto) – La donna è il peggiore dei mali (Aulo Gellio) – La donna è per natura difettosa e incompleta (Aristotele) – La donna è stata creata dal Principio cattivo che creò il caos e le tenebre (Pitagora)… Potrei continuare ma mi fermo.

Anche nell’Antico Testamento prevaleva il testosterone; erano maschi gli animali degni di essere sacrificati e tra le preghiere degli uomini del tempo c’era il ringraziamento a Dio perché “non li aveva fatti né pagani, né donne”.

Arriva Gesù, nato dalla Donna più donna del mondo, riconosciuto come Messia da una profetessa, Anna e, parla con una samaritana, un’emarginata a cui non si poteva rivolgere la parola, sana le donne, perdona le donne peccatrici, parla con profonda considerazione con le sue discepole come Marta e Maria. Avviene l’evento unico e veramente rivoluzionario della RESURREZIONE e appare per primo a delle donne. Insomma le considera, sono la metà (forse anche di più viste le ultime statistiche) dell’umanità che è venuto a riprendere per i capelli, e le salva da se stesse così com’è venuto a salvare noi uomini (parlo di noi maschi) da noi stessi, dai nostri rispettivi e propri limiti e peccati.

Dice bene Vittorio Messori: “È bene sapere che i Vangeli sono una piccola oasi di rispetto e di difesa della donna in un fiume che precede e che purtroppo segue, di esasperato maschilismo”. Purtroppo segue, ma un grande papa, Giovanni Paolo II scrive una “Lettera alle donne” dove oltre a chiedere perdono per i soprusi da esse subìti nella storia dagli uomini e spesso nella stessa Chiesa, conclude citando la Genesi quando al momento della creazione Dio afferma: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile» (Gn 2,18).

Commenta il grande papa: “Quando la Genesi parla di «aiuto», non si riferisce soltanto all’ambito dell’agire, ma anche a quello dell’essere. Femminilità e mascolinità sono tra loro complementari non solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del «maschile» e del «femminile» che l’«umano» si realizza appieno.”

In questa prospettiva auguro alla metà femminile dell’umanità, di essere sempre se stesse e ciò per cui Dio le ha create, altrimenti ci perdiamo anche noi che abbiamo bisogno di loro per vivere secondo la volontà di Dio.

(*) Vittorio Messori

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