FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘doomsday’

«Se non è la fine dei tempi, dev’esserne la prova…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/07/2021

Mi è arrivato più volte da amici differenti tra di loro, questo scritto attribuito a un sacerdote cattolico brasiliano.

Ho fatto un ricerca e non ho trovato molte fonti da cui dedurre che sia attribuibile realmente a don Gabriel Vila Verde, sacerdote esistente.

Nel rispetto di tutte le posizioni, e scusandomene se questa riflessione può urtare qualche suscettibilità, non riesco a non concordare con essa, soprattutto nella misura in cui rivela tutta l’incoerenza dei nostri tempi.

«Viviamo in un’epoca in cui vogliono che i preti si sposino e le persone sposate divorzino.

Vogliono che gli eterosessuali abbiano relazioni non vincolanti, ma che i gay si sposino in chiesa.

Perché le donne si vestano da uomini e assumano ruoli maschili e gli uomini diventino “fragili” come donne.

Un bambino con solo cinque o sei anni di vita ha il diritto di decidere se sarà un uomo o una donna per il resto della sua vita, ma un bambino sotto i diciotto anni non può rispondere dei suoi crimini.

Non ci sono posti per i pazienti negli ospedali, ma ci sono incentivi e sponsorizzazioni per chi vuole cambiare sesso.

C’è un supporto psicologico gratuito per chi vuole uscire dall’eterosessualità e vivere l’omosessualità, ma non c’è supporto da esso per chi vuole uscire dall’omosessualità e vivere la propria eterosessualità e se ci provano, è un crimine.

Essere a favore della famiglia e della religione è dittatura, ma urinare sui crocifissi è libertà di espressione.

Se non è la fine dei tempi, dev’esserne la prova…»

Ergo, preghiamo affinché la preghiera diventi pace in noi, qualunque cosa succeda intorno a noi.

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«Non aspettare a convertirti (…) non rimandare di giorno in giorno perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/03/2019

Parole dure queste del Papa, parole di un padre (o di un nonno, come ama definirsi lui) che non ha paura di dire la verità ai figli, anche quando questa è scomoda. Non è questo il compito di un padre?

«Non seguire il tuo istinto, la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. Tutti abbiamo passioni. Ma stai attento, domina le passioni. Prendile in mano, le passioni non sono cose cattive, sono, diciamo così, il “sangue” per portare avanti tante cose buone ma se tu non sei capace di dominare le tue passioni, saranno loro a dominarti. Fermati, fermati. (…)

Non essere così temerario, così azzardato da credere che tu te la caverai. “Ah, me la sono cavata fino a adesso, me la caverò…”. No. Te la sei cavata, sì, ma adesso non sai… Non dire: “La compassione di Dio è grande, mi perdonerà i molti peccati”, e così io vado avanti facendo quello che voglio. Non dire così.

E il consiglio ultimo di questo padre, di questo “nonno”: “Non aspettare a convertirti al Signore”, non aspettare a convertirti, a cambiare vita, a perfezionare la tua vita, a togliere da te quell’erba cattiva, tutti ne abbiamo, toglierla… “Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore”.

Papa Francesco, omelia di Santa Marta del 28 Febbraio 2019

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Nonno, mi spieghi la Vita con la “V” maiuscola?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/01/2015

(Dalla rubrica “La fede raccontata ai ragazzi” del periodico “Credere”)

Resurrezione 01Nonno ma se Gesù è risuscitato, poi è morto una seconda volta?

Domanda intelligentissima! Nei Vangeli vediamo come Gesù abbia risuscitato dalla morte il suo carissimo amico Lazzaro. Lazzaro è ritornato alla vita, in questa vita, per qualche anno; poi però è dovuto morire di nuovo. La risurrezione invece è l’ingresso in un’altra vita, in una nuova forma di vita. Potremmo dire che Lazzaro ritorna alla vita come noi la conosciamo, la vita con la “v” minuscola, mentre Gesù entra nella Vita con la “V” maiuscola, e noi ci entreremo insieme a lui!

Nonno, io però conosco solo questa vita qui, con la “v” minuscola, io ho paura della morte! Ho paura di separarmi dai miei genitori, da te, dai miei fratelli, dal mio corpo!

Quello che dici dimostra che la paura della morte ci accomuna tutti, che non ha età, che è “il” problema con cui tutti ci dobbiamo sempre misurare. La fede deve rispondere a questa paura, altrimenti non serve davvero a niente, perché noi con gli occhi vediamo i morti scendere nella tomba, e non volare in cielo. L’altro giorno mi hai detto che a scuola avete parlato di un argomento molto interessante, l’atomo, ricordi? L’atomo è invisibile agli occhi, però c’è. Se lo bombardiamo con altre particelle invisibili a occhio nudo, i neutroni… Ricordi cosa succede?

Si crea l’energia atomica.

Esattamente. Particelle così piccole da sembrare insignificanti, se sottoposte a questo procedimento riescono a sprigionare una tale quantità di energia da poter alimentare un’intera città, illuminando migliaia e migliaia di palazzi! Ora pensa a Gesù come a questo piccolo atomo. Gesù ha parlato e operato pubblicamente soltanto per tre anni, in un’epoca in cui non c’erano radio, Tv, internet e cinema. Non ha condotto eserciti come Alessandro Magno, non ha guidato nessuna rivoluzione come Che Guevara, non ha scritto nessun libro sacro come altri profeti e fondatori di religioni. È un uomo che ha scelto come suoi testimoni un gruppo di persone semplici, con mille difetti, come ognuno di noi. Un uomo che è stato abbandonato da tutti e alla fine è rimasto solo ad afrontare la morte, e la morte di croce, la pena più atroce e infamante che i romani riservavano ai peggiori criminali. Quest’uomo agli occhi del mondo avrebbe dovuto scomparire, essere inghiottito dalle pieghe della storia, perché sembra un fallito. Ma cosa diceva Gesù di se stesso?

Resurrezione 02Che era il Figlio di Dio.

Esatto, vero Dio e vero uomo. E infatti le cose sono andate molto diversamente! Quest’uomo, in maniera umanamente inspiegabile, ha diviso in due la storia umana, tanto che il tempo si calcola in ciò che è stato prima di lui, e in ciò che viene dopo di lui. E questo non lo si è fatto per nessun condottiero, filosofo, profeta, re o imperatore. Proprio come un piccolo atomo bombardato da neutroni, Gesù crocifisso il Venerdì santo, deposto nel sepolcro e rimasto senza vita il Sabato santo, è risuscitato dalla morte la domenica di Pasqua. Noi non abbiamo visto con gli occhi questa “esplosione nucleare”, ma i suoi effetti li possiamo sperimentare a distanza di duemila anni. L’abbiamo celebrata nel Triduo pasquale e la possiamo sperimentare ogni volta nei sacramenti. Gesù si rompe come un atomo, e la sua risurrezione travolge la nostra vita biologica, la nostra vita con la “v” minuscola”, per portarci nella Vita con la “V” maiuscola. Quando un bimbo o un adulto ricevono il Battesimo, è Gesù stesso che battezza con acqua e Spirito Santo, unendo la creatura a sé. Quando facciamo la Comunione, in gioco c’ è questa potenza che si diffonde dalla morte e dalla risurrezione di Gesù. Quando un sacerdote, o il tuo stesso papà, che è battezzato, ti dà una benedizione nel nome di Gesù, tu puoi fidarti e credere che in quel gesto c’ è la stessa potenza di Dio che agisce ancora oggi, nella tua storia e nella tua vita.

Testo di Padre Maurizio Botta, don Andrea Lonardo, Alessandro Franchi, Ufficio catechistico della Diocesi di Roma

[Fonte: “Credere, la gioia della fede”, Anno I, N. 2 Aprile 2013, pag. 58 e 59]

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21 Dicembre 2012 la fine del mondo? No grazie! Abbiamo il Vangelo dell’antipaura!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/12/2012

Le Sacre Scritture parlano di una battaglia escatologica tra il bene e il male che coinvolge non solo il nostro tempo ma tutta la storia, fin da quella rottura iniziale che la chiesa chiama peccato originale.

Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”(Gn 3. 15)

Fino a quando? Fino al compimento della promessa di Cristo, fino al suo ritorno annunciato.

Quando avverrà?

La scienza ci insegna che il sole esploderà tra cinque miliardi di anni e che la Terra sarà potenzialmente abitabile almeno per cinquecentomila anni. Per cui possiamo non pensare per un po’ al problema “fine del mondo”.

Gesù non ha mai parlato di fine del mondo ma di fine dei tempi. Prima però, ci fa una promessa:

“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi” (Mt 28, 1), espressione con cui Gesù indica, più che una scadenza, l’intensità della sua presenza, cosa avverrà nel frattempo, e noi siamo in questo frattempo.

Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” (Rom 8,31), dice San Paolo, per cui non c’è alcuna Apocalisse da temere, se non quella battaglia tra male e bene che coinvolge tutto il tempo.

Ma Gesù ritornerà, ce lo ha promesso lui… dopo un lungo elenco di catastrofi ed eventi poco rassicuranti, guerre, rivoluzioni, terremoti, carestie, pestilenze, popoli contro popoli, segni dal cielo, persecuzioni dei seguaci di Cristo… Alla fine, dice:

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con potenza e gloria grande”(Lc 21, 27)

Quando avverrà? “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.” (Mt 24, 36), per cui afferma il falso chiunque annuncia una data per la fine dei tempi.

Ci sarà da avere paura? Niente affatto, perché aggiunge, subito dopo:

Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”(Lc 21, 28)

Che significa alzatevi e levate il capo? Ce lo spiega don Tonino Bello, arcivescovo di Molfetta e terziario francescano, in questa vibrante e appassionata omelia del 1988… sembra fatta ieri…

Paura di questa apocalisse a rate che ci viene somministrata dalla produzione crescente delle armi e dal loro squallido commercio clandestino e palese (…).

Paura che sia inutile impegnarsi e che ormai i giochi siano finiti (…).

Paura viene dal latino pavere, battere il terreno, livellarlo, come terrore, che ha la stessa radice di terra. Paura è la conseguenza di essere calpestato…

alzati02

F.P. Michetti, Tre uomini prostrati
(studio, ca. 1883)
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Cosa dice Gesù?

Alzatevi e levate il capo!

Alzatevi significa riconoscere che se le nostre braccia si sono fatte corte per abbracciare la speranza del mondo, il Signore ci presta le sue…

Alzatevi significa abbandonare il pavimento della cattiveria, della violenza, dell’ambiguità.

Alzatevi significa puntare lo sguardo verso il futuro da dove Egli verrà nella gloria per portare a compimento le sue opere della salvezza.

Levate il capo che cosa significa?

Levate il capo significa fare un colpo di testa, reagire, muoversi.

Levate il capo significa essere convinti che il Signore viene oggi, in ogni momento…

(Da un’omelia di don Tonino Bello, Avvento 1988)

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