FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘estremismo islamico’

Akash, il ventenne che ha dato la vita per fermare il kamikaze

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/08/2021

La vita di Akash Bashir è sorprendentemente ordinaria. Un alunno salesiano, un giovane cattolico nato in una famiglia umile, ma con una fede profonda e sincera. Ha studiato in uno dei nostri istituti in Pakistan, nella città di Lahore, nel quartiere cristiano di Youhanabad.

Akash Bashir vive la sua vita normalmente come qualsiasi altro giovane di questo mondo, tra la sua famiglia, gli amici, la scuola, il lavoro, lo sport, la preghiera. Certo, in un paese come il Pakistan, in cui prevale una fede musulmana conservatrice, essere un giovane cattolico non è cosa da poco. Qui la fede non è solo un titolo o una tradizione familiare, è un’identità.

Il semplice ma significativo filo conduttore che ha reso diversa la sua esistenza è stato il “servizio”. Ogni momento della vita di Akash è stato un atto di servizio, ed è morto servendo la comunità del suo quartiere, è morto servendo fino a dare la sua stessa vita.

Il 15 marzo 2015, mentre si stava celebrando la Santa Messa nella parrocchia di San Giovanni, il gruppo di guardie di sicurezza composto da giovani volontari, di cui Akash Bashir faceva parte, sorvegliava fedelmente l’ingresso. Quel giorno accadde qualcosa di insolito. Akash notò che una persona con dell’esplosivo sotto i vestiti stava cercando di entrare in chiesa per farsi esplodere all’interno; lo trattenne, gli parlò e gli impedì di continuare, ma rendendosi conto che non poteva fermarlo lo abbracciò strettamente dicendo: “Morirò, ma non ti farò entrare in chiesa”. Così il giovane e il kamikaze morirono insieme. Il nostro giovane offrì la sua vita salvando quella di centinaia di persone, ragazzi, ragazze, mamme, adolescenti e uomini adulti che stavano pregando in quel momento dentro la Chiesa.

Akash aveva 20 anni.

Questo fatto ha lasciato una profonda impressione in noi come salesiani e famiglia salesiana e naturalmente non possiamo e non vogliamo perdere il ricordo del giovane Akash. La sua vita semplice e normale fu senza dubbio un esempio molto significativo e importante per i giovani cristiani di Lahore, di tutto il Pakistan e del mondo salesiano.

La sua mamma ha detto: “Akash faceva parte del mio cuore. Ma la nostra felicità è più grande del nostro dolore, perché non è morto per tossicodipendenza o per un incidente. Era un giovane semplice che è morto sulla strada del Signore, salvando il sacerdote e i parrocchiani. Akash è già il nostro santo”.

Oggi, è il fratello minore di Akash, Arsalan, che aiuta la squadra di sicurezza della Chiesa. “Non l’abbiamo fermato perché non vogliamo impedire ai nostri figli di servire la Chiesa” dice la mamma.

Giovani martiri di oggi

«Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà» ha detto Gesù.

Akash Bashir ne è l’esempio vivente. È un esempio di santità per ogni cristiano, un esempio per tutti i giovani cristiani del mondo. Essere santo oggi è possibile!  Ed è senza dubbio il segno carismatico più evidente del sistema educativo salesiano. Ogni studente dei nostri istituti sa che per raggiungere la santità è necessario trovare la felicità amando profondamente Dio e le persone care; prendersi cura e badare a coloro che conosciamo appena; essere responsabili nei doveri ordinari, servire e pregare.

Ma in modo particolare Akash rappresenta i giovani cristiani pakistani, rappresenta le minoranze religiose. Akash Bashir è la bandiera, il segno, la voce di tanti cristiani che vengono attaccati, perseguitati, umiliati e martirizzati nei paesi non cattolici. Akash è la voce di tanti giovani coraggiosi che riescono a dare la loro vita per la fede nonostante le difficoltà della vita, la povertà, l’estremismo religioso, l’indifferenza, la disuguaglianza sociale, la discriminazione.

Con lo spirito di altri giovani santi o beati, come San Domenico Savio (+1857), Santa Maria Goretti (+1902), il Beato Pier Giorgio Frassati (+1925), il giovane santo José Sanchez del Rio (+1928) o il giovane beatificato recentemente Carlo Acutis (+2006).

La vita di Akash è la forte testimonianza della Chiesa cattolica di oggi che ci ricorda le prime comunità cristiane del passato, che vivevano immerse in culture e filosofie opposte alla fede di Gesù. Anche quelle comunità negli Atti degli Apostoli erano una minoranza, ma con una fede incommensurabile in Dio. La vita e il martirio di questo giovane pakistano, di soli 20 anni, ci fa riconoscere la potenza dello Spirito Santo di Dio, vivo, presente nei luoghi meno attesi, negli umili, nei perseguitati, nei giovani, nei piccoli di Dio.

Akash Bashir, il nostro ex studente salesiano del Pakistan è una testimonianza del nostro Sistema Preventivo, un esempio per i nostri giovani e una benedizione per le nostre minoranze religiose.

Fonte: “Il bollettino salesiano, Settembre 2021, pag. 4-5)

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«E mi disse ancora: “Siccome è vivo tu puoi parlargli.” Questo ha cambiato tutta la mia vita. »

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/08/2021

Una folle storia di odio omicida che vale la pena ascoltare fino alla fine per il finale scioccante e sorprendente…

«Lo odiavo, da musulmano mi sentivo migliore di lui… Era caldo, era buio, salimmo su un albero e quando arrivò gli saltammo addosso. Stava piangendo, stava gridando, ha iniziato a sanguinare, gli abbiamo rotto un braccio, le gambe, gli misi una mano in bocca affinché non potesse emettere alcun suono, e gli altri continuavano a percuoterlo. Mi sentivo molto fiero. Non sentimmo più la sua voce e il suo respiro.

Mio cugino si ammalò e i medici dissero che sarebbe morto in un paio di giorni. Vennero cosi due persone, erano cristiani copti, uno ha voluto salutarmi, vidi che aveva una croce e ritirai la mano dicendo che non avrei mai toccato una mano con una croce. Mi disse: “Abbiamo sentito che questo bambino è malato e vorremmo pregare per lui.”

Solo per educazione dissi . Va bene. E cominciarono subito a parlare con Dio come una persona parla a un suo amico. Dissero: “Dio, per favore, guarisci questo bambino! Nel momento in cui hanno detto amen, quel bambino apriva gli occhi per la prima volta in quattro settimane.

Una di quelle persone che pregavano sedette accanto a me e mi disse: “Sdai una cosa? Il vero miracolo è che Dio vuole cambiare il tuo cuore. Credi che Gesù sia vivo?” – e io gli dissi: “Si.”, perché secondo la tradizione islamica Dio ha portato Gesù in Paradiso e un giorno tornerà. E mi disse ancora: “Siccome è vivo tu puoi parlargli.” Questo ha cambiato tutta la mia vita.

E quando ho iniziato a leggere le scritture nessuno mi ha dovuto convincere ad amare il popolo ebraico che odiavo…

L’unico modo per i musulmani affinché iniziano ad amare gli Ebrei è quando incontrano Gesù.

Amo la mia fammiglia ma quando iniziai a seguire Gesù, essi mi dissero – Non sei più uno di noi – e celebrarono il mio funarale… Dissi a Dio – Dove sei? e udii questa voce – Sai che la tomba in cui è scritto il tuo nome è vuota. Indovina un po’ anche la mia è vuota.

In Egitto per una conferenza un uomo anziano si avvicinò; aveva sentito la mia storia e quando si avvicinò iniziò a piangere. Gli chiese perché piangesse e mi disse: “Il mio nome è Zaccaria”. All’improvviso mi ricordai di lui…

(…) Ho iniziato a essere pieno di vergogna. Zaccaria mi guardò dritto negli occhi e disse: “Ho sempre pregato per te.” Ha aperto la sua Bibbia e sulla prima pagina c’era scritto il mio nome, Io lo odiavo e lui pregava per me.

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“Desideriamo essere battezzati prima di partire, siamo venuti qui a Roma solo per questo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/11/2015

Advent4

Mi telefona una tassista. “Ci sono con me tre musulmani che si vogliono battezzare, come possono fare?”.

Parlo con loro in inglese e comincio a spiegare che la Chiesa non battezza in breve tempo, proprio per rispetto della maturazione delle persone e per rispetto dell’Islam. Propongo di iniziare una catechesi via skype con qualche persona che parli la loro lingua per giungere al Battesimo, se confermeranno il loro desiderio, tra uno o due anni.

Il padre – sono una giovane coppia con un figlio adolescente – mi risponde: “Padre, ma noi siamo venuti qui solo per questo. Abbiamo speso tantissimo denaro per venire a Roma. Se iniziassimo a parlare con un prete nel nostro paese e le autorità capissero che ci stiamo convertendo, potremmo essere uccisi. Noi torniamo nel nostro paese fra quattro giorni, desideriamo essere battezzati prima di partire, siamo venuti qui a Roma solo per questo, non siamo venuti per lavoro o per turismo” – vengono da un paese dove la legge coranica è applicata in maniera molto rigida.

Ci incontriamo, la loro commozione è grande. Dopo un giorno di dialogo e attesa, il vescovo concede che siano battezzati.

Riceveranno il Battesimo, la Confermazione e la Comunione, che sarà probabilmente l’unica per molti anni, finché torneranno in un luogo dove si celebri l’Eucarestia e dove possano non essere riconosciuti. Nel frattempo continueranno a riunirsi nelle case, come già fanno, con un piccolo gruppo di cristiani orientali che lo sono da generazioni.

Il figlio mi spiega che nei loro percorsi scolastici non si studia nulla della storia del loro paese, che ha tradizioni antichissime e nobilissime, prima dell’arrivo dell’Islam. Non si studia nulla dell’uomo primitivo, nulla della Grecia, nulla di Darwin, di Marx e di Freud, nulla dei Vangeli e del cristianesimo, se non che Gesù non è morto in croce e che la crocifissione è una falsificazione dei cristiani, perché Gesù non sarebbe morto in croce, ma sarebbe asceso in corpo e anima presso Dio.

Pur essendo la lingua del paese un’altra, si inizia lo studio dell’arabo fin dalla prima elementare. La censura proibisce l’accesso a molti siti Internet non islamici, ma con opportune apparecchiature molti evadono il blocco, anche se i collegamenti divengono lentissimi.

L’80% della popolazione vorrebbe libertà – la donna ha tatuato sul braccio la parola “libertà”, ma nel suo paese porta lunghe maniche che impediscono di vedere anche l’avambraccio. Solo il 10% vuole mantenere il paese nella condizione in cui si trova, ma quel 10% è al potere e la paura impedisce a tutti di opporre una qualche resistenza.

Vengono battezzati, indossano le vesti bianche, ricevono la luce di Cristo.

C’è grande commozione in parrocchia quando vengono battezzati, scendono le lacrime al momento del Battesimo e quando tanti, alla fine della Messa, vengono ad abbracciarli.

C’è chi non si accorge nemmeno di cosa significhi avere la possibilità di ricevere l’eucarestia ogni domenica e c’è chi viene da lontano solo per riceverla un giorno nella vita, insieme alla grazia del Battesimo.

(Fonte http://www.gliscritti.it/blog/entry/3441)

PREGHIAMO PER QUESTA FAMIGLIA E PER TUTTI I CRISTIANI PERSEGUITATI NEL MONDO?

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