FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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«Sosto davanti a un Tu speciale…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

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Quando inizia la Messa?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/06/2017

#TV2000 ha posto questa domanda ad alcuni fedeli e i risultati sono interessanti.

Segue una piacevole conversazione con don Maurizio Mirilli che rivela quanto ognuno di noi abbia bisogno di una continua formazione cristiana per vivere profondamente la relazione con Dio.

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“Kevin condivise il Corpo di Cristo con Sid e con me e fluttuammo nella cabina di volo…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/03/2017

Secondo il sito ACI Digital (06/03/2017), qualche anno fa, un gruppo di astronauti in missione attorno alla Terra, hanno avuto l’opportunità di ricevere la Comunione a bordo della nave spaziale che li trasportava.

Nell’aprile del 1994, l’astronauta Thomas D. Jones era a bordo dell’astronave Endeavour in missione per studiare i cambiamenti attorno alla Terra; con lui viaggiavano altre cinque persone.

Insieme a loro c’erano i due astronauti che hanno ricevuto la Comunione: il comandante Sidney “Sid” Gutierrez e il pilota Kevin Chilton. Per entrambi era il secondo viaggio mentre per Jones era il primo.

Nel suo libro “Sky walking, An Astronaut’s Memoir” (Passeggiando nel cielo, memoria di un astronauta), Jones ricorda: “Ero consapevole del fatto che ogni giorno nello spazio fosse un regalo speciale, sapevo che mi era stato concesso un privilegio unico.”

“Ogni notte, prima di dormire, ringraziavo Dio per quelle meravigliose viste della Terra e per la riuscita della nostra missione. Pregavo in continuazione per la sicurezza della nostra squadra e affinché finisse tutto con un felice incontro con le nostre famiglie.”

Nel testo Jones racconta che Kevin Chilton, che era ministro straordinario dell’Eucaristia, aveva portato con sé nel viaggio alcune ostie in un porta viatico d’oro.

La domenica trascorsa nello spazio, due settimane dopo Pasqua, i tre si riunivano nella cabina di volo per comunicarsi. In quel momento, “noi tre ringraziammo Dio per la vista del Suo universo, per la buona compagnia e per l’esito che avevamo avuto fino a quel momento”, ricorda Jones.

“Kevin condivise il Corpo di Cristo con Sid e con me e fluttuammo nella cabina di volo, riflettendo in silenzio in questo momento di pace e di vera comunione con Cristo”, racconta l’astronauta.

Mentre meditavamo tranquillamente nell’oscurità della cabina, una magnifica luce bianca sorse dallo spazio entrando nella cabina. La luce radiante del sole, penetrava attraverso le finestre anteriori dell’Endeavour, infondendo calore. Quale altro segno avremmo potuto chiedere se non quello? Era la dolce affermazione da parte di Dio della nostra unione con Lui”.

Commosso fino alle lacrime, Jones si allontanò dai suoi compagni. Vide l’alba attraverso le finestre e l’oceano Pacifico la cui superficie azzurra risplendeva con la luce del sole.

L’astronauta racconta che chiamò i colleghi perché apprezzassero la meravigliosa vista insieme a lui. “Ammirando quell’acqua viva, gustammo delle tonalità non paragonabili al quadro del miglior pittore del mondo.

“Dopo quel momento Kevin disse – E’ lo stesso colore del manto della Vergine, Tom – e aveva ragione. Aveva trovato la forma perfetta per dire quello che stavamo contemplando dalla finestra”.

Dieci anni dopo quel viaggio, Jones dichiarò: “Siamo fatti per sorprenderci nello spazio. Se la nostra specie imperfetta è riuscita a trovare tali lampi di delizia nel suo primo tentativo col cosmo, allora davvero abbiamo trovato un Dio affettuoso e generoso”.

Oggi i tre astronauti sono in pensione. Jones ha partecipato a quattro missioni speciali, Chilton a tre e Gutierrez a due. Tutti hanno ricevuto premi e riconoscimenti da parte della NASA.

Quella di Jones è stata la prima volta in cui qualcuno si è comunicato nello spazio. Nel 2013 l’astronauta Mike Hopkins venne autorizzato a portare con sé sei ostie divise in quattro, col permesso della Diocesi di Galveston-Houston. L’Eucaristia venne comsumata durante tutte le ventiquattro settimane trascorse nello spazio.

Tradotto dal portoghese da http://cleofas.com.br/astronauta-revela.que.recebeu-a-eucaristia-no-espaco/

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Il sangue di Cristo non smette di manifestarsi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/05/2016

Miracolo_Legnica_01

Dopo rigorose analisi e l’approvazione della Santa Sede, il vescovo di Legnica ha ordinato che la particola insanguinata nel 2013 venga esposta all’adorazione dei fedeli

(da Zenit.org, 20.04.16)

Ogni Celebrazione eucaristica trasuda d’amore di Dio. In certi casi, questo amore si colora d’un rigagnolo rosso che stilla dall’ostia bianca. Non si tratta di eventi confinati alle sole epoche antiche, segnate da un’ingenuità propensa a costruire prodigi.

Ancora oggi, malgrado o forse proprio perché uno scetticismo razionalista sembra aver contagiato anche ambienti cattolici, si continuano a compiere i miracoli eucaristici. Il sangue di Cristo non smette di manifestarsi.

Ultima testimonianza in tal senso giunge dalla Polonia. Durante la Messa di Natale 2013 un’ostia è caduta a terra in una chiesa della diocesi di Legnica, nella Bassa Slesia, e perciò è stata riposta in un recipiente d’acqua. Tinta dopo un po’ da un alone rosso, ha suscitato lo stupore dei celebranti e dei fedeli presenti.

Miracolo_Legnica_02L’evento è stato sottoposto immediatamente al vescovo emerito di Legnica, mons. Stefan Cichy, il quale ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un frammento dell’ostia è stato prelevato e posto in un corporale. La commissione ha chiesto l’estrazione di alcuni campioni per poterli analizzare in modo rigoroso e approfondito.

Le analisi sono state effettuate presso il Dipartimento di Medicina Legale di Breslavia e presso un analogo Dipartimento della Pomeranian Medical University di Stettino. Quest’ultimo, al termine delle analisi, ha diramato un comunicato in cui si annuncia che “nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale”. E ciò “assomiglia molto al muscolo cardiaco”. I test hanno inoltre determinato che il tessuto ha “origine umana” e assume “alterazioni che appaiono di frequente durante un’agonia”.

La questione è stata dunque presentata in Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Mons. Zbigniew Kiernikowskiego, vescovo di Legnica, ha annunciato domenica scorsa nel corso della Messa che, seguendo le indicazioni della Santa Sede, ha ordinato al vicario parrocchiale Andrzej Ziombro “di preparare un luogo adeguato per l’esposizione della reliquia, di modo che i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata”.

Miracolo_Legnica_03Il vescovo di Legnica ha infatti spiegato ai fedeli che l’evento “ha le caratteristiche di un miracolo eucaristico”. Egli ha inoltre reso pubblica la sua speranza che “questo servirà ad approfondire il culto dell’Eucaristia e avrà un forte impatto sulla vita delle persone di fronte all’ostia”.

È l’ultimo fenomeno di questo tipo in ordine di tempo. Sempre in Polonia, recentemente, si è compiuto un fatto simile in una chiesa del piccolo centro rurale di Sokolka, nella zona orientale del Paese, quasi al confine con la Bielorussia. Era l’ottobre 2008, quando un’ostia precedentemente caduta a terra, è stato ritrovata con dei coaguli rossi nella cassaforte dove vengono riposti i calici. La commissione incaricata ha rilevato che si tratta di tessuto miocardico.

Un elenco di miracoli eucaristici avvenuti nel corso della storia, corredato da dettagliate schede, si trova nel sito della Mostra internazionale ideata e realizzata dal Servo di Dio Carlo Acutis. Di seguito il link:

http://www.miracolieucaristici.org/

(Fonte: Zenit.org, 20.04.16)

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“Sacerdoti, (…) siete grandi, siete creature immense…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/05/2015

Enrico Medi 01Lettera aperta ai sacerdoti di Enrico Medi.

Sacerdoti,

io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto.

Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa.

Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra».

Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.

Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.

Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!

Enrico Medi 02Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!

Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».

Sacerdoti, parlateci di DIO!

Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO.

Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!

Enrico Medi 03Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!

Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

Enrico Medi, laureatosi insieme a Enrico Fermi, docente di Fisica all’università di Palermo e poi di Roma, Deputato dal 1946, nel 1953 rinuncia alla politica per dedicarsi interamente alla scienza e all’apostolato.

Nel 1958 viene nominato vice presidente dell’EURATOM, nel 1965 si dimette per gravi motivi di coscienza.

Nel 1966 viene nominato dalla Santa Sede membro della Consulta dei Laici per lo Stato Città del Vaticano. Muore il 26 maggio 1974.

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“L’Eucarestia non rappresenta il corpo e il sangue di Cristo, è il corpo e il sangue di Cristo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/04/2014

Wimberly_01Lo scorso 9 marzo 2014, l’Arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, si è recato in una delle prigioni più conosciute al mondo, San Quintino, per amministrare il sacramento della Confermazione a quattro detenuti. Tra essi, un condannato per due omicidi, Kent Wimberly, di 52 anni, condannato all’ergastolo nel 1979 per aver ucciso, diciassettenne, i genitori del suo migliore amico.

Nel lungo processo della sua conversione ebbe un ruolo fondamentale un altro recluso, John Grein, di 54 anni, tra le sbarre con la stessa condanna per omicidio. Entrambi, rispondono alle domande del “Catholic” di San Francisco, con la stessa risposta: l’Eucarestia”.

“Ho sempre sentito che la Comunione fosse qualcosa di più di un semplice gesto simbolico”, confessa Wimberly, cresciuto in una famiglia protestante di San Diego in cui si leggeva la Bibbia e si andava al culto domenicale. E Grein, educato come cattolico, convertito protestante in prigione, divenuto pastore, prima di tornare nella Chiesa Cattolica nel 2004, aggiunge le sue convinzioni: “L’Eucarestia non rappresenta il corpo e il sangue di Cristo, è il corpo e il sangue di Cristo”.

Un ritiro interessato.

Wimberly_02Kent, come è arrivato a questo passo dopo aver trascorso 35 anni in carcere?

Tutto è cominciato nel 2005, era passato poco più di un quarto di secolo dal giorno in cui commisi quel crimine. Volevo a tutti i costi la libertà provvisoria, così approfittai della possibilità di partecipare a un ritiro di “Kairos”, un’associazione protestante che svolge dei corsi di cristianesimo per i carcerati di tutto il paese e anche di detenuti fuori dagli Stati Uniti, e il tema era: cambiare i cuori per trasformare le vite.”

In quel momento si considerava un buddista zen, pertanto non credeva in un Dio trascendente. Ciononostante chiese a Dio che, se era davvero “reale”, che glielo avesse rivelato. In quel momento, seduto con gli occhi chiusi, sentì una luce sempre più forte e brillante che lo invadeva: “Tanto che letteralmente pensavo che sarei morto. Fu come una pennellata dal cielo. Quel giorno incontrai Gesù Cristo“.

Per la sua formazione, questa esperienza si tradusse soprattutto nello studio della Bibbia: completò i corsi di Sacra Scrittura e passò presto a insegnare ad altri carcerati.

Wimberly_03Sensazione di appartenenza

Un giorno ricevette un invito a partecipare a una funzione in una cappella cattolica. Era la sua prima Messa, ma accadde qualcosa: “Sentìì come se era proprio lì che dovessi stare”. E quando l’anno successivo fu trasferito a San Quintino, cominciò a frequentare la cappellania del gesuita George Williams, che gli permise di partedipare alle attività del gruppo cattolico nonostante fosse a conoscenza della sua chiara intenzione di non diventarlo.

Col tempo questo contatto, lo portò a leggere cari catechismi della biblioteca della prigione, fino a decidersi di intraprendere questa strada. “Mi ero sempre sentito protestante”, spiega, “ma non appena terminai di leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica, mi feci questa domanda: esattamente, di cosa sto protestando?”. Capì di essere “un protestante che praticava il cattolicesimo”, così decise di trasformare le opere in essere. Poco dopo conobbe John Grein, che divenne la sua guida nel cammino di conversione che sfociò, due settimane fa, nal sacramento della Confermazione.
Fonte: http://es.catholic.net/

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Miracoli eucaristici a Buenos Aires

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/11/2013

I fatti cominciano nel 1992, lo stesso mese ed anno in cui Papa Francesco viene nominato vescovo ausiliario di Buenos Aires.

Miracolo_Eucaristico_01

Padre Alejandro Pezet nella sua parrocchia

Gli eventi accadono nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria, nel centro della capitale Argentina: il venerdì 1° Maggio, due pezzi di ostia vengono trovati sul corporale del tabernacolo e, su indicazione del parroco, padre Alejandro Pezet, messi in un recipiente d’acqua posto poi nel tabernacolo, così come richiede la prassi in questi casi.

Nonostante il passare dei giorni, le particole non si sciolgono e venerdì 8 maggio i due frammenti assumono un colore rosso sangue. Domenica 10 Maggio, durante la Messa serale vengono notate delle gocce di sangue anche sulla patena, il piattino su cui si pone l’ostia.

Il sangue viene fatto analizzare da un medico locale e da alcuni ematologi e si rileva che si tratta di sangue umano.

Dopo questi segni, si arriva al 15 agosto 1996, durante la Messa della festa dell’Assunzione di Maria, finita la distribuzione della Comunione, una donna si avvicina a padre Pezet dicendogli di aver trovato un’ostia sul retro della chiesa. Il sacerdote si reca sul posto e vede un’ostia profanata; non potendo consumarla, la ripone in un calice con un po’ d’acqua e la mette nel tabernacolo.

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Padre Alejandro con l’allora Mons. Bergoglio

Il 26 agosto, all’apertura del tabernacolo, nota che la particola, anziché dissolversi, si è trasfornata in un frammento di carne sanguinolenta.

Della metamorfosi della particola viene informato direttamente l’arcivescovo Quarracino e il vescovo ausiliare Bergoglio, futuro pontefice. Quest’ultimo chiede di far fotografare da un professionista l’accaduto e di inviare tutta la documentazione raccolta a Roma.

Dopo alcuni anni, vedendo che non c’è traccia di decomposizione, monsignor Bergoglio, divenuto arcivescovo di Buenos Aires, autorizza analisi approfondite: un campione di tessuto viene inviato a un laboratorio di Buenos Aires, dove si scopre che i globuli rossi e bianchi del sangue sono di un cuore umano.

Il laboratorio riferisce anche che il campione di tessuto ha le caratteristiche di un uomo ancora vivo, con le cellule del cuore pulsanti. E’ utile sottolineare che l’origine dei campioni è sempre stata mantenuta segreta per non inquinare i risultati.

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Miracolo eucaristico di Buenos Aires

Nel 1999 viene chiesto al dottor Ricardo Gomez Castañón, noto neuropsicofisiologo boliviano, di condurre alcuni test supplementari su entrambi i “casi”, quello del 1992 e quello del 1996. Il 6 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del vescovo, il dottor Castañón preleva un campione di sangue sul frammento inviandolo, come racconta lui stesso, al laboratorio di genetica “Forence Analitycal” di San Francisco.

Il 28 Gennaio 2000 è reso pubblico che sul materiale inviato è stato trovato DNA umano, confermando dunque le indagini precedenti: si tratta di sangue umano con codice genetico umano.

I campioni vengono inviati anche al professor John Walker, dell’università di Sydney in Australia, il quale rileva a sua volta che si tratta di cellule muscolari e globuli bianchi del sangue, tutti intatti. La ricerca dimostra che questi tessuti sono infiammati, quindi la persona a cui appartengono ha subìto un trauma.

Miracolo_Eucaristico_04

Miracolo eucaristico di Buenos Aires

Per approfondire la questione, i campioni vengono inviati al noto cardiologo e medico legale dottor Frederic Zugibe (uno dei più eminenti esperti forensi degli Stati Uniti) della Columbia University di New York.

La sua relazione è datata 26 marzo 2005 e si legge: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore.

Va ricordato che il ventricolo sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi.

Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto”.

Testimoni di queste analisi sono due australiani, il giornalista Mike Willesee e l’avvocato Ron Tesoriero, i quali, successivamente, spiegano al cardiologo che il campione da lui analizzato è stato prelevato nel 1996.

Quando Zugibe viene a sapere dai due che quel materiale era stato inoltre tenuto per un mese in acqua e per tre anni in acqua distillata, resta esterrefatto.

Il dottor Zugibe conclude, ovviamente, che la scienza non può affatto spiegare un simile fenomeno, ma la sorpresa è ancora maggiore quando scopre, dal dottor Castañón, che quel frammento di cuore umano “vivente” era in origine un’ostia, ossia un pezzo di pane consacrato.

CONFRONTO CON IL MIRACOLO DI LANCIANO

Miracolo_Eucaristico_05_LANCIANO

Miracolo eucaristico di Lanciano

Dopo questi fatti, il dottor Castañón dispone che il referto di laboratorio risultante dagli esami del campione dell’ostia di Buenos Aires, venga messo a confronto con gli esami del miracolo di Lanciano, ancora una volta senza rivelare l’origine del campione esaminato.

Gli esperti che eseguono questo confronto concludono che i due referti riguardano ambedue campioni provenienti dalla stessa persona. Segnalano anche che i due campioni rivelano sangue di tipo AB, lo stesso riscontrato sulla Sindone e sul sudario di Oviedo. Questo sangue rispetta le caratteristiche di un uomo nato e vissuto in Medio Oriente.

(Fonte: dal messalino quotidiano di Novembre delle edizioni Shalom)

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