FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘famiglie divise’

«Io non sopporto che si amino!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/06/2018

«Io non sopporto che si amino!». È stata questa la risposta chiara, immediata e rabbiosa che un demone ha dato a monsignor Sante Babolin, esorcista della diocesi di Padova, autorevole esperto del preternaturale, che aveva chiesto al maligno perché tormentava la sposa di un suo amico.

Il fatto è stato raccontato dal sacerdote nei giorni scorsi in Messico – dove ha tenuto una serie di conferenze – al settimanale cattolico Desde La Fe.

Babolin ha spiegato che l’odio di Satana verso il matrimonio si deve al fatto che questo è il sacramento più vicino all’Eucaristia: «Mi spiego. Nell’Eucaristia noi offriamo al Signore il pane e il vino che per azione dello Spirito Santo si convertono nel corpo e sangue di Gesù. Nel sacramento del matrimonio si verifica qualcosa di analogo: per la grazia dello Spirito Santo l’amore umano si converte in amore divino, cosicché, in modo reale e particolare, gli sposi consacrati dal sacramento del matrimonio realizzano quello che dice la Scrittura: Dio è amore, chi conserva l’amore permane in Dio e Dio in lui».

Babolin ha ricordato che un mezzo spirituale potente per tenere lontana la tentazione dell’infedeltà coniugale è la preghiera quotidiana del Rosario.

(Fonte: http://www.iltimone.org)

Ricordiamoci di questo, mariti ogniqualvolta abbiamo la tentazione di svalutare le nostre mogli, o di rivendicare spazi e libertà, o di permettere ai nostri sguardi di indugiare su bellezze a cui non abbiamo diritto.

Ricordatelo anche voi, amate mogli ogniqualvolta avrete la tentazione di estromettere i vostri mariti perché siete brave a coordinare tutto anche nnostante le nostre assenze, o di tartassarci perché ci isoliamo o…

Ma soprattutto ricordiamoci tutti di pregare e di farlo insieme, vincendo complessi e timidezze, anche e soprattutto se non siamo abituati a farlo, tenendo presente che la famiglia che prega resta unita.

Mi colpisce a tal proposito le riflessioni di un laico americano su dieci modi in cui il demonio attacca oggi le famiglie.

Non è un segreto che il demonio attacchi le famiglia; nel giardino dell’Eden ha distrutto il matrimonio tra Adamo ed Eva, nel capitolo successivo della Bibbia ha una tale influenza da indurre un fratello a uccidere suo fratello.

Da allora le nostre case sono sotto la sua attenzione. Ecco perché:

1 – Vuole distruggere ciò che Dio ha creato, è nella sua natura.

2 – Vuole distruggere la testimonianza del nostro matrimonio. San Paolo dice in Efesini 5 che i nostri matrimoni sono immagine del Vangelo. Se il nemico distrugge il mio matrimonio non posso più essere un modello di Vangelo amando mia moglie come Cristo ama la Chiesa.

3 – Satana odia i nostri figli. E’ soddisfatto quando le decisioni degli adulti portano i figli lontano da Dio e dalla Chiesa. Spesso noi genitori diventiamo i suoi strumenti nel fare questo.

4 – Il nemico ci vuole sottrarre il ruolo primario di educatori, ruolo che si esercita in casa. Quando la casa è nel caos il ruolo educativo della Chiesa diventa sempre più difficile.

5 – Vuole ferire le nostre testimonianze. Satana ci perde quando seguiamo Cristo, ma non si arrende. Non può strapparci dal regno di Dio, ma può oscurare la nostra luce per il Vangelo.

6 – Lotta per rimuovere la gente dal servizio. Se distrugge le nostre case e famiglie non ci resta più niente per il servizio.

7 – Satana vuole sviare la Chiesa dal Vangelo farà del tutto per impedirci di portare il Vangelo ai nostri vicini a partire dalla distruzione delle nostre famiglie.

8 – Farà del tutto per ostacolare la nostra preghiera. San Pietro ci avverte che i matrimoni poco sani possono bloccare la nostra preghiera (1 Pt 3,7) ” E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere.”

9 – Si diverte a ferire o ledere la vita.

10 – Quando una famiglia fallisce l’intera Chiesa resta ferita; siamo un corpo e quando una persona ferisce, tutto il corpo sta male.

(Fonte: http://chucklawless.com/)

Prega oggi per la tua famiglia!

Prega con la tua famiglia.

Vinci quel senso di pudore che abbiamo quando non siamo abituati a pregare con i nostri cari e prega insieme alla tua famiglia!

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“Voi avete chiesto a Luigi e Zelia, e loro sono andati da Gesù e gli hanno detto: guarisci Pietro? E io sono guarito”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/10/2016

Pietro con i suoi genitori

Pietro con i suoi genitori

Un miracolo, quando accade, “è per tutti”. La guarigione di Pietro Schilirò, per intercessione dei coniugi Zelia e Luigi Martin, non ha solo ridato la vita a quel piccolo bimbo di un mese, destinato a vivere ancora poche ore o pochi giorni, ma ha ridonato ai genitori il gusto di essere sposi e “sposi cristiani”, e ha creato intorno a loro amicizie con altre famiglie in situazioni difficili.

A raccontare il “dopo” sono Valter e Adele, i genitori di Pietro. Il “primo miracolo” della guarigione è stato solo l’inizio dell’avventura: “Il Signore i miracoli li fa sempre, tutti i giorni, poi ogni tanto ne fa uno un po’ più grande, per farci accorgere che si occupa sempre di noi”.

Era l’estate del 2002: “Ci rendevamo conto che quel che era accaduto non era per un merito: non siamo genitori più bravi di altri che hanno domandato la stessa cosa, non sappiamo perché il Signore abbia scelto di guarire Pietro. Allora, se non è per merito vuol dire che questo fatto appartiene a tutti”. Per esempio, “ha portato noi, come coppia, ma anche altri intorno a noi, a riscoprire la nostra vocazione matrimoniale. Abbiamo riscoperto l’orgoglio di essere sposi cristiani”.

Dopo la guarigione di Pietro, Valter e Adele, insieme a tutta la famiglia – Pietro, oggi 13 anni, è l’ultimo di cinque figli – hanno cominciato a “frequentare” più assiduamente i coniugi Martin, attraverso i loro scritti e con qualche gita a Lisieux.

pietro_02“Ormai Luigi e Zelia “sono di famiglia, un punto di riferimento per tutti”. Quanto accaduto a Pietro “è diventato la certezza che il Signore si occupa della nostra vita, anche nella quotidianità, per cui vale la pena mettere nelle Sue mani le nostre fatiche e i nostri dolori”. I Martin “erano una coppia semplice, che viveva le cose di tutti: la famiglia, il lavoro, l’educazione dei figli, le opere sociali, quindi ci siamo sentiti molto vicini. Si prendevano cura l’uno dell’altro, si prendevano cura della loro santità, e questo faceva sì che il loro rapporto diventasse più bello nel tempo.

Vivevano tutto a partire dall’esperienza di vita con Gesù, che era il primo a essere servito nella loro famiglia”. Così “anche noi abbiamo cominciato a guardare di più ciò che il Signore faceva accadere nella nostra vita”.

Questo “ha aiutato il rapporto tra noi, a volerci più bene, a stimarci di più, a non lasciare tramontare il giorno con l’arrabbiatura – anche a denti stretti ma un ‘Angelo di Dio’ insieme bisogna dirlo prima di dormire. È un cammino, in cui il matrimonio diventa più bello, una occasione grande per vivere l’anticipo della bellezza sconfinata dell’Eternità”. Una novità contagiosa, da cui è fiorita in modo inaspettato l’amicizia con altre coppie, che spesso vivevano con fatica la loro vocazione matrimoniale, sia persone che già li conoscevano e hanno approfondito l’amicizia con loro in seguito a questi fatti, sia persone che avevano saputo del miracolo e che, trovandosi in situazione di bisogno – sia malattie di figli, sia per difficoltà di relazione tra coniugi – si sono avvicinati alla famiglia Schilirò.
“Con alcuni è nata una amicizia che negli anni è diventata un modo accompagnarsi nelle vicende della vita”.

pietro_03E con Pietro? A lui hanno raccontato quanto era successo pian piano, mentre cresceva, e soprattutto in occasione della beatificazione dei coniugi Martin, nel 2008, occasione in cui tutta la famiglia si è recata a Lisieux. Pietro allora aveva sei anni. Una volta tornati a casa – racconta Adele – “non ero convinta che avesse capito, allora gli ho chiesto: Pietro hai capito cosa c’entri tu con i coniugi Martin, cosa è successo? E lui ha risposto: ‘quando sono nato ero malato e voi avete chiesto a Luigi e Zelia, e loro sono andati da Gesù e gli hanno detto: guarisci Pietro? E io sono guarito”.

In famiglia Pietro è il più coccolato essendo il piccolo di casa. “Ma non abbiamo mai fatto di lui il prescelto” dicono i genitori. A due anni e mezzo circa si è manifestata la sordità: “È stato come un altro segno evidente della sua normalità. La sua umanità è stata ridonata uguale alla mia, alla tua, a quella di chiunque”. E quello che sembrava una contraddizione “è stato un ‘aiuto’ a rimettere le cose al loro posto”. Pietro rimane il segno di questa presenza del Signore nella storia e in quanto segno “rimanda a un Altro, che è il Signore”.

(Fonte http://it.aleteia.org)

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