FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘far pregare i bambini’

La più grande cosa che tu possa fare è pregare

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/04/2018

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“E se ti facessi la proposta indecente di… un Rosario insieme?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/10/2015

Family_01Poco più di un anno fa mi sono ritrovato a fare una riflessione insieme a mia moglie, ovvero che la maggior parte dei nostri amici, molti dei quali non si conoscevano neanche tra di loro, sono persone di fede, legate, in un modo o nell’altro, alla Vergine Maria.

Da alcuni abbiamo ricevuto la testimonianza e l’annuncio di una fede mariana vissuta, altri hanno fatto esperienza di Maria che porta a Gesù per altre vie, qualcuno ha riscoperto la fede a Medjugorje, ma in un modo o nell’altro tutti i nostri amici erano e sono anche amici di Maria.

Ed è così che un giorno mi è venuta in mente la cosa più ovvia, che forse era talmente ovvia che in tanti anni nessuno di noi ci aveva mai pensato, e così ho inviato un messaggio whatsapp a tutti questi amici, che recitava pressappoco così:

Family_02“Ciao, siamo amici da anni, da anni condividiamo gioie e dolori della vita, gradevoli serate, magari una vacanza insieme. Sia noi che voi abbiamo sperimentato l’amicizia speciale con la Vergine, ma non abbiamo mai pregato un Rosario insieme. E se ti facessi la proposta indecente di un Rosario seguito da una bella cena tutti insieme?

Non abbiamo fatto altro che anteporre, a una delle nostre solite cene piene di risate e allegria, un Santo Rosario secondo le intenzioni della Santa Vergine.

La volta successiva abbiamo esteso l’invito a due colleghi anch’essi di spiritualità mariana e un’amica blogger cattolica, che si sono uniti a questa compagnia di amici a cui piace pregare e mangiar bene.

wpid-img_20140825_224923.jpgIn maniera spontanea, serena ma sorprendentemente entusiasmante, sperimentavamo la gioia di essere amici ma anche figli della stessa Madre. Si pregava e durante la cena ognuno condivideva la propria esperienza edificando tutti.

Dei nostri amici portavano anche i bambini, come sempre, e questi, interrompendo i loro giochi, con la stessa spontaneità con cui avevamo organizzato la serata, al quinto mistero si univano a noi, sedendosi per terra, pregando con un amore e una devozione che ogni volta ci insegnano quale sia il migliore atteggiamento nei confronti di Dio.

Ora stiamo continuando, con la benedizione del mio padre spirituale, probabilmente diventerà un incontro mensile, ma improntato a quella spontaneità che abbiamo sempre avuto e che tanto mi ricorda le riunioni dei primi cristiani.

Un Rosario, una cena in sana allegria, condivisione, una montagna di risate e… dove la Vergine Santa ci vorrà portare…

Avete anche voi amici con cui condividete la fede ma con i quali non vi siete mai ritrovati a pregare insieme?

Provate anche voi, basta poco, una casa, dei rosari, una bella cena… il resto lo farà il Signore, per le mani di Maria.

…E se poi ti va di condividere la tua esperienza col blog scrivimi pure a fermenticattolicivivi@gmail.com

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“Il più forte sarà sempre chi mette le mani giunte”…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/10/2014

happy-family-praying-together-01…diceva Kierkegaard. Ecco perché sarebbe da incoscienti escludere la preghiera dall’educazione dei nostri figli.

Sulla preghiera girano tanti pregiudizi che la mettono in pessima luce.

Alcuni pensano che sia un gargarismo di parola, altri un guasto senile. I più raffinati la considerano un trucco psicologico, la maggioranza sostiene che sia la cosa più noiosa al mondo!

I genitori ‘egregi’ (fuori dal gregge), invece, si AGGRAPPANO alla preghiera perché hanno sperimentato (sta qui la forza della loro argomentazione!) che la preghiera è una forza che ha il potere di risolvere crisi di nervi, momenti di depressione, noie, malumori

Questa loro esperienza diretta li porta a dar ragione al grande filosofo danese Soeren Kierkegaard il quale non aveva dubbi: “Il più forte sarà sempre chi mette le mani giunte”.

I genitori-salmoni non solo si aggrappano alla preghiera ma la difendono anche, con la forza!

happy-family-praying-together-02La difendono perché la preghiera è una grande riserva di valori pedagogici.

La preghiera ricorda che esiste il ‘grazie!’ (pregare non è chiedere l’elemosina a Dio, è, soprattutto, ringraziarlo).

La preghiera tiene desta la meraviglia (pregare è stupirci, complimentarci con Dio).

La preghiera dilata l’io (pregare è aprire le persiane: se non si fa bontà, è segno che c’è qualcosa che non va!).

La preghiera cura, guarisce, tonifica (il grande protagonista dell’indipendenza indiana Gandhi, ha confidato: “Più volte sarei diventato pazzo se non avessi avuto la preghiera!”).

Ecco quattro preziosi doni che ci vengono dalla preghiera!

  1. Sarebbe da incoscienti escluderla dall’educazione! I genitori-salmoni non sono incoscienti! Sono sapienti: per questo riservano al verbo pregare un capitolo importante della loro arte di educare. Sanno che, fin dalla prima infanzia, si può educare alle mani giunte e conoscono bene alcune strategie.
  2. Accettano il modo di pregare del bambino perché non associ mai ‘preghiera’ e ‘noia’. Sarebbe rovinare tutto! Accettano quindi che il bambino preghi con tutto se stesso, anima e corpo (che allunghi le braccia, che alzi le mani, che mandi un bacio…); accettano che le sue preghiere siano semplici (‘Grazie, Gesù, perché oggi ho visto due farfalle!’…); accettano che abbiamo un’attenzione lunga quanto un francobollo e che quindi non possa pregare a lungo…
  3. Qualche volta portano il piccolo nella chiesa silenziosa e grande, gli sussurrano una preghiera brevissima, gli fanno accendere un cero alla Madonna (tutte esperienze che hanno per il bambino il fascino del mistero e gli fanno intuire la trascendenza: l’esistenza, cioè, di realtà che superano la nostra capacità mentale).
  4. Alcuni genitori sono così convinti dell’importanza delle mani giunte che allestiscono nella loro casa un bel ‘punto-preghiera’, ove andare per fermarsi, raccogliersi, parlare con Dio.

happy-family-praying-together-03Soprattutto, per educare alla preghiera, padre e madre si fanno sorprendere a pregare dai figli!

E’ impossibile, infatti, che un piccolo, vedendo papà e mamma che stanno pregando raccolti, attenti, concentrati, non venga contagiato e si metta, lui pure, a pregare.

Allora la scena diventa stupenda:

una famiglia unita nella preghiera…

Una famiglia in pace…

Una famiglia intelligente: ha capito che chi prega cresce più in fretta; ha capito che per innalzarsi, l’uomo deve inginocchiarsi!

(Tratto da “La pedagogia controcorrente dei genitori salmoni di padre Pino Pellegrino, Astegiano Editore, pagg.114-116)

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