FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘femminicidio’

«Il giorno dopo mio marito cominciò a piangere»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/06/2021

Gironzolando per la rete mi sono imbattuto nel sito dei Piccoli Figli della Luce, un’associazione privata di fedeli approvata dal Vescovo locale (Parma).

Scorrendo il sito mi ha colpito la testimonianza di una donna il cui marito violento, grazie alla preghiera si converte e cambia radicalmente. Una bella storia che mostra come Dio può sciogliere i cuori più duri, sovvertendo il finale di una storia che si verifica fin troppo spesso.

«Negli ultimi anni, i contrasti in famiglia sono stati sempre maggiori e soprattutto mio marito ci ha fatto molto soffrire con i suoi atteggiamenti imperiosi e violenze verbali.

Padre padrone, marito padrone. All’inizio del mese di marzo, in un ennesimo litigio, mio marito, prima caccia fuori di casa un figlio, mi appella con mille brutti nomi, e dorme in un altro letto.

Ho implorato Gesù e la Madonna e ho pregato, in unione ai Piccoli figli della Luce, a cui avevo chiesto preghiera, le novene della Moltiplicazione. Il giorno dopo mio marito cominciò a piangere, io gli dissi parole buone e intercedetti per i figli.

Lo abbracciai, consolandolo come si fa con un bambino e fui costretta a chiamare mio figlio per dirgli del padre. Si parlarono al telefono piangendo e, dopo avergli chiesto perdono, mio marito si calmò. Il giorno dopo mio figlio arrivò a casa, si abbracciarono e si chiarirono.

Ma il fatto non è finito qui, perché dopo due giorni, gli chiesi di andare da un sacerdote. Lui accettò e quel sacerdote, appena lo vide, lo abbracciò e lo porto con sé nel confessionale.

Rimasero pochi minuti perché il sacerdote vedendo le sue lacrime, non lo fece parlare, gli diede l’assoluzione, lo abbracciò, e dopo divenne il suo padre spirituale. Dopo di che, mio marito recitò in Rosario con me in Chiesa e sentì la Santa Messa.

Erano sessant’anni che non si confessava e più di quaranta che non prendeva una Comunione. Ho ringraziato Gesù dal profondo del cuore per questa grazia grandissima e i piccoli figli della luce che in questo periodo hanno pregato per me.»

(Fonte: http://www.piccolifiglidellaluce.it)

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«Non si può capire il suo sacrificio se lo si separa dalla sua fede personale»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/04/2018

Sono rimasto toccato dalla morte di Arnaud Beltrame, il gendarme francese che non ha esitato a offrirsi come ostaggio al posto di una donna, durante l’attentato di matrice islamica avvenuto a Trebes lo scorso 23 marzo.

Scopro con piacere che oltre ad essere un uomo coraggioso e protettivo, si era riavvicinato alla fede incarnandola al punto di dare la vita come quel Gesù che aveva riscoperto.

Dopo la morte tragica del tenente colonnello della gendarmeria francese, la moglie Marielle si è confidata col settimanale cattolico “La Vie”.

«Arnaud era profondamente legato a quella che lui chiamava la famiglia della Gendarmeria. Per lui non contavano né le ore di lavoro né il suo impegno. Sapeva creare unione tra i suoi uomini, infondere loro il suo slancio, portarli a dare il meglio di se stessi.

Era animato da altissimi valori morali, valori di servizio, di generosità, di dono di sé, di abnegazione. Aveva una forza di volontà fuori dal comune, sempre capace di rialzarsi dopo le prove.

Si sentiva gendarme nel suo intimo. Per lui essere gendarme voleva dire proteggere. Ma non si può capire il suo sacrificio se lo si separa dalla sua fede personale.

E’ il gesto di un gendarme e il gesto di un cristiano. Per lui le due cose sono legate, non si può separare l’uno dall’altro. Arnaud è tornato alla fede in modo forte verso i trent’anni.

Era un marito molto premuroso, quello che ogni donna sognerebbe di avere. Non si dava tregua per migliorarsi, per essere il miglior marito possibile e per rendermi felice.

Mi sosteneva e mi portava verso l’alto, sempre con molto rispetto.

Eravamo una coppia cristiana. Ci siamo preparati a lungo al matrimoni religioso grazie al solido accompagnamento dei monaci dell’abbazia di Lagrasse.

La celebrazione avrebbe dovuto aver luogo in Bretagna, perché Arnaud aveva là le sue radici. Era anche molto vicino all’abbazia di Timadeuc, dove ha fatto numerosi ritiri.

I funerali di mio marito si sono svolti in piena settimana santa, dopo la sua morte di venerdì, proprio alla vigilia della domenica delle palme, cosa che non è senza significato ai miei occhi.

E’ con molta speranza che aspetto di celebrare la resurrezione di Pasqua con lui.»

(Fonte: Credere, n. 14, Aprile 2018, pagg. 18 e 19.)

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Santa Scorese. Una Santa… al quadrato…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/03/2014

Quello che l’ha resa eccezionale è la sua determinazione, quel puntare con tutte le sue forze alla santità

Santa_01E’ stata una ragazza straordinaria nel quotidiano, quindi straordinariamente ordinaria e ordinariamente straordinaria…

Una grande volontà di essere sempre se stessa senza compromessi…

Santa ha vissuto una vita abbastanza normale fino al liceo… Va a Bari, incontra un giovane che aveva odio verso la Chiesa… la segue, siamo nel 1988, da quel momento in poi Sara non si libererà di quel ragazzo…

L’accompagna fino al nostro paese, Sara informa il capostazione, telefona a papà, poliziotto. Pensavamo che finisse lì, da quel momento Santa non se ne libererà più…

Questa persecuzione l’accompagna durante tutto il suo cammino di crescita… Il suo animo si sta elevando in alto ma… questo ragazzo era sempre nei dintorni di casa, anche di notte… Sara ancava a Messa accompagnata in chiese diverse, era sempre scortata dalla famiglia, dagli amici, da tutta la comunità…

Santa_0215 Marzo 1991. Santa era stata a lezione, nel pomeriggio sarebbe andata in parrocchia per la catechesi di Azione Cattolica. Era il periodo incui sbaravano i primi albanesi a Bari e c’era emeregenza di carità, di assistenza. Durante la catechesi Santa ha lasciato un messaggio importante basato sulla carità fattiva. “Ha scosso gli animi”, ricorderanno il giorno dopo tutti gli amici.

Santa ha citofonato, papà si è affacciato e ha visto la scena dell’omicidio della sua bambina.

Santa non è morta in quel momento ma è stata trrasportata al policlinico di bari dove ho potuto vederla per l’ultima volta in un momento di grande, grandissima unità, quando sonoi riuscita a dirle di affidarsi all’Immacolata a cui siamo affidate entrambe. Lei mi ha fatto un cenno con gli occhioni grandi e colmi veramente di amore fino all’ultimo…

Santa muore quella notte. Naturalmente lascia il vuoto ma anche tanta spoeranz. Il Vangelo di quel giorno era quello del chicco di grano.

“In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Giovanni 12, 24)

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