FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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“Di fronte a Gesù Eucaristia… non mi interessava più il palcoscenico, tutto era cambiato…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/01/2017

Dal palcoscenico al convento: la storia di frate Stefano Luca.

Dopo il diploma presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano lascia il palcoscenico per indossare il saio ed iniziare il cammino dei frati cappuccini. Oggi fa parte del “coordinamento nazionale teatro in carcere”, coordina e gestisce i laboratori di teatro sociale in Veneto e collabora con diverse associazioni, comunità di recupero e organismi socio-educativi.

In un ritiro il mio unico pensiero era cosa fare nell’immediato futuro; perché le cose giravano bene, con l’accademia, con il lavoro, mi chiedevo; finisco l’accademia o inizio a lavorare in maniera piena?

Invece alla sera, di notte, era la prima volta che mi capitava di fare adorazione eucaristica, non sapevo neanche cosa fosse, mi sono ritrovato in ginocchio di fronte a Gesù Eucaristia, e lì è stato un disastro, mi ricordo che mi sono messo a piangere, tutto era cambiato, tutto quello che avevo desiderato, tutto quello che avevo, non aveva più senso.

Non m’interessava più il palcoscenico, non m’interessava più recitare, non m’interessavano più alcune relazioni con le ‘morose’, niente, niente.

Un frate mi disse in maniera provocatoria: “Cosa vorresti fare? Mollare tutto e fare cosa? Intanto finisci l’accademia e la finisci bene e nel frattempo inizi un cammino di discernimento vocazionale, aperto a più stati di vita.

I miei genitori tutto si aspettavano fuorché questo. All’inizio mia madre diceva che ero in tournée e non con i frati. Adesso hanno accolto e mi azzardo a dire che sono quasi contenti.

Ora utilizzo il teatro come mezzo buono, come strumento coi tossicodipendenti e anche nelle carceri.

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Da medico a frate, la storia di Francesco

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/03/2014

La vocazione non è uno “scelgo di vivere in questo modo” ma è rispondere a una chiamata, a una vocazione che il Signore fa.

sanfrancescoIn realtà la vocazione è un incontro tra il desiderio che l’uomo porta dentro e il desiderio di Dio sull’uomo, e quando c’è questo incontro, questa comunione, non può che nascere gioia, amore e desiderio di rispondere alla chiamata. Questo per ogni tipo di vocazione, non solo per la vocazione religiosa.

E’ un qualcosa che è scritto, stabilito da prima o da sempre. La vocazione non è soltanto l’istante o il momento in cui uno sente la chiamata ma è tutta la vita, quindi è come se il signore mi abbia accompagnato all’incontro con i frati, con san Francesco…

Quello che mi ha fatto cambiare la prospettiva è che non solo posso amare ma che sono amato… perché quando l’amore lo voglio offrire io è come se tutto partisse solo da me, ma la mia esperienza con la preghiera e una catechesi sull’amore crocifisso di Gesù è che quell’amore di Gesù in Croce era anche per me, ho sentito forte un sussurro: “Io sono morto e sono risorto anche per te”, e da quel momento (…) è cambiata la prospettiva, non sono soltanto io ad amare ma la fonte dell’amore è qualcun altro, non sono io, è Gesù che ama me e io posso diventare strumento nelle sue mani…

 

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