FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘frati’

«Non è un no all’amore ma un sì più grande!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/01/2022

Frati e suore: non c’è un sacramento a parte per questa scelta di vita, ma cos’è allora che li distingue?

Don Tommaso della parrocchia Natività NSGC di Roma, cerca di spiegare le caratteristiche della vita consacrata prendendo spunto dalla festa del 2 febbraio, la Presentazione di Gesù al Tempio.

Vale la pena guardare tutti i quattro minuti e ventisei secondi di video…

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«Il mondo lo si cambia riparandolo.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/07/2021

Fra Roberto, dall’intelligenza artificiale alla vita consacrata.

«Fin da piccolo mi addormentavo la sera immaginando di addormentarmi in una piccola navicella spaziale per esplorare i confini dell’universo.

E da questo gioco sono nate le domande esistenziali più grandi: la nostra vita verso dove va? Quali confini ammette? O invece quali confini deve oltrepassare?

Per me lo studio della matematica mi ha preparato a pormi le domande più grandi.

Verso i ventidue anni ho ricominciato a leggere il Vangelo in metropolitana… Appena ho cominciato a leggere quelle parole che conoscevo a memoria e avevo anche rifiutato, considerato poco pertinenti al mio percorso, improvvisamente mi parlavano.

Per tornare a essere creature è sufficiente fare un’esperienza di libertà intensa per accorgersi che i limiti ci sono ed è molto difficile onorarli nel modo giusto. Per cui se la vita è vissuta con intensità e sincerità, ci ricolloca nella posizione di creature.

Come diceva san Francesco, il mondo lo si cambia riparandolo.»

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«Gesù è la gioia! E tu me parle de resurrezione e staie accussì?»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/02/2019

«Se avessimo avuto una vita diversa ci saremmo persi la parte migliore: Dio!»

Fulvio, Claudio e Aldo Festa, tre fratelli accomunati dal sangue e dalla stessa vocazione, raccontano con gioia e letizia irresistibili ma con intensità, la loro storia.

Un video che vale la pena guardare fino in fondo.

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Fra’ Giuseppe, il “tallonatore” di Dio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/10/2014

Fra_Giuseppe_01Giuseppe, il frate che gioca a rugby e confessa in spogliatoio. 26 anni, gioca nel Clan Catanzaro Rugby e sostiene vivamente San Paolo “Lo sport è un esercizio sia fisico sia spirituale. La chiesa non può che appoggiare questo tipo di cammino”

In campo placca e tallona, nello spogliatoio consiglia e unisce. E’ la storia di Giuseppe Laganà 26 anni, giovane frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, riportata su ilLamentino.it del 28 maggio.

Oltre alla vocazione religiosa, Giuseppe, ha la passione per il rugby infatti è un giocatore del Clan Catanzaro Rugby, team che milita in serie C1. Da diversi anni è anche frate e chierico-studente presso la Comunità Parrocchiale di Santa Croce. Dopo la messa domenicale fra Giuseppe ripone l’abito religioso buttandosi (con il ruolo di “tallonatore”) nelle violente mischie con i colori del suo Catanzaro.

Fra Giuseppe ha iniziato a giocare a rugby a 13 anni quando è rientrato a Milazzo dalla Germania. E’ stato lo zio Massimo ad avvicinarlo alla palla ovale. “Nel corso della mia carriera – spiega fra Giuseppe – ho preso parte alla rappresentativa regionale di rugby, al torneo Aldo Milani di Rovigo, sono stato convocato in serie B. Poi, però, è maturata la scelta vocazionale”.

Fra un allenamento e una meta, ha sentito una voce interiore. “La prima persona con cui mi sono confidato – rivela – è stato un sacerdote milazzese, padre Giuseppe Currò. Poi l’ho detto al mio compagno di banco Giovanni Buda una persona con cui ci siamo sempre sostenuti a vicenda specialmente nei momenti più difficili, e al mio amico Sergio Scibilia. In famiglia l’ho detto la sera prima della prova scritta della maturità. Mia madre era titubante, si è rassicurata quando è venuta al santuario dove mi ero trasferito”.

Fra_Giuseppe_02Negli spogliatoi Fra Giuseppe dispensa aiuti tattici sia ai più giovani che ai più esperti della squadra. Ma capita anche che diventi il confessore dello spogliatoio. Fra Giuseppe gioca solo le partite interne perché nelle trasferte, la domenica in parrocchia, ci sono impegni di comunità. “Quando gioco per gli avversari sono uno dei tanti, non mi presento con l’abito. Ma quando i miei compagni mi chiamano “fra Giuseppe” si stupiscono e nel corso del “terzo tempo” mi domandano della mia esperienza vocazionale.

Nel campo, però, mi faccio rispettare come giocatore di rugby. Non rispondo mai alle provocazioni. Nel rugby il segreto è quello di replicare con i fatti, o una meta o un placcaggio fatto bene”.

Lo scorso 9 aprile fra Giuseppe Laganà ha presenziato a una conferenza dedicata alle scuole con tema “Sport, Chiesa e Legalità”. “Lo sport, come sosteneva San Paolo, è un esercizio sia fisico sia spirituale. La chiesa non può che appoggiare quando si fa questo tipo di cammino”.

“Non sono mai stato dietro a questioni di categorie, classifiche o punteggi – continua – ho sempre giocato facendo del mio meglio per essere utile alla squadra. Del rugby mi piacciono valori e principi sani.”

(Fonte: http://www.aleteia.org)

 

frate-rugbista_allUMG_locandina

Fra Giuseppe sarà ospite dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, lunedì 6 Ottobre. Prenderà parte all’incontro: “Sport, Etica e Fede” (Sala Riunioni dell’Area Giuridica – ore 12.00. Successivamente il frate-rugbista sarà ospite negli studi dell’UMG WEB RADIO nel corso della trasmissione “18 e Lode

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Un Amore al quadrato… all’ennesima potenza… Non ho saputo dire di no

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/07/2014

Il giovanissimo Fra’ Simone racconta la storia della sua vocazione

Questo incontro avviene nella preghiera, con l’incontro con Dio.

Un’esperienza talmente forte che tutto il resto appassiva…

Mi sono sentito prima di tutto amato da Dio e poi mi sono sentito a seguire questo amore. Davanti a questo amore di cui ho fatto esperienza, non potevo dire di no, non potevo tirarmi indietro.

Io ho trovato il senso della mia vita, la pienezza, la gioia. Ora sono pienamente felice e mi sento realizzato, sebbene abbia fatto voto di povertà, di obbedienza che, agli occhi del mondo può sembrare di aver rinunciato a tutto.

Questa vita è l’inizio di una vita che durerà per sempre…

Cristo è risorto ed è vivo. E questa è una notizia stupenda per noi perché se il Signore è risorto ed è vivo, anche noi potremo vivere con lui.

La comunità è un mezzo. Ci sono tante vie di consacrazione nel mondo., Il Signore mi ha fatto conoscere la Fraternità Francescana di Betania perché mi ha voluto qui. La preghiera, la vita fraterna e l’accoglienza sono i pilastri del carisma e questo mi ha molto affascinato.

Alcuni amici mi stimano e ammirano (anche se io dico loro che devono ammirare Qualcun altro, Dio, noi siamo solo strumento). Altri non capendo pensano che sia una scelta di ripiego, Però, una cosa da dire a queste persone sicuramente è che IO SONO FELICE ADESSO, e questa felicità non può derivare dalle rinunce che faccio, c’è qualcosa di soprannaturale. Qual è la Forza che muove tutto? Queste persone non sanno rispondere a questa domanda. Una risposta l’abbiamo noi. Ma sono un po’ scusate perché l’incontro con Dio è un’esperienza personale e la persona che non l’ha fatta non può capire queste cose.

Deriva tutto dalla preghiera. Se io smettessi di pregare, tutto si spegnerebbe.

Gesù si può incontrare soprattutto nella preghiera.

 

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“Il Signore ti mette gli occhi addosso sin dall’eternità, pronuncia il tuo nome…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/02/2014

Dall’esperienza col male all’incontro con Dio alla Verna e la vocazione al sacerdozio a Medjugorje, fra Stefano Sarro si racconta

C’era una profondissima inquietudine, una profonda ricerca di senso che, essendo sempre più forte e andando sempre più lontani da Dio, da quello che Lui ci ha chiesto per una vita bella, diventava sempre più profondamente una mancanza di senso ed è diventata nel corso del tempo cinismo ma anche rabbia…

Il Signore ti mette gli occhi addosso sin dall’eternità, pronuncia il tuo nome…

L’adolescenza è voglia di vita, c’è un’esplosione dei vita e purtroppo io l’avevo incanalata nella trasgressione e anche nella rabbia esplicita contro Dio…

La Confessione e l’Eucaristia a cui ho partecipato non avevano niente di speciale (…) il Signore mi ha aperto il velo davanti agli occhi e ha riempito il mio cuore d’amore, così tanto che quasi non era possibile immaginare quanto amore potesse entrare nel mio cuore.

Signore se sei così, se è così bello come sei e se tu sei in questo modo allora ti seguo, non ha nessun senso venirti contro…

Alla Verna, ebbi il cuore toccato e l’intuizione profondissima di seguire San Francesco.

La vocazione al sacerdozio l’ho ricevuta il 4 Agosto a Medjugorje durante una Messa (…) quando c’era il Vangelo in cui Gesù aveva compassione perché le folle erano come pecore senza pastore e lì cominciai la mia ricerca…

Tutta quella sete di vita, di pienezza, quella voglia profonda di scoppiare senza finire mai, di vita e di gioia, ha una parola, un volto, anche se uno non se ne accorge e non lo sa, ed è Gesù…

Un mio amico mi disse: “A Ste’ che t’è successo? Sei sereno? Mi fai paura…”

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