FERMENTI CATTOLICI VIVI

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“I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/04/2015

genitoriefigli_01Sul frigorifero di casa, mio padre, un giorno appese un foglio con questa citazione: “Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere.” firmato: Sant’Ambrogio.

Ogni volta che aprivo il frigo l’occhio mi cadeva sempre su una o due parole. E anche se ero distratto, non potevo non fare i conti con quanto era scritto su quel foglietto che ingialliva col passare degli anni, ma che imperterrito restava lì. Come se Sant’Ambrogio continuasse a dirmi “guarda che queste parole le ho preparate per te: valevano quando le ho scritte, valgono ora e varranno per sempre”.

Oggi mi appresto a diventare padre e per la prima volta rileggo queste righe in qualità di soggetto e non più solo di “oggetto” (dico “solo” perché comunque si resta sempre figli). Un senso di impotenza, misto a timore, pervadono il mio cuore. Sarò un buon padre? Saprò accompagnare mio figlio nella strada che è stata preparata per lui? E poi che ne sarà di lui? La sfida sta per cominciare. Ed essere dentro la compagnia della Chiesa, con un grande alleato come Sant’Ambrogio non può che rendere più gustoso e avvincente l’inizio di questo cammino.

Desidero quindi condividere con tutti voi il testo che va a completare la citazione. E’ un estratto dai “Sette dialoghi con Ambrogio, Vescovo di Milano” (Centro Ambrosiano, 1996).

genitoriefigli_021. L’educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l’affetto necessario.

2. Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

3. Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

4. Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.

genitoriefigli_035. Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.

6. Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere. E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

7. I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.

(Fonte: http://www.lalucedimaria.it/)

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Guardare oltre e costruirsi un domani o continuare a rimpiangere un bel passato che non c’è più? Giusy non ha avuto dubbi.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/07/2014

post 001Un buon libro da leggere in spiaggia? “Con la testa e con il cuore si va ovunque” di Giusy Versace

“Oggi è un grande dono”. Sono le parole che Giusy si ripete ogni giorno dal 2005 quando, a causa di un banale incidente in automobile, un guardrail le ha tagliato entrambe le gambe all’altezza del ginocchio, strappandola a una vita invidiabile, piena di affetti, impegni di lavoro, sogni e amore.

Di quel momento Giusy ricorda tutto: il dolore straziante, il terrore di morire e le preghiere rivolte alla Madonna, perché le dia forza. Forza che diventa la sua arma.

Insieme alla famiglia e agli amici che le si stringono attorno, Giusy muove i primi passi nella sua nuova vita. Fra pianti, speranze, paure e momenti di gioia, arrivano le protesi, “le mie nuove gambe”. Prima quelle da passeggio, poi da mare, poi addirittura da corsa, nonostante qualche dottore le suggerisca di lasciar perdere.

A un anno dall’incidente Giusy ha lasciato un fidanzato poco presente e si è buttata a capofitto in un futuro che le ha riservato sorprese e soddisfazioni: un nuovo lavoro, un nuovo amore, la creazione dell’ONLUS Disabili No Limits, che raccoglie fondi per donare ausili a chi non può permetterseli, l’oro e il record italiano sui 200 e 100 metri e il record europeo sui 100 metri.

“Con la testa e con il cuore si va ovunque è il racconto di una vicenda personale, ma anche di una scelta che riguarda coloro che si trovano ad affrontare un grande cambiamento: guardare oltre e costruirsi un domani o continuare a rimpiangere un bel passato che non c’è più? Giusy non ha avuto dubbi.

Dove ho trovato questa recensione? In uno di quei giornalini parrocchiali che giacciono in fondo alle chiese e che a volte non guardano neanche le signore di una certa età… (Fraternità, organo dell’U.N.I.T.A.L.S.I., N. 2/2013)

Io ci trovo delle perle preziose come questa che ho appena condiviso…

Per conoscere l’ONLUS nata da un’idea di Giusy, e le sue attività clicca qui: ONLUS DISABILI NO LIMITS.

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